
di Marcello Gaballo
Martedì 24 marzo 2026 la comunità di Ortelle renderà omaggio a uno dei suoi figli più illustri con un importante appuntamento culturale dedicato alla figura e all’opera del pittore Giuseppe Casciaro, tra i massimi interpreti italiani del paesaggio a pastello.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Ortelle nell’ambito delle politiche culturali locali, si terrà presso l’Open Space “Luigi Martano”, nel Parco San Vito, e avrà inizio alle ore 16. Il seminario, intitolato “Giuseppe Casciaro. La pittura di paesaggio nel Salento tra tradizione e modernità: itinerari di ricerca”, intende offrire un’occasione di approfondimento scientifico e divulgativo su un artista che ha saputo portare il nome del Salento nel panorama artistico nazionale e internazionale.

Nato a Ortelle il 9 marzo 1861, Giuseppe Casciaro visse un’infanzia segnata dalla perdita prematura del padre, ma trovò presto nella pittura la propria vocazione. Dopo gli studi classici a Maglie, fu avviato alla formazione artistica dal pittore Paolo Emilio Stasi, che ne intuì il talento e lo incoraggiò a proseguire gli studi presso il Real Istituto di Belle Arti di Napoli. Qui ebbe maestri di grande rilievo come Gioacchino Toma e Domenico Morelli, entrando in contatto con l’ambiente artistico partenopeo che avrebbe segnato profondamente la sua formazione.
Fin dagli esordi, Casciaro mostrò una particolare predilezione per la tecnica del pastello, che divenne il suo linguaggio privilegiato. Attraverso questo mezzo, egli riuscì a restituire con straordinaria sensibilità la luce e l’atmosfera dei paesaggi meridionali, ispirandosi alla tradizione della Scuola di Posillipo e alle suggestioni naturaliste ed impressioniste provenienti dalla Francia. Le sue vedute, spesso realizzate en plein air, si distinguono per l’intensità lirica e per la capacità di cogliere la natura nel suo stato più autentico.
Il debutto ufficiale avvenne nel 1887 alla Promotrice napoletana “Salvator Rosa”, segnando l’inizio di una carriera costellata di successi. Nel giro di pochi anni, Casciaro partecipò a numerose esposizioni in Italia e all’estero, esponendo a Parigi, Berlino, Vienna, Madrid e Barcellona, ottenendo premi prestigiosi, tra cui importanti medaglie d’oro alle esposizioni internazionali di Digione (1898), Atene (1903) e Monaco di Baviera (1909). Fu presente quasi ininterrottamente alla Biennale di Venezia dal 1895 al 1932, confermandosi tra i protagonisti del panorama artistico italiano.

Tra gli episodi più significativi della sua carriera si ricorda l’incontro con il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena del Montenegro, che lo volle come proprio maestro di pittura, contribuendo a consolidare la sua fama anche negli ambienti di corte. Parallelamente, Casciaro svolse un’intensa attività didattica, diventando un punto di riferimento per numerosi giovani artisti e contribuendo alla diffusione della pittura di paesaggio nel Mezzogiorno.
La sua produzione artistica, vastissima, raffigura principalmente paesaggi del Meridione d’Italia: dalle marine del Golfo di Napoli alle campagne irpine, fino agli scorci del Salento natio, tra Ortelle e Castro, luoghi che rimasero sempre vivi nella memoria dell’artista. I suoi lavori sono oggi conservati in importanti musei e collezioni internazionali, tra cui la National Gallery of Art, il Museu Nacional d’Art de Catalunya e la Quadreria del Quirinale.



Il seminario di studi del 24 marzo si inserisce in un percorso di valorizzazione della figura del maestro e intende proporre nuove chiavi di lettura sulla sua opera, approfondendo il rapporto tra tradizione e modernità nella pittura di paesaggio.
Dopo i saluti istituzionali delle autorità locali, interverranno studiosi e ricercatori che offriranno contributi specifici su diversi aspetti della produzione casciariana, dal linguaggio tecnico alla diffusione internazionale delle sue opere, fino al legame profondo con il territorio salentino.
L’iniziativa rappresenta non solo un momento di studio, ma anche un’occasione di riscoperta identitaria per la comunità di Ortelle, che nel maestro Casciaro riconosce una figura simbolica capace di unire memoria storica e creatività artistica. Celebrare la sua opera significa, infatti, riaffermare il valore del paesaggio come patrimonio culturale e come elemento fondante della storia e dell’identità del territorio.
(le notizie biografiche sono riprese e rielaborate da Wikipedia)

