Giovan Battista Crispo, l’illustre gallipolino che, secondo Wikipedia, avrebbe trovato e salvato a Napoli l’Arcadia del Sannazzaro (2/2)

di Armando Polito

Per evitare di essere accusato, questa volta totalmente a ragione, di voler guadagnare tempo passo subito al dunque e lo faccio nel modo più stringato possibile. Chissà se l’impaziente lettore-personaggio della puntata precedente sarà da tempo salpato verso altri lidi perdendosi lo spettacolo (!) della tempesta che sta per scatenarsi …

In http://it.wikipedia.org/wiki/Giovan_Battista_Crispo si legge, come ho ricordato nella prima puntata,  che il Crispo  è da ricordare anche in quanto trovò e salvò a Napoli l’Arcadia di Jacopo Sannazzaro.

Se l’italiano è un senso e se io non sono ancora rincoglionito totalmente, con queste parole s’intende affermare (e far capire) che, se noi oggi leggiamo l’Arcadia del Sannazzaro, lo dobbiamo a Giovan Battista Crispo.

Ma si è chiesto l’autore della scheda come poteva essere trovato e salvato un testo che era stato già pubblicato con l’approvazione dell’autore1  nel 1504 a Napoli per i tipi di Sigismondo Mayr, cioè quasi cinquanta anni prima che il Crispo nascesse? Che senso ha improvvisarsi compilatori di schede con in calce corposissime bibliografie (quando ho notato questo, e non solo in Wikipedia, il più delle volte son rimasto colpito in negativo dalla scarsa o, addirittura, assente originalità del lavoro; evidentemente parecchi cosiddetti autori intendono l’apparato bibliografico come un espediente per allungare la brodaglia e scommetto che di tutti i libri citati non ne hanno letto o, quantomeno, consultato col cervello acceso nemmeno mezzo), quando poi si incorre in bestialità del genere?

– Ammesso che le cose stiano come dici, mi pare, comunque che la tua vocazione sia quella di criticare e demolire. Non puoi, una volta tanto, fare una proposta costruttiva? -.

Sentivo già la nostalgia di questa voce e temevo di aver perso quello che forse era stato l’unico lettore della prima parte. Continuo, perciò, con rinnovato vigore e rispondo con quello che, spero, si continuerà a leggere .

Premetto che quando critico qualcosa non lo faccio a priori o, come più efficacemente diceva il grande Totò, a  prescindere. D’altra parte, la prova addotta, essendo di natura cronologica, non ammette repliche. Non sarebbe necessario aggiungere altro ma, per essere, come mi è stato chiesto, costruttivo, tenterò di capire (se fossi stato presuntuoso avrei detto di perdere il mio tempo …) da dove potrebbe esser nato il clamoroso errore. Lo farò con una sorta di albero genealogico, partendo dalla fonte più attendibile, cioè il Crispo stesso.

GIOVAN BATTISTA CRISPO

Vita di Giacopo Sannazzaro, op. cit. edizione 1593, s. p.

L’Arcadia di M. Jacobo Sanazzaro cavaliere napoletano colle antiche annotazioni di Tommaso Porcacchi, Francesco Sansovino e Giambatista Massarengo insieme colle Rime dell’Autore ed una farsa del medesimo non istampata altre volte. Aggiuntovi anche la vita dell’istesso scritta già da Giambatista Crispo, ed in questa edizione meglio supplita, corretta ed illustrata, s. n., Venezia, 1725, pp. XXIX-XXX (https://archive.org/stream/bub_gb_1Et7Un0VFGQC#page/n0/mode/2up)

Lascio giudicare a chi legge gli effetti di quel supplita, corretta ed illustrata (ma soprattutto supplita …) che ho sottolineato nel titolo. Il si conservano hoggi tutte sue composizioni latine, e scritte di sua propria mano … è diventato i libri del parto della Vergine e dell’Arcadia (per quanto si crede) scritti di proprio pugno dal Sannazzaro, con molti suoi acconciamenti, e varietà dagli stampari …

Per chi non lo sapesse l’Arcadia, a differenza de Il parto della Vergine (titolo originale De partu Virginis),  non è scritta in latino e, ad ogni modo, il secondo brano, quello che fa parte dell’edizione supplita …) allude ad una copia manoscritta contenente le varianti degli stampatori, il che significa che essa è quanto meno successiva alla prima edizione, clandestina, del 1502.

LUIGI BIANCHI, Un gallipolino biografo di Jacopo Sannazzaro, in Rinascenza Salentina, anno X, n. 1, s. n., 1942, p. 262 (http://www.culturaservizi.it/vrd/files/RS42_gallipolino_biografo.pdf)

 

WIKIPEDIA

… il Crispo  è da ricordare anche in quanto trovò e salvò a Napoli l’Arcadia di Jacopo Sannazzaro.

Caro ipotetico lettore curioso e bravo nell’esercitare il tuo spirito critico solo contro i rimbrotti altrui, non ti sento più;  sarai, però, proprio tu (ma forse eri il mio alter ego …) a dare nuovi sviluppi a quell’inquitante (al peggio non c’è mai fine) punto interrogativo?

_____________

1 Nel 1502 era uscita a Venezia un’edizione clandestina per i tipi di Bernardino da Vercelli, ma sentite come l’autore lo strapazzò giustamente in una lettera inviata a Marc’Antonio Michele (in Opere volgari dei M. Jacopo Sannazaro, Bortoli, Venezia, 1741, tomo I, p. 202; https://books.google.it/books?id=jFM0AAAAMAAJ&printsec=frontcover&dq=SANNAZARO+OPERE+VOLGARI&hl=it&sa=X&ei=eqpPVaXLFov4UpPegIgL&ved=0CCgQ6AEwAQ#v=onepage&q=MICHELE&f=false): Se [lo stampatore] lo ha fatto per farmi onore, io non ne lo ho pregato, né devea esso (poiché mi era tanto famigliare) farlo senza farmelo prima sapere; se per farmi dispetto lo ha fatto, potrebbe ben essere che qualche dì cadesse sopra la testa sua; se si scusa farlo per vivere, vada a zappare, o a guardar porci, come forse è più sua arte, che impacciarsi in cosa che non intende: se si è guidato con quella grossera astuzia mandar fuori li falsi, perché io faccia seguire gli altri, resta ingannato. Le cose mie non meritano uscire fuori, e questo non bisogna che altri mel dica, che Dio grazia il conosco io stesso.

Il periodo finale, oltre che attestazione di modestia, è di un’attualità estrema: quanti, me compreso, farebbero bene a pensarci almeno due volte prima di rendere pubbliche, con la stampa o con la rete, le loro scemenze!  

Per la prima parte: https://www.fondazioneterradotranto.it/2015/05/13/giovan-battista-crispo-lillustre-gallipolino-che-secondo-wikipedia-avrebbe-trovato-e-salvato-a-napoli-larcadia-del-sannazzaro-12/  

10 Commenti a Giovan Battista Crispo, l’illustre gallipolino che, secondo Wikipedia, avrebbe trovato e salvato a Napoli l’Arcadia del Sannazzaro (2/2)

  1. Buonasera, vedo che qualcuno (seppur con una giusta nota critica) finalmente si occupa di personaggi illustri (ormai nell’oblio purtroppo) che hanno conferito prestigio alla nostra Terra. Da sporadico contributore di Wikipedia, ci tengo a precisare che nell’enciclopedia ogni minima informazione dovrebbe essere corredata da fonti autorevoli e storicamente accertate, ma non è così. Chiunque può inserire il proprio contributo (errato o corretto che sia) e, ovviamente, in pagine note e famose l’intervento privo di fonti è “bloccato” immediatamente dagli amministratori o da semplici contributori… in pagine che non raggiungono neanche 20 visitatori annui (vedi per esempio Giovan Battista Crispo) le informazioni contraddittorie e false permangono lì, in uno stato di quiete anche per anni.

    • …”l’intervento privo di fonti è “bloccato” immediatamente dagli amministratori o da semplici contributori …”

      La ringrazio perché ha toccato il nocciolo della questione, cioè le fonti e, quel che più conta, la loro autorevolezza. A questa acqua calda, però, avevo fatto riferimento un po’ di tempo fa in
      https://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/13/torre-colimena-wikipedia-ed-altro/#comment-7053, come potrà agevolmente controllare, anche perché, mi pare di capire, lei non corre nessun rischio di scottatura …

      “ …. in pagine che non raggiungono neanche 20 visitatori annui (vedi per esempio Giovan Battista Crispo) le informazioni contraddittorie e false permangono lì, in uno stato di quiete anche per anni”

      Se in passato la citazione delle fonti era considerata, almeno in teoria, obbligatoria per tutti i contributi, ora nel nuovo regolamento (https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Avvertenze_generali) la parola “fonte” compare una sola volta, ma non nel significato che qui a noi interessa. Non ci sarà, anzi già non c’è più, mi pare di capire, nessun “amministratore” che blocchi errori e simili, né se la scheda dovesse essere tra le più allettanti e lasciar presagire, per la voce trattata, mille contatti in un secondo né se riguardasse me e fosse, perciò, destinata a non essere letta nemmeno dalle mie figlie …

      Lascio immaginare a lei cosa può svilupparsi col contributo di autori soprattutto italiani, cioè di persone in gran parte ridotte da chi ben sappiamo (a scanso di equivoci: il detentore del potere, cioè il buffone, di turno) a credere di sapere di tutto e, peggio, parlarne e, peggio ancora, scriverne.
      E così la democrazia culturale di wikipedia (lo scrivo volutamente con l’iniziale minuscola) già mostra spiccate analogie con quella politica d’italia (lo scrivo volutamente con l’iniziale minuscola). L’una e l’altra sono democrazie sì, ma sedicenti.

      • Egregio Prof. Polito, condivido appieno quanto da lei espresso nel commento. Purtroppo in una enciclopedia libera (fin troppo a mio parere) ognuno può lasciare il contributo, senza aver magari mai sentito parlare di un autore (in questo caso il Crispo).
        Colgo l’occasione per chiederle un parere sulla traduzione dal latino all’italiano presente nella pagina. Buona serata.

  2. Non riesco a capire a quale pagina si riferisce. In questa del post non c’è neppure una parola in latino, in quella di wikipedia vedo solo i titoli delle opere in latino del Crispo.

    • Chiedo scusa per l’omissione… mi riferisco alla pagina di Wikipedia (« […] Joannes Baptista Crispus, cuius libri de Philosophis caute legendis […] optimi sunt […] »).

      • Quest’altra perla mi era sfuggita. Nemmeno il peggiore traduttore automatico poteva esserne il padre. La traduzione è: Giovan Battista Crispo, i cui libri sui filosofi che devono essere letti con cautela sono ottimi …
        Il riferimento è alla critica mossa dal Crispo su alcuni passi dei filosofi platonici che affascinarono troppo, secondo i gusti del gallipolino, i Padri della Chiesa e che, secondo lui, sarebbe stato necessario leggere con maggiore attenzione.

  3. Il “tu” da lei usato va interpretato come un sospettoso (ma, molto probabilmente, anche invidioso …) rimprovero o come espressione di pessima educazione?

    • Mah sulla rete si usa così, se ti sei offeso pazienza. Comunque ancora non hai cambiato la pagina di wp! :)
      P.S. I due punti e la parentesi tonda che seguono il punto esclamativo nella frase precedente rappresentano un emoticon: una riproduzione stilizzata di espressioni facciali umane diventata di uso comune dalla fine del XX secolo in poi. In questo caso viene usata per esprimere derisione, scherno, dileggio.

  4. Signor Tiberio Crispo (ex Hernan Crespo non calciatore e ora non cardinale …), navigato retaiolo ed affezionato utente di wikipedia, se, colto da raptus, dovessi mai decidere di correggere la voce incriminata, sarei mio malgrado obbligato a darle visibilità planetaria aggiungendo l’angoscioso dilemma circa gli eventuali rapporti di parentela esistenti tra lei, il cardinale Tiberio Crispo (XVI secolo) e il gallipolino (il calciatore è fuorigioco …). Nel frattempo le suggerisco di non far prevaricare le sue capacità espressive residue dai vezzi della rete (come lo smile che chiude il suo messaggio), perché rischierebbe in poco tempo, in una conversazione normale, di potersi esprimere solo con grugniti, rutti e scorregge. E mi permetto di chiudere anch’io con l’espressione stilizzata non di un sentimento ma di un invito (altro che “derisione, scherno, dileggio”!), utilizzando pure io uno smile che, senza considerare l’originalità del suo utilizzo, ha come segno millenni di età (se non conosce il greco, chieda a qualcuno che lo sappia cos’è l’omega con iota sottoscritto): ῳ.

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