
di Gilberto Spagnolo
Nel numero 79 di novembre-dicembre del 2005, la prestigiosa rivista Charta (antiquariato – collezionismo – mercato) riportava nella rubrica dedicata alle Aste (a cura di Vittoria de Buzzaccarini e Carlo Faita) i “risultati” di quella svoltasi a Monaco in primavera (10-12 maggio) per conto della casa d’aste tedesca Hartung & Hartung con il suo ricco catalogo di ben 3421 lotti. Tra questi “lotti” veniva battuta “un’edizione originale, probabilmente l’unico esemplare esistente di un documento sinogesuitico che partito dalla base d’asta di 12 mila euro è salito in fase di battuta a quota 22 mila”.
La notizia è di notevole importanza in quanto l’edizione in questione è un trattato “in pechinese” stampato in xilografia tra il 1607 e il 1614 sulla teoria gnomica del padre scienziato gesuita Sabatino de Ursis (D’Urso) che, come ha documentato il Foscarini sul “Giornale del Popolo” nacque a Ruffano (una via ne ricorda il nome) nel 1575 e morì a Macao nel 1620.
Di Sabatino de Ursis, gesuita dalla vasta erudizione fisico-meccanico-astronomica sappiamo (attraverso il Dizionario Biografico degli Uomini Illustri di Terra d’Otranto, ma anche il Foscarini, il De Simone, il Vacca, il Barrella, il Volpe e più recentemente Mario Cazzato) che a 22 anni nel 1597 vestì l’abito dei P.P. Gesuiti. In Cina, come missionario, dimorò per un decennio.
Fu il primo biografo del celebre confratello maceratese Matteo Ricci che lo nomina superiore della casa di Pechino. A seguito del Ricci intorno al 1610, a Pechino, disegnò la chiesa della Missione in stile rinascimentale.
In cinese scrisse opere di astrologia, idraulica, matematica e cosmografia (il Dizionario ne ricorda alcune ma le sue opere sono registrate dal Sotwel). Inventò macchine idrauliche; studiò e insegnò ai cinesi la loro lingua e la loro storia. A seguito della persecuzione contro i cattolici fu deportato a Macao dove morì consumato dalla tisi nel 1620. I curatori della rubrica di Charta riportano sul de Ursis ulteriori importanti e interessanti notizie che ne arricchiscono la biografia e che riportiamo fedelmente.
Nel 1603 approdò come missionario a Macao. Nel 1606 era a Nauchang e nel 1607 fu chiamato a Pechino per le sue straordinarie conoscenze astronomiche e idrauliche. Nel 1610 il ministro Xu Quanqi lo coinvolse nella riforma del calendario voluta dall’imperatore Wauli, avendo egli calcolato e anticipato con estrema precisione un’eclissi di sole avvenuta nel decennio dello stesso anno. La fiducia goduta dal governo e dalla persona dell’imperatore, gli permisero di ampliare gli studi sulla medicina orientale e di diffondere la parola del Dio Cattolico. Essendo assolutamente inutile trascrivere in latino concetti come Dio, anima, angeli ad usum dei cinesi, i missionari promossero quella letteratura conosciuta come “sinogesuitica”.
Il nome cinese di Sabatino de Ursis era Xion Sanba. Con l’aiuto del suo assistente Li Zhizao (1565-1630) diede vita a questo manoscritto intitolato Biaudou Shuo divulgando i suoi studi sullo gnonome e la meridiana, e introducendo la Cina alla cultura occidentale. Il libro venne poi infine stampato con 23 xilografie tra cui rudimentali ma esplicite mappe dell’Europa, dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe.
