La Terra d’Otranto ieri e oggi (9/14): MOTTOLA

di Armando Polito

Il toponimo

Nel Chronicon rerum in regno Neapolitano gestarum1 di Lupo Protospata (XI secolo) ricorre la forma Mutula: 1023 Venit Rayca cum Iaffari criti in civitate Bari in mense Iunii, et obsedit eam uno die; et amoti exinde comprehenderunt Palagianum oppidum, et fabricatum est castellum Mutulae (1023 Venne Raica con il giudice Jaffari nella città di Bari nel mese di giugno e l’assediò un solo giorno; e allontanatisi da lì presero la città di Palagiano e fu fabbricato il castello di Mottola); 1040 Praedictus Dulchianus excussit conteratos de Apulia, et praedicti conterati occiderunt Chrisifactira critiri imperator subtus Mutulam … (Il predetto Dulchiano cacciò gli abitanti dalla Puglia e i predetti abitanti uccisero Crisifactira … 2 sotto Mottola …)

Nel Chronicon breve Northmannicum de rebus in Iapygia et Apulia gestis in Graecos (1041-1085), documento di dubbia attendibilità, per il quale vedi la nota 3 della parte 6/14 dedicata a Castro, la forma è Motula: 1063 Mense aprili mortuus est Gauffredus comes, et Goffridus filius eius cepit Tarentum, deinde ivit super castrum Motulae, et comprehendit eam, et castellum eius (1063  Nel mese di aprile morì il conte Goffredo e Goffrido suo figlio prese Taranto, poi salì verso la città fortificata di Mottola e prese essa e il suo castello).

Non ha maggiore attendibilità, anche a causa della fama, consolidata nel tempo,  di grande falsificatore di documenti di cui il Tafuri (1695-1760) gode ancora oggi, il Mutila che compare nel De Mutilensis urbis expugnatione, una cronaca di anonimo, che lo storico di Nardò pubblicò, annotata, nella sua Istoria degli Scrittori nati nel Regno di Napoli, Severini, Napoli, 1754, v. III, parte III.  Non è da escludere che il Tafuri sia rimasto suggestionato da quanto potrebbe aver letto nel v. IX colonna 159 dell’Italia sacra di Ferdinando Ughelli (1594-1670), dove, nella seconda edizione accresciuta ed aggiornata da Nicola Coleti (il volume in questione fu pubblicato da Sebastiano Coleti a Venezia nel 1722) si legge nella sezione dedicata ai vescovi di Mottola questa curiosa etimologia del toponimo: Mutilam vocarunt quia mutilata seu deiecta ab antiquo decore (La chiamarono Mutila poiché mutilata o abbattuta dall’antico decoro).

Per completare il ventaglio delle ipotesi il toponimo potrebbe essere diminutivo del latino  medioevale mota o motta attestato fin dagli inizi del XII secolo, per il quale nel glossario del Du Cange (tomo V, pag. 531) si legge la seguente definizione: collis seu tumulus, cui inaedificatum castellum (colle o altura su cui è stato edificato un castello).

Pacichelli (A), pag. 174

 

Pacichelli (C, anno 1686)

Per l’incomodità de’ boschi, ove i rami impedivano il passo, in otto miglia andai a pernottar fuori di Gioia ne gli Osservanti Riformati di San Francesco, i quali, oltre due camerine, mi accarezzarono con buon pane e frittate. Sedici miglia intraprese nell’aurora, parte di bosco, parte di rupi scoscesi, ma guernite di rosmarini, lasciando in colle dopo le dodici Motula, città disfatta, che suppongono abitasse già Muzio Scevola, mi condussero a Massafra …

 

immagine tratta ed adattata da Google Maps
immagine tratta ed adattata da Google Maps
immagine tratta da http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/6740344.jpg
immagine tratta da http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/6740344.jpg

Da notare come nella mappa compaiono anche (in alto, da sinistra a destra) le attuali Palagiano e Palagianello, nonché Castellaneta, alla quale, come abbiamo visto in una precedente puntata, il Pacichelli aveva dedicato una parte del suo lavoro.

1   Duomo/Chiesa di Santa Maria Assunta (mappa/http://it.wikipedia.org/wiki/File:Chiesa_Madre_2.jpg)

7

3   Palazzo baronale (mappa/ http://www.mondimedievali.net/castelli/puglia/taranto/mottol03.jpg)

Nella mappa non compare nessuno stemma. Di seguito quello attuale (immagine tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Mottola-Stemma.png).

Prima parte: https://www.fondazioneterradotranto.it/2013/12/19/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-114-presentazione/

Seconda parte: https://www.fondazioneterradotranto.it/2013/12/23/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-214-alessano/

Terza parte: https://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/05/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-314-brindisi/

Quarta parte: https://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/09/la-terra-dotranto-ieri-414-carpignano/

Quinta parte: https://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/14/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-514-castellaneta/

Sesta parte: https://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/20/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-614-castro/

Settima partehttps://www.fondazioneterradotranto.it/2014/02/05/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-714-laterza/

Ottava parte: https://www.fondazioneterradotranto.it/2014/02/17/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-814-lecce/

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1 Cito dall’edizione Lupi Protospatarii Chronicon a cura di Georg Heinrich Pertz, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, V, Hannover 1844, pp. 57 e 58.

2 Critiri imperator: qui sicuramente il testo è corrotto. Proporrei di sanarlo con critim imperatoris (giudice dell’imperatore).

3 Con riferimento probabile alla sua distruzione ad opera del cancelliere tarantino Muarcaldo nel 1102.

 

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