La mitra di San Giovanni Elemosiniere in un originale stile tutto casaranese

 

di Fabio Cavallo e Rocco Severino De Micheli

 

Fig 1-l’attuale simulacro in legno di S. Giovanni Elemosiniere – scuola napoletana del 1700

 

Nell’iconografia occidentale San Giovanni Elemosiniere non è mai raffigurato con la mitra “bicorne” come quella in uso da circa tre secoli in Casarano, di cui è patrono principale, bensì con quella di tipo latino, ossia con due punte se vista lateralmente.

Vediamo alcuni esempi:

 

Fig 2 – Ante 1699 – San Giovanni Elemosiniere con i poveri – disegno su carta cm. 29×41 – Musei civici di Pavia
San Giovanni elemosiniere, ambito italiano – Opere e oggetti d’arte – Lombardia Beni Culturali

 

La scena si svolge in un interno, dove San Giovanni, adagiato su una sedia, volge la sua attenzione ad un piccolo gruppo di mendicanti facendo loro l’elemosina. Nella parte alta della composizione possiamo scorgere la Vergine col Bambino e due angeli che sorreggono la mitra (indicata con la freccia rossa) e il pastorale, simboli della dignità episcopale.

Fig 3 – Stampa da dipinto di Tiziano Vecellio conservata presso l’Accademia di Venezia Dorsoduro (dal web)

 

Fig 4 – Dipinto di San Giovanni Elemosiniere presso il National Museum of Fine Arts a La Valletta (Mattia Preti) (dal web)

 

 

Fig 5- Colonna del 1760  di San Giovanni Elemosiniere, particolare – Morciano di Leuca

 

 

Fig 6 – Cavallino (LE) , chiesa Parrocchiale altare eretto nel 1703 dal marchese Castromediano, al protettore della sua famiglia.
Si noti la mitra latina tenuta da un angelo

 

 

Fig 7 – Pala di san Giovanni Elemosiniere a Venezia (Bragora), un assistente ha in mano la mitra latina e così anche l’angelo in marmo

 

Fig 8 – Santino di San Giovanni Elemosiniere – ‘700 (dal web)

 

 

Fig 9 – Santino di San Giovanni Elemosiniere – ‘700 (del duca D’Aquino?) (dal web)

 

Prendiamo lo spunto dai due suesposti santini, trovati sul web, per un inciso sul duca di Casarano Giacomo D’Aquino, noto come grande devoto al santo.

Pertanto, pubblichiamo la lettera (fig 10), datata 1 aprile 1782, con la quale il sacerdote don Felice Lezzi, intessendone le lodi, fa menzione della stampa di moltissime immagini di san Giovanni, commissionata dal nobile.

 

Fig 10 – Testo della lettera di don Felice Lezzi al duca D’Aquino tratta dal libro di don Raffaele Martina “Vita di S. Giovanni Elemosiniere” – 1986

 

Torniamo all’argomento principale esaminando la statua lignea napoletana del Settecento, oggi simulacro processionale. In essa, rileviamo che proprio per i paramenti indossati, quale il piviale e le chiroteche, strutture lignee fisse di stampo latino, la mitra non poteva che essere verosimilmente anch’essa dello stesso stile, seppure la sagomatura della capigliatura (fig 12) ben si adattava all’applicazione di un copricapo mobile dell’uno o dell’altro tipo.

Fig 11- Simulacro del ‘700 di S. Giovanni Elemosiniere momentaneamente a capo scoperto

 

Fig 12 – Simulacro di San Giovanni Elemosiniere, particolare della testa

 

Perché dunque l’insolita forma “bicorne” della mitra?

Dopo aver valutato alcune motivazioni, ci siamo focalizzati su una in particolare:

La tela custodita nello studio del parroco di Maria SS. Annunziata di Casarano, oggetto di un nostro recente articolo, crediamo abbia generato, tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, un equivoco iconografico.

https://www.fondazioneterradotranto.it/2026/02/10/un-equivoco-iconografico-settecentesco-a-casarano/

Nel dipinto, il sommo sacerdote Simeone, raffigurato con mitra “bicorne”, caratteristica delle figure ieratiche del Vecchio Testamento, nel mentre accoglie la piccola Maria, nell’episodio della “Presentazione al Tempio” (1), sarebbe stato scambiato per san Giovanni Elemosiniere. Da quell’equivoco sarebbe scaturita la trasformazione del copricapo del santo, fino ad allora rappresentato con la mitra vescovile latina (pentagono irregolare a punte centrali) in forma “bicorne”, nonostante a Casarano fossero già presenti diverse immagini del patrono con il copricapo di stampo latino; tra queste:

  • due statue in pietra leccese: una del 1712 sul frontone della chiesa madre e l’altra del 1719 sull’altare dedicato al santo, entrambe con mitra a punta centrale, arricchita da un elemento simile a un diadema;
Fig13- statua del 1712 ca. in pietra sul frontone

 

fig 14- statua del 1719 in pietra sull’altare

 

  • una piccola statua in pietra a mezzo busto, nota come quella dei “panitteddhri”, la cui mitra originaria, in tempi relativamente recenti, fu modificata rendendola “ bicorne”;

 

Fig 15- Statuina in pietra di S. Giovanni Elemosiniere, con la mitra latina modificata – chiesa madre

 

  • una piccola statua in pietra a mezzo busto proveniente dalla donazione del barone De Donatis, oggi nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria;
fig 16- statuina in pietra di S. Giovanni Elemosiniere – chiesa Cuore Immacolato di Maria

 

  • un telero di Oronzo Tiso (1729-1800) posto nel coro della chiesa madre, che raffigura il santo mentre distribuisce elemosine;
Fig 17 – Il telero del Tiso nella chiesa madre

 

 

  • un affresco settecentesco in un cortile privato del centro storico, dove san Giovanni è raffigurato mentre distribuisce del pane ad alcuni poveri;

 

Fig 18 – San Giovanni che distribuisce del pane ai poveri – cortile privato

 

 

 

Fig 19 -Particolare del vassoio con i pani

Va ricordato che, nell’iconografia dell’area greco-ortodossa, i santi, compreso il nostro, sono quasi sempre raffigurati a capo scoperto o, al massimo, con dei copricapo simili a una tiara (fig 23), mentre nell’area cattolico-romana portano regolarmente la mitra vescovile latina,

Fig 20 – San Giovanni Elemosiniere dell’area greco-ortodossa (dal web)

 

Ci siamo chiesti chi poteva essere stato a introdurre l’uso del nuovo copricapo, la risposta pensiamo di averla trovata esaminando la seguente immagine calcografica in cui compare la mitra “bicorne”:

Fig 21 – Calcografia di anonimo di S. Giovanni E. con responsorio – fine 1700 inizi 1800 –(si ringrazia il sig. Cosimo Damiano Toma)

 

La figura consiste in una stampa calcografica (cm. 20 x 26,5), conservata da privati, ricavata da un’incisione su rame e commissionata dal nobile Tommaso Zuccaro (2). L’immagine riporta il “Responsorio”, risalente alla metà del Settecento ed è attribuito allo stesso don Felice Lezzi, oltre a presentare un’annotazione che attesta la devozione del committente. Nel testo centrale (fig 22) leggiamo che l’immagine è stata copiata da un “autographo graeco”, inteso della Graecia, “ad vivum expressa”, cioè in modo fedele da un modello preesistente. Ma quale?

 

Fig 22 – particolare della didascalia

 

A nostro parere, lo Zuccaro, conoscitore della devozione al santo, da parte dei fedeli dell’area greco-ortodossa, avrà visionato qualche immagine o icona magari simile a quella di fig. 23 e, in fase di committenza della sua calcografia, ha ritenuto far comporre la scena riprendendo alcuni elementi caratteristici della iconografia vescovile greco-ortodossa: il seggio, l’epigonation (3) e l’omophorion (4), ma aggiungendo alcuni poveri  riceventi l’elemosina. E’ in questa composizione grafica che egli ha ritenuto di adottare il copricapo arcaico “bicorne”, ricavato dalla tela sopra citata credendo che il santo ivi raffigurato fosse San Giovanni Elemosiniere.

(Si noti la somiglianza del trono, dell’epigonation (rombo rosso sul ginocchio dx) e dell’ omophorion, elementi presenti nella calcografia),

 

Fig 23 – San Giovanni Elemosiniere – pittore ignoto cretese-veneziano del XVII sec. (Museo Mandralisca di Cefalù)

 

La stampa calcografica sopra descritta è stato il discrimine nell’utilizzo della mitra nella nuova forma “bicorne” al posto di quella originaria latina.

Da quel momento in poi si è utilizzata la mitra “bicorne” per le nuove raffigurazioni  casaranesi di san Giovanni Elemosiniere, eccone alcune:

  • un dipinto su tavola, successivamente applicato a un paravento usato nella chiesa di San Domenico, ma proveniente dalla chiesa madre;
Fig 24 – Il dipinto su tavola (1750-1799) applicato sul paravento
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600194965

 

  • la statua lapidea, posta sulla colonna in piazza eretta nel 1850 da Michele Rizzo (5),questa, più di ogni altra raffigurazione, ha consolidato definitivamente l’adozione della mitra “bicorne”, al punto che, per tutti quanti, è impensabile immaginare il patrono casaranese con un copricapo diverso.
Fig 25 – 1850 Michele Rizzo – La statua di san Giovanni Elemosiniere nella piazza omonima

 

  • il santino ricavato da un dipinto di Antonio Toma riproducente fedelmente la calcografia di cui innanzi.
Fig 26 – Antonio Toma – santino (epoca moderna)

 

 

In sintesi:

  • Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento un probabile errore interpretativo di una tela avrebbe trasformato l’iconografia di san Giovanni Elemosiniere modificando la conformazione della mitra.
  • La mitra, originariamente latina, divenne bicuspide con punte frontali a “corna”.
  • La stampa commissionata da Tommaso Zuccaro diffuse nel popolo questa nuova immagine.
  • Con la statua sulla colonna del 1850 la variante fu definitivamente consolidata.

Conclusione:

  • L’iconografia casaranese di San Giovanni Elemosiniere, con la sua singolare mitra “bicorne”, rappresenta una rarità nel panorama raffigurativo legato ai santi del Nuovo Testamento.

 

Note:

  1. L’episodio è narrato nel Protovangelo apocrifo di Giacomo.
  2. Tommaso Zuccaro nato nel 1752 e morto il 3.11.1832, figlio di Pietro Antonio da Nardò e di Angela Antonia de Pandis da Casarano. Sposò Donata Gongolicchio di Specchia. Egli fu sindaco di Casarano dal 1777 al 1779, uomo pio, fu colui che, nel 1820, fece restaurare l’altare dello Spirito Santo in chiesa madre.
  3. L’epigonation, (“sopra il ginocchio”) è un paramento liturgico tipico del rito bizantino, utilizzato nelle Chiese ortodosse e cattoliche di rito orientale. Consiste in un panno rigido a forma di rombo, solitamente ricamato, appeso alla cintura sul lato destro del ginocchio di vescovi, archimandriti e alcuni presbiteri come segno di distinzione onorifica. Simboleggia la Spada dello Spirito ovvero la Parola di Dio (da Treccani),
  4. Omophorion, paramento liturgico episcopale proprio delle Chiese ortodosse e cattoliche di rito bizantino, simile al pallio occidentale.
  5. Michele Rizzo, scultore, nato a Casarano nel 1831 e morto ad Alliste nel 1918, figlio di Policarpio e di Rosa Margarito, rimasto vedovo senza prole nel 1875, poco tempo dopo si fece sacerdote svolgendo la sua missione a Collepasso e ad Alliste.

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