Cosa bisogna sapere e come coltivare la rapacaula (Brassica rapa sylvestris)

Il Paesaggio del gusto del Salento: la rapacaula (Brassica rapa sylvestris)

di Antonio Bruno

Se da Lecce prendete la strada per Galatina e dopo aver percorso la deviazione per Soleto al secondo rondò (quello con la stazione di servizio del Metano) arriverete alla fine sulla strada per Collepasso. Dopo il rondò dell’incrocio con Cutrofiano ed Aradeo su quella strada di quella che fu la Villa Speziali che si dice sia stata realizzata dal Porcinai c’è una gran vendita di verdure. Sono coltivate sui terreni profondi che stanno a sinistra e a destra della strada e vendute da ognuno dei coltivatori.

Sono tutte verdure freschissime e gustose. Oggi mi soffermerò sulla rapacaula del Salento che viene detta a Bari “Cima di rapa” mentre a Napoli “friarielli”.

Il Paesaggio del gusto del Salento

Ci sono dei luoghi che diventano colori, sapori, luce e aria frizzante che penetra nelle narici. Queste donne e uomini del Salento leccese che lavorano la terra sulla strada per Collepasso hanno costruito un paesaggio, un luogo da attraversare con la meraviglia che si riserva a una visita programmata di un bel viaggio. Per lavoro ogni giorno dalla mia amata San Cesario di Lecce devo recarmi all’adorata Ugento e preferisco questo tragitto a quello più veloce della strada per Gallipoli. Perché lo preferisco? Per questa meravigliosa strada, per questo vero e proprio Paesaggio del gusto che consiglio a tutti. Un vero e proprio “Circuito corto del Contadino” che ti fa acquistare li, direttamente da lui, quelle verdure che caratterizzano il Paesaggio del gusto del Salento. Un paradigma da imitare! Lo dico ai mie concittadini di San Cesario di Lecce ai tanti che di lavoro fanno i contadini ma che non fanno quello che ho descritto, prendono le verdure e le caricano su un camion, lo portano via, al mercato, senza che quella fantasia di delizie sia gustata e osservata dai mie compaesani che potrebbero sviluppare un Paesaggio a soli 5 chilometri dalla meravigliosa Lecce e che potrebbero richiamare proprio dalla Città acquirenti interessati al prodotto locale.

La rapacaula della strada Galatina – Collepasso

La rapa (Brassica rapa sylvestris) si puo seminare direttamente sul terreno anche se ormai, quasi tutti, acquistano o producono “lu chiantime” ovvero le piantine che poi si trapiantano sia in estate che all’inizio dell’autunno, in file distanti 30 cm e a 30 cm di intervallo sulla fila.

E che cosa succede a questa piantina dopo qualche giorno? In una prima fase vegetativa ecco che emette una rosetta basale di foglie. Poi pian piano che passa il tempo che , come vedremo è diverso a seconda dell’ecotipo, finalmente si arriva al momento della riproduzione! E’ proprio in questo momento che la pianta di rapacaula (Brassica rapa sylvestris) del Salento sviluppa degli steli che nella parte terminale hanno quelle infiorescenze tenere e carnose che solo a scriverne già mi viene l’acquolina in bocca mmmmmmm!

La rapacaula può fiorire dopo 80 giorni oppure anche dopo 200 giorni.

Il tempo che passa dalla semina alla fioritura della rapacaula è diverso a seconda dell’ecotipo.

Gli ecotipi di rapacaula precoci impiegano 80 giorni dalla semina alla fioritura (es. Quarantina) quelle più tardive 190-200 giorni. Naturalmente l’altezza della pianta è proporzionale alla lunghezza del ciclo di crescita infatti le popolazioni precoci sono di taglia bassa (50-60 cm) quelle tardive primaverili più alte ( 110 cm). Quindi si sono seminate dallo scorso fine agosto – inizio settembre e si sta continuando a seminare anche in questo mese di novembre ottenendo una raccolta scalare da fine ottobre continuando per tutto l’inverno sino a giungere alla prossima primavera. L’unica raccomandazione è che bisogna raccogliere le rapacaule prima che i fiori si aprano!

Semina della rapacaula

Se avete dei contenitori riempiteli con terriccio da semina, oppure acquistate quello da giardino e miscelatelo con il 50% di terriccio normale. Prendete un pezzo di canna e con questa fate un foro profondo cinque millimetri in ogni contenitore. Adesso prendete un pizzico di semi, attenti perchè i semi della rapacaula sono piccolissimi, e metteteli nel buco che avete fatto. A questo punto chiudete il buco con dentro i semi con un po’ di terriccio fine e innaffiate delicatamente, vi consiglierei di utilizzare uno spruzzatore. Aspettate che nascano le piantine e fatele crescere sino a circa 4 centimetri. A questo punto osservate quale delle quattro piantine che sono germogliate è la più debole e toglietela. Dopo una settimana tornate e andate a guardare quale delle tre piantine rimaste è più debole e togliete anche questa. Infine dopo un’altra settimana (sono passati 14 giorni dalla prima volta) tra le due piantine rimaste lasciate la più robusta ed eliminate quella più debole! Dopo altre due settimane (dopo 30 giorni dalla semina) le piantine saranno pronte per il trapianto.

Trapianto della rapacaula

Prima ripulite il pezzo di terreno che volete destinare alle rapacaule e concimatelo con del concime organico. Con una vanga interrate il concime meglio se compost detto anche terricciato o composta, è il risultato della decomposizione e dell’umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione che vi suggerisco di ottenere direttamente dalla compostiera in casa e letame pellettato che poi è pellet omogeneo di forma cilindrica con diametro medio e lunghezza media che potete acquistare.

Formazione dell’aiuola di rapacaule

Con un rastrello formate un’aiuola e i cui canaletti saranno larghi 15 centimetri e serviranno per l’irrigazione a scorrimento. Disponete le piantine di rapacaula a 30 centimetri sulla fila e fate in modo che le file siano distanti 30 centimetri l’una dall’altra. Con un attrezzo idoneo che da noi si chiama “chiantaturu” praticate dei buchi sull’aiola e infilate le piantine di rapacaula più a fondo di quanto siano nel pane di terra fino a quasi arrivare alle prime foglie. Poi create intorno alla piantina una piccola depressione, fatelo pressando la terra, e con il solito spruzzino provvedete a fare un’annaffiatura localizzata per almeno 20 giorni, dopo di che potrete irrigare le rapacaule con lo scorrimento nelle canalette. Quindi annaffiate bene per permettere alla terra di aderire alle radici.

Buon lavoro e una volta che l’abbiate raccolte, buon appetito!

4 Commenti a Cosa bisogna sapere e come coltivare la rapacaula (Brassica rapa sylvestris)

  1. Complimenti all’autore dell’articolo! Faccio il copia-incolla per provare l’esperimento in terrazza delle piantine di rapacaule. Quasi quasi mi trasferisco in campagna e mi dedico alla coltivazione di ortaggi! La salute è assicurata: aria fresca, profumi, sapori e ogni ben di Dio. Il mio piatto preferito da ragazza era un piattone di rapecaule e friselle! Mmmhhhh!!!

  2. Provaci Antonio, finora non si ha notizia di movimenti razzisti verso la flora terrona ma solo verso la fauna.

  3. Uhmm… ccé suntu bone le rape ‘nfucate!
    La ‘nfocatura (sale abbondante che favorisce la fuoriuscita dalla stessa verdura di acqua e olio extravergine di oliva) consiste nell’assicurarsi che le rape nella pentola non abbiano spazio e possibilità di tornare in superficie: devono cioè appassire a fuoco lento, molto lento e sotto il peso del coperchio. Il misto di olio e acqua fa in modo che i brocculeddhri non soffriggano, ma sobbollano nel loro stesso liquido fino a quando non assumono un colorito giallognolo. Allora sono pronte per essere degustate in tutto il loro meraviglioso sapore.
    Salentinissimi saluti da Marino Miccoli (Monza)

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