Dialetti salentini: “spilu” e la sua travagliata storia etimologica

Dialetti salentini: “spilu” e la sua travagliata storia etimologica

di Armando Polito Nessuna acquisizione scientifica può essere considerato definitivo e perfino un dato ritenuto incontrovertibile è passibile di revisione e, in non pochi casi, di confutazione, col risultato di sconfessare l’ipotesi in base ad esso formulata. A questa debolezza è forse proprio l’etimologia fra tutte le discipline a pagare il conto più salato, tant’è…

Dialetti salentini: “ggh’è”

Dialetti salentini: “ggh’è”

di Armando Polito Se la seconda parte della locuzione (è) è chiaramente la terza persona singolare del presente indicativo tale quale quello italiano, è la prima (ggh’) a porre problemi, a cominciare  dall’identificazione del fonema, sicuramente una vocale, che ha subito l’elisione. Appare improbabile che uno dei teorici candidati (ggha/gghe/gghi/ggho/gghu) sia un’interiezione o di una…

Dialetti salentini: “lliticare” e “llitticare”, ovvero quando una semplice “t” basta a fare la differenza

Dialetti salentini: “lliticare” e “llitticare”, ovvero quando una semplice “t” basta a fare la differenza

di Armando Polito Di llitiicare mi sono occupato qualche anno fa e, siccome odio riprendere un argomento quando esso anche a distanza di tempo non mi sembra suscettibile di correzioni o integrazioni, rinvio il lettore che ad esso fosse interessato a https://www.fondazioneterradotranto.it/2019/04/01/dialetti-salentini-lliticare. Il suo accoppiamento con llitticare nel titolo è dovuto esclusivamente alla quasi totale…

Dialetti salentini: iddhìcu

Dialetti salentini: iddhìcu

di Armando Polito Confesso, è il caso di dire senza pudore, che l’immagine di testa, pur assolutamente in linea, come quelle di coda, con il titolo, ha la furbesca finalità di suscitare interesse nel proseguire la lettura, anche se mi rendo conto che, dopo lo sdoganamento ormai antico di Raffaella Carrà, ci vorrebbe ben altro,…

Dialetti salentini: caddhu, ovvero tre omofoni tuttofare, o quasi

Dialetti salentini: caddhu, ovvero tre omofoni tuttofare, o quasi

di Armando Polito Tutte le immagini mostrano un caddhu, ma nelle prime due la parola ha un etimo diverso e questo spiega l’assenza di qualsiasi parentela semantica. In tutte le altre (per questo sono racchiuse in un’unica cornice) , per quanto possa sembrare strano, cadddhu ha lo stesso etimo, ma la fantasia, soprattutto quella popolare,…

Dialetti salentini: “mar’a” e “iat’a”, ovvero il manicheismo di due locuzioni

Dialetti salentini: “mar’a” e “iat’a”, ovvero il manicheismo di due locuzioni

di Armando Polito Le due locuzioni possono essere considerate come espressione di una saggezza popolare in grado di cristallizzare, inconsapevolmente, il principio degli opposti, consacrato nel manicheismo nato ufficialmente nel III secolo, per il quale, com’è noto, tutti i fenomeni della vita sono riconducibili a due sole categorie concettuali: il bene e il male. Oggi…

Dialetti salentini: lamàscinu, ovvero un gemellaggio filologico tra Salento, Toscana e Piemonte

Dialetti salentini: lamàscinu, ovvero un gemellaggio filologico tra Salento, Toscana e Piemonte

di Armando Polito   L’antonomasia, cioè quella figura retorica mediante la quale si indica una persona o una cosa non col sui nome proprio ma con uno generico e con riferimento ad una sua nota qualità e/o al luogo d’origine, in fondo, rientra nella più vasta famiglia dei traslati o metafore e non è, come…

Libri| Il dialetto salentino nei suoi modi di dire

Libri| Il dialetto salentino nei suoi modi di dire

 “Il dialetto salentino nei suoi modi di dire” di Elio Ria: radici vive e patrimonio culturale in una voce del presente   di Irene Pisanello Vivere il proprio territorio significa anche aver cura di proteggere tutto ciò che lo identifica. E il dialetto, definito da Pier Paolo Pasolini non soltanto come un mezzo di comunicazione,…

Nardò: Vora, un toponimo perduto?

Nardò: Vora, un toponimo perduto?

di Armando Polito È destino comune a tutti i toponimi di subire le cosiddette ingiurie del tempo, ma anche in questo caso i pesi e le misure non sempre sono equi. C’è, infatti, quello che si è conservato tale e quale (Roma), quello che è rimasto vittima di mutamenti fonetici più o meno imponenti, ma…

Dialetti salentini: Fernando Manno di San Cesario di Lecce e un dizionario mai nato

Dialetti salentini: Fernando Manno di San Cesario di Lecce e un dizionario mai nato

di Armando Polito Chi per motivi di studio, interesse da dilettante o  semplice curiosità ha dimestichezza con il vocabolario, ormai consacrato con l’acronimo VDS1 sa bene che per ogni lemma tutte le varianti recano una sigla corrispondente all’abbreviazione del nome del luogo di diffusione (per esempio: le per Lecce); non è dato sapere quanti dati…

La notte della taranta, ovvero la pizzica che ti scàzzica

La notte della taranta, ovvero la pizzica che ti scàzzica

di Armando Polito Non ho la minima velleitaria intenzione di depositare il titolo che ho voluto dare a questo post, per proteggerlo da futuri abusivi sfruttamenti di natura promozionale o, se si preferisce, pubblicitaria. Metto pure in guardia lo sciagurato imbecille che fosse tentato a riciclarlo come suo comunicandogli che l’associazione tra pizzica e scazzicare…

Dialetti salentini: mùscia

Dialetti salentini: mùscia

di Armando Polito Se questo anziché un post fosse stato un saggio (o uno sproloquio …) a stampa dei secoli scorsi, sicuramente in copertina avrebbe esibito il solito sottotitolo chilometrico che in questo caso sarebbe stato ovvero come perdersi tra topi, gatti, streghe, mosche, proverbi, traduzioni fasulle e divagazioni pure etimologiche. Al nome del’autore, immancabilmente…

Gaetano Romano di Casarano, poeta e intellettuale

Gaetano Romano di Casarano, poeta e intellettuale

di Paolo Vincenti Nella cultura salentina fra i due secoli Ottocento e Novecento, un posto non secondario occupa Gaetano Romano (1883-1910), poeta e giornalista di origine casaranese. Dell’intellettuale, prematuramente scomparso, si occupa Fabio D’Astore con Gaetano Romano tra letteratura e impegno civile, per Milella edizioni[1], volume pubblicato con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Casarano. Ben…

Dialetti salentini: “spatiddhare”, ovvero dall’antica Roma al Rinascimento e da questo alle comiche dei nostri tempi

Dialetti salentini: “spatiddhare”, ovvero dall’antica Roma al Rinascimento e da questo alle comiche dei nostri tempi

di Armando Polito Spatiddhare è uno di quei vocaboli non registrati nel vocabolario del Rohlfs e questa assenza può essere spiegata o col fatto che la voce, con o senza una o più varianti, sarebbe di diffusione molto limitata, oppure che essa sia frutto di una mente farneticante, la mia, nella quale è balenata un’accozzaglia…

Dialetti salentini: tilaru, tilarettu e tiralettu

Dialetti salentini: tilaru, tilarettu e tiralettu

di Armando Polito Niente sfugge all’oblio e la labilità delle nostre memorie, quasi consacrata ormai dalla messa al bando dello studio, anche di parte, della storia, coinvolge spirito e materia, sentimenti e oggetti e le parole che li designano, come quelle del titolo. È naturale, perciò, che uno non della mia età si fermi al…

Dialetti salentini: mammone, ovvero tra favola, parassiti dei legumi e briganti

Dialetti salentini: mammone, ovvero tra favola, parassiti dei legumi e briganti

di Armando Polito Di fronte ad una parola dialettale chiunque si chiede inizialmente se essa abbia il suo corrispondente, non solo formale ma anche semantico, in italiano. Nel nostro caso i vocabolari italiani di mammone ne registrano tre:1 mammone1: derivato da mamma, nel linguaggio familiare definisce chi è molto legato alla mamma. mammone2: derivato da…

Il Kretu Vergari, preziosa testimonianza della cultura popolare novolese

Il Kretu Vergari, preziosa testimonianza della cultura popolare novolese

“Il Kretu Vergari” (il credo volgare). I 33 anni di Cristo in un’antica preghiera novolese   di Gilberto Spagnolo Fernando Sebaste, amico carissimo, insegnante straordinario e geniale per anni nella scuola primaria di Novoli, fu anche un prezioso collaboratore di Oronzo Parlangeli, grande studioso novolese, glottologo di fama internazionale morto prematuramente, e tragicamente il 1/10/1969….

La toponomastica di Corsano nella seconda metà del Seicento

La toponomastica di Corsano nella seconda metà del Seicento

di Pierluigi Cazzato Nella ricostruzione dei paesaggi antichi lo studio della toponomastica ha, ancora oggi, un ruolo di primo piano. Soprattutto per territori fortemente antropizzati e quindi sottoposti ad una continua opera di sfruttamento e trasformazione, i nomi dei luoghi offrono una gran mole d’informazioni sull’organizzazione e sulla mentalità delle comunità che vi hanno abitato….

Dialetti salentini: canuscìre, ovvero un contributo tutto meridionale?

Dialetti salentini: canuscìre, ovvero un contributo tutto meridionale?

di Armando Polito Il corrispondente italiano di canuscìre è senza ombra di dubbio, conoscere, che è dal latino cognòscere, composto dalla preposizione, in funzione rafforzativa, cum=insieme e gnòscere (variante di nòscere)=accorgersi. In canuscire, rispetto all’italiano conòscere e al latino cognòscere, assolutamente normale è l’esito in –ìre come, per fare solo due esempi tra gli innumerevoli,…

Dialetti salentini: còndula e i suoi agganci; una metafora tutta neritina?

Dialetti salentini: còndula e i suoi agganci; una metafora tutta neritina?

di Armando Polito   Gli agganci di cui si parla sono solo etimologici, poiché la voce sarebbe in grado di evocare, tutt’al più, lo sganciamento definitivo, come conferma il trattamento del lemma, quale appare nel vocabolario del Rohlfs.     Vi si registrano due sole varianti: cònnula per Manduria (registrato come lemma principale (e questo …

Baiadere in gennaio

Baiadere in gennaio

di Paolo Vincenti Scennaru ssuttu se ccoje tuttu, secondo il detto popolare salentino. Ma questo gennaio, come del resto tutti gli altri mesi, è infestato da un insopportabile scirocco sicché il vento umido credo favorisca ben poco la raccolta (allora, scennaru muddhatu, furese rruvinatu). L’aria malata che si respira la mattina quando si apre la…

Dialetti salentini: ‘nnizzu, ovvero Nardò-Avellino 0-2

Dialetti salentini: ‘nnizzu, ovvero Nardò-Avellino 0-2

di Armando Polito Una doverosa, anche se un po’ campanilistica, premessa: l’incontro al quale fa riferimento il titolo fu disputato in campo neutro … Di fronte ad una parola dialettale è quasi automatico pensare all’esistenza o meno di un corrispondente italiano e controllare la congruenza fonetica e semantica tra le due voci mettendo nel dovuto…

Dialetti salentini: qualu e le sue varianti

Dialetti salentini: qualu e le sue varianti

di Armando Polito   Nessuna delle due immagini di testa, nemmeno la prima, è frutto di un fotomontaggio o parto … spiritoso di un’intelligenza artificiale ancora ingenua ma non per questo innocua. Il loro accoppiamento, allora, vuole alludere al disperato tentativo di sottrarre le memorie del passato alle ingiurie del tempo e degli uomini, quale…

Salento: l’ingarbugliata matassa di un coronimo

Salento: l’ingarbugliata matassa di un coronimo

di Armando Polito Anticipo qui, in parziale e pure sintetico estratto da un lavoro ben più ampio, articolato e complesso, attualmente in fase di rifinitura, un tentativo di fare almeno chiarezza su un problema in cui le velleità di soluzione definitiva hanno propiziato una congerie confusa di congetture sovente campate in aria e di vere…

Dialetti salentini: i proverbi del pane

Dialetti salentini: i proverbi del pane

di Marcello Gaballo e Armando Polito L’immagine d’esordio si riferisce ad un pane di quasi duemila anni fa rinvenuto nel 1748 ad Ercolano nella Casa dei Cervi ed attualmente custodito nel Museo Archeologico Nazioanale di Napoli. Sullo spicchio centrale di sinistra si legge su due righe, impresso con un signaculum (timbro) CELERIS ˑ Q(UINTI) ˑ…

Dialetti salentini: crapintare

Dialetti salentini: crapintare

di Armando Polito Crapintare è la variante neritina di una parola che, come vedremo, non è di uso esclusivamente salentino. Con essa faremo una galoppata (datti tu all’ippica!, mi pare di sentire …) tra manoscritti e testi a stampa, saltando dalle religione alla medicina. Preliminarmente osservo che  essa è parente strettissima, direi figlia di crièttu,…

Dialetti salentini: i proverbi del vino

Dialetti salentini: i proverbi del vino

di Marcello Gaballo e Armando Polito Molto probabilmente anche il vino, come la penicillina, è frutto di una scoperta casuale, ma questo strano gemellaggio non si ferma qui, perché, insieme con gli effetti benefici legati al loro uso sensato, vanno registrati anche quelli negativi, per non dire nefasti, quali, rispettivamente, l’alcolismo e la resistenza dei…

Le pavimentazioni nelle abitazioni salentine

Le pavimentazioni nelle abitazioni salentine

di Mario Colomba Le pavimentazioni interne degli edifici rispecchiavano le capacità economiche dei proprietari. si passava così dai pavimenti in “chianche” di pietra di  Cursi ai lastrici di calce, ai pavimenti in mosaico, alle pavimentazioni in lastre di  marmo o in piastrelle di cotto maiolicato. Il pavimento di notevole pregio più diffuso specialmente nelle unità…

“Lu Schizzu e la Tota”, Giuseppe Petraglione e gli usi nuziali a Salice nel 1900

“Lu Schizzu e la Tota”, Giuseppe Petraglione e gli usi nuziali a Salice nel 1900

  di Gilberto Spagnolo   Ricordare e onorare personaggi rappresentativi di rilevanti percorsi culturali che hanno lasciato un segno indelebile non solo nei luoghi stessi della memoria, ma anche del sentimento e dell’affetto, certamente significa contribuire in maniera molto significativa alla conoscenza e alla valorizzazione della ricerca e della stessa dimensione culturale. Ne è un…

Dialetti salentini: crièttu

Dialetti salentini: crièttu

di Armando Polito   Ricercare l’etimo di una parola obsoleta è come effettuare un’autopsia. La parola di oggi, però,  è ancora di uso frequente ma è il suo significato che mi ha ispirato la macabra similitudine. Essa, infatti è sinonimo di morto e, pur usata prevalentemente in riferimento ad un animale, può vantare (!) una…

Dialetti salentini: l’acqua nei proverbi e nei detti

Dialetti salentini: l’acqua nei proverbi e nei detti

di Marcello Gaballo e Armando Polito   L’elemento fondamentale per la vita non poteva certo mancare nella vastissima antologia di saggezza che nel tempo soprattutto la cultura popolare ha compilato con locuzioni brevi, espressivamente efficaci e foneticamente accattivanti grazie alla rima ed all’assonanza (segnalate da una barra), quali i proverbi ed i detti, con riferimento…

Dialetti salentini: NNICCULECCHIA

Dialetti salentini: NNICCULECCHIA

di Armando Polito La voce, che significa bocconcino prelibato, è registrata nel vocabolario del Rohlfs Come si vede, non c’è proposta etimologica per nessuna delle due varianti. Non ho la presunzione di risolvere l’arcano, ma solo quella, più modesta, di formulare un’ipotesi che abbia un minimo di plausibilità e che, magari, propizi la discussione con…

Reati e violenze nel Salento tardomedievale. Il Quaderno della capitania di Nardò di fine Quattrocento

Reati e violenze nel Salento tardomedievale. Il Quaderno della capitania di Nardò di fine Quattrocento

di Pierluigi Cazzato   La conflittualità e la violenza che caratterizzavano la società del Salento tardomedievale, a cui abbiamo accennato trattando della terra de Galliano, trovano una più ampia e chiara documentazione in un registro quattrocentesco di area salentina conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli: il Quaderno della capitania di Nardò1. Il documento, trascritto…

L’arte di costruire nel Salento. Come si realizzavano muri e murature

L’arte di costruire nel Salento. Come si realizzavano muri e murature

di Mario Colomba   Escludendo il caso di roccia  (calcarenite) affiorante,  che si rinviene all’esterno dell’area del centro urbano, la muratura in fondazione veniva realizzata all’interno di scavi eseguiti a mano,  di larghezza pari allo spessore del muro da realizzare, nel terreno di riporto o vegetale, , estesi fino alla profondità del piano di sedime…

Autopsia di un proverbio salentino

Autopsia di un proverbio salentino

di Armando Polito LA BBONA MONGE, LA TRISTA PONGE Pur essendo da anni un appassionato raccoglitore di proverbi, questo mancava alla mia collezione e probabilmente la lacuna non sarebbe stata colmata se un amico quasi un anno fa non mi avesse passato la sua collezione al fine, mi piace giocare con le parole, di operare…

Dialetti salentini: cuteddha, ovvero la destinataria di una minaccia forse velleitaria

Dialetti salentini: cuteddha, ovvero la destinataria di una minaccia forse velleitaria

di Armando Polito   Credo di essere abbastanza mite e forse proprio per questo fin dall’infanzia mi ha fatto effetto l’espressione mo ti zzaccu pi cuteddha, locuzione oggi obsoleta e incomprensibile, ma ai miei tempi connessa con uno delle tante minacce con finalità educativa, che in concreto prevedevano l’uso di strumenti con effetti poco gradevoli….

Su alcuni toponimi bizantini e longobardi in Terra d’Otranto: Marancicappa tra Sava e Fragagnano

Su alcuni toponimi bizantini e longobardi in Terra d’Otranto: Marancicappa tra Sava e Fragagnano

di Gianfranco Mele   A sostegno della testi dell’esistenza del Limes bizantino altrimenti detto Limitone dei Greci, una serie di storici e ricercatori salentini della prima metà del Novecento indagano sulle località e sui toponimi a ridosso del tracciato di quella che era ritenuta la muraglia. Così, ad esempio, il Racioppi e l’ Antonucci riferiscono…

Scianne: un toponimo neritino/sospeso tra olio e vino?

Scianne: un toponimo neritino/sospeso tra olio e vino?

di Armando Polito   Non sorprenda la barra (slash per chi sa parla meglio di me), che serve a separare due decasillabi (nella mia presunzione perfetti). Il titolo in versi è l’ultimo espediente per attirare l’attenzione e già mi sto tormentando (!) ad immaginare cosa sarò costretto ad escogitare la prossima volta. Probabilmente mi impegnerò…

Seclì: il suo abitante si chiama “seclioto”?

Seclì: il suo abitante si chiama “seclioto”?

di Armando Polito   Se c’è un campo di formazione delle parole in cui regna l’anarchia ed è tutt’altro che agevole individuare la paternità, è quello degli etnonimi. Le differenze spesso sono sottilmente legate a vicende storiche intrecciantisi con evoluzioni fonetiche e suggestioni semantiche, il che, innocente all’inizio, finisce per assumere una valenza dispregiativa, se…

Dialetti salentini: milaffanti, metafora di guerra o di innocenza?

Dialetti salentini: milaffanti, metafora di guerra o di innocenza?

di Armando Polito L’associazione di particolari piatti a determinate ricorrenze è pratica che le diverse culture hanno messo in atto da tempo immemorabile. La globalizzazione e il consumismo, però, da qualche decennio la stanno cambiando inesorabilmente, e neppure lentamente, sicché fra poco, per fare un esempio, gusteremo in piena estate un dolce che in origine…

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