
di Gilberto Spagnolo
“In esecuzione dell’ultima disposizione del q. Berardino Verardi della Città di Lecce espressa nel suo testamento del 1 Dicembre 1679 nel quale istituì erede universale, e particolare D. Teresa Paladini sua moglie, ordinando fra l’altre pie disposizioni, che detta D.Teresa di tutte le rendite, ed entrade ereditarie facesse fondare e fabbricare un Conservatorio dentro detta Città per le Donne Nobili della medesima. Vergini, Vedove e Maritate. Nell’anno 1684 fondassi da D. Teresa il mensionato Conservatorio si riceverono dall’istessa alcune famiglie e si espressero dalla medesima le costituzioni nella quali espressamente determinassi che detto Conservatorio dovesse stare per ogni tempo esente dalla Giurisdizione di Monsignor Vescovo, quali Costituzioni si mandarono alle Stampe con licenza di Monsignor Vicario di quel tempo, à fol. 27. usque ad fol. 32”.
Questo breve passo introduce una sconosciuta memoria legale datata 1700 a firma di D. Giacomo Salerno (Nota di fatto e ragioni A ‘Pro di D. Teresa Paladini con Monsignor Vescovo di Lecce) in merito a un “conflitto giuridico” tra la fondatrice del Conservatorio, D. Teresa Paladini vedova del patrizio e Sindaco di Lecce, Bernardino Verardi che per “maggior decoro” cercò di sottoporlo alla “Regal protezione” tanto da far porre “alle porte del medesimo l’imprese Regali del Re Carlo Secondo, di gloriosa memoria” e il Vescovo Fabrizio Pignatelli che intendeva invece sottoporlo alla giurisdizione ecclesiastica.
Nell’allegazione, a sostegno delle sue “pretenzioni” per il Vescovo oltre a vari documenti notarili sono citate le regole del Conservatorio, ovvero le “Costituzioni fatte stampare nel 1685 (senza l’indicazione del tipografo) dal “quondam Monsignor Vescovo D. Michele Pignatelli” Vescovo di allora, “con licenza del Vicario di quel tempo di detta Corte Vescovile, e detta licenza originale in dorso di dette Costituzioni, si ritrova qui in Napoli originalmente e si è presentata nell’Atti”. Il Conservatorio fu edificato nel luogo dove erano le case del Verardi, fu aperto il 1° luglio 1686, ebbe come prima superiore la stessa D. Teresa Paladini e ospitò “in vita ritirata” donne patrizie delle famiglie Paladini, Verardi, Cicala, Perrone, Bozzi, Ventura, Prato, Cerso, Guerino, Scaglione (De Simone) e la poetessa leccese Isabella Castriota.
Al di là delle questioni prettamente legali tra il Vescovo Fabrizio Pignatelli (il Vescovo “dell’indulto”) e la Paladini, ciò che più interessa in questa sede è segnalare il ritrovamento delle stesse “Costituzioni” in forma manoscritta (sono state trascritte) e con l’indicazione, soprattutto, del tipografo che nel 1685 le stampò ovvero Pietro Micheli, il tipografo della “città di Lecce” per eccellenza. Presso l’Archivio di Stato di Lecce è conservata infatti la Platea del Conservatorio datata 1748 (nel 1974 Michele Paone ne fece trasportare in questa sede “l’archivio e i superstiti quadri… che erano malcustoditi nell’abbandonato edificio del Conservatorio”). In essa, dalla carta 47 alla carta 65 vi è trascritta la “Copia delle costituzioni per questo consilio cavata dal libretto in stampa, che per maggiore cautela si registrarono in questa platea, in modo et forma descritta in detto libretto”: “Costituzione per il Conservatorio di S. Anna di Lecce fatte da Monsignor d. Michele Pignatelli Vescovo della medesima città. Per il buon governo delle Gentil don(n)e che ivi dimorano in Lecce appresso Pietro Micheli 1685. Con licenza dè superiori”. La trascrizione fedele delle Costituzioni si chiude poi a c. 65 con in fine la seguente annotazione: “Presentazione copia Costitutionum mandatum in anno 1685 per Petrum Micheli superiorum permisso in hac civitate Lyciy extracta esta suo originali mihi exbito per magnificum Simone eidemque etc. etc. fidem ego Nicolaus Cassetti Lycien Regia et Apostolica auchoritate notaruis in Archivio romano curiae…”.
L’opera è assolutamente sconosciuta, e va ad aggiungersi a quelle, simili nei contenuti, che il Micheli fece stampare nel 1664 ovvero le “Costituzioni” del “Monastero di Santa Maria di Loreto della Città di Lecce” (le stesse dell’ordine di Santa Chiara del Monastero di San Francesco delle Cappuccine di Napoli) e le Costituzioni e le Regole per il governo Spirituale e temporale dè Monasteri delle R.R. Monache della Città di Brindisi e sua Diocesi opera di Francesco D’Estrada Arcivescovo di Brindisi. Una nota esplicativa introduce le diverse regole del Conservatorio comprese in complessivi 29 capitoli alcuni dei quali sono contrassegnati da un titolo specifico “Della Clausura, del Custode, dell’Economo, del Sacrestano Esteriore, del Servo o Serva ecc…” regole che definiscono “il modo di governarsi” di questa antica struttura monastica.
