L’organo a canne “Vincenzo De Micheli” della chiesa parrocchiale di Tutino

Tutino

 

di Fabrizio  Cazzato

La nota informativa, apparsa sul blog della fondazione, sul recente restauro di un antico organo a canne di una chiesa del nostro Salento (1) mi ha dato lo stimolo per presentare un breve cenno storico sull’organo custodito nella chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie di Tutino (fraz. di Tricase).

Premesso che l’organo è uno strumento antichissimo utilizzato in Egitto già alcuni secoli prima di Cristo (funzionante con un sistema idraulico per evolversi in uno strumento ad aria) e successivamente a partire dall’VIII secolo d. C. utilizzato nella civiltà romana e nell’area mediorientale per celebrare le grandi festività pubbliche, venne via via perfezionato cominciando a raggiungere una larga diffusione soprattutto a partire dal  XVII secolo tanto che ogni chiesa ambiva di averne uno per rendere le funzioni liturgiche più solenni.

 

Nella piccola chiesa parrocchiale di Tutino, nella cantoria a balconata posta sulla porta d’ingresso principale, dalla quale si accede da una strettissima e ripida scala ricavata nelle mura perimetrale, fa bella mostra di sé un organo a canne di antica costruzione , per molti anni lasciato in disuso e senza alcuna manutenzione di cui questi maestosi strumenti hanno bisogno.

Purtroppo la mancanza di risorse e l’impegno di ripristinare ciò che il lungo tempo trascorso aveva alterato in maniera profonda, sia le canne che la struttura meccanica dell’organo, nel 2015 si è reso necessario un radicale restauro per poter rendere l’opera nuovamente fruibile grazie all’impegno del parroco e con il contributo dell’intera comunità di Tutino.

Un lavoro svolto con grande professionalità e competenza ad opera della ditta organaria “Nicola Puccini” di Pisa il quale pur non avendo trovato all’interno alcuna firma del costruttore ha tuttavia confermato, dopo una comparazione con altri organi della zona, di attribuire l’opera al magliese organaro Vincenzo de Micheli, databile al 1868/69. Infatti una nota del verbale della Giunta Municipale di Tricase datata 21.10.1868, conservato negli archivi comunali, conferma la necessità per la chiesa parrocchiale di Tutino di avere un  nuovo organo  perché quello esistente ormai non funzionante. Si legge difatti: “… la Giunta Municipale del 21.10.1868, in seguito alla richiesta di contributo presentata dal Parroco della Borgata di Tutino, per la costruzione del nuovo organo della chiesa parrocchiale, essendo l’attuale ormai consunto dall’annosità, delibera di doversi assegnare al Parroco suddetto lire cento, da servire per la costruzione dell’organo”(2).

Questo importante documento ci informa dell’esistenza di un organo ben più antico, sicuramente realizzato tra i secc. XVII/XVIII, e dal quale sicuramente sono stati recuperati i pezzi in buon stato di conservazione per la costruzione del nuovo.

Tutino

 

È suddiviso in tre campate, divise da lesene decorate con motivi ornamentali in legno intagliato e dorato di impostazione barocca, con 25 canne di facciata in stagno distribuite a cuspide e munito di due antine che chiudono il mobile in legno di noce dipinto. Essa è divisa in due parti: in quella inferiore sono alloggiati i due mantici e i canali portavento, in quella superiore invece trovano posto le meccaniche, il somiere e le canne.

La tastiera manuale costruita in osso e noce verniciato di nero consta di 55 tasti e una pedaliera di 13 note costruite tutte in legno e collegate al somiere; sul lato destro della tastiera vi sono i comandi dei registri su due file rispettivamente di due e sei tiri con pomellini in ottone.

 

Le 345 canne, tutte originali, attualmente alimentate da un nuovo elettroventilatore sono in stagno (di facciata), piombo (quelle interne) e di legno di abete verniciato di rosso capaci di imitare, con un effetto speciale, il suono della Zampogna che lo rende unico nel circondario.

 

Dopo anni di oblio quest’organo è ritornato a regalarci la sua armonia nei giorni festosi e solenni e a raccontarci la sua storia; in un certo senso ha riacceso in noi un interesse nostalgico di valorizzazione di quanto, in questi ultimi decenni, avevamo accantonato e orgogliosamente possiamo dire che anche un piccolo borgo come Tutino ha potuto contribuire al grandioso e straordinario patrimonio artistico e culturale del nostro Bel Paese.

 

Note

 (1) https://www.fondazioneterradotranto.it/2020/02/22/racale-restauro-dellorgano-a-canne-ottocentesco/

(2) ricerca d’archivio condotta dal dr. Sergio De Blasi.

Le foto sono dell’Autore.

 

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