
di Marcello Gaballo e Armando Polito
Nel fondo “Sacre Congregazioni” dell’Archivio Storico diocesano si conserva una interessante raccolta epistolare tra il cardinale Vincenzo Maria Orsini, poi papa Benedetto XIII (Gravina di Puglia 1649-Roma 1730), e il colto vescovo di Nardò mons. Orazio Fortunato (1678-1707), che meriterebbe uno studio dettagliato. I toni adoperati e lo scambio di cordialità, ma anche i contenuti personali delle notizie contenute evidenziano una profonda conoscenza e vecchia amicizia tra i due.
In una lettera del 19 marzo 1674, per esempio, il cardinale si congratula con il vescovo per obbligazione corrispondente alla singolare gentilezza con cui l’è piaciuto di darmene l’aviso della sua traslazione dalla Chiesa di San Severo, sempre pronto à servirla in tutte le mansioni.
In un’altra del 27 maggio 1679 spedita da Manfredonia, dove era stato nominato arcivescovo dal 1675 al 1680, gli riferisce del periglioso viaggio per giungere in questa sede.
Giunsi con puntualità e prosperamente, grazie all’Altissimo, sabato sera vigilia della Pentecoste, quantunque non poche traversie vi si fussero frapposte di mezzo.
In Bari si erano aperte le cateratte del cielo con profluvio di acqua, che non prima delle 14 hore il Venerdì matina, mentre il tempo si era alquanto allargato, mi fu permesso proseguir il viaggio, e non poco si fece a giunger in Trani la sera, da dove il sabbato mattina staccatomi mi rimasero infiacchiti i cavalli a terra di Rivoli. Non mi perdetti però d’animo, lasciai la carrozza e fatto poner in mare una barca pescareccia, feci traghettare la mia famiglia al porto sipontino, ed io e il mio Vicario e segretario, a cui il salso elemento è capitalissimo nemico, sovra del galesso e d’un cavallo, come Dio volse, si portassimo al desiato liminare della Cattedra Arcivescovale. Ho fatto le funzioni in adempimento del mio debito pastorale, e ne do’ questo cenno a V.S. Ill.ma perché so che se ne rallegrerà.
La saia, della quale mi ha proveduto la di lei generosità è bellissima, veramente di tutta perfezione; ne la ringrazio infinitamente. Col presente Procuratore se le invia una cassetta di libri: ella si prenda li suoi, gli altri favorisca distribuirgli a chi vanno.
Le rassegno la mia osservanza e le rammento il mio affetto…
Pubblicato in Memorie e gratitudine. Studi in onore di don Giuliano Santantonio, a cura di M. Gaballo e A. Cavallo), Grenzi, Foggia 2025.
