Lecce, l’ultimo impagliatore di sedie

 

di Rocco Boccadamo

 

Nell’odierna mattinata, la bici di seconda mano, ma non per questo meno efficiente, dell’osservatore di strada, ha una meta precisa e immodificabile, ovvero il cuore storico maggiormente nascosto della capitale del barocco.

Né l’itinerario subisce deviazioni a seguito del fugace abbacinamento dei sensi del velocipedista per opera di un’ammiccante e inequivocabilmente indicante reclame di biancheria intima femminile “Let it flow”.

Perciò, una decina di minuti di corsa leggera e le due ruote giungono a guadagnare la destinazione.

Ad esser precisi, la lavagnetta del programma contemplava la ricerca di una figura avanti con gli anni, stanziale della zona, con cui provare a ripercorrere sequenze di fatti, vicende, sensazioni ed emozioni, dentro le mura ideali di un

Un antico e inusuale lavoro artigianale: l’impagliatore di sedie

di Raimondo Rodia
Impagliatore di sedie, un lavoro artigianale non ancora scomparso, grazie a persone come Andrea De Filippi, che ancora oggi a Lecce con pazienza ed ottimismo, porta avanti questo antico mestiere artigiano.
Una volta il mestiere era diffuso in particolare ad Acquarica del Capo famosa per essere il paese degli “spurtari”, (costruttori di sporte o canestri di giunco). Infatti l’artigianato locale produce questi contenitori sfruttando la materia prima che cresceva nelle malsane paludi che circondavano il paese.
I giunchi, una volta raccolti, subiscono una bollitura e una zolfatura che danno elasticità e resistenza caratteristiche che sono indispensabili per la loro lavorazione. Questi eccezionali artigiani che intrecciano i giunchi di palude per farne degli oggetti di fattura straordinaria furono premiati all’esposizione internazionale di Vienna del 1873.
Ma raccontiamo con le parole di Andrea De Filippi il suo lavoro quotidiano. “Usando le tecniche e i più comuni materiali, riesco a restaurare sedie di ogni tipo, epoca e stile, sgabelli bassi e alti, poltroncine, sedie a dondolo di ogni tipo, dai modelli classici in legno in stile ed arte povera, a quelli contemporanei che hanno bisogno dell’ impagliatura a “ scacchi ” con cordoncino e a “ spicchi ” con erbe palustri e filati più recenti.
La professionalità acquisita trova le sue origini nella passione per le tessiture su sedie, che ha visto evolvere l’acquisizione delle varie tecniche attraverso dieci anni di attività continuativa. La mia specializzazione è l’impagliatura di Vienna, una tecnica difficile e bisognosa di tanta pazienza e bravura”.
L’intreccio di Vienna nasce nei primi dell’ottocento dal genio artistico e creativo di Michal Thonet (1796-1871), considerato il padre della tecnica di curvatura del legno. Il mito e la storia della Gebruder Thonet Vienna divenne un’icona del design europeo. Con la sua produzione Thonet si dimostra non solo un abile artigiano e geniale designer dell’epoca, ma un vero e proprio pioniere del moderno processo d’industrializzazione: alla fine dell’800 infatti, la sua azienda era in grado di produrre quattromila pezzi al giorno, realizzati da circa seimila addetti.
L’arte dell’intreccio del giunco è antica e veramente artigianale. Prima di iniziare la lavorazione, le cortecce di ulivo e gli sterpi di moro, dopo essere stati raccolti, vengono levigati ed ammorbiditi con prolungati bagni d’acqua. La lavorazione poi prosegue come fosse un ricamo e ne ripete i punti: a croce, a stella, a tessuto, a rete.
E’ tutto un gioco di simmetria e di equilibrio; la stella del fondo richiama quella del coperchio, la treccia del manico quella del bordo, i colori delle decorazioni viola, verdognolo e bluastro, riproducono motivi di certi antichi tessuti locali.
I prodotti tipici di tale lavorazione sono: cesti, panieri, contenitori, forme per la ricotta, borse e altri oggetti tradizionali.
L’arte dell’intreccio è una maestria che appartiene a pochi, realizzato oggi, dalle sapienti mani di pochi artigiani.

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!