Dialetti salentini: scaddhare

Dialetti salentini: scaddhare

di Armando Polito Confesso che, se l’amico Pasquale Chirivì non mi avesse fatto dono del suo Con decenza parlando, uscito per i tipi di Kurumuny  a Calimera nel 20101, avrei continuato ad ignorare l’esistenza della voce dialettale del titolo, anche perché a Nardò non l’ho mai sentita. Questo, però, può essere pure dipeso dal fatto…

Dialetti salentini: firsola

Dialetti salentini: firsola

di Armando Polito Davanti al camino, olio su tela (2018) di Salvatore Malorgio (immagine tratta da http://www.tuglie.com/davanti_al_camino.asp)   Confesso che la scelta dell’immagine di testa è stata piuttosto sofferta. Proporre una foto  esclusiva della firsola mi sembrava limitare il potere evocativo integrale che qualsiasi oggetto del passato conserva, per quanto è possibile, se non isolato…

Dialetti salentini: scuèrpu

Dialetti salentini: scuèrpu

di Armando Polito La voce al singolare designa il pero selvatico detto anche calapricu1 o piràscinu2(prima foto), ma pure l’arbusto spinoso delle more selvatiche in passato usato come ostacolo dissuasivo dall’oltrepassare un atu3(seconda foto). Per l’etimo non posso che partire dal maestro universalmente riconosciuto, cioè il Rohlfs. Egli, però, non dà alcuna proposta etimologica, rimandando…

Dialetti salentini: la carratizza e lu carritieddhu

Dialetti salentini: la carratizza e lu carritieddhu

di Armando Polito (La prima immagine è tratta da http://www.brundarte.it/2018/12/05/professioni-mestieri-lecce-nel-1700/,  la seconda da http://www.me123456.altervista.org/joomla/index.php/che-bella-foto/60-che-bella-foto/851-la-carratizza.html e la terza da https://www.pinterest.it/pin/59602395044422142/?lp=true) Il progresso in generale e in particolare quello tecnologico dei nostri tempi ha già consegnato tanti strumenti non alla pensione ma, bene che vada, a qualche negozio di antiquariato, se non, come di solito succede, a…

Dialetti salentini: fògghie, fugghiàzze e scafògghie

Dialetti salentini: fògghie, fugghiàzze e scafògghie

di Armando Polito Quando si studia un termine dialettale si cerca anzitutto di individuare, se esiste, il perfetto corrispondente italiano. Per perfetto intendo qualcosa di coerente, oltre che sul piano formale, anche su quello semantico. Nel nostro caso, per esempio, per fògghie si pensa subito, e a ragione, all’italiano foglie, plurale di foglia. Ma fògghie…

Dialetti salentini: atu

Dialetti salentini: atu

di Armando Polito È il varco che consente di entrare in un podere recintato, per esempio, da un muro a secco. Suo padre, etimologicamente parlando, è il latino vadum, che significa secca, bassofondo, acqua bassa del fiume, del mare, di un pozzo, fondale, letto, (in senso figurato) luogo sicuro ma anche insidia, pericolo, difficoltà, passaggio…

Dialetti salentini: cacchiame

Dialetti salentini: cacchiame

di Armando Polito Il tempo dedicato al sonno ha visto utilizzare prima la nuda terra, poi  un semplice strato di foglie, più in là un rudimentale materasso costituito da un sacco riempito di paglia e detto perciò saccone, quindi  la sua evoluzione con la lana al posto della paglia e, via via, il materasso a…

Dialetti salentini: ceddhi e addoieddhi, due botte di ironia

Dialetti salentini: ceddhi e addoieddhi, due botte di ironia

di Armando Polito Ci sono parole logorate nel loro spirito nativo dall’uso e dal tempo. È il caso delle due di oggi, la prima un pronome indefinito, la seconda un avverbio di luogo. Solo l’indagine etimologica è in grado di recuperare parzialmente il valore perduto, ma non credo che questo post sia in grado di…

Dialetti salentini: ‘llitticare

Dialetti salentini: ‘llitticare

di Armando Polito Mi auguro che anche altri lettori seguano l’esempio di Tarcisio Vernich, che, dopo avermi proposto di occuparmi di ‘rrigghiare (vedi http://www.fondazioneterradotranto.it/2019/09/01/dialetti-salentini-rrigghiare/), mi invita a farlo di ‘llitticare.1 Questa volta l’occasione è molto ghiotta perché la voce non è registrata dal vocabolario del Rohlfs2 e nel Garrisi3 al lemma llettecare si legge: intr.;…

Dialetti salentini: ‘rrigghiare

Dialetti salentini: ‘rrigghiare

di Armando Polito Tramite il comune amico Marcello Gaballo il concittadino dottor Tarcisio Vernich chiedeva qualche giorno fa chiarimenti circa l’origine della voce dialettale del titolo. Premesso che il padre di Tarcisio, Amilcare, è stato il mio maestro delle elementari e che di lui conservo un lucidissimo e grato ricordo, spero di essere chiaro, preciso…

Dialetti salentini: ìgghiu

Dialetti salentini: ìgghiu

di Armando Polito In uno dei suoi primi racconti del 1946, Balletto delle fanciulle del Sud,  Vittorio Bodini così lo definisce: “… frenesia infantile del riso femminile per nulla, detta igghiu, forse da illud, non da ictus: il pronome neutro latino ne renderebbe la cieca spinta d’un’indistinguibile sessualità.” Posso condividere, per questo fenomeno che in…

Dialetti salentini: tuestu

Dialetti salentini: tuestu

di Armando Polito Usato col significato di duro, corrisponde all’italiano tosto che, però, presenta una gamma semantica più estesa, usato com’è, oltre che con valore di aggettivo, anche con quello di avverbio (sinonimo di subito) e di sostantivo (adattamento dell’inglese toast). Il padre è il latino tostum, participio passato di torrère che significa disseccare, abbrustolire….

Dialetti salentini: cuddhura

Dialetti salentini: cuddhura

di Armando Polito Avrei potuto intitolare questo post con Non tutto il male vien per nuocere, ma avrei fatto un torto imperdonabile a chi prima di me si è occupato brillantemente della cuddhura, cioè Roberto Panarese nel suo Cuddura e collirio: che ci azzecca? uscito su questo blog il 20 aprile scorso (http://www.fondazioneterradotranto.it/2019/04/20/cuddura-e-collirio-che-ci-azzecca/). A quella…

Dialetti salentini: sparliggiare

Dialetti salentini: sparliggiare

di Armando Polito La parola, si dice, è il principale, nostro esclusivo dettaglio che ci distingue dalle cosiddette bestie. Sulla sua potenza sono atati versati fiumi di … parole,  per analizzarne la capacità di suggestione, dalla poesia alle promesse della politica … Siamo tanto presuntuosamente sicuri della nostra intelligenza da non farci minimamente sfiorare dal…

Dialetti salentini: le coniugazioni, un esempio di risparmio linguistico

Dialetti salentini: le coniugazioni, un esempio di risparmio linguistico

di Armando Polito La tabella, le cui voci prive di accento sono da considerarsi piane, sintetizza nozioni grammaticali in passato ben note anche ai non addetti ai lavori e ben note, per quanto riguarda la sezione latina, a chi, ormai attempato, ha avuto l’opportunità di conoscere questa lingua in tempi in cui essa era una…

Dialetti salentini: pindinu

Dialetti salentini: pindinu

di Armando Polito La voce di oggi trova una doppia corrispondenza nelle italiane pendio e pendino. Con la prima la corrispondenza è perfetta dal punto di vista semantico, essendo pindinu usato a significare una pendenza più o meno accentuata del terreno, nonché nella locuzione proverbiale l’acqua vae sempre allu  pindinu (l’acqua scorre sempre verso la…

Cuddura e collirio: che ci azzecca?

Cuddura e collirio: che ci azzecca?

di Roberto Panarese Essendomi interrogato come ogni buon salentino sull’origine e sul significato della parola “cuddura”, ho chiesto anche un parere alla Prof.ssa Maria Luisa Agati (già docente di Codicologia all’Università Tor Vergata di Roma e Specialista in Paleografia Greca presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Archivistica e Diplomatica) e questo è quanto mi ha riferito: “In greco…

Dialetti salentini: lliticare

Dialetti salentini: lliticare

di Armando Polito Se su llliticare avessi avuto da dire solo che corrisponde esattamente all’italiano litigare, questo post non avrebbe avuto ragione di esistere. Eccomi, invece, a descrivere le differenze nell’uso. Litigare, intanto, è rimasto tal quale in italiano dal latino, composto da litem àgere (alla lettera:fare, operare, portare avanti una lite, anche giudiziaria) Litigare…

Dialetti salentini: còcchia, ‘ccucchiare e scucchiare

Dialetti salentini: còcchia, ‘ccucchiare e scucchiare

di Armando Polito   La voce di oggi mi sembra emblematica della ricchezza semantica del dialetto rispetto alla lingua nazionale. Questa volta parto dal latino còpula, che significa legame. L’analoga voce italiana si è specializzata nel significato di unione sessuale, alias coito, conservando, però, quello originario nella marca grammaticale (copula, appunto) che contraddistingue il verbo…

Dialetti salentini: scàncaru e stàntulu

Dialetti salentini: scàncaru e stàntulu

di Armando Polito Sono due elementi fondamentali di qualsiasi porta. Scàncaru ha il suo corrispondente italiano in ganghero, che è dal greco tardo κάγχαλος (leggi càngalos) così attestato nel glossario  Esichio di Alessandria (V secolo): κάγχαλος κρίκος ὁ ἐπὶ ταῖς θύραις. Σικελοί (κάγχαλος anello sulle porte. Siciliani). Detto che κρίκος è forma epica di κίρκος…

Dialetti salentini: èrtula

Dialetti salentini: èrtula

di Armando Polito Va detto prima di tutto che la voce dialettale di oggi è usata, parlo per Nardò,  solo al plurale e solo nella locuzione ota li èrtule e sciàndile! (alla lettera: gira le bisacce e andiamocene!), invito rivolto anche ad un compagno immaginario quando non è il caso, per motivi vari, di trattenersi…

Dialetti salentini: sciana

Dialetti salentini: sciana

  di Armando Polito Sinonimo di umore, sciana è in uso in locuzioni del tipo osce sto ti sciana (oggi sto di umore giusto, ho voglia di fare) ma anche in unione all’aggettivo che ne definisce esplicitamente il valore positivo (sto ti bona sciana) o negativo (sto ti malesciana). Il derivato scianaru (prevalentemente e, come…

Dialetti salentini: saccufàe

Dialetti salentini: saccufàe

di Armando Polito   Dimmi come mangi e ti dirò chi sei: non so quanto il popolare detto sia attendibile, ma è un dato di fatto che, sostituendo come con cosa, il campanilismo ha avuto a disposizione mille occasioni per lo sfottò, se non per la denigrazione. Per il Salento basterebbe ricordare i nomignoli degli…

Dialetti salentini: pirumafu

Dialetti salentini: pirumafu

di Armando Polito In tempi in cui quasi tutte le emittenti televisive hanno fatto dei programmi di culinaria il fulcro dei loro palinsesti, chi non sa che la piròfila è una pentola, un tegame, un recipiente fabbricato con materiale resistente al fuoco? L’importante, però,, è cucinare e poi, naturalmente, mangiare, per la qual cosa non…

Dialetti salentini: carassa e scarassare

Dialetti salentini: carassa e scarassare

di Armando Polito Non so voi, ma io in casa sono quasi continuamente, quando ricevo la visita di una delle mie due figlie (non dico auale …) a spegnere interruttori, tv ed altri apparecchi che utilizzano l’energia elettrica; mi debbo precipitare pure, quando si accende il riscaldamento, che porte e finestre siano adeguatamente chiuse, in…

Dialetti salentini: la ‘nnicateddha

Dialetti salentini: la ‘nnicateddha

di Armando Polito * Ben gli sta a chi ama più il cane del gatto!. Hai mai sentito parlare di tosse felina? Tra i disturbi tipici della stagione invernale è da annoverare la laringite acuta, detta anche tosse canina o tosse convulsa, dal suono pronunciato e dalla frequenza elevata dei suoi colpi nella fase più…

Nella cara “Ariacorte”, orme d’operosità senza tempo

Nella cara “Ariacorte”, orme d’operosità senza tempo

 di Rocco Boccadamo A Francesco Nullo, patriota e militare italiano d’origine bergamasca, distintosi in particolar modo durante la garibaldina Spedizione dei Mille, è intitolata la breve strada che delimita, sul lato nord, il ristretto spazio del più volte riproposto rione di Marittima in cui è venuto al mondo l’autore di queste righe, cioè a dire…

Dialetti salentini: mbucciare, spugghiare e spuggicare

Dialetti salentini: mbucciare, spugghiare e spuggicare

di Armando Polito * Prima di tutto si dice per favore. E poi sono già usciti tutti, ma ci sarebbe quella confezione di crocchette alle tre vitamine e mezzo che hai detto di avermi comprato ultimamente. Te ne cedo volentieri la metà; però, siccome l’hai nascosta tanto bene che non sono riuscito a trovarla, ti…

Dialetti salentini: piarella

Dialetti salentini: piarella

di Armando Polito La voce designa la donna che esercita la sua fede religiosa con partecipaziobe attiva ai riti ed alle iniziative prese dall’autorità ecclesiastica locale d’immediata pertinenza, cioè dal parroco. Pure in passato per chi viveva la vita religiosa meno intensamente la voce conteneva un giudizio velatamente negativo, come succede per zelante. L’allontanamento progressivo…

Dialetti salentini: i nomi dei giorni della settimana ed il loro genere

Dialetti salentini: i nomi dei giorni della settimana ed il loro genere

di Armando Polito   Del genere “strano” di alcune voci salentine ho avuto occasionee di occuparmi tempo fa in  http://www.fondazioneterradotranto.it/2016/07/14/brexi-la-brexit-risultati-del-nostro-referendum/. Oggi integro l’argomento aggiungendo che tutti i nomi dei giorni della settimana, escluso il sabato, sono di genere femminile: la lunitia, la martitia, la mirculitia, la sciuitia, la inirdia, la tumenica (assumo queste varianti neretine…

Dialetti salentini: sciabbicatu

Dialetti salentini: sciabbicatu

di Armando Polito Non è certo la prima bolta che nelle mie scorribande linguistiche il dialetto mi offre la prova della sua espressività spesso superiore rispetto alla lingua comune, anche se le ragioni geografiche hanno un ruolo determinante. Mi spiego meglio: se il nostro rapporto con il mare fosse stato geograficamente meno stretto, probabilmente non…

Libri| Perna e Cola, commedia religiosa plurilingue di anonimo mesagnese

Libri| Perna e Cola, commedia religiosa plurilingue di anonimo mesagnese

Giovedì. 24 gennaio 2019 LVII Colloquio di studi e ricerca storica Presentazione del volume di Tommaso Urgese, Perna e Cola, Commedia religiosa plurilingue di anonimo mesagnese del secondo decennio del 1800. Edizione commentata del manoscritto Poci con glossario delle voci del dialetto nord-salentino di Mesagne. Mesagne. Sala Convegni dell’associazione “Giuseppe Di Vittorio” (Via Castello, 20). Inizio…

La poesia popolare del Salento (parte III)

La poesia popolare del Salento (parte III)

di Cristina Manzo Uno dei canti più tipici del Salento è quello legato alla pizzica, conosciuto anche come il ballo dei tarantati. Secondo la leggenda la tarantola con il suo morso, o con la sua “pizzicata” provocherebbe nella donna, delle crisi isteriche che la indurrebbero all’esagitazione. Secondo la tradizione popolare, pare poi, che alcuni musicanti…

La poesia popolare del Salento (parte II)

La poesia popolare del Salento (parte II)

di Cristina Manzo   Anche quando i Longobardi si stanziarono in Italia e vi furono le alterne vicende della lotta tra Bizantini e Longobardi, la penisola salentina fu una delle pochissime terre che restarono legate a Bisanzio, quindi anche allora i legami marini furono più forti di quelli terrestri. E così fino al secolo XI,…

La poesia popolare del Salento (parte I)

La poesia popolare del Salento (parte I)

C’è l’influenza del mare nei canti e nelle poesie popolari del Salento di Cristina Manzo Quandu nascìì ièu foi spenturata, parse te l’ura la spentura mia, stese tre giurni lu mare quagghiatu, lu sule scìa te fore e nu’ paria. Me purtara alla chiesa a battiscìare, me morse la mammàna pè la via, se persera…

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (3/3: OCCA ARDUTA-UECCHIU TI PESCE)

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (3/3: OCCA ARDUTA-UECCHIU TI PESCE)

di Marcello Gaballo e Armando Polito OCCA ARDÚTA Stomatite. Occa è dal latino bucca(m)=guancia, poi bocca, con aferesi di b– e passaggio –u->-o-; ardùta è participio passato di ardìre=ardere, dal latino ardère; la voce dialettale, a parte il passaggio –ì->-è- si è mantenuta più fedele, per quanto riguarda l’accento, alla voce originaria latina più dell’italiano…

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (2/3: GNURICAMIENTU-‘NFUCAMIENTU TII FACCE)

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (2/3: GNURICAMIENTU-‘NFUCAMIENTU TII FACCE)

di Marcello Gaballo e Armando Polito GNURICAMIÉNTU Cianosi. GnuricamIèntu è da gnuricàre=annerire, a sua volta dal latino nigricàre=esser nero, da niger=fosco   GNURICAMIÉNTU TI SOLE Abbronzatura ed elastosi solare. Per l’etimo di gnuricamièntu vedi il lemma precedente. Terapia: empiastro di prezzemolo. Si coglie l’occasione per ricordare che a natura, fra i tanti rimedi, fornisce anche…

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (1/3: BRUSCATURA-FUECU TI SANT’ANTONI)*

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (1/3: BRUSCATURA-FUECU TI SANT’ANTONI)*

di Marcello Gaballo e Armando Polito * Estratto da Il delfino e la mezzaluna, Fondazione Terra d’Otrnto IV nn. 4-5, agosto 2016, pp. 179-193   Premessa Sono state raccolte le voci e le locuzioni dialettali riferentisi, direttamente o indirettamente, all’argomento indicato nel titolo e, dopo aver a lungo riflettuto, si è deciso, anziché inserirle in…

Dialetti salentini: pisùlu

Dialetti salentini: pisùlu

di Armando Polito Dopo pèsule, di cui mi sono recentemente occupato in http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/10/18/dialetti-salentini-pesule/, era fatale dedicare l’attenzione a pisùlu, perché si tratta di voce completamente di versa, non solo per l’accento che dovrebbe subito mettere in guardia. Pisùlu è un paracarro in pietra viva collocato in coppia ai due lati di un portone o, da…

Dialetti salentini: pèsule

Dialetti salentini: pèsule

di Armando Polito Pèsule è la variante di Nardò e tutto ciò che dirò vale anche per quella di Lecce (pìsuli) e di Scorrano (pìsule). Pèsule nell’uso ricorre raddoppiata nella locuzione pèsule pèsule in frasi del tipo pigghiamu stu saccu pèsule pèsule (prendiamo questo sacco sollevandolo di peso). Nonostante l’azione comporti l’uso della forza, la…

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

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