
Un evento di straordinario rilievo culturale e storico si terrà a Brindisi il prossimo 27 dicembre alle ore 18, nella Sala Colonna di Palazzo Nervegna, dove l’ingegnere Vito Ruggiero presenterà pubblicamente la rarissima carta cinquecentesca Brandici attraverso una riproduzione. Si tratta della più antica rappresentazione topografica a stampa di Brindisi e del suo porto, un documento di eccezionale valore storico-documentale, noto finora in un unico esemplare.
La xilografia, di ambiente veneziano, risale alla prima metà del XVI secolo ed è datata 1538, come recita il cartiglio inciso in alto a sinistra: EL VER SITO DI BRANDICI IM PUGLIA, stampata in Venezia per Francesco Librar Dala Speranza. L’autore, identificato come Francesco di Tommaso di Salò, è figura attiva nel vivace panorama editoriale veneziano del Cinquecento, contemporaneo di incisori come Matteo Pagano e Giovanni Andrea Vavassore.
La scoperta di Brandici è il frutto di una lunga e appassionata indagine condotta da Vito Ruggiero, che da anni studia la cartografia storica di Brindisi con particolare attenzione al suo porto, elemento identitario indissolubile della città. Fino a poco più di un anno fa, la veduta era del tutto sconosciuta alla storiografia brindisina e pugliese, mai citata in testi locali né apparsa in precedenti repertori italiani. Solo nel 2024, grazie alla pubblicazione monografica Brandici, la carta è entrata pienamente nel dibattito scientifico nazionale.

La vicenda del ritrovamento ha contorni quasi romanzeschi. La stampa faceva parte di una raccolta frammentaria di dodici mappe cinquecentesche, rinvenuta nel 1987 al mercato antiquario di Arezzo dallo studioso e antiquario ungherese Tibor Szathmáry, che per primo ne diede notizia nel 1992 sulla rivista Cartographica Hungarica. Quelle tavole, probabilmente smembrate da un antico atlante per essere vendute singolarmente, pratica purtroppo diffusa nel Novecento, comprendevano rarissime vedute di città europee, tutte riconducibili a incisori veneziani del XVI secolo.
Dopo varie vicissitudini collezionistiche, la carta di Brindisi entrò nella raccolta del celebre collezionista e politico tedesco Fritz Hellwig, per poi riapparire sul mercato antiquario nel 2019, in una vendita della casa d’aste Reiss & Sohn, dopo la sua morte. Parallelamente, la sua importanza scientifica veniva sancita dall’inclusione nel monumentale repertorio Cartografia e topografia italiana del XVI secolo (2018), curato da Stefano Bifolco e Fabrizio Ronca, considerato oggi il nuovo punto di riferimento internazionale per la cartografia cinquecentesca.
La veduta Brandici non è solo la più antica iconografia di Brindisi: è anche una testimonianza preziosa della percezione strategica e urbana della città nel pieno Rinascimento, quando il suo porto costituiva un nodo fondamentale nei traffici mediterranei. Proprio per questo, la presentazione di questa immagine a Brindisi assume un significato profondo, restituendo alla comunità un tassello essenziale della propria memoria visiva.
Nel corso dell’incontro del 27 dicembre, Vito Ruggiero racconterà al pubblico la storia del ritrovamento, le ricerche bibliografiche, le vicende collezionistiche e il lungo viaggio della mappa attraverso i secoli, offrendo uno sguardo affascinante sul mondo della cartografia antica e sul lavoro paziente dello studioso-ricercatore.
Un appuntamento imperdibile per studiosi, appassionati di storia, cittadini e per chiunque voglia riscoprire Brindisi attraverso l’immagine più antica che la rappresenti: una città che, ancora una volta, si riconosce nel suo porto e nella forza della propria storia.
