
di Marcello Gaballo
Stretta tra il Salento e le acque dello Ionio, Gallipoli non è soltanto una città di pietra dorata e di orizzonti marini: è, come dimostra con forza questo volume, una comunità che da secoli affida alla musica una parte essenziale della propria identità. Le glorie musicali di Gallipoli, del maestro Enrico Tricarico, si impone come un’opera ampia, documentata e appassionata, capace di restituire alla “Città Bella” il suo ruolo di protagonista nella storia musicale del Mezzogiorno.
Il libro prende le mosse da una testimonianza preziosa: un antifonario del 1515 custodito nella cattedrale di Sant’Agata, dove il canto gregoriano si intreccia con le suggestioni del rito greco. Da questo nucleo originario si dipana un itinerario sonoro che attraversa i secoli, dal Rinascimento al Barocco, dall’illuminato Settecento al Romanticismo, fino al Novecento e alla contemporaneità. Non si tratta di una semplice rassegna di nomi o di eventi, ma della ricostruzione di un tessuto vivo, in cui la musica accompagna la vita religiosa, civile e popolare della città.
Particolarmente significativo è l’ampio spazio dedicato all’oratorio sacro, che collega Gallipoli ai grandi centri musicali europei, da Roma a Vienna, e che trova interpreti di rilievo come Crispino Pasanisi, Nicola Caputi e altri protagonisti del XVIII secolo. L’attenzione ai manoscritti, alle biblioteche private — come quella di Bartolomeo Ravenna — e alle partiture conservate nelle chiese e negli archivi locali conferisce al volume una solida base documentaria.
Accanto ai maestri e ai compositori, il libro valorizza figure spesso trascurate: canonici cantori, direttori di banda, artigiani della musica, confraternite, cantanti delle sacre rappresentazioni, fino ai protagonisti della vita musicale novecentesca e contemporanea. La narrazione si apre così anche al folklore, alle pastorali gallipoline, ai mandolini, alla radio, ai teatri cittadini e al celebre Premio Barocco, componendo un quadro variegato e coerente. La musica emerge come linguaggio condiviso, capace di unire sacro e profano, tradizione e innovazione.
L’impianto dell’opera è arricchito da strumenti di grande utilità: cronotassi dei vescovi, dei parroci, dei sindaci, indici, fonti archivistiche e bibliografia, che rendono il volume non solo una lettura coinvolgente, ma anche un riferimento per studiosi e ricercatori.
Ma la vera novità editoriale — e uno degli elementi di maggiore importanza culturale — è rappresentata dall’inserimento del QR code con l’indice delle partiture musicali: circa 650 pagine di spartiti, dalle antiche pastorali alle composizioni di autori gallipolini, fino al repertorio devozionale ancora vivo nelle celebrazioni locali, rese accessibili in formato digitale. Non si tratta di un semplice apparato accessorio, ma di una scelta che segna un passaggio decisivo: la memoria musicale non resta confinata alla pagina stampata, bensì torna ad essere eseguibile, fruibile, condivisibile. È un patrimonio che può essere studiato, ma anche cantato e suonato; non soltanto contemplato, ma restituito alla comunità.
In un tempo in cui molti archivi musicali locali rischiano l’oblio, questa integrazione tra volume cartaceo e risorse digitali rappresenta un modello virtuoso di tutela e valorizzazione. L’indice delle partiture, consultabile tramite QR code, consente un accesso immediato e democratico a materiali altrimenti difficilmente reperibili, aprendo nuove prospettive per la ricerca, l’esecuzione e la divulgazione.
Le glorie musicali di Gallipoli è dunque più di una storia della musica locale: è un atto d’amore verso una comunità e verso la sua identità sonora. Un’opera che invita a rileggere la storia della città attraverso le sue note e che affida alle nuove generazioni un’eredità preziosa, resa oggi più viva che mai grazie all’incontro tra tradizione e innovazione.

Indice
Introduzione di Mons. Gianni Piero De Santis p. 9
Prefazione di Dinko Fabris p. 11
Premessa dell’autore p. 13
Cronotassi dei vescovi della Diocesi di Gallipoli p. 15
Cronotassi dei parroci della Cattedrale di Sant’Agata p. 17
Cronologia dei sindaci di Gallipoli p. 18
Gallipoli, un’isola musicale p. 23
I canonici cantori della Cattedrale p. 24
Gli antichi fasti p. 33
Giuseppe Tricarico p. 38
L’oratorio tra Roma, Vienna e Gallipoli p. 45
La falce della morte, al cielo è ponte p. 48
L’oratorio nella stagione barocca p. 54
Le glorie musicali nel XVIII secolo p. 58
Bonaventura Tricarico p. 72
Crispino Pasanisi p. 77
Nicola Caputi p. 81
Giuseppe Chiriatti p. 84
I manoscritti musicali della biblioteca di Bartolomeo Ravenna p. 89
La musica celata p. 94
Giovanni Paisiello e l’eterno legame con Gallipoli p. 97
Gli artigiani della musica p. 100
Le pastorali gallipoline p. 109
Gaetano Briganti p. 138
Ercole Panico e la banda di Gallipoli p. 143
Vincenzo Alemanno p. 155
Giovanni Monticchio p. 168
Francesco Luigi Bianco p. 189
Stabat, frottole, preludi e marce a Maria Ss.ma Addolorata p. 198
Stabat Mater di Enrico Tricarico p. 212
Cronologia delle sacre rappresentazioni a Maria Ss.ma Addolorata p. 214
Cantanti delle sacre rappresentazioni a Maria Ss.ma Addolorata p. 219
Cronologia dei priori della confraternita del Carmine p. 219
Raffaele De Somma, la Banda del Popolo e la Banda Municipale p. 220
Francesco, Enrico e Giorgio Zullino, musicisti gallipolini a cavallo del XX secolo p. 233
Alfredo Dongiovanni p. 235
Angelo Schirinzi p. 244
Luigi Provenzano p. 255
Gino Metti p. 259
Dal plettro all’etere: mandolini, folklore, canzoni e radio p. 263
Architetture del sogno: i teatri di Gallipoli p. 284
Il Premio Barocco p. 293
Libretto oratorio a Sant’Agata (Crispino Pasanisi, 1736) – incompleto p. 299
Libretto oratorio a San Francesco di Paola (Celestino Greco, 1738) p. 312
Libretto oratorio Per l’aspettazione del Divin Parto (Nicola Caputi, 1744) p. 325
Libretto oratorio Il trionfo della virtù (Crispino Pasanisi, 1947) p. 340
Libretto oratorio a Sant’Agata (Nicola Caputi, 1752) p. 348
Libretto oratorio a Sant’Agata (Giuseppe Di Majo, 1752 e Nicola Brancaccio, 1768) p. 372
QR code e indice partiture musicali p. 393
Indice dei nomi p. 396
Fonti archivistiche p. 401
Bibliografia p. 402
