Tuglie tra fine 800 e inizi 900

CRISI ECONOMICA E AMPLIAMENTO DEL TERRITORIO

 

di Lucio Causo

 

Nel 1816 il Catasto aveva attribuito a Tuglie una superficie di207 ettari. Nella ripartizione territoriale di quel Catasto non si tenne conto delle condizioni di miseria in cui si trovavano i tugliesi, del numero delle persone che vivevano nei paesi vicini (Gallipoli, Neviano, Sannicola, Parabita, Alezio) e neanche dell’ importanza presente e futura dei vari Comuni.

Si tenne essenzialmente conto del domicilio dei proprietari del terreno, infatti, accadde che la masseria Aragona, vicinissima al paese, divenne parte di Gallipoli perché i proprietari erano domiciliati in quella città.

La zona nord di Tuglie era costituita da colline rocciose (Spalla, Cretazzi, Passaturi, Aiavecchia), le quali non erano adatte alla costruzione di strade, case e stabilimenti industriali. Le abbondanti piogge, a causa del pendio delle colline, avevano reso quelle zone inabitabili comportando così per parecchie volte il rifacimento delle strade vicinali. A sud dell’abitato, invece, vi era una vallata dove si depositavano le acque piovane che scendevano dalla collina rendendo così il terreno paludoso e provocando la diffusione della malaria che fece numerose vittime tra i contadini tugliesi. Ciò necessitava di una completa sistemazione territoriale attraverso il deviamento delle acque piovane a monte dell’ abitato, un sistema di fognature all’interno e la costruzione di depositi raccoglitori a valle.

La crisi economica in quel periodo si era ormai affermata, tanto che molti cittadini tugliesi furono indotti a ricercare nuove terre da coltivare oppure, come tanti altri italiani ridotti in povertà, ad emigrare in America.

I nostri emigranti partivano da Gallipoli per raggiungere via mare Napoli per poi imbarcarsi su grossi bastimenti insieme ad altri emigranti meridionali. Per evitare che la disoccupazione si diffondesse sempre di più, nacquero delle Cooperative di lavoro e Sindacati di contadini che proibivano l’importazione della manodopera per difendere quella locale; i risultati furono disastrosi perché nei Comuni di notevole estensione vi era manodopera, anche se non specializzata, invece i tugliesi, pur essendo esperti contadini rimasero senza occupazione per l’ insufficienza di territorio.

Molti furono i tentativi per fare in modo che la crisi non travolgesse l’intera popolazione di Tuglie massimizzando i punti di forza del paese, ma questo non fu possibile per i molti ostacoli che si presentarono. Le maggiori ricchezze del paese sono sempre state la produzione dell’olio, del vino e dell’alcool. Purtroppo, i più importanti stabilimenti erano situati nel territorio di Alezio e nel territorio di Parabita.  In seguito, con la crisi vinicola, molti agricoltori tugliesi trasformarono i vigneti in campi di tabacco e gli industriali fecero

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!