Gregorio Muci, medico di Nardò del XVI secolo, e il suo libro fantasma

di Armando Polito

 

Dal Dizionario Biografico degli uomini illustri di Terra d’Otranto, Lacaita, Manduria, 1999:

A beneficio di chi non lo sapesse dico che il dizionario citato è una compilazione di un’opera manoscritta in sei volumi conservata nell’Archivio di Stato di Lecce, frutto della fatica, terminata nel 1879, di Sigismondo Castromediano, Francesco Casotti, Luigi  Maggiulli  e Luigi De Simone.

Il primo dato di questo viaggio a ritroso nelle fonti risale, dunque, alla fine del XIX secolo.

Da Camillo Minieri Riccio, Memorie storiche degli scrittori nati nel Regno di Napoli, Tipografia dell’Aquila di V. Buzziello, Napoli, 1844, p. 232:

Da Giovanni Bernardino Tafuri, Istoria degli scrittori nati nel Regno di Napoli,  Mosca, Napoli, 1750, tomo III, parte I, pp. 378-379 (ho sottolineato in rosso le parti sulle quali mi soffermerò):

In riferimento alle parti evidenziate in rosso: nella prima il Tafuri usa  un’espressione ambigua che, se il noi è di maestà, comporta l’avvenuta visione personale del libro, se non lo è, allude solo al fatto che questa sarebbe l’unica opera rimastaci; nella seconda riporta in trascrizione fedele dal (o da un?) manoscritto contenente la Descrizione della città di Nardò di Scipione Puzzovivo la parte riguardante Gregorio Muci, che alla fine reca gli estremi bibliografici dell’opera.  Di questa, fino ad ora, non è stato rinvenuto nessun esemplare. Colpa del carattere scientifico e della connessa ridotta tiratura? Tutto è possibile, ma debbo segnalare quella che potrebbe non essere una semplice coincidenza.

Se il testo del Muci non si trova, se ne trova, però, un altro (l’OPAC registra la presenza di un solo esemplare nella Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli), del quale riporto gli estremi bibliografici:

Bozzavotra Giovanni Antonio, Opus practicis perutile de vene sectione in utero gerenti, aduersus negantes huiusmodi auxilium pro cautione ab abortu, Neapoli , par [!1] Ioannem Sultzbachium, Neapoli, 1544.

Il lettore noterà che il titolo,  l’editore, il luogo di edizione  e l’anno sono assolutamente identici.

Ma, chi è questo Giovanni Antonio Bozzavotra? Ecco la scheda dello stesso Tafuri tratta dalla seconda parte del terzo tomo, pp. 110-111 della citata Istoria degli scrittori …:

Sarebbe fin troppo facile da parte mia e di chiunque rimproverare al Tafuri la scarna indicazione bibliografica consistente, in pratica, in un solo testo, mentre oggi la rete mi consente di aggiungere al volume del 1544 già indicato i seguenti altri  (tra parentesi la loro consistenza in base ai dati OPAC):

1) Quesitum de calido nativo, Apud Mathium Cance, Neapoli, 1542 (2 esemplari: uno nella Biblioteca Nazionale  Vittorio Enmanuele III di Napoli, l’altro nella Biblioteca Universitaria di Sassari).

2) Apologia de sectione vene in gravida muliere, pro cautione abortus, in officina Mactium Cance, In edibus Nep. [!2], 1544 (un solo esemplare nella Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli).

3) Apologia de sectione venae in gravida muliere, pro cautione abortus, Apud Valerium Doricum & Ludovicum fratres, Brixianos,  Romae, 1545 (di questa edizione, paradossalmente non registrata dall’OPAC) riporto il frontespizio e il colophon:

4) Opus practicis perutile de venae sectione in vterum gerenti, aduersus negantes huius modi auxilium pro cautione abortus, apud Valerium Doricum & Ludouicum fratres, Romae, 1545.

5) Tractatus quatuordecim, methodi medendi, ex Galeno,  Apud Ioannem. Paulum Suganappum, Neapoli, 1549 (1 esemplare nella Biblioteca Comunale Augusta di Perugia).

Dall’elenco riportato si evince facilmente, considerando i nn. 2, 3 e 4, che il Bozzavotra (ma forse, tenendo conto del BOZAEVOTRAE del frontespizio prima riprodotto, bisognerebbe scrivere Bozza Votra) doveva essere un esperto della materia, anche se dovessimo considerare 3 edizione aggiornata di 2, e 4 edizione aggiornata di (o, comunque, successiva a) quella del 1544.

Siamo giunti, dopo questo viaggio a ritroso nelle fonti, al momento di trarre le conclusioni che io (ma che bravo!) condenserei in tre domande (per la serie Il trionfo del dubbio …). Lascio al lettore aderire a qualcuna o dissentire da tutte e la cortesia, se lo desidera, di comunicarci il suo parere, magari motivandolo, con un commento,  sempre graditissimo da parte mia.

1) La citazione bibliografica del Puzzovivo è errata?

2) Se la citazione bibliografica del Puzzovivo non è errata, siamo in presenza di una mossa di marketing basata sulla contrapposizione senza mezzi termini (anzi con tutti i termini …)  di due cavalli della stessa scuderia, roba che nemmeno il manager più geniale di oggi sarebbe in grado di partorire, neppure se gli raddoppiassero l’emolumento ufficialmente pattuito …?

2) É esistita veramente una, autografa o no a questo punto ha importanza quasi nulla,  Descrizione della città di Nardò  di Scipione Puzzovivo?

3) Il manoscritto del Puzzovivo  è una delle tante invenzioni destinate a tramandare la figura del Tafuri come emblematica del falsario del XVIII secolo, cosa spiacevole per Nardò che, sotto questo punto di vista, non aveva bisogno allora, come oggi, dell’invenzione da parte di un suo figlio di tasselli fasulli  di un passato già di per sé glorioso, nel tentativo più o meno abile (leggi furbesco e destinato in più di un caso ad ingannare culturalmente più di una generazione) di garantirle (forse anche garantirsi …) un futuro più vantaggioso sulle spoglie di un presente probabilmente vergognoso o considerato, comunque, insoddisfacente in termini più di potere che di autentico prestigio?

E pensare, se dovesse essere più plausibile quest’ultima ipotesi, che Gregorio Muci potrebbe essere appartenuto  alla schiera di quegli uomini che, pur non avendo pubblicato nulla, tanto hanno lasciato, almeno finché è durato il loro ricordo più genuino e fedele, quello, foscolianamente inteso,  di chi li ha conosciuti, stimati e amati, e, tutto sommato, rispettati, il che equivale a dire sempre la verità …

A proposito di verità mi chiedo quanta ce ne sia nella parte, che ho evidenziato con l’ellisse, della scheda che ho trovato all’indirizzo  http://www.worldcat.org/title/gregorii-muci-medici-neritini-opus-practicis-perutile-de-venae-sectione-in-utero-gerenti-aduersus-negantes-huiusmodi-auxilium-pro-cautione-ab-abotru/oclc/20017735 (i più pigri,  senza andare al link, potranno leggerla agevolmente cliccandoci sopra; apparirà la scheda e il cursore avrà l’aspetto della lente di ingrandimento; un secondo click e buona lettura!).

Quel dato geografico americano corrisponde veramente al possesso  del nostro testo da parte di qualche oltreoceanino  o è fratello, in un certo senso, delle indicazioni che, sulla scorta del Tafuri, si sono succedute; oppure, ad insaputa di chi ha inserito l’informazione, è il parto di un mitomane millantatore, oppure, e siamo alla criminalità, nasconde una trappola per qualche incauto bibliofilo?

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1 invece di per.

2 Per In aedibus Neapolitanis (alla lettera: nelle case napoletane (>nella sede napoletana>a Napoli).

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