L’antichissimo rito del falò a Novoli, il più alto del Mediterraneo

Il rogo dei tralci di vite (sarmente) per la Fòcara di Novoli del Salento leccese

di Antonio Bruno

da http://www.industriadelturismo.com/falo-novoli-lecce/

«La Fòcara di Sant’Antonio», che si svolge ogni anno a Novoli del Salento leccese  dal 16 al 18 gennaio, registra dalle 80 alle 100mila presenze. In particolare nella tre giorni novolese del 2008 il flusso stimato delle presenze è stato di 80mila, nel 2009 di 100mila e nel 2010 di 95mila. Il dato del 2010 è stato più alto perché la festa si è svolta nel weekend, la stessa cosa quindi prevedibile che accadrà quest’anno. Per non farci mancare nulla, Domenica 16 gennaio 2010, in piazza Tipo Schipa, dopo l’accensione della Focara, ci sarà il gruppo musicale milanese di «Elio e le Storie Tese».  Il Sindaco di Novoli Vetrugno ha dichiarato: «Il gran falò che illumina la notte novolese è il segno d’identità di un popolo e di un territorio. Il percorso religioso da cui siamo partiti si è trasformato in un percorso turistico d’eccellenza particolarmente pregiato perché destagionalizzato e legato alla qualità del territorio e dei suoi prodotti. Il pellegrino, devoto al Santo, diventa il turista dell’enogastronomia e della cultura popolare». Ma è così che stanno davvero le cose?

gli ultimi ritocchi per la focara di Novoli del 2012 (ph Mino Presicce)

Storie di lupi mannari. Dall’antica Grecia al Salento

SALVE, SONO IL LUPO CATTIVO!

di Paolo Vincenti

Nel 2006 Annu novu Salve vecchiu ha compiuto vent’anni. Sulla copertina del primo numero, un disegno di Vito Russo ritraeva una befana che volava nel cielo di Salve, illuminato da una bellissima luna piena, che era legata ad un filo da un fanciullo (forse il giovane pittore), il quale, seduto su una terrazza con due comignoli fumanti, voleva come tirar giù dalla luna, con la sua corda di aquilone, i sogni; e allo spettacolo assisteva sorniona una gatta, forse tramutazione di qualche invidiosa megera del paese1 .

Già dal primo numero, l’autore della copertina aveva voluto rappresentare Salve nel suo aspetto più nascosto e suggestivo, quello magico e misterioso dei miti e delle leggende di cui Salve, più di ogni altro paese del Capo di Leuca, è ricchissima.

A distanza di quasi dieci anni da quel primo numero, frutto più della scommessa di un gruppo di giovani amici e “ardimentosi” salvesi che di un calcolato progetto editoriale, nel 1995, Antonio Vantaggio dava alle stampe Salve-miti e leggende popolari (Edizioni Vantaggio), una summa di tutte le leggende popolari (arricchita da qualche racconto partorito dalla fervida fantasia del poeta Carlo Stasi) fino ad allora conosciute su Salve.

Anche in questi vent’anni di vita del periodico, numerosi e tutti pertinenti sono stati i contributi sulle tradizioni orali e sugli aspetti folklorici, magici e leggendari della terra di Salve, da parte dei collaboratori di Annu novu. Ricordiamo, allora, la leggenda della Vergine del SS. Rosario; la leggenda del ritrovamento dell’immagine della Madonna delle Gnizze; quella del

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