Lecce., La bella storia di Angela e Ranil

di Rocco Boccadamo

Anche se queste righe fotografano una vicenda reale e attuale, mette conto di precisare che, per ragioni di riservatezza, i nomi dei protagonisti non corrispondono agli effettivi dati anagrafici, ma sono frutto di fantasia.
Ho conosciuto Angela, diversi anni fa, in chiesa, assistendo alla messa in una piccola parrocchia, con un’altrettanto piccola comunità di fedeli, del centro storico di Lecce e sono rimasto colpito dalla sua figura eccezionale, tanto nell’aspetto esteriore, quanto con riferimento alla solidità e all’equilibrio dei valori e contenuti che, da subito, ho avvertito sprigionarsi dal suo profondo intimo.

Angela non ha la possibilità di condurre un’esistenza completamente normale, è una persona diversamente abile, la sua compagnia più prossima e fedele sta incorporata in una carrozzella. Eppure, ella si propone come giovane donna piena d’interessi, di conoscenze e di desideri e soprattutto, anche se ciò potrebbe sembrare un paradosso, sprizzante una grossa carica di vitalità: basta soffermarsi sul suo sguardo, sugli occhi che emanano fasci di luce folgoranti e coinvolgenti.
Una domenica, Angela è riapparsa in chiesa non più sola col suo piccolo veicolo di movimento, ma insieme con un simpatico giovane dai tratti tipicamente asiatici. Accanto alla mia amica, era giunta una seconda ed utile compagnia.
E’ passato del tempo, forse due o tre anni, dall’inizio della frequentazione quotidiana, anzi diuturna, fra Angela e Ranil; pian piano, verosimilmente attraverso la prossimità, la collaborazione e la condivisione dei momenti e delle azioni in ogni senso, il sodalizio tra la donna e l’uomo si è cementato, sino allo stadio di complicità intima, di attrazione sublime e fisica.
Tanto è che, ad un certo punto, i due si sono determinati a compiere un passo significativo ed importante, sono diventati marito e moglie. Produce un effetto assai intenso vedere, ora, la fede all’anulare di Ranil e ancor più intravedere il gemello anello nuziale di Angela, il minuscolo cerchio d’oro che cinge il virgulto maggiormente rigoglioso e ricco di linfa della sua interiorità.

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