La notte di San Giovanni nelle credenze e riti popolari

La notte di San Giovanni nelle credenze e riti popolari

L’ACQUA E LE PIANTE DEL SOLSTIZIO  NELLE CREDENZE MAGICHE E NEI RITI (alle origini dell’ “acqua di S. Giovanni” e altri rituali)   di Gianfranco Mele   L’ acqua di S. Giovanni, che alcuni chiamano anche “rugiada degli dei” per rimarcare le origini pagane del rito, secondo questa interpretazione sfrutta, con la sua preparazione in…

La rava e la fava

La rava e la fava

di Paolo Vincenti La fava -nome tecnico vicia faba – è una pianta leguminosa che dà ottimi frutti, ovvero legumi, molto apprezzati specie alle nostre latitudini. Non tutte le varietà di vicia faba sono alimentari, cioè quella che noi mangiamo è la variante major Harz., con semi grossi, 1000 semi di peso superiore a 1000 grammi,…

Erbe e tarantismo

Erbe e tarantismo

di Gianfranco Mele   Introduzione Che ruolo hanno avuto le erbe nell’ambito del tarantismo? Oltre ad avere impiego come medicinali da parte dei medici del tempo (molti dei quali e in ogni caso, a seguito della osservazione dei casi, hanno ammesso una superiorità del rituale musicoterapeutico), le vediamo inglobate anche nei contesti rituali, sia come…

Elegia dell’ulivo

Elegia dell’ulivo

  LA “PASSIONE” DEGLI ULIVI di Paolo Vincenti Ulivi ricurvi, intrecciati in un abbraccio spasmodico di vita, avvinghiati alla terra con le loro radici eppure anelanti al cielo, fermi immobili nel perenne scorrere delle cose eppure in continua mutazione, sempre uguali a se stessi pure rinnovandosi e trasformandosi nell’alternarsi delle stagioni. Questo almeno erano gli…

Flora spontanea: il Salvione giallo. Usi popolari, proprietà,curiosità

Flora spontanea: il Salvione giallo. Usi popolari, proprietà,curiosità

di Gianfranco Mele   Il salvione giallo (Phlomis fruticosa) è una pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae. Vegeta nelle garighe e negli incolti. Fiorisce in estate e le sue foglie, aromatiche, sono simili a quelle della salvia. Ha difatti proprietà in comune con la Salvia officinalis, e quindi è stata utilizzata in cucina anche come…

L’ erba concordia e l’erba discordia nella leggenda e nella magia popolare (orchidee e legamenti amorosi)

L’ erba concordia e l’erba discordia nella leggenda e nella magia popolare (orchidee e legamenti amorosi)

di Gianfranco Mele   Ho elaborato alcune note anticipanti questo scritto in un articolo del 2019 nel quale fornisco anche un elenco delle Orchidaceae spontanee presenti nella flora salentina[1], rimandando poi, per approfondimenti, ad un testo di Piero Medagli et al.[2] Qui, mi soffermo nei dettagli sullle origini della attribuzione ad Orchidee e affini di…

Dialetti salentini: fògghie, fugghiàzze e scafògghie

Dialetti salentini: fògghie, fugghiàzze e scafògghie

di Armando Polito Quando si studia un termine dialettale si cerca anzitutto di individuare, se esiste, il perfetto corrispondente italiano. Per perfetto intendo qualcosa di coerente, oltre che sul piano formale, anche su quello semantico. Nel nostro caso, per esempio, per fògghie si pensa subito, e a ragione, all’italiano foglie, plurale di foglia. Ma fògghie…

Cultura tradizionale contadina e fertilizzazione dell’oliveto

Cultura tradizionale contadina e fertilizzazione dell’oliveto

di Colomba Gianpiero In passato, la gestione della fertilità da parte dei contadini era una variabile fondamentale per la produzione agraria, svolgendo quindi un ruolo chiave imprescindibile nell’agricoltura preindustriale. La dipendenza dal letame (risorsa non sempre disponibile) o da altre forme di fertilizzazione (p.es. interramento materia organica) potevano essere una reale limitazione, soprattutto in contesti…

La Cicoria tra usi medici e magici, nel mito e nelle credenze popolari

La Cicoria tra usi medici e magici, nel mito e nelle credenze popolari

  di Gianfranco Mele La Cicoria (Cichorium intybus, fam. Asteracee) ha proprietà depurative, diuretiche, lassative e toniche. Contiene inulina, principi amari e sali minerali, acido dicaffeiltartarico. In medicina popolare era utilizzata come stimolante epatico, renale e intestinale: per questo si beveva l’acqua in cui erano state cotte le foglie.[1] L’insalata di cicoria insieme ad altre…

Gli impieghi della Ruta tra medicina popolare e magia

Gli impieghi della Ruta tra medicina popolare e magia

di Gianfranco Mele   La Ruta è pianta tipica e originaria dell’ Europa meridionale, presente sulle rupi, sui muri, nelle garighe, nelle macchie. Il botanico ottocentesco Martino Marinosci riporta, nella sua ricerca sulla flora salentina, la presenza di due specie di Ruta nel Salento, la bracteosa (sin.: chalepensis) e la graveolens. Le proprietà sono simili;…

Il tabacco raccontato con garbo in un libro di Salvatore Colazzo

Il tabacco raccontato con garbo in un libro di Salvatore Colazzo

  di Giuseppe Corvaglia Per uomini e donne della mia età l’infanzia e l’adolescenza, in estate, si riempivano di frutti della terra succulenti e saporiti: fichi, meloni, uva, angurie, cucummarazzi, pomodori, persichi , albicocche… c’era però un frutto che frutto non era, anche se ugualmente una risorsa importante per le non brillanti economie salentine: il tabacco….

Dialetti salentini: Li pene ti lu linu (Le pene del lino)

Dialetti salentini: Li pene ti lu linu (Le pene del lino)

di Armando Polito Chi ha la mia età sicuramente avrà ascoltato il titolo come parte di una locuzione più ampia del tipo sta ppassu li pene ti lu linu (sto passando, cioè vivendo le pene del lino). L’avanzare dell’età e un incremento della mia passione etimologica e, da quando sono in pensione, del tempo da…

La Felce di S. Giovanni o del Solstizio tra leggenda, magia e medicina popolare

La Felce di S. Giovanni o del Solstizio tra leggenda, magia e medicina popolare

di Gianfranco Mele   La Felce ricorre in molti miti come pianta magica. Si tratta di una pianta particolare poiché non produce fiori (ma nella leggenda, il fiore appare, nella notte di S. Giovanni) e vive nel sottobosco; secondo un mito nordico, le felci si diffondono di notte, quando nessuno vaga nei boschi, e nascono…

Il possibile ruolo della mandragora nella stregoneria salentina

Il possibile ruolo della mandragora nella stregoneria salentina

di Gianfranco Mele Avvertenza preliminare: la Mandragora autumnalis è una solanacea dagli effetti estremamente pericolosi (vari effetti neurotossici, fino all’arresto cardiaco: si rimanda per info dettagliate su queste caratteristiche alle varie trattazioni sia divulgative che scientifiche di farmacologia e tossicologia, molte delle quali presenti anche in rete). Si sconsiglia perciò vivamente qualsiasi forma di sperimentazione…

La Mandragora in Puglia e in Terra d’Otranto

La Mandragora in Puglia e in Terra d’Otranto

di Gianfranco Mele   Avvertenza preliminare: la Mandragora autumnalis è una solanacea dagli effetti estremamente pericolosi (vari effetti neurotossici, fino all’arresto cardiaco: si rimanda per info dettagliate su queste caratteristiche alle varie trattazioni sia divulgative che scientifiche di farmacologia e tossicologia,molte delle quali presenti anche in rete). Si sconsiglia perciò vivamente qualsiasi forma di sperimentazione…

Negro amaro, la parola alla storia

Negro amaro, la parola alla storia

di Giuseppe Massari   L’amore sconfinato, intimo, sanguigno, quasi endemico; affettuoso, supportato da una fede razionale, convinta e sincera per il Salento mi porta sempre a rispolverare ricordi, memorie, documenti, testi, studi ed approfondimenti sulla sua vita, sugli sviluppi crescenti di interesse geografico, naturalistico, economico, agricolo, ambientale, storico e culturale. A questo patrimonio indiscusso appartiene…

Tutto ciò che bisogna conoscere del carrubo (III ed ultima parte)

Tutto ciò che bisogna conoscere del carrubo (III ed ultima parte)

di Massimo Vaglio Caramelle di carrube Ingr.: carrube, miele, olio Togliete i semi dalle carrube e fatele bollire in acqua per circa mezz’ora.Unite un uguale peso di miele e fate cuocere insieme al decotto. Quando il composto comincia a caramellare, rovesciatelo su un piano di marmo unto d’olio, livellatelo sino a 1-2 centimetro e fatelo…

Tutto ciò che bisogna conoscere del carrubo (II parte)

Tutto ciò che bisogna conoscere del carrubo (II parte)

di Massimo Vaglio La principale utilizzazione nel settore dell’industria alimentare è rappresentata dalla produzione di farine che trovano impiego nell’industria zootecnica per la realizzazione di ottimi mangimi per animali, ed in particolare per lo svezzamento e l’ingrasso dei suini, per prevenire casi di dissenteria dei soggetti giovani, nonché per migliorare l’appetibilità di foraggi e miscele…

Tutto ciò che bisogna conoscere del carrubo (I parte)

Tutto ciò che bisogna conoscere del carrubo (I parte)

di Massimo Vaglio Il carrubo (Ceratonia siliqua L.) è una pianta sempreverde che raggiunge comunemente i 10-12 metri, di altezza, molto imponente, caratterizzata da una folta chioma espansa dal colore verde scuro, costituita da foglie composte arrotondate, glabre, lucenti e coriacee. Botanicamente, il carrubo appartiene alla famiglia delle Leguminoseae (sottofamiglia Ceasalpinaceae) e al genere Ceratonia, che…

L’umile ma utile canna domestica

L’umile ma utile canna domestica

  di Mimmo Ciccarese “Siamo proprio come le canne al vento,  Ester mia.  Ecco perché! Siamo canne, e la sorte è il vento”  (da “Canne al vento” di Grazia Deledda)   Pianta antichissima, certamente utilizzata dagli antichi messapici, che pare utilizzassero i suoi culmi come unità di misura (2,50 cm), oltre che per scrivere e disegnare. Nel ventoso territorio…

W li paparine

W li paparine

di Carlo Mazzotta Quotidianamente sono attratto da storie che mi piacerebbe riassumere nei miei quaderni audiovisivi. Cose “semplici” come il raccolto e la preparazione delle “paparine”.  La storia è semplicissima: mio padre raccoglie, mia madre cucina e in un paio di minuti le immagini devono saper raccontare una ricetta ricca di conoscenza, ricordo, passione e…

La furficìcchia e l’Europa

La furficìcchia e l’Europa

di Armando Polito Succede, prima o poi, di accingersi a gustare quel bel formaggio acquistato, siccome il biologico è di moda, presso una fattoria locale, insomma un prodotto artigianale confezionato con gli stessi ingredienti e procedimenti dell’antica arte casearia. Pregustiamo sapori paradisiaci a noi già noti ma di cui vogliamo rendere orgogliosamente partecipe, magari proprio…

Nardò e l’oleandro

Nardò e l’oleandro

di Armando Polito Insieme con l’olivo è l’ultima vittima (purtroppo temo che non sarà l’ultima) sacrificale della xylella fastidiosa, ammesso che sia lei la responsabile (o, più probabilmente, la corresponsabile …) della ingordigia umana che nella globalizzazione sembra aver trovato il terreno fertile per completare l’opera predatoria e distruttiva delle risorse del pianeta, vittime della…

L’iris tra storia, scienza e poesia

L’iris tra storia, scienza e poesia

di Armando Polito Questo post molto probabilmente non sarebbe nato senza un altro sull’argomento, a firma di Alba De Pascali,  uscito qualche giorno fa su questo blog (https://www.fondazioneterradotranto.it/2015/02/24/una-varieta-di-iris-nel-salento/). La giovane età dell’autrice conferma la mia inveterata opinione che, se i vecchi non sono a priori da rottamare, insieme con il loro prezioso carico di esperienza…

Una varietà di Iris nel Salento

Una varietà di Iris nel Salento

    di Alba De Pascali Che il Salento sia una terra ricca di meraviglie e molto ancora ci sia da scoprire, è un pensiero che riempie di gioia ma più di ogni altra cosa dovrebbe solleticare la curiosità dell’intera collettività. Se questo spesso non avviene, uno dei motivi credo si possa rintracciare nell’appartenenza del…

Il “salaccione”

Il “salaccione”

di Armando Polito Quasi infinite sono le opportunità di conoscenza o di approfondimento della stessa che la rete offre e qualsiasi contributo dato con la consapevolezza dei limiti delle proprie capacità, cioè seriamente e, comunque, sempre in buona fede e non con la voglia di esserci a tutti i costi nel tentativo, non destinato a…

Il Sommacco siciliano (Rhus coriaria), nel Salento

Il Sommacco siciliano (Rhus coriaria), nel Salento

di Oreste Caroppo  E’ una spezia tipica dell’ Europa meridionale e del Medio Oriente! Una pianta da rivalorizzare massimamente nel nostro Salento! … Finalmente ho scoperto il nome di questa specie di pianta che da tempo ho osservato nel Salento e che persino son riuscito a ripropagare con grande successo. Tutto questo grazie all’ amico…

Lu tutumàgghiu (il titimalo), tra il serio e il faceto …

Lu tutumàgghiu (il titimalo), tra il serio e il faceto …

di Armando Polito L’Euforbia characias L. e l’Euphorbia dendroides L. (immagini tratte, rispettivamente, da http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=9656 e da http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/download/file.php?id=22808. Col nome generico di titimalo si indica in italiano un numero notevole di essenze appartenenti alla famiglia delle Euforbiaceee. Le due presentate nella foto di testa probabilmente sono le più diffuse sul nostro territorio. Parto dal nome…

Giuggiole alias scèsciule, per pochi intenditori!

Giuggiole alias scèsciule, per pochi intenditori!

di Massimo Vaglio Le giuggiole, sono i frutti dello giuggiolo (Zizyphus jujuba Miller), albero di media statura della famiglia delle Ramnacee. E’ uno dei principali fruttiferi coltivati in Cina, mentre in Italia, benché presente fin da epoca romana è coltivato sporadicamente e in esemplari spesso isolati. I frutti sono piccole drupe rotonde o ovali simili…

Giuggiole alias scèsciule, per pochi intenditori!

Giuggiole alias scèsciule, per pochi intenditori!

di Massimo Vaglio Le giuggiole, sono i frutti dello giuggiolo (Zizyphus jujuba Miller), albero di media statura della famiglia delle Ramnacee. E’ uno dei principali fruttiferi coltivati in Cina, mentre in Italia, benché presente fin da epoca romana è coltivato sporadicamente e in esemplari spesso isolati. I frutti sono piccole drupe rotonde o ovali simili…

La Montagna spaccata e la rabbia (2/2)

La Montagna spaccata e la rabbia (2/2)

di Armando Polito Se fossi un botanico, dopo essermi fatto una copia fotostatica del saggio di  Enrico Groves, Flora della costa meridionale della Terra d’Otranto, apparso in Nuovo giornale botanico italiano, v. XIX, N. 2, aprile 1887, pp. 110-219 e tavole fuori testo in appendice1, stilerei una tabella di marcia desunta dal saggio, in pratica…

Il mirto o mortella, tra le essenze fondamentali della macchia mediterranea

Il mirto o mortella, tra le essenze fondamentali della macchia mediterranea

La murtèddha   di Armando Polito Con la frasca, di cui discorrerò in un successivo post, il mirto è tra le essenze fondamentali della macchia mediterranea. Nome dialettale: murtèddha nome italiano: mirto, mortella nome scientifico: Myrtus communis L. famiglia: Myrtaceae   Le denominazioni riportate derivano tutte dal latino myrtus a sua volta dal greco myrtos, che…

La leggenda della pianta delle more

La leggenda della pianta delle more

di Maria Grazia Presicce Pensando alle more mi ritornano in mente gli assolati  e lunghi pomeriggi in campagna che invogliavano alla ricerca delle piante di scrascie[1] , lungo muretti a secco diroccati e  siepi alla raccolta di zezzi[2].  Non era facile raccogliere gli allettanti frutti da quei rami serpeggianti e pungenti e, pur di assaporarli, …

24 giugno, festività di San Giovanni Battista. Il solstizio estivo e le erbe di San Giovanni

24 giugno, festività di San Giovanni Battista. Il solstizio estivo e le erbe di San Giovanni

   Giugno, il solstizio estivo e le erbe di San Giovanni di Elvino Politi Azzate San Giuanni e nu durmire ca sta bisciu tre nuvole venire, una te acqua una te jentu una te triste mmaletiempu. A mare a mare a ddu nu canta jaddru a ddu nu luce luna a ddu nu se sente…

San Giovanni Battista nella tradizione popolare salentina

San Giovanni Battista nella tradizione popolare salentina

di Giorgio Cretì In illo tempore, nel Salento che fu, quando la gente viveva sulla terra che coltivava e da essa traeva il proprio sostentamennto, si faceva grande uso di piante spontanee res nullius che prendevano il nome di foje creste ossia di erbe agresti, che non avevano bisogno di essere seminate e coltivate. Era…

La spurchia, acerrima nemica dei contadini, ma buona da mangiare

La spurchia, acerrima nemica dei contadini, ma buona da mangiare

di Massimo Vaglio Spùrchia, è l’appellativo dialettale delle orobanche (Orobanche spp.), piante saprofite delle fave e dei piselli. Acerrime nemiche dei coltivatori di queste leguminose perchè suggono la linfa  dalle radici delle stesse facendole deperire. Un tempo, i coltivatori di fave e piselli, conducevano una strenua lotta manuale contro queste piante che venivano estirpate prima…

La litirnara (l’alaterno), ovvero povero Plinio e povero Linneo!

La litirnara (l’alaterno), ovvero povero Plinio e povero Linneo!

di Armando Polito   Questa essenza (le foto sono tutte mie) tipica della macchia mediterranea è ancora oggi ben presente sul nostro territorio; ho molti dubbi per domani, poiché certi cervelli (?) stentano perfino a riconoscere, magari recitando un ipocrita mea culpa per salvare la faccia e, spero tra poco, non solo quella… , che…

Lu tàmaru (la tamerice), pianta “infelice”

Lu tàmaru (la tamerice), pianta “infelice”

di Armando Polito   La tamerice è un’essenza particolarmente diffusa sul nostro territorio, in particolar modo nelle zone salmastre. La foto di testa, da me scattata, come quella di coda, più di venti anni fa, ne ritrae un esemplare che fortunatamente oggi chiunque può riconoscere sulle sponde della Palude del Capitano. La scheda che segue…

Una nota sul mirto

Una nota sul mirto

di Mimmo Ciccarese   Il mito di Myrsine si perde nei secoli del mediterraneo e rende il nome alla pianta del Mirto comune, così diffusa tra le macchie salentine. La pianta si associa alle virtù di una fanciulla imbattibile nelle competizioni ginniche dell’antica Attica uccisa a tradimento dall’imboscata di un uomo invidioso della sua vitalità….

La lazzalora (il lazzeruolo/la lazzeruola)

La lazzalora (il lazzeruolo/la lazzeruola)

di Armando Polito   L’esemplare della foto (a destra; l’albero più grande, al centro, è un mandorlo anche lui molto vecchio e a sinistra è visibile un piccolo lazzeruolo collegato, credo, con la pianta madre) avrà almeno 150 anni, perché quando io ero ragazzino aveva le stesse dimensioni e quest’albero, dopo i primi anni di…

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