Alessandro Tommaso Arcudi di Galatina, il wikipediano ante litteram …

di Armando Polito

Le precedenti immagini sono tratte da http://www.unigalatina.it/attachments/article/687/Alessandro%20Tommaso%20Arcudi.jpg; per saperne di più su questi ritratti invito il lettore a prendere visione al link segnalato di un interessantissimo post a firma di Luigi Galante con nota di lettura di Giancarlo Vallone.

 

Non è raro incontrare in Wikipedia nelle schede relative ai toponimi una sezione apposita in cui sono elencati con i loro dati essenziali i personaggi famosi che hanno onorato un luogo con la loro nascita o coni rapporti con esso intercorsi. Il wikipediano del titolo è da intendersi con riferimento non all’utente ma al collaboratore.

Se la tecnologia digitale e la relativa cultura  fossero esistite qualche secolo fa, Tommaso Alessandro Arcudi  sarebbe stato un ottimo compilatore della scheda relativa a Galatina (allora si chiamava S. Pietro in Galatina), dov’era nato nel 1665. E, tra l’altro, gli sarebbe bastato sintetizzare quanto aveva registrato in Galatina letterata uscita per i tipi di Giovan Battista Celle a Genova nel 1709. Di seguito il frontespizio tratto da  http://digital.onb.ac.at/OnbViewer/viewer.faces?doc=ABO_%2BZ204638008, dove l’opera è integralmente leggibile.

 

Immediata simpatia ha suscitato, almeno in me, quell’Autore dell’Anatomia de gl’Ipocriti sotto nome anagrammatico di Candido Malasorte Ussaro. La prima parte del titolo può sembrare un abile espediente pubblicitario (simile all’attuale reduce da una trionfale tournée in America) della sua precedente pubblicazione (Anatomia degl’Ipocriti Opera utilissima a’ predicatori evangelici; illustrata con varie, e peregrine interpretazioni di Sacri Testi à confusione dell’Ipocrisia d’Oggidì uscita per i tipi di Girolamo Albrizzi  a Venezia  nel  1699).


Il lettore noterà che anche in questo secondo frontespizio è ripetuta la seconda parte del titolo del primo, in cui compare solo l’anagramma. Non credo che l’assenza del vero nome qui sia legato a timore di rappresaglie1, anche perché la presenza nella pubblicazione del 1709 del nome vero e del suo anagramma ribadisce, secondo me, la fedeltà al suo coraggioso pensiero. Non credo nemmeno che lo stesso anagramma faccia soltanto parte di quel gioco di parola così caro agli accademici ed al gusto in generale del periodo barocco2 e spiego perché. Alessandro Tommaso Arcudi anagrammato può dare anche, tra i più allusivi,  narrami modulo scassa dote o narrami de modulo scassato o modulo scosta da sè marrani. Alessandro, invece, ne scelse uno in cui Candido è interpretabile nello stesso tempo come nome proprio e come aggettivo e Malasorte come cognome, insieme allusivi alla punizione di un puro. Ussaro, infine, mi ha giocato un brutto scherzo. In un primo momento,infatti, mi era parso che avesse la la stessa funzione che il cognomen aveva nei tria nomina dei Romani, per lo più legato ad una caratteristica fisica o morale; e qui, visto che gli ussari erano soldati appartenenti a speciali reparti di cavalleria leggera, in un primo momento avevo pensato che  Ussaro sostanzialmente fosse sinonimo di soldato  speciale. Insomma, un anagramma, se volete, un po’ presuntuoso (ma l’autoironia riscatta anche la presunzione, reale o … presunta) ma non certo millantatore. A smentire la mia interpretazione iniziale, poi, anche se la funzione di cognomen rimane, e a riprova che la fantasia in qualsiasi indagine è indispensabile ma pericolosissima quando un’ipotesi non trova conforto in nessun dato che abbia  la valenza, se non di prova, almeno di indizio, sono intervenute le stesse parole dell’Arcudi che  nella sua opera polemica così giustifica la sua scelta:  L’ipocrisia opera sempre dietro una maschera, ed io la combatterò mascherandomi anch’io; contro gl’ipocriti sarò tutto “Candido”, esponendomi di conseguenza ad ogni “Malasorte”, onde mi occorre la pazienza di un “Ussaro”, quella di Giobbe cioè, che fuit de terra Hus (Giob., I, 1: “Vir erat in terra Hus, nomine Job, et erat vir ille simplex, et rectus ac timens Deum”3). Così la mia ipotesi dell’impeto cavalleresco è miseramente annegata nel concetto di pazienza messo in campo dallo stesso autore.

Chi ha interesse a conoscere i personaggi presentati in Galatina letterata non ha che da leggere il libro o, in caso di ricerca selettiva, consultare i due indici alfabetici. Va da sé che la consultazione dell’opera è fondamentale per chiunque abbia intenzione di avere lo spaccato letterario di Galatina fino ai tempi dell’autore o semplicemente di aggiornare la scheda virtuale che l’Arcudi stilò molto prima dell’avvento della realtà virtuale …

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1 Esse pure ci furono, tant’è che a causa di questo pamphlet contro i Gesuiti  (sul cui conto  l’autore nella parte introduttiva  così si esprimeva: Ho molto abominato quelle persone, e massime ecclesiastiche e regolari, che dovendo secondo il debito dell’ufficio sepelirsi nella ritiratezza dell’operazioni e de’ studi, consumano scioperatamente il tempo nelle sessioni delle botteghe e delle porte, ne’ circoli de’ cortili, ne’ passeggi delle piazze, nelle visite di feminelle, lacerando l’altrui fama, e la propria anima contaminando), i superiori lo “esiliarono” nel convento di Andrano dove rimase fino alla morte.

2 In questo l’Arcudi va considerato un vero specialista. Infatti nella Galleria di Minerva (una sorta di miscellanea di novità editoriali) edita da Girolamo Albrizi a Venezia) del 1696 fu pubblicato un saggio dal titolo Miniera dell’argutezze scoperta dal signor Silvio Arcudi, ed illustrata dal Padre Alessandro Tomaso Arcudi sui Pronipote, de’ Predicatori (pp. 297-306). Se è impossibile individuare quanto è di Silvio e quanto di Alessandro, è certo che l’illustrazione è degna della miniera, come può controllare chi lo voglia all’indirizzo  http://digital.onb.ac.at/OnbViewer/viewer.faces?doc=ABO_%2BZ164590208. A p. 396, in coda alla Miniera …, lo stesso editore dava notizia che era in fase di stampa l’Anatomia degli ipocriti e ne forniva una sorta di recensione anticipata.

3 Nella terra di Hus vi era un uomo, di nome Giobbe, e quell’uomo era semplice e retto e timoroso di Dio.

5 Commenti a Alessandro Tommaso Arcudi di Galatina, il wikipediano ante litteram …

  1. UNA DOMANDA relativa alla pazienza di un “Ussaro”.

    NELLA TERRA DI HUS – VI ERA UN UOMO DI NOME GIOBBE …. Non è possibile che ci sia stato anche e proprio UN UOMO DI NOME HUS, JAN HUS (https://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Hus)?!

    AD OGNI MODO, AL WIKIPEDIANO ante litteram E al wikipediano POST LITTERAM, UN OMAGGIO!!!

    Federico La Sala

    • Probabilmente una coincidenza, alla quale avevo già pensato, liquidandola, appunto, come tale, dopo aver considerato che la citazione precisa e non allusiva del passo biblico (saremmo costretti a dare a “terra” il significato metaforico di “territorio ideologico”) fatta dallo stesso autore a parer mio ridimensionava drasticamente la possibilità di una sorta di “gioco di riferimento” che, pure, sarebbe stato nelle sue corde ed in coerenza con la personalità di Jan Hus. Ti ringrazio perché la tua lettura come sempre attenta, competente e profonda mi ha consentito di motivare, relativamente a questo dettaglio, un parere che, per quanto può valere, altrimenti sarebbe rimasto inespresso.

  2. ******** COME l’ussaro CANDIDO MALASORTE soccorso dalla SAPIENZA-PAZIENZA di GIOBBE, diventa ALESSANDRO TOMMASO ARCUDI ********

    A RICORDARE quanto siano importanti i “CRUCIVERBA” (rileggere la discussione avvenuta in merito, in coda all’art. : http://www.fondazioneterradotranto.it/2016/10/04/serpente-presente/) e a rendere – ripeto – omaggio “al wikipediano ante litteram e al wikipediano post litteram” (cfr.: “immediata simpatia” – sono amici per la pelle:!!!) , convinto che il richiamo all’USSARO non è affatto una COINCIDENZA, faccio “presente”, notare, che “il timore delle rappresaglie” contro chi osava denunciare gli IPOCRITI e addirittura a descrivere l’ANATOMIA era nell’ARIA DEL TEMPO!!!

    TENIAMO PRESENTE che l’opera è pubblicata – nel 1699 – NON nel Regno di NAPOLI (negli anni 1688-1692, c’è il processo contro gli “ateisti” e GIAMBATTISTA VICO, per evitare guai grossi, accetta di trasferirsi in LUCANIA, a Vatolla, ai margini della “grande selva”: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5634 ), ma a VENEZIA (a due passi dall’Austria e dalla Boemia di HUS, oltre che dall’Ungheria e dagli altri Paesi dell’Europa con la presenza degli USSARI).

    LA PUBBLICAZIONE DEL 1709, A GENOVA, CON IL NOME VERO E L’ANAGRAMMA ribadisce certissima-mente “la fedeltà al suo coraggioso pensiero”, ma dice anche quanto sia stata grande LA PAURA di incarnare davvero la figura di HUS, “CANDIDO MALASORTE USSARO”!!! E come si sia salvato grazie alla pazienza e alla sapienza di GIOBBE. E abbia poturto, FINALMENTE, dire NOME, COGNOME, e tutta la verità – GALATTICA-MENTE!!! Il tempo degli Ussari era finito!

    GALATTICA-MENTE: DALLA “MALASORTE”, NE è venuto fuori, BIANCO, LATTEO, CANDIDO, “POLITO”, E LO HA GRIDATO AL MONDO – ANZI ALLA INTERA “GALASSIA”!!!

    SONO ALESSANDRO TOMMASO ARCUDI, NATO A S. PIETRO IN GALATINA (non in GELATINA)!!! Tenetene conto per l’eternità: “CRUCI-VERBA!!!!

    Federico La Sala

  3. ************************ GALATINA-mente: UNA SOLLECITAZIONE ALLA FONDAZIONE ***************************

    MI AUGURO che quanto emerso all’interno del dialogo di riflessione e ricerca con il prof. Armando Polito possa essere una piccola positiva sollecitazione per la stessa FONDAZIONE Terra d’Otranto e, naturalmente, per le Istituzioni di San Pietro in GALATINA, per per riprendere la “pericolosa” opera sulla ANATOMIA DEGLI IPOCRITI di CANDIDO MALASORTE, vale a dire: ALESSANDRO TOMMASO ARCUDI, e ripubblicarla!!!

    CON LA SPERANZA che il lavoro venga affidato alle cure del prof. ARMANDO POLITO – ovviamente!!!

    Federico La Sala

    P:S:

    In tal senso, ho così segnalato la cosa via email – in data: 12-ott-2016 20.21 – al MUSEO CIVICO PIETRO CAVOTI (http://www.museocavoti.it/) della Città di Galatina:

    UN CONTRIBUTO DI APPROFONDIMENTO ALLA NOTA DI ARMANDO POLITO,

    Alessandro Tommaso Arcudi …: http://www.fondazioneterradotranto.it/2016/10/11/alessandro-tommaso-arcudi-galatina-wikipediano-ante-litteram/

    Federico La Sala

  4. ***** LA CORAGGIOSA SOLLECITAZIONE DI A. T. ARCUDI a … PAPA BERGOGLIO!!! ***** VOLTAiRE PAGINA, galatina-mente! ******

    AD ONORE DI ALESSANDRO TOMMASO ARCUDI (domenicano salentino che denunciava il comportamento dei gesuiti – “ieri”) E DI PAPA FRANCESCO (MARIO BERGOGLIO, gesuita argentino – oggi), la ripubblicazione dell’ANATOMIA DEGLI IPOCRITI potrebbe essere proprio una ottima occasione per riflettere – a tutti i livelli (laici e religiosi) – sulla storia non solo della Chiesa cattolico-romana di ieri, ma anche dell’intera società italiana (e non) di oggi, e VOLTARE PAGINA – definitivamente!

    VOLTAIRE. Così comincia la voce “ABATE”, nel suo “Dizionario filosofico” :

    «Dove andate, Signor abate?» ecc. (1). Vi rendete conto che abate significa padre? Se voi lo diverrete, renderete un servizio allo Stato; e senza dubbio compirete l’opera più alta che possa compiere un uomo: nascerà da voi un essere che pensa. C’è qualcosa di divino in quest’azione.

    Ma se siete il signor abate solo per il fatto che avete la chierica e portate un collarino e una mantellina, e ve ne state lì alla posta di qualche beneficio, il nome d’abate non lo meritate. […]

    (1) Accenno a una canzoncina dell’epoca in cui un abate cammina furtivamente al buio, correndo il rischio di rompersi il collo, “pou voir les demoiselles” (Voltaire, Dizionario filosofico, Bur, Milano 1979, p. 47).

    Federico La Sala

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