Libri| L’arte del costruire a Nardò e dintorni

Mario Colomba

di Fabrizio Suppressa

 

Mario Colomba, Le pratiche dell’arte del costruire nel territorio di Nardò e dintorni. Appunti di viaggio nel mondo dei fabbricatori e degli artigiani nella metà del ’900. Nardò, Tipografia Carrino, 2017, pp. 136, ISBN 9791220021937.

C’è stato un tempo in cui le maestranze salentine per la loro riconosciuta ars aedificatoria erano chiamate a prestare la loro abilità oltre i propri confini provinciali. Si veda l’esemplare caso degli Spalletta di Nardò, costruttori di un gran numero di torri costiere del litorale salentino, che alla fine del Cinquecento sono chiamati ad operare a Barletta nel bellissimo Palazzo della Marra (oggi Pinacoteca De Nittis). Oppure si pensi alle maestranze leccesi, che nello stesso periodo si aggiudicano la costruzione delle torri costiere sul litorale di Terra di Bari, dall’Ofanto a Fasano.

La storia dell’architettura (minore) è testimone di una moltitudine misconosciuta di maestranze salentine attive anche a Napoli, Roma, Reggio Calabria, Crotone, la cui sapiente arte del costruire, trasmessa e rimasta pressoché inalterata fino agli anni Cinquanta del Novecento, è ad oggi in gran parte scomparsa.

C’è invece un presente, basato sulla perenne crisi dell’edilizia salentina, con diverse imprese che operano sul territorio con scarsa o mediocre qualità tecnica e professionale, oppure società costrette a lavorare in subappalto al massimo ribasso in giro per l’Italia o per l’Europa, con grande sacrificio dei dipendenti e conseguente riduzione della qualità del lavoro prestato.

Perché questa abissale differenza tra ieri e oggi? Perché un tempo l’arte del costruire era, almeno per la nostra provincia, un’attività seria e meritevole di rispetto per la tradizione e trasmissione della provata esperienza. Le maestranze, anche se spesso illetterate, avevano una grande padronanza dei materiali, delle tecniche, della statica, della durata del costruito nel tempo. Un corpus di nozioni immateriali che venivano trasmesse durante la lunga attività lavorativa, spesso da padre in figlio o comunque all’interno di una cerchia ristretta di fidati collaboratori.

In secondo luogo, al contrario di oggi, si costruiva poco, bene e per l’eternità, rispettando al contempo i luoghi e i cicli naturali, come appunto testimonia il detto locale, chi fabbrica in inverno, fabbrica per l’eterno.

Il lavoro editoriale dell’ingegnere Mario Colomba, dal lungo ma necessario titolo “Le pratiche dell’arte del costruire nel territorio di Nardó e dintorni. Appunti di viaggio nel mondo dei fabbricatori e degli artigiani intorno alla metà del ‘900” prova a fare luce su questo vasto argomento, che purtroppo finora non ha destato il meritato interesse da parte del mondo accademico, e soprattutto di quello locale, che pare essersi disinteressato, per svariati motivi, di quell’arte che ha accompagnato ogni costruttore per secoli.

L’autore, testimone in prima persona di questa antica arte del costruire, ne descrive ogni aspetto con estrema chiarezza e dovizia di particolari, offrendoci non solo interessanti aspetti tecnici e pratici, ma anche e soprattutto un particolare contesto fatto di persone, prima che di pietre, che pur se apparentemente secondarie nella “squadra” e soggette ad un ordine gerarchico o piramidale, in realtà restano fondamentali per la specificità delle funzioni ricoperte e per i quali “l’unico aiuto tecnologico era rappresentato dall’uso delle sole macchine semplici conosciute da tempi immemorabili: la leva, la carrucola, il verricello ed il piano inclinato”. Motore di tutto era il “maestro”, lu messciu, che per indole e capacità trasmetteva i “segreti del mestiere, a quei soggetti (discepoli) che riteneva più dotati non solo di talento naturale ma anche di interesse e curiosità, inclini e capaci di recepire e ritrasmettere successivamente quanto veniva loro rivelato”.

Consiglio vivamente questo libro, non solo, come ovvio, a tutti i colleghi professionisti attivi nell’edilizia o nel settore del recupero o restauro, ma soprattutto a chi si occupa, tra le varie difficoltà, di dare un futuro solido al nostro territorio, affinché da questo glorioso passato possa attingerne utili indirizzi di sviluppo dell’edilizia.

 

Chi è interessato a ricevere copia del volume può rivolgersi direttamente all’Autore, tramite posta elettronica: studiomariocolomba@gmail.com

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