di Marcello Gaballo
Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, la Cattedrale di Nardò fu interessata da una complessa stagione di interventi e di rinnovamento degli arredi. In questo contesto si colloca l’attività della R. Scuola d’Arte Applicata all’Industria di Maglie, diretta da Egidio Lanoce, alla quale furono affidate importanti opere lignee destinate alla cattedrale. Tra queste, il Trono episcopale in noce rappresenta certamente la testimonianza più significativa.
Di notevoli dimensioni e riccamente intagliata, l’opera presenta una complessa decorazione nella quale motivi di ascendenza medievale e rinascimentale vengono reinterpretati secondo il gusto storicista dell’epoca. Stemmi, figure simboliche, angeli, putti, motivi vegetali e ornamenti architettonici si susseguono in un insieme nel quale il legno assume una vera e propria funzione monumentale.
Non siamo quindi di fronte a un semplice arredo, ma a un’opera concepita in rapporto all’architettura e alla liturgia dello spazio sacro.
Particolarmente interessante è la vicenda progettuale del Trono. Nel suo Memoriale, Lanoce ricordava che erano stati predisposti due disegni, uno suo e uno di Castrucci, sottoposti al giudizio di Camillo Boito. Fu scelto il progetto di Lanoce, ritenuto maggiormente adatto all’architettura della chiesa.
A confermare la cronologia dell’opera è l’iscrizione incisa sul manufatto: «Scuola d’Arte – Maglie – 1903. Dis. E. Lanoce».
La data trova conferma nella testimonianza dello stesso Lanoce. In una «giusta rettifica» pubblicata sul «Corriere Meridionale», n. 6, 7 febbraio 1907, egli ricordava infatti che negli anni 1902, 1903 e 1904 le officine della Scuola avevano eseguito diversi lavori e, tra questi, «quello importantissimo del Trono episcopale nella Cattedrale di Nardò». L’opera, aggiungeva, era stata lodata e giudicata «opera d’arte» da una commissione di artisti recatisi a Nardò per apprezzare i lavori della chiesa.
Il Trono diventava la prova delle possibilità offerte dall’insegnamento artistico applicato all’industria: la formazione ricevuta nelle aule e nelle officine poteva tradursi in un’opera monumentale, destinata a uno degli edifici religiosi più importanti della Terra d’Otranto.
Nella stessa stagione di rinnovamento della Cattedrale si colloca l’organo realizzato dalla casa organaria di Pacifico Inzoli. La presenza dello strumento aggiunge un ulteriore elemento alla complessa vicenda degli arredi della chiesa e testimonia la compresenza di competenze diverse: l’organaria, l’intaglio ligneo, la progettazione artistica e le arti applicate.
Bibliografia
Egidio Lanoce, Difficile bivio, pubblicato sul «Corriere Meridionale», N. 24 del 25 giugno 1908 (ripubblicato nel volume Egidio Lanoce, Pro insegnamento e incremento industriale nelle Provincie Meridionali. Articoli di propaganda, raccolti e ripubblicati oggi a grata memoria del R. Decreto 13 novembre 1919 n. 2621 col quale la R. Scuola d’Arte applicata all’industria di Maglie, dopo 40 anni di utile esistenza, viene riordinata in base alla legge 14 luglio 1912 e classificata in I° grado, Maglie, ottobre 1920, Tip. D. Siena – Matino, p. 89).
