di Gilberto Spagnolo
Ogni libro ha la sua storia. Una storia assai preziosa anche per le stamperie e le biblioteche pubbliche e private e per le biografie degli stessi tipografi salentini. Le edizioni che si presentano in questo contributo appartengono tutte ad una biblioteca privata. Sono testi stampati dai torchi delle tipografie leccesi Marino e Agianese, fra le più importanti stamperie attive e numerose a Lecce nell’Ottocento ma delle quali manca ancora la ricostruzione degli Annali nella loro globalità.
Delle loro vicende umane, economiche ed editoriali conosciamo invece molto grazie principalmente alle ottime ricerche archivistiche, di fondamentale importanza per l’abbondanza del materiale attinto direttamente alle fonti, di Antonio De Meo con il suo La stampa e la diffusione del libro a Lecce e dintorni dal Cinquecento alla metà dell’Ottocento, pubblicato a Lecce nel 2006.
Come scrive il De Meo “la figura di Vincenzo Marino emerge di diritto tra le fine del secolo dei lumi e gli albori dell’epoca risorgimentale… La tipografia Agianese inizia invece la produzione editoriale nel secondo decennio del XIX secolo continuando ad operare anche dopo la metà dell’ottocento per molti e molti anni ancora”. Indicativamente la tipografia Vincenzo Marino e fratelli operò tra il 1795 e il 1832 (“ultimo testamento del tipografo”).
Successivamente, secondo quanto riporta il Foscarini, dal 1833 (anno della morte di Vincenzo Marino) e fino al 1862 fu gestita dagli eredi. Al 1814 si colloca l’avvio della tipografia gestita dai fratelli Agianese, Giuseppe e il canonico Lorenzo, e da Oronzo Gabriele Costa (quest’ultimo non citato da De Meo e secondo quanto riporta invece il Bernardini).
Questa tipografia divenuta poi, dal 1827 al 1848, semplicemente Tipografia Agianese, invece concluse la sua attività, dopo varie vicissitudini familiari, nel 1861 (anno della morte del vecchio proprietario Lorenzo Agianese).
È noto che una stamperia può trarre solida fama dalla sua durata, dalla qualità e dal numero delle sue edizioni, dall’autorità degli autori e degli artisti che vi hanno collaborato, dal prestigio del personaggio al quale l’opera è dedicata o che ebbe a finanziarla. In via generale in questa sede come si potrà osservare, le edizioni in entrambe le stamperie possono classificarsi in pubblicazioni di vario formato (a volte anche con ornamenti e illustrazioni) di carattere scolastico, encomiastiche, storiche, medico – scientifiche e per molta parte di contenuto religioso. Ma non manca anche la produzione di manifesti, avvisi, memorie legali, opuscoli d’occasione e di carattere tipicamente popolare.
Fu inoltre, come riporta De Meo, importantissima la collaborazione della tipografia Marino “sia con l’Università di Lecce sia col clero cittadino. Basti pensare ai biglietti di invito alle carte per la contabilità ai Copponi dell’Ospedale Militare impressi per conto dell’Università fin dai primi anni dell’Ottocento. I rapporti di lavoro poi con la Mensa Vescovile di Lecce risalgono al 1797. Come non ricordare ancora la stampa del giornale L’Osservatore Salentino un cui esemplare del 18 gennaio 1821 è custodito presso l’Archivio di Stato di Lecce…”. Mentre (scrive ancora De Meo) “della tipografia di Vincenzo Marino ne emerge dunque da queste edizioni il buon livello qualitativo sia sul piano tipografico che su quello contenutistico” la produzione della tipografia Agianese effettivamente rimane invece (d’accordo con il giudizio di De Meo) “molto modesta e di basso profilo”. Resta comunque il fatto, indubbiamente, “che è certo che questa officina assieme alla stamperia di Vincenzo Marino e alla tipografia dell’Intendenza reggesse il peso dell’editoria salentina pubblica e privata nella prima metà dell’ottocento” (quella dell’Intendenza, così detta perché sita nei locali dell’Intendenza oggi Prefettura, nacque infatti nel 1831).
Per la produzione editoriale dell’Agianese va particolarmente sottolineata soprattutto la rarità delle sue edizioni, probabilmente perché non numerose o in tiratura limitata come ad esempio la rarissima raccolta che in questa libreria privata si presenta completa nei suoi 10 volumi ovvero “Il Giornale di Economia Rurale stampato per merito della Società Economica di Terra d’Otranto”.
I volumi dal I al VI di questa raccolta stampati dalla Tipografia Agianese recano inoltre sul frontespizio due marche tipografiche differenti. Una delle due (anni dal 1840 al 1843) raffigura una figura mitologica (forse Mercurio); l’altra (anni 1844 e l845) raffigura una matrona seduta che regge con la mano sinistra un fascio di spighe di grano (che si ripetono sul fondo in entrambi i lati) e con la mano destra una falce.
Le opere delle due tipografie, oltre ad essere testimonianza della loro attività tipografica e confermare il rapporto stabilito fra stampatori e studiosi, risentono infine nel loro contenuto del più generale clima dell’epoca e presentano un quadro dell’ambiente culturale leccese dell’Ottocento, non solo la sua storia e i suoi protagonisti ma anche gli interessi culturali artistici e sociali dei lettori stessi.
In conclusione, si sa che non è facile recuperare tutti gli esemplari delle opere stampate da un tipografo ma, certamente, anche questi stampatori con il loro lavoro oscuro e faticoso, con i loro torchi e le loro benemerite officine, come i vari Desa, Micheli, Mazzeo, Chiriatti e Viverito hanno contribuito validamente in tempi e modi diversi alla diffusione della stampa e della cultura. Il libro attraversa i millenni e la “nobile arte” di imprimere libri non morirà mai.

RELIGIOSI FUORI DE’ CHIOSTRI…
Vuole il re che, V.S. Illma nel Real nome ordini a tutti i /Provinciali, e Superiori di qualunque ordine Religioso di cotesta /Provincia, che prendano conto di quei Religiosi che si trovano/ fuori de’ Chiostri senza legitima causa, e permesso, e di quelli /altresì che con legitima causa e permesso sono fuori dal Chiostro/, ma non menano vita corrispondente al di loro istituto, e subito/ li richiamino e si facciano obbedire, cercando V.S. Illma istessa /la forza. Napoli 21 novembre 1795 / FERDINANDO CORRADINI./al Preside di Lecce./…/ In fine MARULLJ/ COSCIONI/ V. de ROSSI pro FISCO./ Antoninus Camadarelli Proseg./ In Lecce nella nuova Stamperia di Vincenzo Marino, e Fratelli./
fol. cm 38 x 24.
Note: Ordine Reale comunicato da Ferdinando Corradini al Preside di Lecce MARULLJ di intervenire sui Religiosi che soprattutto “non menano vita corrispondente al loro istituto”. Foglio a stampa con stemma reale in alto inciso e cornice tipografica a moduli corrente sui tre lati del testo.
SALVATOR SPINELLIUS
MISSAE/ PRO ALIQUIBUS LOCIS CONCESSAE/ ET AUCTORITATE APOSTOLICA/ADPROBATAE,/ QUAE EXCELLENTISSIMUS, REVERENDISSIMUS DOMINUS/ D. SALVATOR SPINELLIUS/ LYCIENSIS EPISCOPUS/ AD SUAE ECCLESIAE, DIOCESIS USUM/ TYPIS MANDARI CURAVIT./ Lycii 1795. Apud Vincentium/ Marino, Fratres./ Superiorum Permissu./
cm 30 x 21, pp. 20.
Note: Esemplare legato assieme (formando un unico volume) a: DIE VIII AUGUSTI/ IN FESTO/ BEATAE MARIAE VIRGINIS/ MATRIS GRATIARUM (privo sia dell’indicazione tipografica che dell’anno di stampa, di pp. 2 non numerate); XIII AUGUSTI/ MISSA IN FESTO/ SANCTAE PHILUMENAE VIRGINIS, ET MARTYRIS (non datato e privo dell’indicazione tipografica, di pp. 2 non numerate); Die I° Septembris / BEATAE MARIAE VIRGINIS/ DIVINI PASTORIS MATRIS/ (non datato e senza indicazione tipografica, di pp. 2 non numerate con una piccola immagine in fine della Vergine con il Bambino); POST DOMINICAM SEPTUAGESIMAE/ MISSA/ ORATIONIS D.N.J.C. 1N MONTE OLIVETI / (non datato e senza indicazione tipografica, di pp. 2 non numerate con inciso in fine il monogramma IHS). Copertina posticcia di cartone con al centro fissata esternamente una piccola immaginetta raffigurante il Cristo.

SALVADORE SPINELLI
SALVADORE SPINELLI/ VESCOVO DI LECCE/AL SUO DILETTO CLERO, E POPOLO DELLA CITTA’ E DIOCESI/ SALUTE, E BENEDIZIONE./ L’energica difesa della Religione, del trono, del-/lo Stato, e di ogni nostra proprietà, quando la richie-/dono urgenti circostanze, debbe essere lo scopo più/ importante di ogni buon Cristiano, e di ogni fedel/Cittadino./…/(In fine)…/ Napoli li 22 Maggio 1796./ SALVADORE VESCOVO DI LECCE/ Angelo Rao Secretario/ In Lecce nella nuova Stamperia di Vincenzo/ Marino, e Fratelli./
fol. cm. 40 x 30.
Note: Foglio con testo stampato su due colonne e con caduta in più punti in una delle parti laterali, in cui Salvatore Spinelli Vescovo di Lecce (dal 1792 al 1797) “per adempiere le giustissime Sovrane disposizioni” ingiunge e ordina a Parroci, Missionari, Predicatori ed Ecclesiastici della Diocesi di Lecce “nelle urgenti circostanze che pelle minacciate nemiche irruzioni pongono in pericolo la Religione, il Real Trono e l’intera Società/…/ a mettere in giusta veduta il presente pericolo, eccitare i popoli a prendere le arme pietose, e publicare da’ sugli altari ne’ giorni festivi e da’ su i pergami i nostri sentimenti: sentimenti conformi a quelli manifestati dal nostro Sovrano in due affettuose Sue Lettere, l’una diretta a’ Vescovi, e Prelati del Regno, e l’altra a tutt’i isuoi fedeli ed amati sudditi: sentimenti uniformi allo spirito di Dio e perciò da non riguardarsi con indifferenza”. Le lettere furono inviate da Napoli il 18 maggio del 1796.

IMMAGINE DEL CROCIFISSO DELLA PIETÀ DI GALATONE
La miracolosa Imagine (sic) del Crocifisso della Pietà, fin/ dal 1485 da “Cittadini, e dagli Esteri venne adorata in/ Galatone, prima in augusta Cappella, poi nell’antica/ Chiesa, ed oggidì in un Tempio, che gareggia in magni-/ficenza colle Basiliche del Regno. La prelodata imagine (sic)/ sul principio vedevasi colle mani legate avanti; a due/ Luglio 1621. Sciogliendo la sinistra, tolse il velo, che la/ copriva, restando in questo atteggiamento, come se così/ fosse stata dipinta/…/ (In fine)… /Dato in Galatone/ a dì Marzo 1796./ D. Donato Can. De Actis Rettore/ D. Vincenzo Can. Megha Rettore./ In Lecce nella nuova Stamperia di Vincenzo Marino, e Fratelli./
fol. cm 30 x 22.
Note: Foglio a stampa, con cornice tipografica a moduli sui tre lati del testo, con cui “Si priegano adunque nel Signore tutti i RR. Curati di questa Provincia, manifestare ai loro Filiani l’espressata apertura del Santuario, acciò tutti, in tempi tanto alla nostra commune Madre luttuosi, potessero profittare delle grazie concesse, Confessandosi a’ Penitenzieri destinandi dal Vescovo, colle facoltà concesse dalla Sacra Penitenzieria di Roma”. Leggendo l’interessante annotazione autografa scritta posteriormente, si scopre che l’Avviso era stato inviato al Reverendo Arciprete di Pisignano Vito Ingrosso. Come scrive egli stesso, il foglio (con segni di ceralacca) era stato ricevuto il 7 di Aprile del 1796 e poi “pubblicato al popolo di questa terra” nella seconda domenica dopo Pasqua tenendolo “fissato” nella chiesa di Pisignano fino al 19 maggio del 1796, giorno in cui “per notizia, e memoria” lo inserisce in un libro per conservarlo.
BERARDINO MORELLI
LEZIONI ELEMENTARI/ DI/ GEOMETRIA/ E/ TRIGONOMETRIA, DEL SIG. D. BERARDINO MORELLI/ Nobile Patrizio, e Professore di Mate-/matica nelle Regie Scuole di Lecce./ Dedicate a Sua Eccellenza/ F. D. FRANCESCO/ MARULLI Utile Signore della Terra di Grassano, Co-/lonello degli Eserciti di S. M. (D. G.) Di-/ rettore, Reg. Delegato, ed Ispettore Gene-/rale de’ Porti, e Marine dell’Adriatico, Pre-/side, e Governadore dell’Armi, e Delegato./ delle Regie Scuole nella Provincia di Lecce./ TOMO I./ Che contiene la dottrina nelle/ PROPORZIONI, E LA LONGIMETRIA./ IN LECCE MDCCXCVI./ Presso Vincenzo Marino, e Fratelli./ Con Licenza de’ Superiori./
cm 19,5 x 13,5, pp. 192
Note: Bell’esemplare della I edizione di uno dei prodotti tipografici più importanti del Marino, completo delle tre opere riunite in un solo volume, apparentemente rilegati insieme all’epoca e con tutte le tavole più volte ripiegate fuori testo alla fine del terzo tomo. Legatura coeva in piena pergamena con titolo e autore riportati in bella calligrafia sul dorso ad inchiostro. Frontespizi autonomi e ben inquadrati per contenuti differenti. Marca tipografica del Marino su tutti i frontespizi: tre piccoli medaglioni ovali con all’interno viso femminile di profilo. Antica firma di appartenenza al frontespizio del I Tomo: “Luigi Morelli” (probabilmente un componente della stessa famiglia Morelli). Berardino Morelli (1736-1802) matematico di fama e poeta nacque e morì a Lecce. Dopo un concorso nel 1760 ebbe la cattedra di matematica nelle Regie Scuole di Lecce. Per i suoi lavori fu nominato Socio dell’Accademia delle Scienze e Belle Lettere di Napoli il 3 Aprile 1779, del Giglio d’Oro di Lecce, e di quella delle Scienze di Francia. In patria oltre ad esercitare con successo l’avvocatura, insegnò anche musica e geometria. Questo I Tomo comprende: a pag. 3 Prefazione; da pag. 4 a pag. 55 Dottrina Generale delle Ragioni e Proporzioni; con nuova numerazione da pag. 3 a pag. 10 Geometria – da pag. 11 a pag. 191 Parte Prima o sia Longimetria; Indice e Tavola correzioni/ errori a pag. 192.
BERARDINO MORELLI
LEZIONI/ ELEMENTARI/ DI/ GEOMETRIA/ E/ TRIGONOMETRIA/ DEL SIG. D. BERARDINO MORELLI/ TOMO II./ Che contiene la dottrina delle/ SUPERFICIE, e de’ SOLIDI/ O SIA/ LA PLANIMETRIA/ E/ LA STEREOMETRIA/ IN LECCE MDCCXCVII./ Nella pubblica Stamperia di/ Vincenzo Marino, e Fratelli./ Con licenza de’ Superiori./
cm 19,5 x 13,5, pp. 118 (Parte I e II), pp. 123 (Parte III).
Note: Il secondo tomo comprende: da pag. 1 a 116 Parte II Planimetria; pp. 117-118 Indice e Tavola correzioni/errori più pagina bianca non numerata.
BERARDINO MORELLI
LEZIONI ELEMENTARI/ DI/ GEOMETRIA/ E/ TRIGONOMETRIA/ DEL SIG. D. BERARDINO MORELLI/ TOMO III./ Che contiene gli Elementi della/ TRIGONOMETRIA PIANA,/ O RETTILINEA/ Con una breve Appendice sulla natura,/ ed uso de’ LOGARITMI./ IN LECCE MDCCXCVII./ Nella pubblica Stamperia di/ Vincenzo Marino, e Fratelli./ Con licenza de’ Superiori./
cm 19,5 x 13,5, pp. 112 + 4 (relazioni per l’approvazione della stampa)
- 38 tavole più volte ripiegate.
Note: Questo terzo e ultimo tomo comprende: da pag. 1 a pag. 77 Elementi di Trigonomia Piana; a pag. 78 Indice e Tavola Errori/ Correzioni, p. 79 bianca; da pag. 80 a pag. 112. Appendice sulla Natura ed uso de’ Logaritmi. Completa il III Tomo con numerazione indipendente contenuta in 4 pagine la supplica in data 10 gennaio 1797 di “Vincenzo Marino pubblico stampatore” per dare alle stampe l’opera di Berardino Morelli “uno di quei pochi che impiegano le penne maestre per il sollecito sviluppo dell’intendimento e della ragione dell’uomo”. In conclusione i tre volumi hanno caratteristiche tipografiche identiche. Il terzo si differenzia per la presenza di ben 38 tavole incise in rame più volte ripiegate a tutta pagina articolate in 5 sezioni così distribuite: a) Longimetria Tavv. 11; b) Trigonometria Tavv. 4; c) Planimetria Tavv. 8; d) Stereometria Tavv. 6; e) Figure Tavv. 9.
FRANCESCO SAVERIO CANDIDO
ALLA SACRA REAL MAESTA’ /DI/ MARIA CAROLINA /REGINA DELLE DUE SICILIE/ Elogio Poetico/ di/ Francesco Saverio Candido / in Lecce MDCCXCVII. Presso Vincenzo Marino e fratelli./
cm 17,5 x 12, pp. 7
Note: Edizione priva dell’indicazione dello stampatore e anche dell’anno di stampa che comunque è annotata manualmente a inchiostro e in caratteri romani sul frontespizio. Questo piccolo libretto con semplice copertina cartonata viola è attribuibile con certezza alla tipografia di Vincenzo Marino e fratelli per la caratteristica cornice modulare tipografica (che compare anche in altre opere) posta in alto solo alla pag. 3 che racchiude al suo interno tre ovali con inciso lo stesso profilo femminile. Le notizie biografiche riportate nel Dizionario degli uomini illustri di terra d’Otranto, ci dicono che il Candido era nato a Lecce da Placido e da Giuseppa Pranzo (1770 – 1807). Inizialmente si avviò verso il sacerdozio ed ascese al diaconato. Insegnò letteratura Italiana e Latina nel Seminario di Lecce e poi dopo la sua chiusura nel 1797, in quello di Taranto. Fu drammaturgo (autore di diverse tragedie) e pittore, buon ritrattista, “non mediocre incisore”, intagliatore in legno e anche modellatore in creta, nonché brillante oratore. L’elogio fu scritto in occasione della venuta in Lecce nel 1797 di Ferdinando IV e di Maria Carolina e del principe ereditario Francesco. Annotazioni manoscritte di possesso sul frontespizio.
FRANCESCO MARULLI
FERDINANDO IV/PER LA GRAZIA DI DIO/RE DELLE DUE SICILIE, DI GERU-/SALEMME e INFANTE DI SPAGNA,/ DUCA DI PARMA, PIACENZA GRAN PRINCIPE EREDITARIO/ DELLA TOSCANA/ IL CAVALIERE GEROSOLIMITANO FRA D./ FRANCESCO MARULLI COMMENDATORE DI S./ MARIA CAROLINA, UTILE SIGNORE DELLA/ TERRA DI GRASSANO, BRIGADIERE DE’ REA-/LI ESERCITI, DIRETTORE ED ISPETTORE/ GENERALE DI TUTTE LE MARINE E PORTI/ DELL’ADRIATICO, PRESIDE DELLA PROVINCIA DI LECCE, E REGIO ATTUAL DELEGATO/ NELLE CINQUE PROVINCIE DI MATERA, LEC-/CE, BARI, LUCERA, E MONTEFUSCO./ REALI ISTRUZIONI GENERALI/ PER LA NUTRIZIONE/ DEGLI ESPOSTI/ APPLICATE ALLA PROVINCIA/ DI LECCE./ Lecce 1798. Nella Stamperia di Vincenzo/ Marino, e Fratelli./
cm 21,5 x 15, pp. 15
Note: Stemma Reale inciso al frontespizio. Opuscoletto molto interessante e per certi aspetti direi anche “commovente” recante le disposizioni applicate alla Provincia di Lecce su “la sorte infelice de’ Projetti” che formano “uno de’ gravi mali della nazione”, disposizioni “per la loro nutrizione” e per i quali in ciascuna Università della Provincia doveva esistere la “ruota per gli Esposti”. Essa “dev’esser posta nel mezzo di un muro in una casa abitabile assegnata dall’Università in un luogo comodo al pubblico, ma non molto frequentato, nella maniera che tale ruota suol essere situata nelli Spedali ben regolati: corrispondendo, cioè a dire, e dentro, e fuori della casa, in cui è posta, di modo che i bambini si possano collocar nella ruota dalla parte di fuori, e girandosi la ruota stessa si possano accogliere nella parte di dentro; e dovrà esser provveduta di un campanello al di dentro col suo cordoncino, che spunti al di fuori, per darsi con esso il segno, quando si esporranno i bambini”. Semplice copertina cartonata recante scritti ad inchiostro i dati tipografici.

P.F. ONORIO COLELLI
MEMORIA/SU GLI/ INFINITESIMI/ OSSIA SU/ LA DIVISIBILITA’ DEL PUNTO/ MATEMATICO/DEL/ P.F. ONORIO COLELLI MIN. CONV./ Maestro delle Arti e Dottore in S. Teolo/ gia, Professore di Fisica, e Matematica nel- / l’insigne Seminario di Matera, sotto gli auspicj di S.E. Monsignor Cattaneo Arcivescovo/ di Matera, de’ Marchesi di Montescaglioso ec./ DIRETTA AL SIGNOR/ D. LUCA CAGNAZZI/ Archidiacono della Real Chiesa Cattedrale di Altamura; P.P. di Fisica, e Matematica, e / Moderatore nella Reale Università degli Studi-/ della medesima; Socio di varie Accademie/ Con una lettera dello stesso/ In Lecce 1804. Presso Vincenzo Marino/ Con le opportune facoltà./
cm 17,5 x 11,5, pp. 28.
Note: Edizione dell’unica e rarissima opera scritta da Onorio Colelli, matematico e frate dei pp. Minori conventuali nativo di Veglie che il Dizionario degli uomini illustri di Terra d’Otranto erroneamente riporta con il nome di Onofrio (sec. XVIII – XIX). Dalle poche informazioni in esso riportate sappiamo che “A soli 21 anni vinse un concorso a Bitonto e ottenne la patente di Reggente in filosofia, diritto di natura e teologia dogmatica, in cui più tardi si laureò. L’arcivescovo di Matera, Cattaneo, lo volle come professore di fisica, chimica e matematica. A Matera prese parte ad una questione sorta in quel periodo sulla divisibilità del punto matematico, su cui scrisse anche un’opera, per la quale ebbe molte mortificazioni e dispiaceri. L’opera gli costò il giudizio dell’Università di Pavia, che tuttavia, riunita in consesso decise favorevolmente per il Colelli”. Presenti sul frontespizio i tre caratteristici ovali del Marino con inciso all’interno lo stesso profilo femminile.

FILIPPO BRIGANTI
ATTI DI PIETA’ / DELL’AVVOCATO/ SIG. FILIPPO BRIGANTI/ DI GALLIPOLI / Scritti per proprio uso, e/ fatti stampare dopo la di/ lui morte dal Cavaliere/ BONAVENTURA LUIGI/ BALSAMO/ sempre ammiratore delle/ virtù di quello./ IN LECCE 1814./ DA’ TORCHI DI VINCENZO MARINO/ Con le opportune facoltà./
cm 15 x 10,5, pp. 94.
Note: Edizione molto rara e ben curata con rilegatura in cuoio uscita dai torchi di Vincenzo Marino di questa operetta di Filippo Briganti illustre giureconsulto, economista e letterato di Gallipoli, (autore di opere molto importanti come Esame analitico del sistema legale, Napoli, 1777, ed Esame Economico del sistema civile, Napoli, 1780, e fatta stampare dal cavaliere Bonaventura Luigi Balsamo suo ammiratore. “Atti di pietà” scritti nella vecchiaia, testimoniano la fede e le alte doti di filosofo cristiano di Filippo Briganti e sono la preparatoria alla “confessione, alla comunione e alla Visita sul Santissimo Sacramento dell’Altare”. Interessanti sono i due sonetti posti rispettivamente in apertura dal titolo “Dedica a Dio” e in chiusura dal titolo “Al glorioso martire S. Sebastiano protettore della città di Gallipoli”.
PASQUALE CECERE
SVILUPPO/ TEORICO – PRATICO/ DEL TIFO PESTILENZIALE,/ Relativo all’Epidemia avvenuta nell’Anno/ 1812 nel Carcere Centrale della/ Provincia di Terra d’Otranto./ OPERA/ DEL DOTTOR FISICO/ PASQUALE CECERE/ DI LECCE./ DIVISA IN DUE VOLUMI./ VOLUME PRIMO/ VOLUME SECONDO/ Libera per vacuum posui vestigia princeps:/ Non aliena meo pressi pede…/ Horat. Flacc. 2. 1. Ep. XIX/ IN LECCE 1814./ NELLA TIPOGRAFIA DI VINCENZO MARINO/ Con le opportune facoltà./
cm 20 x 12,5, pp. 197 (195+2 di Indice) (I Volume), pp. 187 (186+1 di indice) (II Volume).
Note: I due volumi sono legati insieme da una pregevole rilegatura marmorizzata con motivi floreali e titolo in oro su tutto il dorso in cuoio. Il II volume si chiude a pag. 186, prima dell’indice, con la caratteristica marca tipografica del Marino, ovvero tre piccoli medaglioni ovali con viso femminile di profilo distanziati tra loro. A pag. 1: Supplica di “Vincenzo Marino pubblico stampatore” datata 18.03.1814 per ottenere il permesso di “dare alla luce con la stampa un’Opera Medica del Dr. Fisico Signor Pasquale Cecere dell’istessa Città”; A pag. 2: “L’INTENDENTE/ DI TERRA D’OTRANTO/ Al Signor Tommaso Mieli Professore/ di medicina in Carmiano (Carmiano 2 Maggio 1814)”; A pag. 3; AL SIGNOR INTENDENTE DELLA / PROVINCIA DI TERRA D’OTRANTO/ IL DOTTOR FISICO/ TOMMASO MARIA MIELI/; A pag. 7: “Si stampi, ma non si pubblichi[… ]/ D. ACCLAVIO” (richiesta di rimessa di due esemplari terminata la stampa); A pag. 8: “Burò Centrale/ N. 406/ Lecce 7 Dicembre 1814/ L’INTENDENTE/ DI TERRA D’OTRANTO/ Al Signor Vincenzo Marino” (Permesso di pubblicazione). Pasquale Cecere, medico nato a Lecce dove svolse la sua professione dopo essersi laureato a Napoli, fu molto amico del Duca Sigismondo Castromediano. Dopo la caduta della Repubblica Napoletana del 1799 venne arrestato perché massone e passò due anni e due mesi in carcere. Tenuto in alta considerazione dopo la cacciata dei Borboni fu nominato medico delle prigioni dell’Ospedale Civile e Militare di Lecce. L’opera di Pasquale Cecere è tra quelle citate da Antonio De Meo nella sua ricerca su La stampa e la diffusione del libro a Lecce e dintorni dal Cinquecento alla metà dell’Ottocento (“Vincenzo Marino e i suoi quattro testamenti”).
REGGIMENTI PROVVISORII
MANIFESTO./ SUA MAESTA’ ha veduto con estremo ramma-/rico che fra gli individui dello sbandato esercito,/ quei che appartenevansi ai Reggimenti Provvisorii,/ indi 4.to leggiero, 9.no e 10.mo di Linea ben lun-/gi di ritornare sotto le Reali bandiere, sieno i più/ ostinati ai replicati Sovrani ordini dati all’oggetto,/ ed unicamente dediti ad agitare la tranquillità in-/terna dello Stato./…/(In fine)…/ In Napoli, nella Stamperia del Giornale delle Due Sicilie,/ E di nuovo in Lecce da’ Torchj di Vincenzo Marino./s.a.
fol. cm 29 x 20,5.
Note: Foglio a stampa privo dell’anno di realizzazione con cui si ammoniscono i soldati appartenenti ai Reggimenti Provvisori 4.to Leggiero, 9.no e 10.mo di Linea a ritornare sotto le bandiere reali entro 20 giorni per non essere “tradotti innanzi a’ Tribunali competenti per esservi giudicati de’ loro passati delitti, o misfatti che andranno a rivivere e de’ nuovi se ne avranno commessi”. Pur non comparendo, la data comunque va individuata tra il 1815 e il 1816, anni in cui il Giornale delle Due Sicilie fu stampato a Napoli. Dal MANIFESTO si evince che il Marino non agisce più con la collaborazione dei fratelli Giuseppe e Oronzo, sodalizio questo che viene meno già alla fine del Settecento mentre la dicitura “da’ Torchj di Vincenzo Marino” è quella usata anche un anno prima, nel 1814, per la stampa dell’opera Atti di Pietà di Filippo Briganti.
BONAVENTURA LUIGI BALSAMO
PER/ LO SIGNOR CAVALIERE/ D. BONAVENTURA/ LUIGI BALSAMO/ CONTRO/ IL SIGNOR CONSIGLIERE D’INTENDENZA/ DI NAPOLI/ D. VITO VALENTINO/ IN LECCE 1817/ NELLA TIPOGRAFIA DI VINCENZO MARINO/ Con le dovute facoltà./
cm 27 x 18,5, pp. 31.
Note: “Le volontà dei defunti devono osservarsi, ed eseguirsi”. Interessante allegazione giuridica in cui “D. Bonaventura Balsamo Cavaliere dotato di onestà, e saviezza somma ripugna di restituire a D. Vito Valentino, e D. Luca Zacheo le due terze parti delli beni ereditarj di D. Nicola Doxi Stracca”, marito di D. Francesca Storti istituita erede con l’obbligo di restituire dopo la sua morte “l’eredità alle di lui sorelle e nipote che fidecommissariamente aveva a lei sostituite”. In tale disputa legale intervenne anche “il dottissimo Giudice della Regia corte di Gallipoli D. Filippo Briganti” con un suo “Preambolo”.

LUIGI RICCIO
IL DIALOGO/ DI/ MINUZIO FELICE/ INTITOLATO/ OTTAVIO/ O SIA/ DELLA VERITÀ DELLA RELIGIONE/ CRISTIANA./ Tradotto in Italiano, ed illustrato/ con moltissime note/ DAL DOTTOR LUIGI RICCIO/ AVVOCATO DI GALLIPOLI. / DEDICATO/ ALL’ILLUSTRIS.mo, E REVERENDIS.mo SIGNORE/ D. GIUSEPPE M.a GIOVENE/ DOTTORE DELL’UNA, E L’ALTRA LEGGE, CANONICO/ ARCIPRETE DELLA CATTEDRALE DI MOLFETTA, VICA-/RIO DEL REAL ORDINE DELLE DUE SI-/CILIE, UNO DE’ XL. DELLA/ SOCIETÀ ITALIANA DEL-/LE SCIENZE, E SOCIO DI VARIE ACCADEMIE D’ITALIA./ IN LECCE 1817./ NELLA TIPOGRAFIA DI VINCENZO MARINO/ Con le opportune facoltà./
cm 20 x 14,5, pp. 186.
Note: Pagina bianca non numerata prima del frontespizio e alla fine dopo l’indice. Copertina in pergamena coeva. Grazie alle ricerche d’archivio condotte da O. Cataldini (1977), A. Laporta (1996) e più recentemente, da D. Palma, sappiamo alla luce di nuovi documenti che L. Riccio “storico, patriota, governatore e diplomatico”, nacque a Castiglione il 28 giugno 1752 (piccolo borgo dove la famiglia esponente da due generazioni dell’aristocrazia gallipolina si era stabilita). A Napoli studiò legge laureandosi in Utroque Jure nel 1773 e poi abilitandosi in magistratura nel 1782. Dopo il compimento degli studi ed il matrimonio con Crescenza De Luca, Luigi Riccio visse soprattutto a Gallipoli dove fu anche governatore e dove nacquero le sue tre figlie (la terzogenita Agata Francesca ebbe come padrino Filippo Briganti), Nel corso della sua esistenza fu anche deputato eletto di Castiglione e di Andrano. Fu uomo non solo di lettere ma anche liberale e avendo in un certo modo partecipato ai fatti politici del 1799 soffrì la prigione e l’esilio. Dopo aver dato alle stampe la traduzione dell’Ottavio nel 1817 la morte lo colse qualche anno dopo il 26 gennaio 1821 a Castiglione lasciando inedita e pronta per la stampa la sua opera più importante ovvero la Desrizione Istorica della città di Gallipoli.
SUPREMO COMANDO DI GUERRA
CIRCOLARE/ Che contiene delle Istruzioni suppletorie/ al Regolamento delle Milizie/ de’ 21 Marzo 1818./ Il Capitan Generale Comandante in capo / firmato, NUGENT/ In LECCE DA VINCENZO MARINO 1818./
cm 25 x 19,5, pp. 15.
Note: Circolare del Supremo Comando di Guerra che emana in dettaglio le istruzioni in applicazione del Regolamento delle milizie del 21 Marzo 1818. Le istruzioni sono contenute in 28 articoli firmati dal capitano Generale Comandante in capo Nugent e datate 1 Agosto 1818 (data d’impressione dell’edizione). Nell’elenco delle “compagnie mobili” di cui all’art. XI figura anche un reggimento a Otranto con i distretti di Lecce, Taranto, Brindisi, Gallipoli. La “Forza” compresi gli ufficiali risulta a Lecce di 150 “individui”, a Taranto di 130, a Brindisi di 110, a Gallipoli di 90.
JOANNIS NEPOMUCENI
Die XVI. Maii/ IN FESTO/ S. JOANNIS/NEPOMUCENI/ PRESBYTERI et MARTYRIS/DUPLEX/ in tota Dioecesi Lyciensi ex concessione/ S.R.C. die 21 Junii 1826, ad instar con-/ cessionis factae Clero Regni Bohemiae sub/ die 13 aprilis 1741./ Lycii 1826, Typis Vincentii Marino./
cm 16 x 11, pp. 24.
Note: Legato ad altro esemplare, scadente sia nella stampa che nella rilegatura, dei “SANCTORUM/OFFICIA” stampati da Agianese nel 1815, con diversi “Officia” di altre commemorazioni religiose (S. Leonardo, Apostoli Pietro Paolo, B. Maria Vergine, ecc.)

BERARDINO MORELLI
LEZIONI ELEMENTARI/ DI/ GEOMETRIA/ E / TRIGONOMETRIA/ DI / BERARDINO MORELLI/ DI LECCE/Nobile Patrizio, Professore di Matematica/ nelle Regie Scuole della stessa Città/ DIVISE IN DUE TOMI/ SECONDA EDIZIONE / TOMO PRIMO/ che contiene la dottrina delle / PROPORZIONI, E LA LONGIMETRlA/1827,/SI VENDONO IN LECCE/ Dal Tipografo Vincenzo Marino/ Con le dovute facoltà./
- 21 x 14, pp. 55-192.
Note: Seconda edizione dell’opera del Morelli in due tomi distinti con frontespizio autonomo e senza le tavole come il precedente. Legatura con carta marmorizzata e dorso in pelle e misure tipografiche leggermente più grandi. Questo tomo comprende: a pag. 3 Prefazione; da pag. 4 a pag. 55 Dottrina generale delle Ragioni e Proporzioni; con nuova numerazione da pag. 3 a pag. 10 Geometria, da pag. 11 a pag. 191 Parte prima o sia Longimetria; a pag. 192 Indice.
BERARDINO MORELLI
LEZIONI ELEMENTARI/ DI/ GEOMETRIA/ E/ TRIGONOMETRIA/ DI/ BERARDINO MORELLI/ DI LECCE/ Nobile Patrizio, e Professore di Matematica/ nelle Regie Scuole della stessa Città/ DIVISE IN DUE TOMI/ SECONDA EDIZIONE/ TOMO SECONDO/ che contiene la dottrina delle SUPERFICIE, e de’ SO-/LIDI, OSSIA la PLANIMETRIA, e STEREOMETRIA, ed/ ancora gli elementi della TRIGONOMETRIA PIANA,/ O RETTILINEA, con una breve appendice su la/ natura ed uso de’ LOGARITMI./ 1827. SI VENDONO IN LECCE/ Dal Tipografo VINCENZO MARINO./ Con le dovute facoltà./
cm 21 x 14, pp. 81+84+77.
Note: Il secondo tomo comprende tutti gli argomenti trattati nel 2 e 3 tomo della I edizione: da pag. 3 a pag. 81 Parte II O Sia Planimetria; con numerazione indipendente da pag. I a pag. 84 Parte III O Sia Stereometria; con altra numerazione indipendente da pag. I a pag. 51 Elementi della Trigonometria Piana o sia Rettilinea; da pag. 52 a pag. 74 Appendice sulla natura ed uso de’ Logaritmi; da pag. 75 a pag. 77 Indice (pag. 78 bianca non numerata).

CARLO BOZZI
I PRIMI MARTIRI/ DI LECCE/ GIUSTO, ORONZIO, E FORTUNATO/ STORIA SCRITTA NEL 1672/ DAL SIGNOR CARLO BOZZI/ PATRIZIO LECCESE/ DIVISA IN CINQUE LIBRI/ DEDICATA A SUA ECCELLENZA REVERENDISSIMA/ M.R NICOLA CAPUTO/ DE’ MARCHESI DI CERVETO VESCOVO DI LECCE./ NAPOLI 1835. Si trova in Lecce presso gli eredi di Vincenzo Marino./
cm 19,5 x 12,5, pp. 147.
Note: Edizione molto raffinata, in una pregevole legatura di colore azzurrino, dell’opera di Carlo Bozzi. I primi martiri di Lecce, Giusto, Orontio e Fortunato uscita dai torchi di Pietro Micheli a Lecce nel 1672. Su entrambe le sue facciate e su tutti i suoi lati è presente una cornice tipografica modulare in oro che racchiude al centro la seguente dedica impressa con caratteri in maiuscolo sempre in oro: “L’UMILE SERVITORE/FRANCESCO CAMPOBASSO/ OFFRE/ALLA E. V./ Prima del frontespizio bella antiporta raffigurante S. Oronzo con sullo sfondo l’immagine della città di Lecce in una incisione del napoletano Raffaele D’Angelo come si legge fuori campo in basso a destra (manca però il nome del disegnatore). Il napoletano D’Angelo lavorò molto in tandem con il romano Luigi Agricola. Al frontespizio incisione anche dello stemma episcopale del Vescovo Nicola Caputo dei Marchesi di Cerveto. Dietro il frontespizio: “PE’ TIPI DI SAVERIO GIORDANO”. Alla pagina successiva non numerata dedica a Monsignor D. Nicola Caputo: “A SUA.ECCELLENZA. REVERENDISSIMA/ MONSIGNOR/ D. NICOLA. CAPUTO / DE’. MARCHESI. DI. CERVETO/ DEGNISSIMO. SUCCESSORE/ ED. EMULATORE. VERO. DELLE. VIRTU’/ DEL. PRIMO. CRISTIANO/ DEL. PRIMO. VESCOVO/ DEL. PRIMO. MARTIRE/ DELLA. GIAPIGGIA/ S.ORONZIO/ QUESTA. RISTAMPA/ L’EDITORE/ DONA. OFFRE. E. CONSACRA/ Segue facciata bianca. L’incisione del D’Angelo, nella sua composizione, sembra articolata allo stesso modo di uno dei ricami su S. Oronzo di Marianna Elmo, figlia di Serafino Elmo, artista leccese del XVIII secolo celebre per la sua maestria nell’utilizzo della tecnica dei «ricami a fili incollati» (broderie à fils collés), un’arte di seta ed argento che, nata proprio nel capoluogo salentino, ha raggiunto il suo splendore in Italia ed Europa.
FRANCESCO BERNARDINO CICALA
OPERE/ DI/ FRANCESCO BERNARDINO CICALA/ TOMO I/ IN LECCE/ Presso i Fratelli Agianese/ MDCCCXIV
cm 20,5 x 14,5, pp. XXV – 160.
Note: Esemplare ricopertinato con legatura in carta marmorizzata, con dorso in pelle, tasselli fregi e titolo in oro. Semplici frontespizi autonomi e che si differenziano solo per le citazioni di autori latini inserite sotto il titolo e il nome dell’autore. Le “Opere” del drammaturgo Cicala, “Arcade Salentino” di cui Pietro Marti tracciò il profilo biobibliografico, probabilmente sono state la prima opera uscita dai torchi dei fratelli Agianese come dichiarano essi stessi nell’introduzione al primo volume, quando affermano testualmente “diamo fuori per primo saggio di questa nostra tipografia la collezione presente”. Scrive Pietro Marti che il Cicala nacque in Lecce nel 1765 dal barone Giovanni Girolamo e morì a Lecce nel 1816 “dopo un’esistenza votata al culto della virtù e dello studio”. Dotato di un grande talento poetico (la prima prova del suo talento la diede a vent’anni con la tragedia Gli Arsacidi nel 1786) scrisse infaticabilmente per oltre 15 anni ed il suo nome divenne popolare anche oltre i confini della provincia, tanto che venne accolto fra gli Arcadi di Roma, col nome di Melindo Alitreo e fece parte dell’Accademia degli Speculatori di Lecce, di quelle del Buon Gusto e dei Pastori Imerei di Palermo, della Pontaniana e della Reale di Napoli. A seguito degli avvenimenti politici del 1799 la sua casa fu invasa e saccheggiata vandalicamente e molti suoi manoscritti andarono dispersi o distrutti. Secondo il Marti, del resto delle sue opere i “Fratelli Agianese ne fecero nel 1814 una ristampa completa divisa in 5 volumi”. A tutt’oggi però sono solo due i volumi “esistenti” bibliografati. Il primo volume comprende: pp. III-XI “Agli Amici suoi Francesco Bernardino Cicala”; pp. XII-XXII “Annotazioni degli editori” seguite dalla recensione bio-bibliografica sul Cicala di Pietro Napoli Signorelli apparsa nella Storia Critica de’ teatri antichi e moderni del 1813; pp. I-37 “Il sistema del mondo”, poema in verso sciolto con note astronomiche; pp. 123-152 “Sonetti Istorici” (in tutto 28 sulla storia romana e uno sulla storia greca ripudiato dall’autore stesso). Chiude il I volume da p. 155 a p. 160 la “Lista di coloro che han favorito sottoscrivere a tutto luglio”, ovvero un interessante elenco di illustri acquirenti del libro di Lecce e provincia tra cui spicca il nome di Liborio Romano con 20 esemplari nonché quello per una copia di Pietro Napoli Signorelli.
FRANCESCO BERNARDINO CICALA
OPERE/ DI/ FRANCESCO BERNARDINO CICALA/ Cum relego, scripsisse pudet: quia plurima cerno,/ Me quoque fecit judice, digna lini./ Ovid. de Pont: Liber: I/ TOMO II./ IN LECCE/ Presso i Fratelli Agianese/ MDCCCXIV./
cm 20 x 13, pp. 175 (ultima bianca).
Note: Il secondo Volume comprende: pp. I-80, Collezione di varie liriche, sonetti e odi; pp. 81-161 “Ermione” tragedia rappresentata la I volta il 10 ottobre del 1797; pp. 162-163 “A chi ha letto/L’Autore” (164 bianca); pp. 165-171 “Per la solenne inaugurazione della Società Agraria di Terra d’Otranto” (Versi sciolti); pp. 172-174 “Orazio a Mecenate”.
SANCTORUM OFFICIA
SANCTORUM/ OFFICIA/ EX CONCESSIONE S. R. C./ IN CIVITATE, AC DIOECESI LYCIENSI/ QUOTANNIS RECITANDA;/ Queis accedunt suffragia SS. tum ex rubricis/ generalibus, quum ex immemorabili/ consuetudine in eadem Catthedrali Ecclesia/ recitari solita./ LYCII A. D. MDCCCXV/ Ex Typographia Fratrum Agianese/ Superiorum permissu./
cm 19,5 x 12,5, pp. 252 + 2 di Indice (non numerate).
Note: Dorso con tasselli, titolo e fregi in oro. Piatti marmorizzati. Bell’esemplare con una pregiata rilegatura in piena pergamena dell’epoca e in ottima conservazione. Legato (formando un unico volume e con altra numerazione) con DIE XXVI AUGUSTI/IN FESTO SS. MARTYRUM/ ORONTII.FORTUNATI ET JUSTI/ PATRONORUM AEQUE PRINCIPALIUM LYCIEN/ (da pag. 1 a pag. 22) e con DIE XX. FEBRUARII/ OFFICIUM/ PATROCINII/ S. ORONTII/ EP. ET M. PATRONI PRINCIPALIS/ CIVITATIS, ET DIOECESIS LYCIEN/ (da pag. 23 a pag. 52)

IN FESTO SS. MARTYRUM
DIE XXVI. AUGUSTI/ IN FESTO SS. MARTYRUM/ ORONTII, FORTUNATI, ET JUSTI/ PATRONORUM AEQUE PRINCIPALIUM LYCIEN/ DUPLEX I. CLASSIS cum Octava/ Ad Vesperas/ Superiorum Permissu./ Lycii apud Fratres Agianese 1815./
cm 19,5 x 12,5 pp. 52.
Note: Legato, in un unico volume, con SANCTORUM/ OFFICIA/ EX CONCESSIONE S.R.C./ IN CIVITATE, AC DIOECESI LYCIENSI/ QUOTANNIS RECITANDA;/. A pag. 23: “DIE XX. FEBRUARII/ OFFICIUM/ PATROCINII/ S. ORONTII EP. ET M. PATRONI PRINCIPALIS/ CIVITATIS, ET DIOECESIS: LYCIEN,/.” Apag. 52: Superiorum Permissu./Lycii apud Fratres Agianese 1815.
VITO MARIO STAMPACCHIA
ESAME/ SULLA NATURA DELLE/ FEBBRI INTERMITTENTI/ CURATE COL TARTARO STIBIATO ED/ OPPIO./ RIFLESSIONI/ SULLA FORZA COMBINATA DI QUESTO RIMEDIO./ IDEE/ SUL CONTRO – STIMOLO, E SULLA IPERSTENIA/ DI/ VITO MARIO STAMPACCHIA./ LECCE 1824./ Nella Tipografia di Agianese./
cm 19 x 13, pp. 43.
Note: Fra gli uomini illustri di Terra d’Otranto censiti nel Dizionario Biografico, Vito Mario Stampacchia è riportato come medico nativo di Lequile. Per le sue convinzioni politiche fu messo in carcere all’età di 70 anni e morì a Lecce il 3 agosto del 1875. Il figlio Gioacchino, secondo quanto scrive Amilcare Foscarini in Lequile. Pagine sparse di storia cittadina, fu anche lui un valoroso dottore in medicina e medico onorario di Casa Reale nonché affiliato alla Giovane Italia. Pubblicò, rispetto al padre autore solo di queste Riflessioni sulle febbri intermittenti, “apprezzatissimi Libri di medicina” (il Foscarini li elenca, assai numerosi, nel suo Catalogo Bibliografico degli Scrittori Salentini) lasciando anche manoscritto un Vocabolario etimologico del dialetto leccese. L’edizione è rilegata con una semplice copertina in carta pergamenata.

IN FUNERE FERDINANDI I
IN FUNERE/ FERDINANDI I/ UTRIUSQUE SICILIAE REGIS / CELEBRATO/ AB EXCELLENTISSIMO ET REVERENDISSIMO DOMINO/ D. NICOLAO CAPUTO/ EPISC. LYCIENSI/ IN SUA CATHEDRALI ECCLESIA/ XVI. Kalend. Febr. MDCCCXXV./ INSCRIPTIONES/ TEMPLI FORIBUS, et temporario tumulo affixae / EXARATE/ a Rndo D. PETRO PANARESE Human. Litter. Precaept. In Sem. Aletino,/ et jussu ejusdem Antist. typis editae./ In Lecce Nella Tipografia di Agianese 1825.
cm 24,5 x 20,5, pp. 4 (non numerate).
Note: Edizione in due fogli non numerati e con semplice rilegatura priva dell’anno di stampa che comunque si deduce dalla data di celebrazione nella cattedrale di Lecce del funerale di Ferdinando I inserita all’inizio (16 febbraio 1825). Le iscrizioni sono riportate e così differenziate su quattro facciate: I) Supra templi portam primariam extrinsecus; II) Supra alteram portam. Templi extrinsecus; III) Supra tertiam Templi portam extrinsecus; IV) In dextera parte temporarii tumuli; V) Ex adverso precedentis; VI) In fronte temporarii tumuli, qua parte altare majus sceptabat. Sull’autore Pietro Panarese indicato come “Precettore di lettere umane” nel Seminario di Lecce sono riuscito a reperire alcune brevi notizie tratte dalla Corografia fisica, storica della Provincia di Terra d’Otranto di Giacomo Arditi. Nato a Torre S. Susanna fu “cantore nella chiesa patria, egregio professore di belle lettere nel seminario di Oria, e poi in quelli di Otranto e di Lecce. Finiti gli anni nel dicembre del 1863 rimasero inediti molti suoi componimenti poetici latini ed italiani”. Va detto anche che Torre S. Susanna oltre ad aver dato i natali a Pietro Panarese, ha avuto soprattutto un ruolo decisivo nella storia della stampa leccese. N. Bernardini nel suo saggio su l’Introduzione della stampa a Lecce scritto nel 1912 e in polemica con il Petraglione, individuò e segnalò nel suo scritto infatti l’esistenza (“vera e reale del cimelio”), nella libreria privata “di un appassionato cultore e collettore di cose patrie, il signor Giuseppe Sanasi-Conti di Torre Santa Susanna”, dell’unico esemplare del primo libro stampato dal Borgognone Pietro Micheli (prima ancora del Tancredi di Ascanio Grandi) ovvero i Carmina d Filippo Formoso, dedicati al signore di Torre S. Susanna Antonio Albricci Farnese (qualche anno prima infatti il Foscarini ne aveva fatto solo menzione ma senza indicare il nome del tipografo e il sesto della stampa nel suo Saggio di un Catalogo Bibliografico degli Scrittorii Salentini). L’operetta di Filippo Formoso, unico esemplare ancora oggi tutt’ora esistente, fu infatti recuperata e assicurata alla biblioteca Universitaria di Lecce.

MONISTERO DI S. CHIARA
PER/ LO MONISTERO DI S. CHIARA/ DI FRANCAVILLA/ Contro/ I Signori Principi/ D. LUIGI E D. FRANCESCO/ e CONTE/ D. ANTONIO DENTICE/ Nel Tribunale Civile di Lecce/ LECCE/ Dalla Tipografia Agianese/ 1841./
cm 25,5 x 19,5, pp. 23.
Note: Allegazione Giuridica in cui “con Atto del 18 di Dicembre nell’anno 1838, baccano di citazioni, fratelli D. Luigi, D. Francesco, e D. Antonio Dentice chiedevano al Regio Giudice di Francavilla la condanna del Monistero di S. Chiara di quel comune” per il mancato pagamento di diversi anni dei canoni sulle Masserie “Li Cotogni” e “Li Grattili”. Copertina in fragile carta marmorizzata.
BONAVENTURA FORLEO – PASQUALE SANTOVITO
SOLENNI ESEQUIE/ DI FILIPPO RONDINELLI/ Presidente del Tribunale Civile/ DI TERRA D’OTRANTO / FATTE/ dall’Ordine degli Avvocati Leccesi/ nella Chiesa di S. ANGELO in Lecce / il dì 4 Maggio 1846./ In Lecce/ CON SUPERIORE PERMESSO./
cm 19,5 x 15, pp. 23.
Note: La semplice copertina funge da frontespizio su cui è presente anche una piccola xilografia simbolica. Edizione priva dell’indicazione dello stampatore e anche dell’anno di stampa. Quest’ultima si deduce dalla data di celebrazione delle “solenni esequie” (4 maggio 1846). L’edizione del libretto, priva di pregio artistico, riteniamo possa attribuirsi alla tipografia Agianese sia per l’anno di stampa (1846) e sia per alcuni elementi tecnici, quali i caratteri tipografici usati (specialmente quelli nelle due iscrizioni funerarie riportate), i margini, la carta e la cornicetta posta in alto alla pagina 3. “Elogio funebre”, scritto e recitato dall’avvocato Bonaventura Forleo ed “Elogio alla memoria”, “l’ultimo vate” scritto e recitato dall’avvocato Pasquale Santovito, per Filippo Rondinelli Presidente dal 1844 del Tribunale Civile di Terra d’Otranto, “filosofo, magistrato integerrimo, giureconsulto prestantissimo e Oratore”. Era nato in Montalbano della Lucania. All’età di 20 anni fu mandato in Napoli dallo zio e affidato alla guida del “Gran Nicolini”. “Ai giovani studiosi dell’amato loco natale lasciò la sua Biblioteca ricca di pressochè quattromila volumi, due cattedre instituendo, una di Dritto (sic) e l’altra di Matematiche e della lingua Italiana”. Successivamente Gianbattista De Tommasi, Giudice della Gran Corte Criminale, pubblicò a Napoli sempre nel 1846, le sue “Iscrizioni” sul Rondinelli.

SOCIETA’ ECONOMICA DI TERRA D’OTRANTO
GIORNALE/ DI/ ECONOMIA RURALE/ PUBBLICATO/ DALLA/ SOCIETA’ ECONOMICA/ DI/ TERRA D’OTRANTO / IN LECCE/ Da’ Tipi di Agianese aa. 1840, 1841, 1842, 1843, 1844/ IN LECCE/ Dalla Tipografia Agianese aa. 1845, 1846./
Note: Raccolta in 10 volumi, completa e rarissima, dei fascicoli del primo giornale stampato in Terra d’Otranto (dopo quello dell’Intendenza nato nel 1808 per merito del Cavaliere Pietro De Sterlich Intendente della Provincia di Terra d’Otranto) censito e descritto da N. Bernardini nella sua opera Giornali e Giornalisti Leccesi (Editori Luigi Lazzaretti e figli) stampato a Lecce nel 1886. Il primo fascicolo di questa pubblicazione venne alla luce verso l’aprile del 1840 per merito della Società Economica di Terra d’Otranto di cui era segretario perpetuo Gaetano Stella e della quale facevano parte i più ricchi ed intelligenti gentiluomini del paese col fermo proposito di migliorare in tutti i modi le condizioni economiche di questa Provincia. Come si legge nel “Preliminare” del socio ordinario Francesco Saverio Lala e come riportato dal Bernardini, il giornale oltre a contenere gli atti della Società Economica di Terra d’Otranto “si occupava di agricoltura, pastorizia, architettura rustica, economia animale e vegetale, salute delle piante ecc. Ogni fascicolo si componeva da 32 a 40 pagine in folio (cm 25×19), a due colonne, con numerazione continua, e di questi fascicoli se ne pubblicavano tre ogni anno. Vi scrivevano Gaetano Stella, Giacinto Personè, Martino Marinosci di Martina, Pasquale Greco, Raffaele Danese, Scipione Martirano, Francesco Gera, Luigi Cosma, Giovanni De Metrio, Vincenzo Balsamo, Salvatore Nahi. Molti articoli del prof. Cua, erano riprodotti dal giornale napoletano Il Lucifero. Il Giornale di Economia Rurale era stampato, e per vero, con poca venustà di forma e di tipi, nella tipografia Agianese, fondata circa il 1814 dal Canonico Lorenzo Agianese, da suo fratello Giuseppe e da Oronzo Gabriele Costa. Nel 1843 la parte tipografica di questa pubblicazione cominciò a migliorarsi. L’ultima annata stampatasi nella tipografia Agianese fu nel 1846”. Nel 1847 il giornale passò infatti a stamparsi “Dai Torchi di Francesco Del Vecchio Tipografo dell’Intendenza”. Nel 1854 e fino al 1856, la stampa del giornale fu invece continuata col titolo Giornale di Economia Rurale e Atti della Reale Società Economica di Terra d’Otranto (“e modificandosi anche alquanto nel formato”) dalla “Tipografia dell’Ospizio Provinciale S. Ferdinando nel Palazzo dell’Intendenza”. Marche tipografiche differenti caratterizzano i frontespizi dei singoli volumi secondo l’anno di stampa, in cui i fascicoli sono legati insieme con le seguenti pagine complessive: vol. I pag. 115, Vol. II pag. l18, Vol. III pag. 107, Vol. IV pag. 65, Vol. V pag. 111, Vol. VI pag. 133, Vol. VII pag. 129, Vol. VIII pag. 127, Vol. IX pag. 105, Vol. X pag. 104.
IL CITTADINO DI PALERMO
AVVERTIMENTO DELLA SICILIA/ DAL GIORNALE PALERMITANO/ IL CITTADINO/ In cui saranno descritti tutti i più/ importanti della rigenerazione, le/ determinazioni della rappresen-/ tanza del popolo, e saranno trat-/ tate tutte le quistioni politiche/ sul regime Governativo che do/ vrà regolare la Sicilia./ Palermo 25 Gennaio 1848/ LECCE/ Dalla Tipografia Agianese (Frontespizio).
cm 22 x 13,5 pp. 22.
Note: Sulla semplice copertina di colore marrone cartonata (con caduta in alto e in uno dei lati), all’interno di una cornice tipografica a moduli rettangolare vi è impressa anche la seguente iscrizione: AVVENIMENTI DELLA SICILIA, IL CITTADINO/ DI PALERMO/ DAL GIORNO 12 in poi/ LECCE/ Dalla Tipografia Agianese/ 1848. Preziosa e sconosciuta edizione della tipografia Agianese sugli avvenimenti, descritti minuziosamente e accaduti in Sicilia in quel fatidico anno 1848, allorquando il popolo di Palermo giorno 12 gennaio “insorse sostenendo coraggiosamente per otto giorni le cause della Patria Comune”. Gli avvenimenti sono descritti attraverso la “Trascrizione di tutti gli atti che si sono pubblicati del comitato direttorio”: “…La rivolta è scoppiata, e il popolo la sostiene con entusiasmo e con fermezza, è vero che ancora non si è compita interamente, ma il trionfo del popolo è oggi divenuta certezza”.
APPENDICE
Edizioni sconosciute da un Repertorio Bibliografico
Ritengo utile aggiungere in questa sede, alle 30 edizioni complessive schedate e provenienti dalla biblioteca privata di un amico bibliofilo, il seguente elenco di ulteriori edizioni ricavato dal Catalogo Bibliografico degli Scrittori Salentini di Amilcare Foscarini che, come dichiara egli stesso, “non narra la vita di alcuno scrittore, ma ne nota soltanto gli scritti di qualsiasi entità, messi a stampa”. La necessità di consultare approfonditamente questo autore che tratta degli Scrittori Salentini (testo assai raro e forse non tanto considerato pur essendo unico e prezioso nel suo genere), ha reso particolarmente fortunata questa ricerca poiché ne è conseguita l’individuazione di ben altre 20 sconosciute edizioni, di cui 12 (oltre alle “Lezioni elementari” del Morelli e all’opera di Pasquale Cecere sull’epidemia di Tifo pestilenziale) appartenenti alla tipografia Marino e ai torchi della tipografia Agianese. Da esse emergono soprattutto importanti e nuovi elementi sul periodo e sui protagonisti della loro attività tipografica oltre che sulla stessa produzione editoriale (opere ed autori).
1) Luigi Cantoro, Memoria per i coniugi Signori Luigi Cantaro e Luisa Gentile c. Raffaele De Matteis, Lecce 1862, Eredi Marino. In 8, pp. 107
2) Antonio Franza, Serie di fatti relativi alla vita di D. Giovanni Presta scritta da D. Lionardo Pranza Prevosto della Cattedrale di Gallipoli in segno di grata e sincera amicizia. In Lecce, nella pubblica Stamperia di Vincenzo Marino e fratelli, s. a., in 8.
3) Enrico Licci, Memoria in difesa di D. Costantino Margilio e D. Serafina Mazzotta di Squinzano c. D. Giovanni Bonerba e D. Antonia Cleopazzo di Squinzano. Lecce. Tip. Eredi Marino 1859. In 8, pp. 62.
4) Pasquale Manni, Della meteora apparsa la sera del 29 Novembre 1820. In Lecce, dai Torchi di Vincenzo Marino (s.a. e formato).
5) Giosuè Manzi, Ragguaglio del faustissimo avvenimento del Re Ferdinando IV (D. G.) nella città di Lecce, et indi dell’Augustissima nostra Sovrana Maria Carolina d’Austria, et de R. Principe Ereditario delle due Sicilie; dei gran preparativi fatti per riceverli, attenzioni usategli da essa fedelissima città, e particolarità occorse, in tempo della loro dimora, col gradimento manifestato dalle MM. LL. per sovrana degnazione. In Lecce 1797, nella pubblica Stamperia di Vincenzo Marino e fratelli (s.a.e ind. del formato).
6) Pasquale Marangio, Saggio storico della città di Lecce per Pasquale Marangio Sindaco della stessa. Lecce 1807 dai Torchi di Vincenzo Marino con le opportune facoltà, In 8, pp. 50.
7) Mario Micheli, Analisi chimica e medico-pratica di un’acqua minerale sulfurea in Provincia di Lecce esposta da Mario Micheli, di unita ad alcune riflessioni sull’istoria naturale dell’istessa provincia e dedicata a S. E. R. D. Nicola Caputo dei Marchesi di Cerveto. Lecce, nella Tip. Di Vincenzo Marino, 1824, pp. 94.
8) Oronzo Morelli, Divote novene da farsi in onore del Sacro Cuor di Maria Vergine Annunziata con in fine una Protesta amorosa e cordiale alla stessa Beatissima Vergine proposta dal Can. D. Oronzo Morelli di Lecce e dedicata alle religiosissime Vergini Badessa e Monache di S. Benedetto nel Real Monastero di S. Giovanni di Lecce. Lecce 1823, dai Torchi di Vincenzo Marino. In 8, pp. 20.
9) Oronzo Morelli, Divote preghiere da farsi nella Undena del glorioso S. Oronzo protettore della città di Lecce, che si celebra appiè del suo Altare con l’esposizione del SS. Sagramento (sic) composte nel 1796 dal Canonico Morelli per ordine dell’Ecc.mo e Rev.mo M.r Vescovo di Lecce D. Salvatore Spinelli a fine di promuovere la sua divozione. Lecce 1840, presso gli Eredi di Vincenzo Marino. In 8, pp. 12.
10) Diodato Rao, Memoria di un saggio chimico fatto su minerale creduto aurifero reperibile in territorio di Specchiapreti compilata dal Farmacista Diodato Rao da Miggiano. Lecce, pei Tipi Eredi Marino 1846 (senza ind. del formato).
11) Megaspe Sicionio [G. B. De Tomasi], Per la venuta in Brindisi di Sua Real Maestà Ferdinando II Re del Regno delle due Sicilie. Omaggio rispettoso di Magaspe Sicionio Pastore Arcade. Lecce 1833, presso gli Eredi di Vincenzo Marino con le dovute facoltà. In 8, pp. 14.
12) Gaetano Stella, Memoria sulla preferenza a darsi alla foglia del gelso delle Filippine per l’allevamento de’ bachi da seta nella Prov. Di Terra d’Otranto. Lecce 1839, presso gli eredi di Vincenzo Marino. In 4, pp. 12 non num.
13) Luigi Cepolla, Illustrazione degli emblemi mito-istorici seguiti da alcuni motti indicanti le prime tre epoche eroiche degli antichi popoli salentini figurati nella nuova Aguglia eretta fuori della Porta di Napoli in Lecce del Sig. L. C. Autore della formazione iconografica di tutta la storia antiquario-numismatica della Provincia Salentina, Lecce 1827, dalla Tip. Di Agianese. In 8, pag. 8.
14) Oronzo Coppola, Stabat mater letteralmente tradotto in versi dal canonico D. Oronzo Coppola e dedicato all’Eccellentissime Signore D. Giuseppa Della Ratta e D. Francesca Saraceno in occasione della di loro professione religiosa tra le Signore D. D. Monache di S. Chiara di Lecce con infine due Sonetti dell’istesso Canonico per la medesima occasione. In Lecce, nella Stamperia di Agianese. Con approvazione. S. a. in 16, pp. 12.
15) Paolo De Angelis, Istruzioni per la visita dello Stato Civile da eseguirsi dai Giudici di Circondarii nella fine di ogni quadrimestre a norma del Real Rescritto del 10 agosto 1846 nonché per quelle da effettuarsi dai medesimi Giudici negli uffizi dei Conciliatori e per quella da eseguirsi mensilmente nelle rispettive Cancellerie de’ medesimi a norma degli art. 920 e 921 del Regolamento per la disciplina delle Autorità giudiziarie del 15 Novembre 1828 coi corrispondenti modelli e tutte le disposizioni legislative, Decreti, Rescritti Ministeriali che vi hanno rapporto compilate per cura di Paolo De Angelis segretario presso la Procura Regia civile di Terra d’Otranto. In Lecce, dalla Tipografia Agianese, 1847, in 8, pp. num. 201.
16) Leonardo Antonio Forleo, L’arpa cristiana di Leonardo Antonio Forleo. In Lecce, dalla Tip. Di Agianese, 1839, in l6, pag. 111.
17) Pasquale Greco, Analisi chimica delle acque solforose di Santa Cesaria nella Provincia Salentina eseguita dai professori Raffaele Danese e Pasquale Greco Socio ordinario. (Nel Giornale di Economia rurale pubblicato dalla Società Economica di Terra d’Otranto. In Lecce dai tipi di Agianese, 1840. Vol. I, fasc. I, pag. 8-24).
18) Francesco Saverio Lala, Elogio del Marchese Giuseppe Palmieri in occasione della novella Casa Agraria della R. Società economica di Terra d’Otranto – Discorso di F. S. Lala. In Lecce, dai Tipi di Agianese 1844 (senza ind. del formato).
19) Antonio Macchia, Elogio funebre del cav. Brizio Elia Presidente del Tribunale di Lecce, recitato dall’avv. Antonio Macchia in occasione dell’Offiziatura mortuaria solennizzata a spese degli avvocati del Foro leccese nella Chiesa dell’Arciconfraternita della SS. Vergine Addolorata a 5 febbraio 1867 Lecce, Tip. Agianese e Capozza, strada Teatini. S. s. (ma 1867) in 4, pag. n. 15.
20) Giacinto Toma, Il disinganno Versi di Giacinto Toma tra gli Arcadi Timofilo, Europigliano, tra gli Aborigeni Ermolao Bitinio, dell’Accademia de’ Forti in Roma, degl’Intrepidi di Ferrara, degli Inestricati di Bologna, dei Dissuguali placidi di Recanati, dell’Adunanza del Sacro Numero e dell’Accademia degl’Informi di Ravenna. Lecce 1828, da Raffaele Bizzarro nella Tipografia Agianese. Con approvazione. In 8, pag. 8 non num.
In Rassegna Storica del Mezzogiorno 5/2021, organo della “Società Storica di Terra d’Otranto”, pp. 307-346
Riferimenti Bibliografici essenziali
l) G. Arditi, La corografia fisica e storica della Provincia di Terra d’Otranto, Lecce, Stabilimento Tipografico Scipione Ammirato, 1879.
2) N. Bernardini, L’introduzione della stampa a Lecce, in “Rivista Storica Salentina”, VII, 1911-2, 6-7, pp. 141-64.
3) Idem, Giornali e Giornalisti leccesi, Lecce, Editori Luigi Lazzaretti e figli, 1886.
4) Biografia de gli uomini illustri salentini, Lecce, Ed. del Grifo, 1990, con presentazione di Alessandro Laporta.
5) C. Bozzi, I primi martiri di Lecce, Giusto, Orontio, e Fortunato, in Lecce, appresso Pietro Micheli, 1672.
6) F. Casotti – S. Castromediano – L. De Simone – L. Maggiulli, Dizionario Biografìco degli uomini illustri di Terra d’Otranto, Prefazioni di G. Donno, D. Valli, E. Bonea, A. Laporta, a cura di Gianni Donno, Alessandra Antonucci, Loredana Pellè, Manduria, Piero Lacaita Editore, 1999.
7) A. De Meo, La stampa e la diffusione del libro a Lecce e dintorni, dal Cinquecento alla metà dell’Ottocento, Lecce, Milella, 2006.
8) A. Foscarini, L’arte tipografica in Terra d’Otranto, in “Rivista storica Salentina”, VII, 1912, 8-9, pp. 193-235.
9) Idem, Saggio di un catalogo biografico degli scrittori salentini, Lecce, Premiato Stabilimento Lito-Tipografico Luigi Lazzaretti e figli, 1894.
10) Idem, Lequile. Pagine sparse di Storia cittadina, a cura di Michele Paone, Galatina, Congedo Editore 1976.
11) L. Giungato, Filippo Briganti, in “ANXANEWS”, 105, maggio-giugno 2020, pp. 12-14.
12) A. Laporta, Settecento tipografico leccese. (Note per la storia dell’arte della stampa a Lecce nel ‘700, in Momenti e figure di storia pugliese. Studi in memoria di Michele Viterbo (Peucezio), Vol. II, Galatina, Congedo Editore 1981.
13) Idem, Saggi di Storia del libro, Lecce, Ed. Grifo, 1994.
14) A. Laporta, Illuminismo salentino minore, Luigi Riccio, in Scritti di Storia pugliese in onore di F. Argentina, Galatina, Ed. Salentina, 1996, pp. 47-79.
15) P. Marti, Un arcade salentino. Francesco Bernardino Cicala, in “Fede”, III Lecce, 15 ottobre 1925, 14-15, pp. 191-93.
16) Idem, Origine e fortuna della cultura salentina, vol. II, Ferrara, Tip. Sociale, 1895.
17) F. Natali, Filippo Briganti pensatore solitario nel bicentenario della sua morte (1724-1804), in “ANXANEWS”, 10, Luglio 2004, pp. 5-7.
18) D. Palma, Tra Gallipoli e Castiglione d’Otranto: la patria, la famiglia e l’opera di Luigi Riccio, in “ANXANEWS”, 108, novembre-dicembre 2020, pp. 10-13.
19) M. Paone, Lecce città chiesa, Galatina, Congedo editore, 1974.
20) G. Petraglione, Appunti per la storia dell’arte della stampa in Terra d’Otranto, Bari, Laterza, 1911.
21) Idem, Ancora sull’introduzione della stampa in Lecce, in “Rivista Storica Salentina”, VII, 1912, 10-12, pp. 257-80.
22) E. Pindinelli, Sconosciute edizioni leccesi del Borgognone Pietro Micheli, in “Nuovi Orientamenti oggi”, 98, settembre-ottobre 1986, pp. 11-20.
23) Idem, Settecento tipografico leccese (19 schede per un repertorio delle edizioni, in “Nuovi Orientamenti oggi”, 98, settembre-ottobre 1986, pp. 9-18.
24) E. Pindinelli-M. Cazzato, Prefazione a: B. Ravenna, Memorie Istoriche della Città di Gallipoli (Ristampa anastatica), Alezio, Tip. Corsano, 2000, pp. (3)-(24).
25) L. Riccio, Descrizione istorica della città di Gallipoli, a cura di Alessandro Laporta (Introduzione), Lecce, 1996.
26) L. Riccio, Descrizione istorica della città di Gallipoli, a cura di Oronzo Cataldini, Cavallino 1977.
27) M. Sabato, C’è la cultura per te. A proposito della mostra documentaria sui quattro secoli di stampa nel Salento leccese, in “ANXANEWS”, 27, maggio-giugno 2007, pp. 9-11.
28) G. Scrimieri, Introduzione a Pietro Micheli tipografo del 1600, in “La Zagaglia”, XVI, 1974, pp. 63-4.
29) Idem, annali di Pietro Micheli tipografo in Puglia nel 1600, Galatina, Editrice Salentina, 1976.
30) P. Sisto, Il Torchio e le lettere, Bari, Progedit, 2016.
31) V. Vaglia, Stampatori e editori Bresciani e Benacensi nei secoli XVII e XVIII, Tipolito Fratelli Geraldi, Brescia 1984.
32) C. Villani, Scrittori ed artisti pugliesi antichi, moderni e contemporanei, Trani, V. Vecchi Tipografo editore, 1904.
33) https://fondazioneterradotranto.it/A.Polito, S. Oronzo protettore di Lecce e una sua “economica rappresentazione iconografica”.
34) https://digilander.libero.it//Giornali in Italia/I Giornali esistenti in Italia dal 1816 al 1860.
35) https://www.spazioapertosalento.it/ M. Cazzato-G. Spagnolo, I torchi, i caratteri, i fregi. Contributo alla storia della stampa leccese dalle origini al periodo postunitario.
