Dialetti salentini: piticinu

di Armando Polito

Il corrispondente italiano è peduncolo e con esso condivide la base etimologica, cioè il latino pes (pedis al genitivo), che vuol dire piede. A questa base risulta aggiunto un suffisso diverso: in peduncolo il suffisso è -uncolo, che ha valore diminutivo, a volte con connotazione peggiorativa, come in foruncolo (da una base fur, genitivo furis, che significa ladro; infatti in origine indicava la gemma della vite che toglie linfa al ramo principale), ladruncolo (da una base latro, genitivo latronis, che può significare soldato mercenario, bandito, cacciatore, pedina degli scacchi), omuncolo da una base homo, genitivo hominis, che significa uomo. La connotazione peggiorativa di questo suffisso è presente perfino nel nome di un fiore, il ranuncolo, la cui base è, con tutto il rispetto per l’anfibio, rana. Lo stesso dicasi di carbuncolo (da una base carbo, genitivo carbonis, che significa carbone), sul cui significato obsoleto di rubino aleggia l’ombra nefasta di carbonchio, che ha lo stesso etimo. Stando a quanto si vede nella realtà e nelle foto di testa, solo il peduncolo della ciliegia sembrerebbe meritare per le sue dimensioni esagerate in rapporto alla taglia degli altri frutti la sfumatura peggiorativa del suffisso.

Più gentile e quasi riconoscente, comunque, a madre natura appare, invece, piticinu, che alla base già vista (in salentino piede è pete/pede) aggiunge il suffisso –icinu (corrispondente all’italiano –icino, sempre con valore diminutivo, ma talora con connotazione affettiva o attenuativa: lumicino, cuoricino, morticino, ossicino, etc. etc.).          

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10 Commenti a Dialetti salentini: piticinu

  1. Caro Armando,anche in piemontese è “Pìcol” talvolta femminile “pìcola” naturalmente con le stesse derivazioni del vostro “piticinu”. Te l’ho scritto sopratutto per aggiungerti un modo di dire che abbiamo riferito a questo termine che così dice:”Ch’a sia benedet col ch’a l’ha faje ël pìcol a le cerese” (Per fortuna che qualcuno ha inventato il picciolo alle ciliege). Mi sembra azzeccato e spiritoso!!!

    • Ad integrazione: il vostro “peciol” corrisponde all’italiano “picciolo”, che è, comunque, da un latino volgare *peciolu(m), a sua volta dal classico petiolu(m), diminutivo di pes/pedis. Ti ringrazio, poi, per la citazione dell’azzeccatissimo modo di dire, anche perché un peduncolo più corto avrebbe reso meno comodo il portarsi la ciliegia alla bocca e tolto la soddisfazione di staccarne il frutto con le labbra.

  2. L'”ECCE HOMO” (E LA “CORONA DI SPINE”)! Non c’è solo Ponzio Pilato, c’è anche Leonzio Pilato. Non dimentichiamolo… *

    DAL PEDUNCOLO ALL’OMUNCOLO: UNA “VIA” PER USCIRE DALLA CAVERNA. Sulla parola “omuncolo”, forse, è utile rifletterci un momento: a mio parere, tale parola sollecita a portare alla luce la implicita differenza che veicola in sé. Sorprendentemente, se da una parte dice di un giudizio sul comportamento di una persona di sesso maschile che dovrebbe essere “vir-ile” ma che tale non è, dall’altra, per la sua provenienza etimologica “da una base homo, genitivo hominis, che significa uomo”, veicola e produce una generalizzazione indebita che porta a nascondere la presenza dell’altra metà (il sesso femminile) del “genere umano”. Come per il greco, la parola “antropologia” vale per ogni persona del “genere umano” (e, per il maschio e per la femmina, abbiamo, rispettivamente, l’andrologia e la ginecologia), così per il latino, la parola “umanità” (da “homo”) vale altrettanto per ogni persona del “genere umano”(e, in italiano, per l’homo-maschio, parliamo di “virile” e, per la homo-femmina, parliamo di “muliebre”).
    “ECCE HOMO”. Quando Ponzio Pilato pronunciò la frase «Ecco l’uomo», mostrando alla folla Gesù flagellato (https://it.wikipedia.org/wiki/Ecce_Homo)cosa disse?! Parlò sì di un “uomo”, ma parlò dell’intero “genere umano”! O NO?! A CHE GIOCO GIOCHIAMO?! A METTERE ANCORA IN TESTA AL “GENERE UMANO” UNA BELLA “CORONA” DI SPINE?!

    *

    Sul tema, mi sia consentito, si cfr.:

    A) LA GRECIA, LA MEDIAZIONE DELLA CALABRIA, E IL RINASCIMENTO ITALIANO ED EUROPEO. In memoria di Barlaam (Bernardo) e di Leonzio Pilato … PER BOCCACCIO, UNA GRANDE FESTA IN TUTTA L’ITALIA E L’EUROPA (http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5421)

    B) PER NON DIVENTARE UN “BOCCALONE”, UNA “BOCCALONE” – PER NON FARE LA FIGURA DEL “FESSO” O DELLA FESSA” (cfr.: https://www.fondazioneterradotranto.it/2017/09/29/fessa-dialetto-salentino-sesso/#comment-63709)

    Federico La Sala

    • Caro Federico, credo che millenni di maschilismo (e, per il mondo occidentale. il Cristianesimo prima e il Cattolicesimo poi) abbiano portato in concreto, al di là di teoriche sottigliezze interpretative, alla generalizzazione che finisce per escludere di fatto la donna. Così, da un lato nessuno ancora oggi direbbe, per esempio, “Anna è un’omuncola” né “Anna è un omuncolo”; dall’altro solo ora, dopo millenni, appunto, di maschilismo, è stato introdotto il vocabolo “femminicidio” (come se “omicidio” valesse solo come uccisione di un “macho” da parte di un altro “macho”), mentre prima esisteva solo il reato di uxoricidio (estensivamente applicato anche al coniuge femmina che lo commetteva, ma attenuato, per il “macho”, dal famigerato “delitto d’onore”. Come dire che nel bene e nel male, gli convenga o non gli convenga, per il “macho” la donna è come se non esistesse o fosse un semplice oggetto, salvo, poi, tacere di eventuali magre figure in corso d’uso …

      • DAL PIEDE ALLA TESTA E DALLA TESTA AL PIEDE: “ECCE HOMO”!

        CARO ARMANDO, credo che la “generalizzazione che finisce per escludere di fatto la donna”, alla luce del prezioso lavoro realizzato da te e dal dott. Marcello Gaballo su “Santa Maria di Casole a Copertino e le sue Sibille” (cfr.: https://www.fondazioneterradotranto.it/2017/03/24/santa-maria-casole-copertino-le-sue-sibille/), non dipende da generici “millenni di maschilismo”. La riemersione nel nostro presente storico del “piticinu” (“peduncolo”) dell'”ECCE HOMO”, sollecita a riflettere più in profondità sulla nascita dell’uomo Gesù, a reinterrogarci sui suoi genitori e, in particolare, come recentemente e lodevolmente ha fatto la stessa Redazione della Fondazione Terra d’Otranto, su suo padre Giuseppe (cfr. “3 Commenti a De Domo David. 39 autori per i 400 anni della confraternita di San Giuseppe di Nardò”: https://www.fondazioneterradotranto.it/2019/11/10/de-domo-david-39-autori-per-i-400-anni-della-confraternita-di-san-giuseppe-di-nardo/#comment-257181), e a chiedere lumi alla SIBILLA DELFICA (vale a dire, oggi, alla “buonanima” di Sigmund Freud: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=406) per sapere la ragione del diffondersi della peste nella città di “Tebe”!!! La questione è decisamente antropologica e la situazione storica sollecita ancora e di nuovo a “conoscere sé stessi”, a conoscere sé stesse”, a comprendere finalmente “come nascono i bambini”, “come nascono le bambine”: certamente non da un “omuncolo”(cfr. http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2923 )! Ciò che è in gioco è la sopravvivenza della nostra stessa umanità, presente e futura. O no?!

        Federico La Sala

        • Caro Federico, sono perfettamente consapevole di deluderti e di propiziare una tua valutazione di me come un essere sfrenatamente laico, cinico, insensibile, blasfemo e pure stupidamente polemico e testardo. Rimango, però, dell’opinione che la “resurrezione” da te tanto invocata (e che pure io, naturalmente, auspico, a partire da me …) della nostra umanità possa avvenire solo quando impareremo a vivere meglio senza lasciarci condizionare dalla paura della morte, cioè dalla religione, qualunque essa sia. Non possiamo permetterci, con le Sibille, Maria Vergine, Cristo come dio, Maometto ed altre favolette l’illusione di un altro Messia, dopo che l’intervento del primo (ogni religione fa la pubblicità al suo, solamente al suo …) si è rivelato alla distanza un fallimento pressoché totale e le “umane belve” tali sono rimaste, checché ne abbia pensato il Foscolo. O no?

          • L’ORAZIONE SULLA DIGNITA’ DELL’UOMO – A UNA DIMENSIONE. Da Giovanni Pico della Mirandola* a Herbert Marcuse** e …

            CARO ARMANDO, PER IMPARARE “a vivere meglio senza lasciarci condizionare dalla paura della morte, cioè dalla religione, qualunque essa sia”, CREDO CHE SIA NECESSARIO riconsiderare il problema di “come nascono i bambini” (a tutti i livelli)! Hai ragione: “Non possiamo permetterci, con le Sibille, Maria Vergine, Cristo come dio, Maometto ed altre favolette l’illusione di un altro Messia”!

            CONTRARIAMENTE A QUANTO ABBIAMO SEMPRE PENSATO e INTERPRETATO, IN MODO “UNIDIMENSIONALE” la frase di Ponzio Pilato, e ci siamo addormentati nella tradizione cattolico-costantiniana e illuministica acritica (contro Kant), e abbiamo finito per “concepire” noi stessi e noi stesse secondo la bio-logia e l’andro-logia dell’omuncolo!

            “L’«ECCE HOMO»”, al contrario!, ci dice proprio questo – la fine delle “favolette” e di ogni “illusione di un altro Messia”. Il discorso è di diritto e di fatto, romanamente universale, vale a dire, antropologico (non limitato all’«omuncolo» di qualche “uomo supremo” o “superuomo”!):

            == PONZIO PILATO «disse loro: “Ecco, ve lo conduco fuori, affinché sappiate che non trovo in lui alcuna colpa”. Uscì dunque Gesù, portando la corona di spine e il mantello di porpora. Pilato disse loro: “«Ecco l’uomo» (gr. «idou ho anthropos», vulg. «ecce homo»)”. Vedendolo, i sommi sacerdoti e i loro inservienti gridarono: “Crocifiggi! Crocifiggi!” Disse loro Pilato: “Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui colpa”. Gli risposero gli Ebrei: “Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto figlio di Dio”» (Gv. 19, 4-7). ==

            SE SIAMO ANCORA CAPACI DI LEGGERE, COSA VA SIGNIFICANDO NEL TEMPO LA LEZIONE DI PONZIO PILATO?! Non è una lezione critica contro i “sovranisti” laici e religiosi di ieri e di oggi?! Che vogliamo fare? Continuare a riportare noi stessi e noi stesse davanti a Pilato e ripetere da scemi e da sceme la stessa scena, riascoltare il suo “Ecce Homo” e non capire una “H” (acca)?!

            _____
            * Discorso sulla dignità dell’uomo (https://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_sulla_dignit%C3%A0_dell%27uomo).

            ** L’uomo a una dimensione (https://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_a_una_dimensione)

            P.S. – RICORDANDO … GLI ARCADI DI TERRA D’OTRANTO, VIRGILIO, E IL “VECCHIO DI CORICO”. A SOLLECITAZIONE E CONFORTO DELL’IMPRESA (si cfr. https://www.fondazioneterradotranto.it/2019/07/08/gli-arcadi-di-terra-dotranto-premessa-1-x/#comment-238474)

            Federico La Sala

  3. L’ECCE HOMO, L’8 MARZO AL TEMPO DEL “CORONA VIRUS”, E LA MEMORIA DI CHRISTINE DE PIZAN …

    ALLA LUCE DEL CHIARIMENTO DEL SIGNIFICATO DELLE PAROLE DI PONZIO PILATO: “ECCE HOMO”(cfr. sopra:https://www.fondazioneterradotranto.it/2020/02/26/dialetti-salentini-piticinu/#comment-269838), si comprende meglio anche il significato delle parole di Christine de Pizan, l’autrice della “Città delle dame”: «Or fus jee vrais homs, n’est pa fable,/De nefs mener entremettable» («Allora diventai un vero uomo, non è una favola,/capace di condurre le navi» – cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Christine_de_Pizan), che dicono ovviamente non della “metamorfosi” in “vir” – uomo, ma della “metanoia” in “homo” – essere umano (su questo, in particolare, si cfr. Michele Feo, “HOMO – Metanoia non Metamorfosi”, “dalla parte del torto”, Parma, autunno 2019, numero 86, pp. 12-13).

    Federico La Sala

    • Potrei dire “non so perché” (però lo so benissimo), ma il tuo commento con la sua citazione mi fa venire in mente Carola Rackete, per contrapposizione tra un “homo” (senza distinzione di sesso”) ed un “omuncolo” (decisamente maschio, almeno alle apparenze) …

  4. ASTREA! “IAM REDIT ET VIRGO” …

    CARO ARMANDO… RICORDANDO DI NUOVO E ANCORA IL TUO PREGEVOLISSIMO LAVORO SU- GLI ARCADI DI TERRA D’OTRANTO, VIRGILIO, E IL “VECCHIO DI CORICO”. A SOLLECITAZIONE E CONFORTO DELL’IMPRESA (si cfr. https://www.fondazioneterradotranto.it/2019/07/08/gli-arcadi-di-terra-dotranto-premessa-1-x/#comment-238474), E LA TUA CONNESSIONE TRA LA “PIZANA” CAPACE DI “CONDURRE LE NAVI” CON LA FIERA E NOBILE Carola RacKete, A SUO E TUO OMAGGIO, riprendo qui una breve scheda su:

    ASTREA – L’Astraea Virgo, ” vergine delle stelle “, simbolo della giustizia, abitò la terra nell’età dell’oro e la lasciò per ultima nell’età del ferro, cedendo all’iniquità ormai dominante. Il ‛ritorno di A. ‘ si identifica in Virgilio con il ritorno dell’età di Saturno (” magnus ab integro saeclorum nascitur ordo. / iam redit et Virgo, redeunt Saturnia regna, / iam nova progenies caelo demittitur alto “, Buc. IV 5-7). L’intero passo virgiliano è parafrasato in Pg XXII 70-72 Secol si rinova; / torna giustizia e primo tempo umano, / e progenïe scende da ciel nova; in Mn I XI 1 è riportato il v. 6 (cui segue la chiosa ‛ Virgo ‘… vocabatur iustitia, quam etiam ‛ Astraeam ‘ vocabant), ricordato anche in Ep VII 6; in Ep XI 15 il nome di A. è usato come metonimico di giustizia (http://www.treccani.it/enciclopedia/astrea_%28Enciclopedia-Dantesca%29/).

    Buon 8 marzo 2020 – e buon lavoro…

    Federico La Sala

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