Per la salvaguardia del dolmen di Macurano

di Pierluigi Cazzato

 

Sono passati 20 anni da quando Danilo Ammassari identificò per la prima volta la tomba megalitica (dolmen) in località Macurano dandone documentazione, scritta e fotografica, nella sua tesi di laurea (foto 1).

foto 1

 

Più di recente, nel 2020, la notizia è stata ripresa, con tanto di foto, sul Quotidiano di Puglia in un articolo del prof. D’Andria che trattava diffusamente della valorizzazione e conservazione dei beni archeologici nel territorio di Alessano (foto 2).

foto 2

 

Nel nostro piccolo, ce ne siamo occupati anche sulle pagine di Controcanto: nel tentativo di divulgare la scoperta e metterne in evidenza l’importanza, ci era sembrato doveroso portare a conoscenza di tutti il valore storico-culturale del monumento preistorico rinvenuto sulle pendici orientali della serra di Montesardo, vecchio di 4.000 anni e più, antica architettura in pietra di questa parte di penisola salentina (foto 3 e 4).

foto 3

 

foto 4

 

Altrettanto doveroso ci pare oggi denunciare lo stato in cui versa il monumento la cui conservazione rischia di essere compromessa nel disinteresse generale. Da qualche tempo, infatti, a Macurano, viene organizzata una gara di mountain-bike con un tracciato che passa a ridosso del dolmen; sconsideratamente la pista sterrata corre proprio tra i resti dell’opera megalitica mettendo a repentaglio la sua integrità. Già lo scorso dicembre, in un incontro pubblico sui futuri (?) scavi archeologici a Montesardo, organizzato dal Comune di Alessano e dall’Università di Lecce, avevamo messo al corrente della situazione gli astanti. Ne erano seguite delle non proficue discussioni circa le autorizzazioni concesse dall’amministrazione comunale e delle generiche rassicurazioni che ci sarebbero stati degli interventi a tutela del monumento. Tuttavia, a distanza di qualche mese, è frustrante constatare che nulla è cambiato; a dire il vero qualche cambiamento c’è stato, visto che il dolmen risulta parzialmente manomesso (foto 5 e 6).

foto 5

 

foto 6

 

Niente di irreparabile, almeno per il momento. Nessun danno grave, sia chiaro. Ma è un evidente segnale di pericolo, un fragoroso campanello d’allarme che ci impone di fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

E dire che basterebbero dei semplici accorgimenti, sarebbe sufficiente, prima di tutto, segnalare il monumento e poi far spostare il tracciato ciclistico qualche metro più in là. Indispensabili precauzioni, senza spese e senza danno per alcuno, da adottare prontamente se si vuole proteggere questa importante testimonianza archeologica dell’età del Bronzo.

Questo scritto non ha nessun intento polemico bensì collaborativo: vuole essere principalmente uno stimolo per l’amministrazione comunale di Alessano affinché si prendano i dovuti provvedimenti a tutela del dolmen di Macurano. D’altro canto, ci piacerebbe che queste poche righe fossero anche un monito per tutti coloro che hanno a cuore questo territorio, il suo patrimonio storico-culturale nonché quello paesaggistico-ambientale.

Troppo spesso esso è vittima dell’incuria, dell’abbandono e, in alcuni casi, addirittura del vandalismo più becero. In questa situazione, crediamo che spetti a noi cittadini prenderci cura della bellezza e della salubrità del posto in cui viviamo. Tocca a noi essere le sentinelle di questo territorio e sollecitarne la cura.

 

Editoriale comparso sulla rivista Controcanto del giugno 2025.

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