Il punto sulla vicenda “Costa dei Cafari” a Nardò

di Gianni Ferraris

Come avevamo anticipato in altro articolo il progetto faraonico prevede una lottizazione selvaggia per la costruzione di circa 200.000 metri cubi di parallelepipedi in cemento nella zona a ridosso di Porto Selvaggio. Vediamo chi sono gli attori di questo dramma:

Sui 168.686 metri quadri di terreno 106.339 appartengono a due ditte napoletane:

La SOCITUR srl che ne detiene 74.156 e la ANTALE snc con 32.183.

Le due imprese hanno un capitale sociale complessivo di poco più di 15.000 euro, in particolare:

Nardò. Quel faraonico piano Càfari

di Gianni Ferraris

Cerchiamo di comprendere qualcosa in più sul faraonico piano Cafari. Si tratta della costruzione di un mega villaggio turistico in località “Cafari” ed adiacente al villaggio turistico “Torre Inserraglio”.

A chiederne autorizzazione sono due società con sede in Napoli.

Dei complessivi 608.719 metri quadri della lottizzazione dei comparti 78 e 79 (come definiti dal PRG di Nardò nella località denominata Cafari) le due società possiedono rispettivamente il 33.9% e il 23.9% che, come si evince, corrispondono al 57,8% del totale, il rimanente 42.2% è parcellizzato fra una miriade di piccoli proprietari. Cosa prevede il piano di cementificazione di un’area salentina adiacente a Porto Selvaggio che riporta alla mente Renata Fonte?

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