Aloisio (Luigi) Trane, il 30 agosto 1649, comprò lo Stato di Corigliano posseduto da Giorgio delli Monti, con atto rogato dal notaio Marco Antonio Olivieri di questo luogo. Detto Stato comprendeva le terre di Corigliano, Martano, il casale di Calimera, il feudo di Padulani e i feudi minori di Piscopìo e Quintavalle.
Il 24 ottobre 1649 prese ufficialmente possesso di Corigliano alla presenza del notaio Biagio Roncella. Il giorno dopo prese possesso prima del feudo denominato Padulani, distante dalla terra di Corigliano due miglia, poi dei feudi Piscopio e Quintavalle, distanti circa 5 miglia dalla terra di Corigliano e situati nel territorio di Cutrofiano. Il 26 ottobre prese possesso della terra di Martano e del casale di Calimera.
Giorgio delli Monti non ebbe eredi atti alla successione; l’unica figlia di nome Antonia era monaca nel monastero della SS. Trinità in Napoli.
Quando morì, nell’anno 1649, versava in una situazione di grave dissesto finanziario, perciò su istanza dei creditori l’atto di vendita fu annullato e lo Stato di Corigliano fu venduto successivamente all’asta dal Sacro Regio Consiglio.
Il castello di Corigliano
Luigi Trane fu costretto a riacquistarlo il 23 agosto 1651 al prezzo di ducati 120.000.
A fine estate del 1651, i Trane lasciarono Tutino per stabilirsi definitivamente a Corigliano.
A partire dal 1° agosto 1651 non vi è più traccia della loro presenza nei registri parrocchiali di Tutino, mentre in quelli di Corigliano viene riportata la morte di Paduana Trani, in data 23 novembre dello stesso anno. Paduana morì all’età di 75 anni, forse non resse a tutto lo strapazzo del trasloco.
Per far fronte ai numerosi debiti contratti per l’acquisto dello Stato di Corigliano, Luigi Trane dovette vendere Tutino. Nel 1653 Luigi e il figlio emancipato Francesco vendettero al principe di Tricase Stefano Gallone (loro parente) per ducati 28.350 i casali di Tutino e Sant’Eufemia con la portolania e i feudi minori Campo, Giardino, Terlonghi e Petrì.
Di questa operazione vi è un interessante documento redatto l’11 maggio 1655, in cui l’acquirente, tramite il suo procuratore Francesco de Angelis (abitava di fronte al palazzo baronale di Tutino, lato sinistro), paga l’ultima rata di 9.000 ducati del prezzo di vendita pattuito, comprensiva degli interessi maturati, e i venditori rilasciano tutti i privileggi, instrumenti, cautele, scritture, inventario, seu platea, concernenti i casali e i beni venduti.
Dopo quasi tre mesi dalla data della vendita, il 4 novembre 1653, nella chiesa parrocchiale di Tutino si riunirono: Giacomo Antonio Orlando, sindaco, Tommaso di Francesco Blandolino, Virgilio Rizzo, eletti dell’Università di Tutino e Giovanni di Orfeo Elia, sindaco, Evangelista Elia, Giovanni di Luca Elia, eletti dell’Università di Sant’Eufemia.
“Tanto come sindaci, et eletti, dell’Università di Tutino e Santa Eufemia, quanto come procuratori delle dette Università et homini di quelle, riconoscendo che il predetto sig. Barone è nostro legittimo, et indubitato utile signore, giuramo all’onnipotente Dio per li suoi santi quattro evangeli, che con nostre proprie mani baciamo. Da hoggi avanti esser di detto sig. Barone, et di suoi heredi,et successori buoni fedeli, et leali vassalli, et asserviramo detto sig. Barone suoi figli, et heredi, et promettemo fare al detto sig. Barone, et suoi heredi, et successori ogni terrestre honore, et riverenza, che s’appartiene et è debito, et così giuramo tenere secrete tutte quelle cose, che detto sig. Barone, e suoi heredi e successori ne comunicheranno […]”.
Ugento, Museo diocesano, stemma della famiglia Trane
L’assicurazione dei vassalli era un atto di sottomissione che l’Università e gli abitanti del casale, in qualità di vassalli, facevano verso il loro nuovo signore. In questo caso viene resa a favore dei Trane quando già avevano venduto i casali di Tutino e Sant’Eufemia.
La ragione di questo comportamento è riportata nello stesso documento. I Trane erano intenzionati a vendere (in realtà avevano già venduto) e nel trasferire la proprietà volevano fornire tutte le garanzie al compratore. La lettera di assicurazione dei vassalli in loro possesso era troppo vecchia, risaliva al 1584, ed era a favore del primo barone Trane.
Oltretutto questo documento non era presente negli atti posseduti dal nuovo Commissario delle assicurazioni dei vassalli, Claudio Albertino. Questo commissario, non potendo essere presente, era rappresentato da Ottavio Capece. Il giuramento di fedeltà fatto dalle due Università è a favore di Francesco Antonio Trane, non presente e perciò rappresentato dal suo procuratore Francesco de Angelis, con procura del notaio Andrea Bruni di Napoli data 5 ottobre 1653.
Del 9 dicembre 1653 è il regio assenso sopra la vendita di Tutino e Sant’Eufemia fatta dal dominus Francescantonio Trane al dominus Stefano Galloni e del 2 settembre 1654 è il regio assenso per la compra di Tutino e Sant’Eufemia fatta dal principe Stefano dai signori Aloisio e Francesco Trane.
Il 13 agosto 1655 il nuovo barone di Tutino ottenne dalla curia vescovile di Alessano l’autorizzazione a far celebrare messe nell’oratorio, ovvero cappella privata, esistente nel palazzo baronale di Tutino.
Riferimento bibliografico: TUTINO un antico borgo di R. Baglivo.
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