Un’inedita relazione sullo stato delle torri costiere del Regno di Napoli

Fede di pagamento del caporale della Torre di San Pietro in Bevagna (1578)
Fede di pagamento del caporale della Torre di San Pietro in Bevagna (1578)

di Nicola Morrone

Come è ampiamente noto agli studiosi e ai cultori della materia, sulle torri costiere del Regno di Napoli esiste ormai una vastissima bibliografia, che copre pressochè tutte le prospettive di ricerca. L’argomento, però, è tutt’altro che esaurito: fonti storiche sempre nuove vengono progressivamente alla luce, confermando o confutando le ipotesi formulate dai ricercatori.

Presentiamo appunto ai lettori, in questa sede, un documento inedito, relativo allo stato delle torri costiere del Regno al 1624, redatto dal regio percettore Giacomo Antonio Galano.

Il testo illustra alcuni aspetti del funzionamento del sistema delle torri di avvistamento, mettendo altresì in evidenza le problematiche connesse alla manutenzione di questa rete di fortificazioni, che andava ad integrare quella costituita dai castelli.

Il complesso sistema difensivo era stato eretto a partire dalla seconda metà del sec. XVI per far fronte al pericolo delle incursioni corsare, e secondo le più recenti ricerche (e al di là di consolidati luoghi comuni) dovette assolvere il suo compito con discreto successo).

Il documento, tratto da un volume manoscritto conservato nella Biblioteca Nacional de Espana (mss/988), fa parte delle ”Papeles historico-politicos tocantes a Napoles”, tomo 3, pp.285-292, ed è consultabile, come risorsa digitale, sul sito della Biblioteca Digital Hispanica (“bdh.bne.es”).

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Relazione di Giacomo Antonio Galano sullo stato delle torri del Regno di Napoli (12 Giugno 1624)

 

Fol.279 r

Al Circunspetto (?)

Havendome Vostra Signoria ordinato che come credenziero delle Regie Torri si faccia relazione di quante torri sono in questo regno, che soldati vi dimorano, che soldo tengono, che armi vi sono, et che distanzia vi è da una torre all’altra, et hobedendo come devo, ho riconosciuto la scrittura della visita generale per me fatta l’anno 1620. D’ordine dell’Illustrissimo Signor Cardinal Borgia, allhora vicerrè, et della Reverenda Camera della Summaria giontamente con l’ingegner Bartolomeo Cartaro, et altre scritture c’appresso di me si conservano, ritrovo che diece province di questo regno participano del mare al lito, delle quali per sua maestà vi sono edificate molte torri per custodia d’esse, et naviganti oltre delli cavallari che se pongono presso le torri convicine alla marina alli quali se li paga il lor salario a ragione de ducati quattro ciascheduno cavallaro il mese per sette mesi dell’anno da marzo per tutti setti in la mittà per la Regia Corte, et l’altra mittà per l’università convicine, et detti cavallari se deputano secondo il sito, et distanza della marina et sono obligate contribuire tutte le altre universita’ che sono infra il numero di miglia dodici alla marina pro rata focularia et nelli lochi alpestri, et montuosi dove li cavallari non possono scorrere la marina ne se deputino guardiani a piedi in loro se detti cavallari quali se pagano alla ragione come di sopra et l’altra mitta’ alle università per ducati dui per ciascheduno pedone il mese la mittà anco paga la Regia Corte per il tempo utile et le Province sono cioè Terra di Lavoro Principato Citra, Basilicata Calabria Citra, Calabria Ultra, Terra d’Otranto, Terra di Bari, Capitinata, Apruzzo Citra et Apruzzo Ultra, nelle quali sono edificate le infrascritte torri in territorio delle infrascritte terre che participano al mare.

[Segue l’elenco delle province del regno, con le torri costiere e le città nel cui territorio esse ricadono]

[……..]

Fol 285 r

Ne le quali torri per ognuna ne se deputa per suo comodo un torriero con il nome di caporale ed un soldato quali assisteno ne la guardia tutto l’anno tanto di notte come di giorno alli quali se li paga per la Regia Corte il lor salario cioè al caporale ducati quattro il mese et al soldato carlini 25 che se li pagano dalli Percettori Provinciali de denari dell’Imposizione della guardia delle torri, et l’estate (?) in territorio delle quali sono situate dette torri ne si pone un soldato aggionto per ogni torre dal mese di marzo per tutti sette a spese d’esse Università oltre delli detti cavallari o pedoni (?)nelle torri edificate in terra ferma però quelle che sono nell’isola ne se deputano dui soldati ordinary per la Regia Corte oltre il caporale et l’aggionto per le università et se li da’ anco per la Regia Corte una barchetta ogni otto o diece anni per posser andare, et venire da terra.

Et perchè la maggior parte di dette torri sono edificate dove vi sono Porti, ridotti o fiumare per la Regia Corte in alcune d’esse vi ha portato per posserhose difendere detti luochi uno o dui pezzi d’artelleria secondo la necessità del sito alli quali per dette università ogn’anno se provete di polvere, palle et miccio, cioè dove è un sacro diece rotole di polvere, dove ve ne sono dui venti rotole et quelle torri che sono edificate per coprire cale , et non vi sono artellerie tengono un mascolo per dar laviso, et dui archibusci per le predette università se li da’ quattro rotola di polvere ogni anno.

Et anco nella Provincia di Terra d’Otranto vi è una torre nominata San Cataldo, alla quale sua maestà ha fatta grazia di titulo di castellano et se li paga il solito salario di ducati cinquecento l’anno conforme se li pagano agli altri castellani del Regno. Et gode tutti li privileggi che godono tutti gli altri castellani del Regno.

 

Fol.285 v

Circa la distanza dall’una torre all’altra dove sono montagne ad ogni loco che vi è cala vi è edificata una torre che sarrà d’un miglio in circa, et dove sono spiagge ogni quattro, o sei miglia vi è una torre secondo le necessità dei luochi et in dette spiagge vi corrono anco li cavallari, et nelle montagne li pedoni in tempo d’estate che guardano dette marine quali si pagano come di sopra.

Lasciando de dire a Vostra Signoria, che vi sono molte torri incominciate, in più parti del Regno et non sono finite per la scarsezza de moneta, poichè si bene vi è la Imposizione per la fabrica de torri che si paga nel Regno che l’importa de diecemila ducati l’anno non se ne spende neanco ducati duimilia l’anno perchè li denari vanno in Cassa (?), dove si spendono per altro effetto, che si detta Imposizione andasse al banco come prima di detta situazione di Cassa (?), le dette torri in meno d’anni sei et spendendosi li denari ad altri effetti le fabriche incominciate se deteriorano, et marciscono, et dove al presente basterrebono di spesa per esempio ducati cento dacqua ad un anno ve ne bisognano cinquecento. quali infrascritti s’esigono dalla Regia Corte.

Da quelle terre che sono infra le dodici miglia alla marina grana (?) a foco l’anno et da quelle che sono distante oltre le dodici miglia la marina la metta’ che sono grana (?)quale Imposizione importa ducati diecemilia

Et cossi’ anco la Regia Corte exigge dal Regno la guardia de Torri da quelle terre infra le dodici miglia alla marina grana 4 e mezzo et detta imposizione importa ducati 34416 delli quali se ne pagano li caporali , et soldati di dette torri, et la Rata che paga la Regia Corte alli cavallari seu pedoni che guardano la marina del Regno come si è detto di sopra.

E questo è quanto posso referire a V.S. infino a questo

 

Fol.286 r

(?) et lunga vita bacciandoli le mani

Napoli 12 di Giugno 1624

La spesa per reparare , et finir le torri incominciate per quello che si puo’ giudicare ascenderia a ducati 800.000—Incirca

Devotissimo Humilissimo Servo

Giacom’ Antonio Galano

 

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