Carmelo Preite (1866-1952) compositore e direttore d’orchestra salentino

 

di Rocco Severino De Micheli

Nacque a Presicce (1), in via Puzzello, da Giuseppe Michele e da Maria Vita Annoscia, il 14.2.1866 (atto n. 16). Da Presicce, la famiglia si trasferì a Casarano (LE) intorno al 1868 (2) laddove i coniugi gestirono una locanda. Qui il nostro Carmelo, già appassionato di musica, seguì le lezioni di tromba presso il maestro napoletano Aniello Brunetti, che nel 1872 era stato assunto dal Comune di Casarano per organizzare e dirigere la locale banda municipale. E’ molto probabile che sia stato lo stesso maestro Brunetti a incoraggiare il promettente ragazzo a iscriversi al Regio Collegio di San Pietro a Maiella della sua città.

Nella città partenopea, all’età di 12 anni, si perfezionò nello studio della tromba per poi passare a studiare composizione e strumentazione di banda. Nei periodi di vacanza al collegio, egli ritornava in famiglia e suonava in varie piazze pugliesi con la banda municipale di Casarano nell’ambito della quale ricopriva il ruolo di prima tromba.

1899, la banda di Casarano

 

Diplomatosi al conservatorio a soli 18 anni, vinse il concorso di maestro di banda militare e assegnato al 45° Reggimento Fanteria di stanza a Bergamo. Il reggimento veniva spostato periodicamente, quindi il maestro, fu a Messina, poi a  Peschiera del Garda. In un paesino sul lago, Bardolino,  egli conobbe e sposò il 14.11.1889 (atto n. 13) una ragazza di venti anni, Amelia Doralice Gelmetti, orfana di entrambi i genitori (i furono Alessandro e Teresa Rossi) dalla quale ebbe tre figli: Maria nel 1891, Mario nel 1895 e Anna nel 1905.

 

Si spostò anche a Verona, dove rimase per un quinquennio,  e dove fu maestro di banda e direttore del Teatro.
Fu però a Venezia che esplose la sua notorietà allorquando nel 1899 si esibì nella “Risurrezione di Cristo” del Perosi.

Nello stesso anno il reggimento passò Lecce e lì iniziò un nuovo capitolo per Carmelo, nella sua terra tra i suoi comprovinciali, ma lontano dalla sua famiglia, rimasta a Verona.

Collaborò con la casa editrice musicale “Ricordi” che stampò e diffuse diverse sue composizioni di musica da camera.

 

 

Durante la festa patronale di San Giovanni Elemosiniere del 1900 fu a Casarano con la banda del 45° Rgt. Fanteria; con ogni probabilità fu per questa occasione che egli musicò la marcia intitolata “Casarano”, molto nota e ancora suonata dalle bande di tutta Italia.

 

Ecco un profilo del maestro Preite stilato nel 1902 da un giornale leccese:

Dopo aver girovagato per l’Italia con il suo reggimento, come abbiamo visto, e dopo la permanenza a Lecce durata quattro anni, viene movimentato a Napoli.

Prima della partenza dal suo Salento, Lecce gli tributò grandi onori per il suo commiato dalla città.

A Napoli, nuova sede, ma che tanti ricordi serbava in Carmelo, il 28 Aprile 1904, in occasione di una grande manifestazione navale, dopo gli onori resi ai capi di stato presenti, suonò, con la sua banda, la Marsigliese e la Marcia reale. In quell’occasione fu decorato, insieme ad altri ufficiali italiani, con la croce di cavaliere ufficiale dell’Accademia di Francia, direttamente dal Presidente della repubblica francese Emile Loubet.

 

L’8 aprile 1908, mentre era in aspettativa al reggimento per motivi di salute, venne nominato Direttore del Concerto Musicale di Venezia in esito a un concorso vinto su 53 concorrenti, aveva 42 anni.

Nel 1910, sempre a Venezia, seguì la nomina a professore di orchestrazione e strumentazione al Liceo Musicale “Benedetto Marcello”.

Nel 1913 fu a Parigi all’Opera per due esecuzioni operistiche: “I Gioielli della Madonna” e “Il Segreto di Susanna” di Ermanno Wolf Ferrari.

 

Nella Gazzetta Ufficiale del regno d’Italia n. 98 del 26.4.1913, pag. 2485, nella Cronaca artistica, fu pubblicata la notizia dell’evento che ebbe luogo a Venezia, nel Palazzo Ducale, per la consegna della medaglia d’oro ai marinai italiani quale riconoscimento per il raid compiuto la notte tra il 18 e 19 luglio 1912 nello stretto dei Dardanelli (guerra italo-turca); nel testo venne citato Carmelo Preite, presente alla cerimonia, quale compositore ed esecutore dell’Inno dei Dardanelli.

Il 22 ottobre 1915 fu colpito da un’immane tragedia: sul Carso, in combattimento, morì il figlio Mario di vent’anni, sottotenente di complemento del 118° Rgt. Fanteria e studente del III corso di Ingegneria all’Università di Padova.

Nel dicembre del 1917, in seguito alla disfatta di Caporetto avvenuta due mesi prima, l’intera sua famiglia fu profuga da Venezia a Lecce, insieme ad altri 700 cittadini friulani e veneti che furono assegnati alla nostra provincia; di questi, 108 , tutti vicentini, furono sistemati a Casarano.

In quell’anno, egli, legato come era alla città di Lecce, per i suoi trascorsi e per le sue amicizie, promosse e tenne un concerto al Politeama, proprio a favore dei profughi della guerra.

 

Nel febbraio 1918, forse anche per gratitudine verso il maestro, la figlia Maria fu nominata dal dott. Pietro Zanframundo, regio commissario del Comune di Lecce, insegnante elementare in qualità di profuga veneta.

Anche Casarano fu nel cuore di Carmelo, infatti, nel 1921 incontratosi con alcuni amici salentini a Venezia, dove spesso si recava da Lecce, e ai quali funse da guida, tra i tanti ricordi che narrò loro accennò anche alla marcia solenne “Casarano” da lui composta nel 1900 e del suo indimenticabile insegnante, il maestro Aniello Brunetti.

 

Sempre nella città lagunare, il 27 giugno 1922 incontrò Tito Schipa, suo amico e anche, per certi versi, suo discente.

 

Nel 1926, ultimo anno di permanenza a Lecce, dove sovente deliziava con le sue frequenti interpretazioni musicali i leccesi che hanno avuto da sempre una particolare predilezione per le bande e per i concerti musicali; ricordiamo, tra le più importanti andate in scena in quel periodo, Il Barbiere di Siviglia, del 15 maggio al Politeama, cui fece seguito, qualche giorno dopo, la serata d’addio che egli tenne per il suo ritorno a Venezia.

 

Oltre alle musiche da camera composte per le edizioni “Ricordi”, nel 1926 musicò Biancabella e Fiordilino e altre fiabe per bimbi per conto della casa editrice “Bemporad & Figlio” di Firenze.

Nel 1930 fu a Bologna come direttore di quella banda e in tale veste ritornò a Lecce, con i suoi musicanti, in occasione della festa di Sant’Oronzo.

Da febbraio del 1932 si stabilì a Gioia del Colle dove diresse, rendendola ancora più famosa, la locale banda. In quella città vi rimase sino al 1934 con numerose presenze al Petruzzelli di Bari ove tenne indimenticabili concerti.

La famiglia aveva la sua casa a Bardolino  (VR) e li si ritirò, senza però oziare, infatti nel 1936, scrisse il libro “Istrumentazione per banda” pubblicato da Hoepli.

 

Nel 1940 gli morì la moglie Amelia e, per non rimanere solo, si spostò a Milano presso le figlie, insegnanti in quella città.

L’amore per la musica fu immenso, ma quello verso la sua Amelia fu ancora maggiore, tant’è che lasciò scritto di voler essere sepolto accanto alla sua sposa.

Il giorno dopo la sua morte, avvenuta a Milano il 27.3.1952, il suo desiderio fu esaudito e, oggi,  in quell’avello del cimitero di Bardolino, sormontato da una grande croce, riposano i suoi resti accanto a quelli delle sue care, mentre quelli del giovane figlio Mario, medaglia d’argento al valor militare, riposano sul Carso.

 

Carmelo Preite ebbe un particolare affetto sia per Bardolino, città della moglie, sia per Casarano, dove trascorse la sua infanzia e dove apprese rudimenti musicali.

Per il paese del suo amore, compose “Inno a Bardolino”, mentre per Casarano, compose, come detto innanzi, un’omonima marcia che è possibile ascoltare al seguente link:

http://www.carusa.it/appoggio/marcia%20Casarano.m4a

Pur essendoci in diverse città toponimi a suo nome, a Bardolino gli è stato intitolato il lungolago, mentre a Casarano, nei primi anni ’60, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sansonetti gli intitolò una strada.

 

NOTE

1)  Allo scopo di dirimere le discordanze in merito alle origini della sua famiglia, è doveroso puntualizzare che la linea paterna risulta essere originaria di Copertino (LE), mentre quella materna risulta essere originaria di Presicce (LE), giusta la ricerca da me esperita con i documenti ufficiali che mi è stato possibile consultare su https://antenati.cultura.gov.it/

– Padre: Giuseppe Michele Preite di Abele Vito e Maddalena Cavallo, albergatore, nato a Presicce il 13.2.1819 (atto n. 10) morto a Casarano 7.2.1890 (atto n. 10) in via San Giuseppe , età 70;

                    Il padre era già vedovo di Maddalena Marchetti morta a Presicce il 16.11.1853

– Madre: Vita Maria Donata Annoscia di Francesco e di Caterina De Nicoli, nata a Presicce il 7.8.1831 (atto n. 49) morta a Casarano il 20.8.1897 (atto n. 85) in Quartiere Vecchio, età 76

                    Matrimonio dei genitori: 26.11.1855 atto n. 27

 

Nonno paterno: Abele Vito Preite  (nato a Copertino 23.9.1793, morto a Presicce 9.12.1853, atto 44),  figlio di Giuseppe Michele (copertinese morto a Presicce il 4.6.1800) e di Cesaria Pajano;

Nonna paterna: Maria Maddalena Concetta Cavallo (nata a Presicce nel 1785 e morta ivi il Presicce 21.2.1855 atto 4), figlia di Oronzo (Ostunese morto a Presicce il 30.4.1817 atto 26 ) e di Antonia Negro;

                    Matrimonio dei nonni paterni: Presicce il 4.5.1818, atto n. 3;

 

Nonno materno: Francesco Marino Annoscia, (nato Presicce 12.7.1807), figlio di Ignazio (di Bari) e di Germana Mosio (di Presicce);

Nonna materna: Maria Antonia Caterina De Nicoli, (nata Presicce 8.3.1808),figlia di Andrea (morto a Presicce il 14.2.1818) e di Maddalena Faiulo;

                    Matrimonio dei nonni materni: Presicce il 31.8.1830, atto n. 12;

 

(2) Il nucleo familiare crebbe di numero con la nascita di Prete Giovanna Maddalena, (sorella di Carmelo, ma dichiarata “Prete” allo stato civile) nata a Casarano in strada Fosso, il 28.4.1870 (atto 76), che si sposò a 18 anni con Salvatore Torsello, di anni 20, il 28.3.1889 (atto 10) figlio di Santo e Concetta Luperti.

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