La festa estiva 2014 della Madonna di Castro Marina

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 di Rocco Boccadamo

 

Nel rispetto di una tradizione fortemente consolidata, anche quest’anno, il 12 d’agosto, hanno avuto luogo le celebrazioni religiose e civili in onore della nostra amata e venerata Madonna del Rosario di Pompei.

Festeggiamenti, incentrati, com’è noto, nel trasferimento in processione del simulacro della Vergine dal Santuario al porto e, dopo la celebrazione dell’Eucarestia sul relativo piazzale, nell’uscita in mare, breve pellegrinaggio simbolico, insieme con un nutrito corteo di natanti, lungo il tratto di costa delimitante i confini territoriali di Castro.

Qui, invero, il rito d’insieme va ben al di là degli aspetti esteriori e meramente materiali tipici d’una festa del genere, essendo, soprattutto, sentito nell’animo degli abitanti e rappresentando, a ogni ripetersi, una vera e propria pietra miliare di fede e devozione. Ciò, a testimonianza del forte e intenso legame fra la Madre di Dio Vergine del Rosario benedetto e la gente del posto, con abbraccio, anche, del lavoro e delle attività ruotanti sul mare e intorno al mare.

La manifestazione, programmata da sempre durante la stagione estiva, è, dunque, attesa dalla comunità locale in maniera particolare, ma è partecipata e vissuta anche dai turisti e visitatori e da moltitudini d’affezionati che convergono a Castro dai paese vicini.

Pure l’autore di queste note “sente”, con intima e spontanea naturalezza, l’avvenimento, la festa della “Madonna mmenzu mmare” forma per lui un tutt’uno con il periodo estivo e con l’arrivo dei nipotini che, trascorrendo nel Salento almeno una parte delle loro vacanze, gli arrecano ventate di gioiosa, affettuosa e insostituibile compagnia.

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Il corrente 2014, in più, ha segnato per lui un ulteriore speciale tassello nel legame interiore con la Madre Santissima, coincidendo con un anniversario, anzi traguardo, importante, certamente non comune se non unico, che ha visto l’intera famiglia riunirsi nel Santuario, ai piedi della statua della Vergine: com’era avvenuto il 18 aprile 1964, così è stato il 20 aprile 2014, ricorrenza, quest’anno, della Pasqua di Resurrezione.

Memore dell’anzidetto lontano 18 aprile, con un giovanissimo in attesa della sposa, a metà mattinata, sotto le scale che conducono all’interno del Santuario, allo stesso modo, lo scorso 12 agosto, il ragazzo di ieri ha scelto di passare dalla suggestiva chiesetta, per un pensiero in anteprima alla Protettrice: ed è stato assai bello trovare ogni cosa a puntino, fiori semplici e aggraziati nelle aiole fuori e, all’interno, il luminoso baldacchino reggente la statua della Madonna.

Pressoché nessuno intorno, solo un abitante doc di Castro, Nino mulese, avvicinato da un compaesano che gli faceva notare la bellissima “biancata” (mare calmissimo) di quel mattino, con la contemporanea, scontata, osservazione di Nino “lascia stare, guarda che è da giorni che non si prende (pesca) niente”.

Nel pomeriggio, all’avvio della processione con la Madonna  in direzione porto, c’è stato il passaggio da piazza Cristoforo Colombo, in zona Grotta Del Conte, una scelta che, personalmente, ho molto apprezzato e considerato carica di significato denso e profondo, di un genere, purtroppo, assai raro negli attuali tempi: la Madre di tutti si è mossa, Lei, per approssimarsi alla Casa di riposo “S. Giuseppe”, in fondo una speciale Chiesa domestica, ospitante persone anziane, nella maggior parte non autosufficienti o costrette a letto.

Solenne, al solito, la successiva Santa Messa nell’area portuale e ricca di spunti l’omelia del Vescovo celebrante, cerimonia partecipata da moltissimi fedeli.

A seguire, il sempre affascinante corteo in mare, con il simulacro della Vergine ospitato a bordo della motobarca “S. Rocco”, nell’occasione arricchita di luci e di fiori.

A proposito della processione in parola, vengono alla mente di chi scrive le modalità delle uscite risalenti a sessanta – sessantacinque anni fa, quando le barche di Castro erano tutte rigorosamente a remi, senza motori o altri mezzi di propulsione o movimento, e però di gran lunga più numerose delle attuali. Giacché, all’epoca, la larghissima prevalenza dei residenti era fatta di pescatori, si sosteneva con la fatica in mare.

Rammenta, ancora, l’autore delle presenti righe, la sua primissima uscita al seguito della processione, datata 29 agosto 1947, giorno in cui veniva alla luce sua sorella Teresa, la quale, non a caso, porta il secondo nome di Pompea. E, negli anni successivi, le sistematiche analoghe “navigazioni” su battelli di pescatori castrioti, per accompagnare la Madonna nel tratto dalla Grotta Zinzulusa sino all’insenatura Acquaviva.

Con riferimento più o meno a tali lontane stagioni, è casualmente venuta fuori una fotografia di lavoratori del mare, accanto a un gozzo a remi con reti da pesca a bordo e, seduta accanto sullo scalo, un’anziana donna con abito nero e fazzolettone di eguale colore in testa, intenta a rammendare, appunto, le reti;  vi sono raffigurati volti tuttora noti e ricordati in paese, ovviamente dalle persone di una certa età, ossia a dire Peppino Ciriolo e i fratelli Gino e Gabriele Capraro soprannominati schirosi.

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Anche in occasione della festa testé svoltasi, una volta che il corteo di barche ha fatto rientro nella rada e prima del ritorno della Madonna nel suo Santuario, c’è stato lo sparo di bellissimi, entusiasmanti e affascinanti fuochi pirotecnici, per il godimento di svariate migliaia di persone, con gli occhi verso l’alto sulla volta blu, oppure sulla distesa d’acqua ad ammirare gli ammalianti giochi di luccichii che vi si susseguivano.

In parallelo, uno spettacolo silenzioso d’impronta maggiormente tradizionale e però parimenti accattivante è stato, a mio avviso, il lancio di una lunga sequenza di palloni aerostatici, che apparivano nel momento dell’iniziale, e gradualmente vie più celere, ascesa dalla punta di Pizzo Mucurune o da qualche terreno o abitazione nei paraggi.

Ecco,  fuochi d’artificio coloratissimi, moderni con effetti anche sull’acqua e palloni fatti di materiale cartaceo, con, alla base, una fiammella o lucina, un indovinato e indicativo binomio fra passato e  presente, o viceversa che dir si voglia, a testimonianza che, nonostante le grandi differenze e le novità che s’inanellano di pari passo con lo scorrere del tempo, le stagioni della vita dei singoli e quelle sociali in genere possono egualmente conservare  punti di riferimento e di continuità in comune.

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Al termine di queste osservazioni e riflessioni, mi piace sottolineare il transito della statua della nostra Madonna del Rosario accanto alla scala o rampa Italia, appena riaperta al pubblico, che, come si sa, conduce direttamente dalla “piazzetta” al Santuario, nonché lungo l’intero fronte del medesimo cuore della Marina, ricostruito dopo il crollo del 31 gennaio 2009.

 

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