Due verbi salentini per quest’estate di fuoco: scarfare e scarfisciare

di Armando Polito

Questa volta nel titolo mi sono guardato bene dal tradurre in italiano le due voci dialettali che vi compaiono. Oltretutto, anche se avessi voluto, sarebbe stato impossibile pure per la prima rinvenire il corrispondente italiano che presentasse la stessa etimologia.

Sul piano  semantico, infatti, scarfare corrisponde all’italiano scaldare, con il quale condivide solo uno dei tasselli, anche se il più importante, che etrano nella sua formazione. Per evitare acrobazie esplicative riporto di seguito l’etimo delle due voci.

Scaldare è dal latino tardo excaldare , composto dalla preposizione ex con valore intensivo e da*caldare, forma verbale dall’aggettivo caldus, che è dal verbo calère.

Scarfare è dal latino  excalefàcere, composto dalla preposizione ex con valore intensivo e da calefàcere, a sua volta composto da cale (tema di calère=essere caldo) e da fàcere (=fare, rendere).

Da quanto appena detto appare evidente che le due voci condividono il segmento cal– e che scarfare è cronologicamente anteriore a scaldare  e senz’altro più blasonato qualora si voglia considerare il latino classico più “nobile” di quello tardo.

Ancora più peculiare appare scarfisciare, che semanticamente corrisponde all’italiano fermentare. Esso è figlio di scarfàre, costituendone la forma frequentativa grazie all’aggiunta del suffisso –isciare, che corrisponde all’italiano –eggiare (albeggiare, bamboleggiare, maneggiare,  etc. etc.), che è dal latino -idiare, a sua volta dal greco –ίζω (leggi -ìzo).

L’immagine non è certo gradevole ma, mentre scrivo, mi sento più scarfisciatu (fermentato) che scarfatu (accaldato), nonostante la doccia con l’acqua del pozzo, cui mi sono sottoposto appena dieci minuti fa .

E meno male che questa volta l’indagine etimologica era molto semplice, altrimenti avreste visto il vostro monitor sprizzare sudore, il mio …

 

2 Commenti a Due verbi salentini per quest’estate di fuoco: scarfare e scarfisciare

  1. Molto interessante, grazie.
    Segnalo, però, che “scarfare” con il medesimo significato è presente anche nel napoletano (cfr. le commedie di Eduardo Scarpetta o quelle di Eduardo De Filippo).
    Dunque termine in Salento è preesistente o importato a seguito della dominazione spagnola nel Mezzogiorno? Ovvero condiviso?
    Sempre più si avverte l’esigenza di un atlante linguistico aggiornato.

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