San Giuseppe da Copertino (2/2): due voli offensivi

di Armando Polito

Non sono certamente il più adatto, visto il mio atteggiamento nei confronti di tutte le religioni ampiamente e chiaramente emergente in parecchi miei precedenti contributi, ad affrontare questioni del genere, in cui sarebbe richiesta più che mai un’imparzialità non assoluta (non credo che esista su questa terra) ma appena appena abbozzata. Per questo lascio parlare due documenti quasi coevi limitandomi solo a tradurli e ad aggiungere qualche nota esplicativa e qualche riflessione a corroborare il mio giudizio conclusivo che lascio a quello ben più importante, sia o non sia consenziente col mio,  del lettore.

Il primo, dal titolo La colombe du bienheureux Joseph de Copertino, è a firma di Maxime Du Hoirs ed apparve nel 1900 alle pagine 396-401 del n. 13 (gennaio-giugno) del periodico parigino Le mois litteraire et pittoresque, integralmente leggibile e scaricabile  all’indirizzo http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5775665k/f7.image.r=copertino.langEN, da cui ho tratto il frontespizio e le pagine di seguito riprodotti. Per poter collocare la mia traduzione a fronte e, dunque, consentire al lettore che ne abbia interesse, il confronto con l’originale disposto su due colonne per pagina sono stato costretto a riportare quest’ultimo ritagliandolo colonna per colonna (consiglio, comunque, per un’agevole lettura di scegliere nelle opzioni del browser una dimensione dei caratteri almeno del 150%).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il secondo documento è tratto dal n. 9280 del 19 settembre 1902 (anno 25°) del periodico parigino La Lanterne, integralmente leggibile all’indirizzo http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k7510505p.r=copertino.langFR, da cui ho tratto ed adattato le immagini del testo originale che seguono.

 

È giunto il tempo di giustificare il due voli offensivi del titolo. Lo scetticismo di fronte a certi fenomeni può anche essere espresso con ironia o, addirittura, sarcasmo, ma ci dev’essere sempre un limite nella critica delle altrui convinzioni che non può essere varcato, anche perché così facendo le parti in conflitto rifiuteranno ogni dialogo e resteranno arroccate l’una nel fortino della cosiddetta ragione, l’altra della cosiddetta fede; e l’aprioristica rivendicazione della propria superiorità, anche morale, slitta facilmente, come si continua a vedere, nella pretesa di esportazione armata della cosiddetta democrazia cui l’interlocutore (si fa per dire …) contrappone quello che può, cioè il terrore …

Per questo non condivido il taglio del pezzo del quotidiano parigino, nonostante io sia un dissacratore di professione. Non rende un buon servizio, però, a parer mio, nemmeno il primo pezzo per i motivi che sto per dire. Se la finzione è un ingrediente fondamentale del romanzo storico diventa, però, un elemento pericolosissimo per chi lo scambia per fonte autentica; il pericolo  è ancora maggiore se ad essere coinvolto è un santo perché già nelle agiografie ufficiali è difficile distinguere l’invenzione dal documentato e, in ultima analisi, ogni aggiunta o elaborazione arbitraria in un circolo vizioso offrirà contemporaneamente il destro agli scettici ed ai fideisti per arroccarsi ancor più ostinatamente sulle loro posizioni. Insomma, secondo me, Maxime Du Hoirs al pari dell’anonimo articolista ha offeso una memoria, soprattutto nel tratto finale, quando ha la spudoratezza, pur consapevole dell’imbroglio di cui è stato autore, di chiedere la preghiera del santo per il lettore e per sé.

Per la prima parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/09/17/san-giuseppe-da-copertino-12-san-giuseppe-e-dante/    

________________

1 Dipinto attribuito a Giuseppe Cades (1750-1799), custodito nell’Ospedale di Fabriano (immagine tratta da http://www.beniculturali.marche.it/Ricerca.aspx?ids=9675):

 

Domenico Bernino, Vita del venerabile padre Frate Giuseppe da Copertino, Recurti, Venezia, 1726, pp. 30-31:

2 L’incontro con il demonio così è descritto da Giuseppe Ignazio Montanari, Vita e miracoli da San Giuseppe da Copertino, Tipografia Paccasassi , Fermo, 1851, pp. 251-252:

 

 

3 Commenti a San Giuseppe da Copertino (2/2): due voli offensivi

  1. SAN GIUSEPPE DA COPERTINO, DUE VOLI OFFENSIVI, E LA COLOMBA DI KANT

    A OMAGGIO DEL PROF. POLITO, E DI QUESTO SUO BRILLANTISSIMO LAVORO SUI “DUE VOLI OFFENSIVI” DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO ( http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/09/19/san-giuseppe-da-copertino-22-due-voli-offensivi/) E SUL SUO EQUILIBRIO CRITICO DI SPIRITO “PROF-ETICO DOTATO”, sul tema dei voli di san Giuseppe, della passera e della colomba, mi sia lecito citare qui un passaggio famoso dalla “Critica della Ragion Pura” di Immanuel Kant:

    “La colomba leggiera, mentre nel libero volo fende l’aria di cui sente la resistenza, potrebbe immaginare che le riuscirebbe assai meglio volare nello spazio vuoto di aria. Ed appunto così Platone abbandonò il mondo sensibile, poiché esso pone troppo angusti limiti all’intelletto; e si lanciò sulle ali delle idee al di là di esso, nello spazio vuoto dell’intelletto puro. Egli non si accorse che non guadagnava strada, malgrado i suoi sforzi; giacché non aveva, per così dire, nessun appoggio, sul quale potesse sostenersi e a cui potesse applicare le sue forze per muovere l’intelletto.
    Ma è un consueto destino della ragione umana nella speculazione allestire più presto che sia possibile il suo edifizio, e solo alla fine cercare se gli sia stato gettato un buon fondamento. Se non che, poi si cercano abbellimenti esterni di ogni specie per confortarci sulla sua saldezza, o anche per evitare del tutto tale tardiva e pericolosa verifica” (Immanuel Kant, Critica della ragion pura, Laterza, Roma-Bari 2000, p. 38).

    E, SUL FILO DI QUESTO CONTRIBUTO DEL PROF. ARMANDO POLITO, invitare a riflettere (di nuovo e ancora) sulla “domanda eterna: che cosa significa educare?” di Pierpaolo Tarsi(cfr.: http://www.fondazioneterradotranto.it/2017/09/10/domanda-eterna-cosa-significa-educare/).

    Mi auguro che il prezioso lavoro fatto dal prof. Polito possa volare lontano, ed essere letto e discusso da studenti e professori – in tutte le scuole, non solo del Salento!!!

    Federico La Sala

  2. San Giuseppe da Copertino, il mistico finito sotto accusa per i suoi voli *

    Si definiva “fratel Asino”, fu cacciato la prima volta dal convento e passò con molta fatica gli esami per diventare sacerdote. Nonostante questo il suo culto è diffuso in tutto il mondo. È patrono di aviatori e degli studenti in difficoltà. A lui è legata la città di Cupertino, in California, capitale della Silicon Valley. Le sue levitazioni mistiche gli valsero le accuse da parte dell’Inquisizione di abuso della credulità popolare

    È patrono degli aviatori ma anche degli studenti …

    Leggi qui l’articolo:
    * Famiglia Cristiana, 18/09/2017 (cfr. http://www.famigliacristiana.it/articolo/san-giuseppe-da-copertino-il-mistico-finito-sotto-accusa-per-i-suoi-voli.aspx)

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