
di Gilberto Spagnolo
Questa la scheda – sconosciuta – in questione:
Die VII Augusti/IN FESTO/SANCTI CAJETANI/CONFESSORIS/MISSA/Pro Civitate, et DIOCESI HYDRUNTINA, ET/LYCIEN.
Romae, 1749. Neapoli, Et denuò lycii Typis Dominici Viverito 1758
- 30 x 21, pp. 4
Novoli, collezione privata.
Quattro facciate in nitidi caratteri disposti su due colonne; capolettera (M) alla prima e fregio xilografato – già rilevato – alla produzione nota del Viverito: la testa di un fauno dalla cui bocca si diramano, a specchio, due cornucopie con mazzi di fiori; dalla barba pende un serto di fronde che termina in una specie di infiorescenza. Alla pagina successiva le note tipografiche.
È, in sostanza, un “quaderno” che andava inserito nei messali utilizzati nelle chiese della diocesi e che riporta l’ufficio relativo a San Gaetano Confessore alla città di Lecce e alle diocesi idruntina e leccese che si celebrava, appunto, il 7 di agosto di ogni anno. Celebrazione ancora in vigore almeno fino al 1880 come si recava dall’Officia Propria Sactorum in civitate et diocesi Lyciensi recitanda (Lecce, G. Campanella, 1880, p. XIII). Nell’ultima pagina è riportato il Decreto della Congregazione dei Riti col quale si estendeva alle due diocesi l’ufficio in questione, il 26 marzo 1757, lo stesso che era stato concesso il 19 aprile 1749 in favore dei Teatini.
Tale decreto incrementò senz’altro il culto e il prestigio dei Teatini leccesi e una prova è la donazione immobiliare che il 13 luglio del 1757 un tal G. Antonio Sugliano di Guagnano effettua affinché si celebri ogni anno una messa “nell’altare di san Gaetano esistente nella masseria Saetta sita nel feudo di San Giovanni Monicantonio quale si possiede dalla Venerabile Casa di Sant’Irene” e questo “nel giorno di detto glorioso S. Gaetano suo speciale protettore”.
Una scheda, dunque, a dimostrazione (come ha scritto giustamente E. Pindinelli (“che il lavoro di ricerca è lungi dall’essere compiuto”.

