Un’istantanea intrisa d’umanità

Vincent van Gogh – Ritratto di Patience Escalier, contadino (1888)

di Rocco Boccadamo

B., compaesano fra i settanta e i settantacinque, è vedovo ormai da lunga pezza.

Vive, da solo, nella vecchia, ancorché rammodernata, casa della “Rua” ,dove ebbe i natali (per inciso, a beneficio dei più giovani, merita di ricordare che una volta i parti non avvenivano in ospedale o in clinica, bensì nel “letto grande” domestico, con l’assistenza della levatrice e delle familiari e parenti di sesso femminile già mamme) e abitò a lungo insieme con i genitori e i numerosi fratelli e sorelle.

E’ solo, giacché l’unico figlio, per ragioni di lavoro, si è stabilito in una capitale estera e ritorna da queste parti esclusivamente in estate e in qualche altra sporadica occasione.

Indubbiamente, a B., memore della cospicua compagnia dei tempi andati e delle lunghe stagioni trascorse a fianco della consorte e del loro unigenito, deve pesare molto l’attuale solitudine, tanti e tanti pensieri e riflessioni gli suscita, di giorno e di notte.

E però, temprato alle difficoltà, talvolta finanche alla durezza, esistenziali, egli non si abbatte, non si lascia andare, snocciolando la rievocazione e alimentandosi dei ricordi lontani e vicini e sforzandosi di reagire con equilibrio e, per quanto possibile, serenità, una rotazione d’orologio dopo l’altra.

Stamani, mentre giravo in motoretta, ho colto B., riconoscendolo subito da tergo, nell’atto di procedere lentamente, in sella ad una vecchia bicicletta, forse della sua stessa anzianità, in direzione del locale camposanto, una mano appoggiata sul manubrio e la seconda reggente un piccolo vaso in plastica con una piantina verde fiorita.

Chiaramente, destinataria di quel viaggio e della semplice, carinissima attenzione era la moglie.

Sono sfilato oltre il compaesano ciclista speciale in assoluto silenzio, non senza, tuttavia, avvertire e immagazzinare, nel profondo, un intenso coinvolgimento.

2 Commenti a Un’istantanea intrisa d’umanità

  1. Patince Escalier Il ritratto del maestro eccentrico Vincent Van Gogh dipinto nell’agosto del 1888 ad Arles Olio su tela, 64x54cm visitabile al museo Norton Simon Museum di Pasadena in California, per un breve periodo è stato prestato al Frick Collection di New York . l’artista si considerava il pittore dei contadini, il quadro rappresenta il giardiniere custode nella vicina Camargue sembra un contadino Salentino i colori assolati di piena estate,il brillante cappello di paglia gialla evoca il sole cocente,lo sfondo blu vivido del cielo di mezzogiorno.
    Nel suo ultimo album “Museica” il nostro genio della musica Pop Caparezza Molfettese ha composto una canzone sull’Artista dal titolo “Mica Van Gogh”
    recita:Lui a piedi per i campi, lo stimola. Tu rinchiuso con i crampi sul tapis roulant.
    Tu sei pazzo, Mica Van Gogh
    i migliori saluti
    Ersilio Teifreto http://www.torinovoli.it

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