Dialetti salentini: ‘llitticare

Dialetti salentini: ‘llitticare

di Armando Polito Mi auguro che anche altri lettori seguano l’esempio di Tarcisio Vernich, che, dopo avermi proposto di occuparmi di ‘rrigghiare (vedi http://www.fondazioneterradotranto.it/2019/09/01/dialetti-salentini-rrigghiare/), mi invita a farlo di ‘llitticare.1 Questa volta l’occasione è molto ghiotta perché la voce non è registrata dal vocabolario del Rohlfs2 e nel Garrisi3 al lemma llettecare si legge: intr.;…

Dialetti salentini: ‘rrigghiare

Dialetti salentini: ‘rrigghiare

di Armando Polito Tramite il comune amico Marcello Gaballo il concittadino dottor Tarcisio Vernich chiedeva qualche giorno fa chiarimenti circa l’origine della voce dialettale del titolo. Premesso che il padre di Tarcisio, Amilcare, è stato il mio maestro delle elementari e che di lui conservo un lucidissimo e grato ricordo, spero di essere chiaro, preciso…

Dialetti salentini: ìgghiu

Dialetti salentini: ìgghiu

di Armando Polito In uno dei suoi primi racconti del 1946, Balletto delle fanciulle del Sud,  Vittorio Bodini così lo definisce: “… frenesia infantile del riso femminile per nulla, detta igghiu, forse da illud, non da ictus: il pronome neutro latino ne renderebbe la cieca spinta d’un’indistinguibile sessualità.” Posso condividere, per questo fenomeno che in…

Dialetti salentini: tuestu

Dialetti salentini: tuestu

di Armando Polito Usato col significato di duro, corrisponde all’italiano tosto che, però, presenta una gamma semantica più estesa, usato com’è, oltre che con valore di aggettivo, anche con quello di avverbio (sinonimo di subito) e di sostantivo (adattamento dell’inglese toast). Il padre è il latino tostum, participio passato di torrère che significa disseccare, abbrustolire….

Dialetti salentini: cuddhura

Dialetti salentini: cuddhura

di Armando Polito Avrei potuto intitolare questo post con Non tutto il male vien per nuocere, ma avrei fatto un torto imperdonabile a chi prima di me si è occupato brillantemente della cuddhura, cioè Roberto Panarese nel suo Cuddura e collirio: che ci azzecca? uscito su questo blog il 20 aprile scorso (http://www.fondazioneterradotranto.it/2019/04/20/cuddura-e-collirio-che-ci-azzecca/). A quella…

Dialetti salentini: sparliggiare

Dialetti salentini: sparliggiare

di Armando Polito La parola, si dice, è il principale, nostro esclusivo dettaglio che ci distingue dalle cosiddette bestie. Sulla sua potenza sono atati versati fiumi di … parole,  per analizzarne la capacità di suggestione, dalla poesia alle promesse della politica … Siamo tanto presuntuosamente sicuri della nostra intelligenza da non farci minimamente sfiorare dal…

Dialetti salentini: le coniugazioni, un esempio di risparmio linguistico

Dialetti salentini: le coniugazioni, un esempio di risparmio linguistico

di Armando Polito La tabella, le cui voci prive di accento sono da considerarsi piane, sintetizza nozioni grammaticali in passato ben note anche ai non addetti ai lavori e ben note, per quanto riguarda la sezione latina, a chi, ormai attempato, ha avuto l’opportunità di conoscere questa lingua in tempi in cui essa era una…

Dialetti salentini: pindinu

Dialetti salentini: pindinu

di Armando Polito La voce di oggi trova una doppia corrispondenza nelle italiane pendio e pendino. Con la prima la corrispondenza è perfetta dal punto di vista semantico, essendo pindinu usato a significare una pendenza più o meno accentuata del terreno, nonché nella locuzione proverbiale l’acqua vae sempre allu  pindinu (l’acqua scorre sempre verso la…

Cuddura e collirio: che ci azzecca?

Cuddura e collirio: che ci azzecca?

di Roberto Panarese Essendomi interrogato come ogni buon salentino sull’origine e sul significato della parola “cuddura”, ho chiesto anche un parere alla Prof.ssa Maria Luisa Agati (già docente di Codicologia all’Università Tor Vergata di Roma e Specialista in Paleografia Greca presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Archivistica e Diplomatica) e questo è quanto mi ha riferito: “In greco…

Dialetti salentini: lliticare

Dialetti salentini: lliticare

di Armando Polito Se su llliticare avessi avuto da dire solo che corrisponde esattamente all’italiano litigare, questo post non avrebbe avuto ragione di esistere. Eccomi, invece, a descrivere le differenze nell’uso. Litigare, intanto, è rimasto tal quale in italiano dal latino, composto da litem àgere (alla lettera:fare, operare, portare avanti una lite, anche giudiziaria) Litigare…

Dialetti salentini: còcchia, ‘ccucchiare e scucchiare

Dialetti salentini: còcchia, ‘ccucchiare e scucchiare

di Armando Polito   La voce di oggi mi sembra emblematica della ricchezza semantica del dialetto rispetto alla lingua nazionale. Questa volta parto dal latino còpula, che significa legame. L’analoga voce italiana si è specializzata nel significato di unione sessuale, alias coito, conservando, però, quello originario nella marca grammaticale (copula, appunto) che contraddistingue il verbo…

Dialetti salentini: scàncaru e stàntulu

Dialetti salentini: scàncaru e stàntulu

di Armando Polito Sono due elementi fondamentali di qualsiasi porta. Scàncaru ha il suo corrispondente italiano in ganghero, che è dal greco tardo κάγχαλος (leggi càngalos) così attestato nel glossario  Esichio di Alessandria (V secolo): κάγχαλος κρίκος ὁ ἐπὶ ταῖς θύραις. Σικελοί (κάγχαλος anello sulle porte. Siciliani). Detto che κρίκος è forma epica di κίρκος…

Dialetti salentini: èrtula

Dialetti salentini: èrtula

di Armando Polito Va detto prima di tutto che la voce dialettale di oggi è usata, parlo per Nardò,  solo al plurale e solo nella locuzione ota li èrtule e sciàndile! (alla lettera: gira le bisacce e andiamocene!), invito rivolto anche ad un compagno immaginario quando non è il caso, per motivi vari, di trattenersi…

Dialetti salentini: sciana

Dialetti salentini: sciana

  di Armando Polito Sinonimo di umore, sciana è in uso in locuzioni del tipo osce sto ti sciana (oggi sto di umore giusto, ho voglia di fare) ma anche in unione all’aggettivo che ne definisce esplicitamente il valore positivo (sto ti bona sciana) o negativo (sto ti malesciana). Il derivato scianaru (prevalentemente e, come…

Dialetti salentini: saccufàe

Dialetti salentini: saccufàe

di Armando Polito   Dimmi come mangi e ti dirò chi sei: non so quanto il popolare detto sia attendibile, ma è un dato di fatto che, sostituendo come con cosa, il campanilismo ha avuto a disposizione mille occasioni per lo sfottò, se non per la denigrazione. Per il Salento basterebbe ricordare i nomignoli degli…

Dialetti salentini: pirumafu

Dialetti salentini: pirumafu

di Armando Polito In tempi in cui quasi tutte le emittenti televisive hanno fatto dei programmi di culinaria il fulcro dei loro palinsesti, chi non sa che la piròfila è una pentola, un tegame, un recipiente fabbricato con materiale resistente al fuoco? L’importante, però,, è cucinare e poi, naturalmente, mangiare, per la qual cosa non…

Dialetti salentini: carassa e scarassare

Dialetti salentini: carassa e scarassare

di Armando Polito Non so voi, ma io in casa sono quasi continuamente, quando ricevo la visita di una delle mie due figlie (non dico auale …) a spegnere interruttori, tv ed altri apparecchi che utilizzano l’energia elettrica; mi debbo precipitare pure, quando si accende il riscaldamento, che porte e finestre siano adeguatamente chiuse, in…

Dialetti salentini: la ‘nnicateddha

Dialetti salentini: la ‘nnicateddha

di Armando Polito * Ben gli sta a chi ama più il cane del gatto!. Hai mai sentito parlare di tosse felina? Tra i disturbi tipici della stagione invernale è da annoverare la laringite acuta, detta anche tosse canina o tosse convulsa, dal suono pronunciato e dalla frequenza elevata dei suoi colpi nella fase più…

Nella cara “Ariacorte”, orme d’operosità senza tempo

Nella cara “Ariacorte”, orme d’operosità senza tempo

 di Rocco Boccadamo A Francesco Nullo, patriota e militare italiano d’origine bergamasca, distintosi in particolar modo durante la garibaldina Spedizione dei Mille, è intitolata la breve strada che delimita, sul lato nord, il ristretto spazio del più volte riproposto rione di Marittima in cui è venuto al mondo l’autore di queste righe, cioè a dire…

Dialetti salentini: mbucciare, spugghiare e spuggicare

Dialetti salentini: mbucciare, spugghiare e spuggicare

di Armando Polito * Prima di tutto si dice per favore. E poi sono già usciti tutti, ma ci sarebbe quella confezione di crocchette alle tre vitamine e mezzo che hai detto di avermi comprato ultimamente. Te ne cedo volentieri la metà; però, siccome l’hai nascosta tanto bene che non sono riuscito a trovarla, ti…

Dialetti salentini: piarella

Dialetti salentini: piarella

di Armando Polito La voce designa la donna che esercita la sua fede religiosa con partecipaziobe attiva ai riti ed alle iniziative prese dall’autorità ecclesiastica locale d’immediata pertinenza, cioè dal parroco. Pure in passato per chi viveva la vita religiosa meno intensamente la voce conteneva un giudizio velatamente negativo, come succede per zelante. L’allontanamento progressivo…

Dialetti salentini: i nomi dei giorni della settimana ed il loro genere

Dialetti salentini: i nomi dei giorni della settimana ed il loro genere

di Armando Polito   Del genere “strano” di alcune voci salentine ho avuto occasionee di occuparmi tempo fa in  http://www.fondazioneterradotranto.it/2016/07/14/brexi-la-brexit-risultati-del-nostro-referendum/. Oggi integro l’argomento aggiungendo che tutti i nomi dei giorni della settimana, escluso il sabato, sono di genere femminile: la lunitia, la martitia, la mirculitia, la sciuitia, la inirdia, la tumenica (assumo queste varianti neretine…

Dialetti salentini: sciabbicatu

Dialetti salentini: sciabbicatu

di Armando Polito Non è certo la prima bolta che nelle mie scorribande linguistiche il dialetto mi offre la prova della sua espressività spesso superiore rispetto alla lingua comune, anche se le ragioni geografiche hanno un ruolo determinante. Mi spiego meglio: se il nostro rapporto con il mare fosse stato geograficamente meno stretto, probabilmente non…

Libri| Perna e Cola, commedia religiosa plurilingue di anonimo mesagnese

Libri| Perna e Cola, commedia religiosa plurilingue di anonimo mesagnese

Giovedì. 24 gennaio 2019 LVII Colloquio di studi e ricerca storica Presentazione del volume di Tommaso Urgese, Perna e Cola, Commedia religiosa plurilingue di anonimo mesagnese del secondo decennio del 1800. Edizione commentata del manoscritto Poci con glossario delle voci del dialetto nord-salentino di Mesagne. Mesagne. Sala Convegni dell’associazione “Giuseppe Di Vittorio” (Via Castello, 20). Inizio…

La poesia popolare del Salento (parte III)

La poesia popolare del Salento (parte III)

di Cristina Manzo Uno dei canti più tipici del Salento è quello legato alla pizzica, conosciuto anche come il ballo dei tarantati. Secondo la leggenda la tarantola con il suo morso, o con la sua “pizzicata” provocherebbe nella donna, delle crisi isteriche che la indurrebbero all’esagitazione. Secondo la tradizione popolare, pare poi, che alcuni musicanti…

La poesia popolare del Salento (parte II)

La poesia popolare del Salento (parte II)

di Cristina Manzo   Anche quando i Longobardi si stanziarono in Italia e vi furono le alterne vicende della lotta tra Bizantini e Longobardi, la penisola salentina fu una delle pochissime terre che restarono legate a Bisanzio, quindi anche allora i legami marini furono più forti di quelli terrestri. E così fino al secolo XI,…

La poesia popolare del Salento (parte I)

La poesia popolare del Salento (parte I)

C’è l’influenza del mare nei canti e nelle poesie popolari del Salento di Cristina Manzo Quandu nascìì ièu foi spenturata, parse te l’ura la spentura mia, stese tre giurni lu mare quagghiatu, lu sule scìa te fore e nu’ paria. Me purtara alla chiesa a battiscìare, me morse la mammàna pè la via, se persera…

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (3/3: OCCA ARDUTA-UECCHIU TI PESCE)

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (3/3: OCCA ARDUTA-UECCHIU TI PESCE)

di Marcello Gaballo e Armando Polito OCCA ARDÚTA Stomatite. Occa è dal latino bucca(m)=guancia, poi bocca, con aferesi di b– e passaggio –u->-o-; ardùta è participio passato di ardìre=ardere, dal latino ardère; la voce dialettale, a parte il passaggio –ì->-è- si è mantenuta più fedele, per quanto riguarda l’accento, alla voce originaria latina più dell’italiano…

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (2/3: GNURICAMIENTU-‘NFUCAMIENTU TII FACCE)

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (2/3: GNURICAMIENTU-‘NFUCAMIENTU TII FACCE)

di Marcello Gaballo e Armando Polito GNURICAMIÉNTU Cianosi. GnuricamIèntu è da gnuricàre=annerire, a sua volta dal latino nigricàre=esser nero, da niger=fosco   GNURICAMIÉNTU TI SOLE Abbronzatura ed elastosi solare. Per l’etimo di gnuricamièntu vedi il lemma precedente. Terapia: empiastro di prezzemolo. Si coglie l’occasione per ricordare che a natura, fra i tanti rimedi, fornisce anche…

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (1/3: BRUSCATURA-FUECU TI SANT’ANTONI)*

Dizionarietto etimologico salentino sulle malattie e stati parafisiologici della pelle, con alcune indicazioni terapeutiche presso il popolo di Nardò (1/3: BRUSCATURA-FUECU TI SANT’ANTONI)*

di Marcello Gaballo e Armando Polito * Estratto da Il delfino e la mezzaluna, Fondazione Terra d’Otrnto IV nn. 4-5, agosto 2016, pp. 179-193   Premessa Sono state raccolte le voci e le locuzioni dialettali riferentisi, direttamente o indirettamente, all’argomento indicato nel titolo e, dopo aver a lungo riflettuto, si è deciso, anziché inserirle in…

Dialetti salentini: pisùlu

Dialetti salentini: pisùlu

di Armando Polito Dopo pèsule, di cui mi sono recentemente occupato in http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/10/18/dialetti-salentini-pesule/, era fatale dedicare l’attenzione a pisùlu, perché si tratta di voce completamente di versa, non solo per l’accento che dovrebbe subito mettere in guardia. Pisùlu è un paracarro in pietra viva collocato in coppia ai due lati di un portone o, da…

Dialetti salentini: pèsule

Dialetti salentini: pèsule

di Armando Polito Pèsule è la variante di Nardò e tutto ciò che dirò vale anche per quella di Lecce (pìsuli) e di Scorrano (pìsule). Pèsule nell’uso ricorre raddoppiata nella locuzione pèsule pèsule in frasi del tipo pigghiamu stu saccu pèsule pèsule (prendiamo questo sacco sollevandolo di peso). Nonostante l’azione comporti l’uso della forza, la…

Dialetti salentini: spurdacchiamientu

Dialetti salentini: spurdacchiamientu

di Armando Polito Mi piace riportare la definizione della parola e le riflessioni su di essa fatte da Pasquale Chuirivì nel suo Con decenza parlando, Kurumuny, Calimera, 2010, p. 106: Se la voce fosse stata presente nel Rholfs, recentemente scomodato senza successo per picusia (http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/09/10/dialetti-salentini-picusia/), mi sarei limitato a riportare fedelmente la sua eventuale proposta…

Dialetti salentini: la sarmenta e la pàmpana

Dialetti salentini: la sarmenta e la pàmpana

di Armando Polito Nell’ordine: sarmente, pàmpana ti ua e pàmpana ti fica Rispondo alla gentile richiesta (come avveniva nei locali notturni di tanti anni fa …) di Marcello Gaballo formulata nel suo commento ad un recente post su strome (http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/09/13/dialetti-salentini-strome-e-la-loro-vasta-parentela/) con questo altro post non per darmi arie o per idiota esibizionismo culturale ma solo…

Dialetti salentini: strome e la loro vasta parentela

Dialetti salentini: strome e la loro vasta parentela

di Armando Polito Strome  sopratto i residui, rametti e foglie,  della potatura, degli olivi in particolare, anhe dopo che sono parzialmente o totalmente seccati. Oggi vengono bruciati sul campo, in passato erano il combustibile privilegiato dei forni in pietra, da dove una fragranza inconfondibile di fumo e di pane cotto  invadeva per largo tratto la…

Dialetti salentini: picusia

Dialetti salentini: picusia

di Armando Polito L’amico Pasquale Chirivì mi ha chiamato in causa in un suo post del 7 u. s.. Per fare più presto evito di trascriverne il testo e lo riporto in formato immagine integralmente e con i commenti che ci sono stati, aggiornati fino alla data in cui scrivo (9).   il quesito posto…

Dialetti salentini: scumagnare

Dialetti salentini: scumagnare

di Armando Polito Che il dialetto possegga vocaboli traducibili  in italiano solo mediante una circollocuzione è fenomeno noto, oltre che normale. Fa parte di questa schiera scumagnare, col significato a Nardò di disperdere, fare allontanare dal posto prima occupato, con riferimenti non solo al mondo animale (in particolare gli uccelli), ma anche agli uomini. La…

Dialetti salentini: come si dice cominciare (‘ccuminzare, ‘zzaccare, ‘ncignare).

Dialetti salentini: come si dice cominciare (‘ccuminzare, ‘zzaccare, ‘ncignare).

di Armando Polito L’italiano cominciare trova il suo immediato corrispondente tra i dialetti  salentini nel neretino  ‘ccuminzare (altre varianti salentine accumenzare e ‘ccumenzare), che è da un latino *adcominitiare, composto da ad=verso+cum=con+initiare (da cui l’italiano iniziare), composto a sua volta da in=dentro+initiare; quest’ultimo è denominale da initium (da cui l’italiano inizio), a sua volta connesso…

Dialetti salentini: faùgnu

Dialetti salentini: faùgnu

di Armando Polito   * Nerinu mio, finalmente sto trovando un po’ di refrigerio! * Traduzione dal miciese in dialetto neretino: Ma va spònzate tuttu e llassa stare lu sale ca no ssi ‘nna friseddha! Ma va’ spònzate tuttuo e llassa stare lu sale,  ca no ssi ‘ nna friseddha! (Ma va a metterti a…

Picatoru e Pappacènnire

Picatoru e Pappacènnire

di Armando Polito Tra i ricordi d’infanzia probabilmente quelli legati alle persone e non agli oggetti restano i più vivi e tra loro a distanza di anni o, come nel mio caso decenni, suscitano interrogativi mai posti quando l’età era tenerissima. Oggi nemmeno gli adulti, nonostante la disponibilità di formidabili strumenti di conoscenza, si pongono…

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