di Marcello Gaballo
Una statistica conservata nell’Archivio Storico Diocesano di Nardò restituisce un’interessante fotografia della diocesi alla fine del XVII secolo. Il documento, registrato nel fondo delle Sacre Congregazioni (vol. 8, c. 180), elenca i principali centri della diocesi indicando, per ciascuno, il numero delle «anime» e quello degli ecclesiastici, distinguendo tra sacerdoti, chierici e, nel caso della città di Nardò, anche canonici.
La rilevazione presenta anzitutto la città episcopale, Nardò, con 6.000 anime. A fronte di una popolazione nettamente superiore rispetto agli altri centri della diocesi, la città conta 25 canonici, 60 sacerdoti e ben 100 chierici. Il dato evidenzia la particolare concentrazione di personale ecclesiastico nella sede vescovile, dove alla presenza del Capitolo cattedrale si affiancava una numerosa componente di sacerdoti e di giovani avviati alla carriera ecclesiastica.
Dopo Nardò, il centro demograficamente più consistente è Galatone, con 3.100 anime. Qui sono registrati 110 sacerdoti e 80 chierici in minoribus. Il numero dei sacerdoti appare particolarmente elevato se rapportato alla popolazione del centro e costituisce uno degli elementi più significativi dell’intera statistica. Anche Copertino, con 2.289 anime, presenta una consistente presenza ecclesiastica: 40 sacerdoti e 70 chierici.
Seguono Matino, con 1.923 anime, 30 sacerdoti e 27 chierici; Casarano, con 1.789 anime, 25 sacerdoti e 40 chierici; Parabita, con 1.425 anime, 23 sacerdoti e 30 chierici; e Taviano, che conta 1.204 anime, 20 sacerdoti e 13 chierici. Questi dati mostrano come, anche nei centri di dimensioni intermedie, la componente ecclesiastica costituisse una presenza numericamente rilevante e strutturata.
La statistica comprende inoltre i centri di minore consistenza demografica. Racale registra 645 anime, con 20 sacerdoti e 18 chierici; Aradeo 560 anime, con 6 sacerdoti e 8 chierici; Felline 490 anime, con 15 sacerdoti e 18 chierici; Seclì 486 anime, con 12 sacerdoti e 14 chierici. Ancora più ridotti sono Alliste, con 369 abitanti, 6 sacerdoti e 11 chierici; Melissano, con 259 anime, 2 sacerdoti e 6 chierici; Noha, con 166 anime, 1 sacerdote e 4 chierici; Neviano, con appena 110 anime, 1 sacerdote e 2 chierici; e Casaranello, che presenta il dato demografico più basso, con 61 anime, 3 sacerdoti e 2 chierici.
Nel complesso, la rilevazione restituisce una diocesi caratterizzata da una presenza ecclesiastica molto capillare. Non sono soltanto le città maggiori a disporre di un numero consistente di sacerdoti e chierici: anche comunità di poche centinaia di abitanti risultano dotate di una propria presenza clericale. Il rapporto fra popolazione ed ecclesiastici, tuttavia, è molto variabile da un centro all’altro. Particolarmente evidente è il caso di Galatone, dove la statistica registra 110 sacerdoti su 3.100 anime, così come quello di Felline, con 15 sacerdoti su 490 abitanti, o di Casaranello, dove a soli 61 abitanti corrispondono 3 sacerdoti.
È opportuno, naturalmente, leggere questi numeri tenendo conto della natura della fonte. Il termine «anime» appartiene al linguaggio delle rilevazioni ecclesiastiche e indica la popolazione sottoposta alla cura pastorale della diocesi; non necessariamente coincide, quindi, con una moderna rilevazione anagrafica della popolazione residente. Allo stesso modo, la presenza di numerosi sacerdoti e chierici non implica necessariamente che tutti risiedessero stabilmente nel centro indicato o che svolgessero esclusivamente funzioni parrocchiali. Il dato va pertanto considerato soprattutto come indicatore della consistenza del corpo ecclesiastico riferito a ciascuna comunità.
Particolarmente interessante è poi la distinzione tra sacerdoti e «chierici in minoribus», esplicitata per Galatone. Quest’ultima espressione designava gli ecclesiastici che avevano ricevuto gli ordini minori e che si trovavano dunque in una fase del percorso verso il sacerdozio. La presenza numerosa dei chierici, soprattutto a Nardò e Copertino, suggerisce l’esistenza di un significativo bacino locale di formazione e reclutamento ecclesiastico.
La fonte offre così uno spaccato della diocesi non soltanto sotto il profilo demografico, ma anche nella sua articolazione istituzionale e religiosa. La città di Nardò emerge come centro episcopale e capitolare, con una forte concentrazione di ecclesiastici; Galatone e Copertino si distinguono per l’elevata consistenza del clero; gli altri centri, anche quelli demograficamente più piccoli, mostrano una presenza sacerdotale proporzionalmente significativa.
Nel loro insieme, questi numeri restituiscono l’immagine di un territorio nel quale la dimensione ecclesiastica era profondamente radicata nella vita delle comunità locali. La statistica, pur nella sua natura sintetica e nella necessità di interpretarne con cautela i dati, costituisce quindi una preziosa testimonianza per ricostruire la geografia religiosa della diocesi di Nardò alla fine del Seicento e per comprendere la distribuzione territoriale del clero in una fase decisiva della storia ecclesiastica del Mezzogiorno.
Tabella – Popolazione ed ecclesiastici nella diocesi di Nardò alla fine del Seicento
| Centro | Anime | Sacerdoti | Canonici | Chierici |
| Nardò | 6.000 | 60 | 25 | 100 |
| Galatone | 3.100 | 110 | – | 80 |
| Copertino | 2.289 | 40 | – | 70 |
| Matino | 1.923 | 30 | – | 27 |
| Casarano | 1.789 | 25 | – | 40 |
| Parabita | 1.425 | 23 | – | 30 |
| Taviano | 1.204 | 20 | – | 13 |
| Racale | 645 | 20 | – | 18 |
| Aradeo | 560 | 6 | – | 8 |
| Felline | 490 | 15 | – | 18 |
| Seclì | 486 | 12 | – | 14 |
| Alliste | 369 | 6 | – | 11 |
| Melissano | 259 | 2 | – | 6 |
| Noha | 166 | 1 | – | 4 |
| Neviano | 110 | 1 | – | 2 |
| Casaranello | 61 | 3 | – | 2 |
Fonte: Archivio Storico Diocesano di Nardò (ASDN), Sacre Congregazioni, vol. 8, c. 180.
Nota: nella fonte i «canonici» sono indicati esclusivamente per Nardò, mentre per Galatone sono specificati i «chierici in minoribus»; nella tabella il termine «chierici» è utilizzato come intestazione sintetica per rispettare la struttura comparativa dei dati.
