Riflessioni sull’etimologia di Arneo

E SE L’ACQUA, QUESTA VOLTA, NON C’ENTRA?

Riflessioni sull’etimologia di Arneo.

 

 di Armando Polito

 

La prima attestazione del toponimo (tenimentum Dernei) risale al 1092 ed era contenuta in una pergamena dell’archivio della curia vescovile di Nardò, pergamena oggi perduta, di cui nello stesso archivio resta il transunto cinquentesco. Fortunatamente quella originale era stata pubblicata prima da F. Ughelli1 e  successivamente   da   G. Guerrieri2.    

La seconda attestazione è del 11043: Item ecclesiam Sancti Nicolai de Verneo…(Parimenti la chiesa di san Nicola di Arneo).

La terza risale al 13764: …item massariam unam sitam in Derneo, in loco nominato Sancta Maria de le Campure  cum  dicta ecclesia   cum  gripta…(…parimenti una masseria sita  in Derneo in località chiamata Santa Maria delle Campore, con la detta chiesa con una cripta…).

La quarta testimonianza è del 13835: …totam peciam unam  terre cum piscina que dicitur de la Lama, sitam  in  feudo regio Neritoni, in loco nominato Derneum, in loco qui dicitur de le Campure, iuxta viam publicam, qua itur ad casale Lucugniani exparte orientis…(…un appezzamento intero di terra con cisterna, che è chiamato la Lama, sito nel feudo regio di Nardò, in località chiamata Derneo, in un posto che è chiamato le Campore, confinante con la via pubblica…).

La quinta risale al 14276: …item in tenimento Dernei massariam unam…(…parimenti sotto la giurisdizione di Derneo una masseria…).

La sesta è del 14437: …item asseruerunt et testificati sunt dicti inventatores limites seu fines et confinia dicti casalis procedere modo subscripto, videlicet incipiendo  a partibus in quibus sunt furche de novo constructe in tenimento Neritoni, iuxta territorium prelibati casalis, que sunt posite iuxta viam carraliciam, per quam itur Neritono Derneum, iuxta pheudum nominatum de Fango…(…parimenti asserirono e testimoniarono i citati addetti all’inventario che i limiti o territori e confini del detto casale procedono così, cioè cominciando dalle parti in cui ci sono i patiboli da poco costruiti sotto la giurisdizione di Nardò, presso il territorio del casale precedentemente citato8, che sono posti presso la via carreggiabile per la quale si va da Nardò a Derneo, confinante con il feudo chiamato Fango…).

La prima attestazione del toponimo nella forma Arnèo risale al 15009: …item in loco de Arneo, in loco nominato Sancto Antonio Campanello…(…parimenti in località Arneo, in un posto chiamato Sant’Antonio Campanello…).

Come è facile constatare, l’ultima testimonianza, a differenza delle precedenti, risulta formulata in una lingua ibrida tra latino e volgare; a mio parere Arnèo nasce da Dernèo per errata discrezione di D– intesa come componente della preposizione con valore denominativo de [*de Rneo, o, più probabilmente *d’Ernèo10 e  successiva regolarizzazione per motivi fonici (de Arnèo)].

Per quanto riguarda, poi, l’etimologia di Dernèo (più   facile sarebbe, come è stato fatto, formulare ipotesi  per  Arneo11, ma  credo di aver documentato con  ragionevole certezza che non è la forma di partenza mi sento di fare solo le seguenti osservazioni chiuse da un interrogativo di impotenza: l’accentazione di quello che sembra essere un suffisso potrebbe autorizzare a supporre una formazione analoga a quella dell’aggettivo italiano romèo (in epoca medievale, chi si recava pellegrino in Terra Santa o, in epoca più tarda, a Roma; estensivamente: pellegrino; attualmente: di strada percorsa dai pellegrini che si recano a Roma), che è dal latino tardo Romèu(m)=romano, a sua volta dal greco Romàios=romano; perciò, per Dernèo la trafila sarebbe: *Dernàios>Dernèus. Il problema, però, è che la base di partenza per Romàios è Rome=Roma; quale sarebbe quella di *Dernàios?   

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1 Italia Sacra, Coleti, Venezia, I, X, 1722, col. 291.

2 Archivi della storia d’Italia, Cappelli, Rocca S. Casciano, 1897-1915, vol. II, pg. 17.

3 Michela Pastore, Le pergamene della Curia e del Capitolo di Nardò, Centro di studi salentini, Lecce, 1964, pg. 38. La pergamena ora è mutila proprio della parte in cui compariva il nostro toponimo e la Pastore si limita a riportare la trascrizione che ne fece l’Ughelli (op. cit.) col. 294, definendola “in linea di massima attendibile”. Tutto ciò, insieme con i tutt’altro che infrequenti errori di lettura dell’Ughelli (o dei suoi informatori) riscontrabili nell’opera relativamente ad altri documenti rende quanto meno incerta l’effettiva esistenza di Verneo. 

4 Angela Frascadore, Le pergamene del monastero di S. Chiara di Nardò (1292-1508), Società di storia patria per la Puglia, Bari, 1981, pagg. 47-48.

5 Angela Frascadore, op. cit. pag. 57.

6 Angela Frascadore, op. cit. pag. 86.

7 Angela Frascadore, op. cit. pag. 120.

8 È quello di Ignano, citato in una parte precedente del documento, qui non riportata.  

9 Centonze-De Lorenzis-Caputo, Visite pastorali in diocesi di Nardò (1452-1501), Congedo editore, Galatina, 1988, pag. 205. Fino a questa data, come s’è visto, a parte l’unica eccezione (Verneo, per cui vedi quanto detto in nota 3) del 1104, la forma unica e costante è Derneo.  

10 Ne appare come un recupero la variante Erneo presente in uno strumento notarile del 1633 (Michela Pastore, op. cit. pg. 30) e nella visita pastorale di Giovanni Granafei del 1637.

11 Due sole citazioni:

Francesco Marra, Nardò. Origini e toponomastica, Tiemme, Manduria, 1989, pg. 65: La voce Arneo pure trae origine dagli idronimi mediterranei arna e arnissa col significato di acqua e ciò spiega il nome di una vasta località, appartenente in maggior parte al territorio del comune di Nardò, un tempo paludosa…Arneo fa parte anche del glossario greco con diversi significati, di cui uno onomastico o patronimico (ancora presente a Manduria nel cognome Arnò); potrebbe essere il nome di qualcuno che ebbe il possesso di quel territorio? Il Gemoll alla voce Arnàios dice che si chiamava Arneo un celebre pezzente di Itaca, citato pure da Omero, mentre arneiòs dal tema arn vuol dire di agnello, di pecora. Restiamo comunque d’accordo con la tesi di D. Novembre, che con altri autori ha confermato all’etimo arna il valore di idronimo mediterraneo. Infatti il territorio detto Arneo…fu un tempo, e fin quasi ai nostri giorni, così ricco di acque stagnanti, per cui si rese necessaria la creazione di un consorzio di Bonifica, detto appunto di Arneo, con sede in Nardò, per il risanamento del vasto comprensorio, che interessa alcuni comuni delle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto.

Gerhard Rohlfs, Toponomastica greca nel Salento, Museo Provinciale Francesco Ribezzo, Brindisi; ricerche e studi a cura dell’avv. Gabriele Marzano, Arti grafiche Nunzio Schena, Fasano di Puglia, 1970, pg. 6: Arnèo, zona litorale a nord di Nardò (in dialetto Arnò). Fa pensare all’antico nome di persona Arnàios.

Lungi da me, che non sono nessuno,  l’intenzione di mettere alla berlina due studiosi, di cui uno, addirittura, di fama mondiale, tanto più che, se si pensa che l’opera citata della Frascadore è uscita nel 1981, nulla si può rimproverare al Rohlfs, anche se qualcuno potrebbe pretendere dal Marra la conoscenza di un dato pubblicato otto anni prima. Tutto ciò dimostra, ove ce ne fosse bisogno, che nel campo dell’etimologia in genere e in quello della toponomastica in particolare bisogna procedere con estrema prudenza, anche se questo spesso costringe ad usare il condizionale (non a caso il Rohlfs, che pure, come ho detto, è totalmente incolpevole, dice fa pensare a, che corrisponde a potrebbe derivare da).

 

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