Per la salvaguardia del dolmen di Macurano

foto 4
12 Luglio 2025 2 min di lettura Commenta

Sono passati 20 anni da quando Danilo Ammassari identificò per la prima volta la tomba megalitica (dolmen) in località Macurano dandone documentazione, scritta e fotografica, nella sua tesi di laurea (foto 1).

foto 1

Più di recente, nel 2020, la notizia è stata ripresa, con tanto di foto, sul Quotidiano di Puglia in un articolo del prof. D’Andria che trattava diffusamente della valorizzazione e conservazione dei beni archeologici nel territorio di Alessano (foto 2).

foto 2

Nel nostro piccolo, ce ne siamo occupati anche sulle pagine di Controcanto: nel tentativo di divulgare la scoperta e metterne in evidenza l’importanza, ci era sembrato doveroso portare a conoscenza di tutti il valore storico-culturale del monumento preistorico rinvenuto sulle pendici orientali della serra di Montesardo, vecchio di 4.000 anni e più, antica architettura in pietra di questa parte di penisola salentina (foto 3 e 4).

foto 3
foto 4

Altrettanto doveroso ci pare oggi denunciare lo stato in cui versa il monumento la cui conservazione rischia di essere compromessa nel disinteresse generale. Da qualche tempo, infatti, a Macurano, viene organizzata una gara di mountain-bike con un tracciato che passa a ridosso del dolmen; sconsideratamente la pista sterrata corre proprio tra i resti dell’opera megalitica mettendo a repentaglio la sua integrità. Già lo scorso dicembre, in un incontro pubblico sui futuri (?) scavi archeologici a Montesardo, organizzato dal Comune di Alessano e dall’Università di Lecce, avevamo messo al corrente della situazione gli astanti. Ne erano seguite delle non proficue discussioni circa le autorizzazioni concesse dall’amministrazione comunale e delle generiche rassicurazioni che ci sarebbero stati degli interventi a tutela del monumento. Tuttavia, a distanza di qualche mese, è frustrante constatare che nulla è cambiato; a dire il vero qualche cambiamento c’è stato, visto che il dolmen risulta parzialmente manomesso (foto 5 e 6).

foto 5
foto 6

Niente di irreparabile, almeno per il momento. Nessun danno grave, sia chiaro. Ma è un evidente segnale di pericolo, un fragoroso campanello d’allarme che ci impone di fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

E dire che basterebbero dei semplici accorgimenti, sarebbe sufficiente, prima di tutto, segnalare il monumento e poi far spostare il tracciato ciclistico qualche metro più in là. Indispensabili precauzioni, senza spese e senza danno per alcuno, da adottare prontamente se si vuole proteggere questa importante testimonianza archeologica dell’età del Bronzo.

Questo scritto non ha nessun intento polemico bensì collaborativo: vuole essere principalmente uno stimolo per l’amministrazione comunale di Alessano affinché si prendano i dovuti provvedimenti a tutela del dolmen di Macurano. D’altro canto, ci piacerebbe che queste poche righe fossero anche un monito per tutti coloro che hanno a cuore questo territorio, il suo patrimonio storico-culturale nonché quello paesaggistico-ambientale.

Troppo spesso esso è vittima dell’incuria, dell’abbandono e, in alcuni casi, addirittura del vandalismo più becero. In questa situazione, crediamo che spetti a noi cittadini prenderci cura della bellezza e della salubrità del posto in cui viviamo. Tocca a noi essere le sentinelle di questo territorio e sollecitarne la cura.

Editoriale comparso sulla rivista Controcanto del giugno 2025.

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