Uno sguardo alle prime scriptae salentine

Uno sguardo alle prime scriptae salentine

di Giammarco Simone Introduzione Per introdurre il tema del presente articolo, vorrei partire dalla definizione di ‘linguaggio’ del vocabolario Treccani, secondo cui esso è “la capacità e la facoltà, peculiare degli esseri umani, di comunicare pensieri, esprimere sentimenti, e in genere di informare altri esseri sulla propria realtà interiore o sulla realtà esterna, per mezzo…

Il presente del verbo ‘essere’

Il presente del verbo ‘essere’

di Giammarco Simone Analogamente a quanto fatto con il verbo ‘avere’, adesso l’attenzione si sposta sul verbo ‘essere’. Anche qui, la diversità linguistica del dialetto salentino è oggetto di analisi, in quanto esistono varie forme verbali dipendenti dalla zona geografica di riferimento. Per questo studio, ricorre la Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi…

Rocco Cataldi, poeta dialettale parabitano

Rocco Cataldi, poeta dialettale parabitano

di Paolo Vincenti “Parabbita è chiantata su n’artura / e se standicchia janca cu lle vie / te menzu monte finu a lla npianura / tra fiche, ficalindie e tra l’ulie /”. Quando questi versi furono pubblicati, il loro autore, Rocco Cataldi, non era ancora diventato il poeta dialettale parabitano da tutti riconosciuto e apprezzato. Questi…

Osvaldo Giannì e la poesia popolare salentina

Osvaldo Giannì e la poesia popolare salentina

di Paolo Vincenti Studioso competente quanto umile, seppe interpretare il proprio operare culturale come un servizio, nel senso più alto e nobile del termine. Non cercava le luci della ribalta, era uomo estraneo a certi protagonismi, del tutto immune alle lusinghe che l’ambiente letterario sa dispensare ai suoi protagonisti. Parliamo del professor Osvaldo Giannì, a…

Dialetto salentino. Il presente del verbo “avere”

Dialetto salentino. Il presente del verbo “avere”

di Giammarco Simone Il dialetto salentino ammette una diversità linguistica molto interessante da studiare e da conoscere, la quale si riflette non solo sulle parole e il loro significato ma anche su alcuni aspetti linguistici meno presi in considerazione ma sui quali è utile spenderci alcune riflessioni. Stiamo parlando delle forme verbali. In questo breve…

Vocalismo e consonantismo nel dialetto salentino

Vocalismo e consonantismo nel dialetto salentino

di Giammarco Simone Il dialetto salentino conosciuto e parlato al giorno d’oggi ha avuto un secolare  processo di nascita e di affermazione durante il quale ha assorbito nella sua struttura linguistica i tratti tipici delle parlate e delle lingue delle diverse popolazioni che hanno abitato ed occupato la penisola salentina. Da madrelingua salentino, alcune delle…

Dialetti salentini: “bisunìe” e “cònsulu”

Dialetti salentini: “bisunìe” e “cònsulu”

di Armando Polito Entrambe le voci designano il pranzo che i vicini di casa, amici o parenti mandano alla famiglia del defunto nel giorno del funerale. Esse, se testimoniano il senso di solidarietà della nostra gente, non sono però territorialmente scambiabili nell’uso, in quanto sopravvivono (per quanto tempo ancora?…) in aree diverse e il fenomeno…

Scatta e crepa Scinnaru!

Scatta e crepa Scinnaru!

  di Marino Miccoli Mia nonna materna Addolorata Polimeno, macellaia o meglio uccéra a Spongano sin dai primi anni del ‘900, era un vero e proprio archivio di cultura e saggezza popolare, che aveva recepito e poi tramandato oralmente ai suoi discendenti. Tra i tanti stornelli e culacchi che mi ha narrato in dialetto sponganese…

Dialetti salentini: ‘ddumare

Dialetti salentini: ‘ddumare

di Armando Polito Usato col significato di accendere, nasce per aferesi da un precedente addumare, che ha l’esatto corrispondente formale nell’italiano letterario allumare usato col significato di illuminare, rischiarare) e nel regionale centrale con quello di guardare. Per completezza va ricordato che in italiano esiste anche l’omografo allumare, usato col significato di trattare con allume,…

Dialetti salentini: gliòne, tàccari e asche

Dialetti salentini: gliòne, tàccari e asche

di Armando Polito È tempo, per chi ha la fortuna di avere un camino, di fare la provvista di legna da ardere, anche se i capricci meteorologici figli del cambiamento climatico ci costringeranno a breve a tenerlo spento in inverno e, forse, qualche giorno acceso in estate. Questo post non sarebbe nato, se non avessi…

Dialetti salentini: “pete” e derivati

Dialetti salentini: “pete” e derivati

di Armando Polito – Ne ha fatta di strada l’Umanità! – si sente spesso dire, ma sarebbe opportuno chiedersi se altrettanta ne ha fatta la nostra umanità. Credo che le due immagini di testa (separate cronologicamente da cinque millenni e mezzo) la dicono lunga, soprattutto se operiamo una parallela contrapposizione con un’altra coppia in cui…

Dialetti salentini: “mùsciu”

Dialetti salentini: “mùsciu”

di Armando Polito * Sarò contento quando finirai di perdere tempo in sciocchezze e andrai a comprarmi le crocchette, che sono quasi finite.   Correva l’anno 2000 ed il sottoscritto, ad un anno dalla pensione, non aveva perso l’atavico vizio di infarcire le sue lezioni, oltre che di riferimenti all’attualità,  con le etimologie, pure di…

Dialetti salentini: “sine” e “none”

Dialetti salentini: “sine” e “none”

di Armando Polito Nell’era del poco tempo riservato alla riflessione, qual è la nostra. probabilmente sono gli avverbi più usati. Troppo dispendioso di tempo ed energie mentali, infatti, risulta alla gente comune articolare una risposta non secca, positiva o negativa ad una domanda, come se tutta la verità o, se preferite, il mistero della vita…

Dialetti salentini: spichettu

Dialetti salentini: spichettu

di Armando Polito La voce è usata da tempo solo nella locuzione trasire ti spichettu, corrispondente all’italiana entrare di straforo, intrufolarsi. Essa trae origine dal lessico sartoriale, in cui spichetto è sinonimo di gherone (dal germanico gairo=punta del giavellotto), lembo triangolare di stoffa applicato in passato (quando anziché buttare si adattava …)  alle cuciture laterali…

Dialetti salentini : benettanima e cancarena

Dialetti salentini : benettanima e cancarena

di Armando Polito Se dovessi sintetizzare con un’espressione semplice e da tutti comprensibile  le caratteristiche che per motivi opposti contraddistinguono i due vocaboli, potrei direi che c’è chi perde e c’è chi acquista. Nel nostro caso in linguistica il primo fenomeno si chiama sincope, il secondo epentesi. Benettanima è ciò che resta, addirittura, di un’originaria…

Dialetti salentini: ‘mpiticunare

Dialetti salentini: ‘mpiticunare

di Armando Polito Appartiene alla vastissima serie di vocaboli legati alla civiltà contadina e perciò il primo che l’inventò ed i successivi utenti a loro insaputa utilizzarono quella figura retorica che si chiama similitudine. Ora che la civiltà contadina non è più in contrapposizione rispetto a quella che in passato poteva essere chiamata “dotta” e…

Dialetti salentini: piticinu

Dialetti salentini: piticinu

di Armando Polito Il corrispondente italiano è peduncolo e con esso condivide la base etimologica, cioè il latino pes (pedis al genitivo), che vuol dire piede. A questa base risulta aggiunto un suffisso diverso: in peduncolo il suffisso è -uncolo, che ha valore diminutivo, a volte con connotazione peggiorativa, come in foruncolo (da una base…

Dialetti salentini: ‘nduccicare

Dialetti salentini: ‘nduccicare

di Armando Polito Tamme nna manu cu ‘ndòccicu lu lanzulu! (Dammi una mano per piegare il lenzuolo!). Nell’era dell’usa e getta, non solo in riferimento alle lenzuola, ma anche a tovaglie e tovaglioli monouso, l’invito, normale fino a qualche decennio fa, rischia di diventare un pittoresco ricordo, a meno che non ci sia una rapida…

Facebook e i misteriosi “stompi” di Maria d’Enghien

Facebook e i misteriosi “stompi” di Maria d’Enghien

di Armando Polito E poi qualcuno, magari per atteggiarsi, dice peste e corna di Facebook e simili, ma per pubblicizzare la sua opinione è costretto ad usarlo. Come non tutto il male vien per nuocere, non è detto che questo social, come altri, al pari di qualsiasi altro strumento, non possa servire a qualcosa di…

Dialetti salentini: “rinacciare”

Dialetti salentini: “rinacciare”

di ArmandoPolito   Fin dal 1957 Vance Packard in The hidden persuaders aveva individuato i nefasti effetti della pubblicità connessa con una politica industriale basata sulla creazione di bisogni, certamente non primari e neppure secondari e che sfruttava tecniche cinicamente mutuate dalla psichiatria e dalla psicologia del profondo.  Da allora acqua, sempre più inquinata …, …

Dialetti salentini: cazzafitta

Dialetti salentini: cazzafitta

di Armando Polito La cazzafitta è ciò che in italiano si chiama intonaco, voce rispetto alla quale presenta una volta tanto, per quanto riguarda l’etimo, minore divagazione metaforica ma maggiore precisione tecnica, quasi una sintetica descrizione dell’operazione di cui l’intonaco è il risultato. Ma procediamo con ordine proprio da quest’ultimo dicendo che è da intonacare,…

Dialetti salentini: scaddhare

Dialetti salentini: scaddhare

di Armando Polito Confesso che, se l’amico Pasquale Chirivì non mi avesse fatto dono del suo Con decenza parlando, uscito per i tipi di Kurumuny  a Calimera nel 20101, avrei continuato ad ignorare l’esistenza della voce dialettale del titolo, anche perché a Nardò non l’ho mai sentita. Questo, però, può essere pure dipeso dal fatto…

Dialetti salentini: firsola

Dialetti salentini: firsola

di Armando Polito Davanti al camino, olio su tela (2018) di Salvatore Malorgio (immagine tratta da http://www.tuglie.com/davanti_al_camino.asp)   Confesso che la scelta dell’immagine di testa è stata piuttosto sofferta. Proporre una foto  esclusiva della firsola mi sembrava limitare il potere evocativo integrale che qualsiasi oggetto del passato conserva, per quanto è possibile, se non isolato…

Dialetti salentini: scuèrpu

Dialetti salentini: scuèrpu

di Armando Polito La voce al singolare designa il pero selvatico detto anche calapricu1 o piràscinu2(prima foto), ma pure l’arbusto spinoso delle more selvatiche in passato usato come ostacolo dissuasivo dall’oltrepassare un atu3(seconda foto). Per l’etimo non posso che partire dal maestro universalmente riconosciuto, cioè il Rohlfs. Egli, però, non dà alcuna proposta etimologica, rimandando…

Dialetti salentini: la carratizza e lu carritieddhu

Dialetti salentini: la carratizza e lu carritieddhu

di Armando Polito (La prima immagine è tratta da http://www.brundarte.it/2018/12/05/professioni-mestieri-lecce-nel-1700/,  la seconda da http://www.me123456.altervista.org/joomla/index.php/che-bella-foto/60-che-bella-foto/851-la-carratizza.html e la terza da https://www.pinterest.it/pin/59602395044422142/?lp=true) Il progresso in generale e in particolare quello tecnologico dei nostri tempi ha già consegnato tanti strumenti non alla pensione ma, bene che vada, a qualche negozio di antiquariato, se non, come di solito succede, a…

Dialetti salentini: fògghie, fugghiàzze e scafògghie

Dialetti salentini: fògghie, fugghiàzze e scafògghie

di Armando Polito Quando si studia un termine dialettale si cerca anzitutto di individuare, se esiste, il perfetto corrispondente italiano. Per perfetto intendo qualcosa di coerente, oltre che sul piano formale, anche su quello semantico. Nel nostro caso, per esempio, per fògghie si pensa subito, e a ragione, all’italiano foglie, plurale di foglia. Ma fògghie…

Dialetti salentini: atu

Dialetti salentini: atu

di Armando Polito È il varco che consente di entrare in un podere recintato, per esempio, da un muro a secco. Suo padre, etimologicamente parlando, è il latino vadum, che significa secca, bassofondo, acqua bassa del fiume, del mare, di un pozzo, fondale, letto, (in senso figurato) luogo sicuro ma anche insidia, pericolo, difficoltà, passaggio…

Dialetti salentini: cacchiame

Dialetti salentini: cacchiame

di Armando Polito Il tempo dedicato al sonno ha visto utilizzare prima la nuda terra, poi  un semplice strato di foglie, più in là un rudimentale materasso costituito da un sacco riempito di paglia e detto perciò saccone, quindi  la sua evoluzione con la lana al posto della paglia e, via via, il materasso a…

Dialetti salentini: ceddhi e addoieddhi, due botte di ironia

Dialetti salentini: ceddhi e addoieddhi, due botte di ironia

di Armando Polito Ci sono parole logorate nel loro spirito nativo dall’uso e dal tempo. È il caso delle due di oggi, la prima un pronome indefinito, la seconda un avverbio di luogo. Solo l’indagine etimologica è in grado di recuperare parzialmente il valore perduto, ma non credo che questo post sia in grado di…

Dialetti salentini: ‘llitticare

Dialetti salentini: ‘llitticare

di Armando Polito Mi auguro che anche altri lettori seguano l’esempio di Tarcisio Vernich, che, dopo avermi proposto di occuparmi di ‘rrigghiare (vedi https://www.fondazioneterradotranto.it/2019/09/01/dialetti-salentini-rrigghiare/), mi invita a farlo di ‘llitticare.1 Questa volta l’occasione è molto ghiotta perché la voce non è registrata dal vocabolario del Rohlfs2 e nel Garrisi3 al lemma llettecare si legge: intr.;…

Dialetti salentini: ‘rrigghiare

Dialetti salentini: ‘rrigghiare

di Armando Polito Tramite il comune amico Marcello Gaballo il concittadino dottor Tarcisio Vernich chiedeva qualche giorno fa chiarimenti circa l’origine della voce dialettale del titolo. Premesso che il padre di Tarcisio, Amilcare, è stato il mio maestro delle elementari e che di lui conservo un lucidissimo e grato ricordo, spero di essere chiaro, preciso…

Dialetti salentini: ìgghiu

Dialetti salentini: ìgghiu

di Armando Polito In uno dei suoi primi racconti del 1946, Balletto delle fanciulle del Sud,  Vittorio Bodini così lo definisce: “… frenesia infantile del riso femminile per nulla, detta igghiu, forse da illud, non da ictus: il pronome neutro latino ne renderebbe la cieca spinta d’un’indistinguibile sessualità.” Posso condividere, per questo fenomeno che in…

Dialetti salentini: tuestu

Dialetti salentini: tuestu

di Armando Polito Usato col significato di duro, corrisponde all’italiano tosto che, però, presenta una gamma semantica più estesa, usato com’è, oltre che con valore di aggettivo, anche con quello di avverbio (sinonimo di subito) e di sostantivo (adattamento dell’inglese toast). Il padre è il latino tostum, participio passato di torrère che significa disseccare, abbrustolire….

Dialetti salentini: cuddhura

Dialetti salentini: cuddhura

di Armando Polito Avrei potuto intitolare questo post con Non tutto il male vien per nuocere, ma avrei fatto un torto imperdonabile a chi prima di me si è occupato brillantemente della cuddhura, cioè Roberto Panarese nel suo Cuddura e collirio: che ci azzecca? uscito su questo blog il 20 aprile scorso (https://www.fondazioneterradotranto.it/2019/04/20/cuddura-e-collirio-che-ci-azzecca/). A quella…

Dialetti salentini: sparliggiare

Dialetti salentini: sparliggiare

di Armando Polito La parola, si dice, è il principale, nostro esclusivo dettaglio che ci distingue dalle cosiddette bestie. Sulla sua potenza sono atati versati fiumi di … parole,  per analizzarne la capacità di suggestione, dalla poesia alle promesse della politica … Siamo tanto presuntuosamente sicuri della nostra intelligenza da non farci minimamente sfiorare dal…

Dialetti salentini: le coniugazioni, un esempio di risparmio linguistico

Dialetti salentini: le coniugazioni, un esempio di risparmio linguistico

di Armando Polito La tabella, le cui voci prive di accento sono da considerarsi piane, sintetizza nozioni grammaticali in passato ben note anche ai non addetti ai lavori e ben note, per quanto riguarda la sezione latina, a chi, ormai attempato, ha avuto l’opportunità di conoscere questa lingua in tempi in cui essa era una…

Dialetti salentini: pindinu

Dialetti salentini: pindinu

di Armando Polito La voce di oggi trova una doppia corrispondenza nelle italiane pendio e pendino. Con la prima la corrispondenza è perfetta dal punto di vista semantico, essendo pindinu usato a significare una pendenza più o meno accentuata del terreno, nonché nella locuzione proverbiale l’acqua vae sempre allu  pindinu (l’acqua scorre sempre verso la…

Cuddura e collirio: che ci azzecca?

Cuddura e collirio: che ci azzecca?

di Roberto Panarese Essendomi interrogato come ogni buon salentino sull’origine e sul significato della parola “cuddura”, ho chiesto anche un parere alla Prof.ssa Maria Luisa Agati (già docente di Codicologia all’Università Tor Vergata di Roma e Specialista in Paleografia Greca presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Archivistica e Diplomatica) e questo è quanto mi ha riferito: “In greco…

Dialetti salentini: lliticare

Dialetti salentini: lliticare

di Armando Polito Se su llliticare avessi avuto da dire solo che corrisponde esattamente all’italiano litigare, questo post non avrebbe avuto ragione di esistere. Eccomi, invece, a descrivere le differenze nell’uso. Litigare, intanto, è rimasto tal quale in italiano dal latino, composto da litem àgere (alla lettera:fare, operare, portare avanti una lite, anche giudiziaria) Litigare…

Dialetti salentini: còcchia, ‘ccucchiare e scucchiare

Dialetti salentini: còcchia, ‘ccucchiare e scucchiare

di Armando Polito   La voce di oggi mi sembra emblematica della ricchezza semantica del dialetto rispetto alla lingua nazionale. Questa volta parto dal latino còpula, che significa legame. L’analoga voce italiana si è specializzata nel significato di unione sessuale, alias coito, conservando, però, quello originario nella marca grammaticale (copula, appunto) che contraddistingue il verbo…

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