di Gilberto Spagnolo
Sono stato in una moltitudine di forme
Prima di assumere una forma congeniale.
Sono stato una spada snella e screziata.
Lo crederò, quando sarà evidente,
Sono stato una goccia nell’aria,
Sono stato la stella più spenta,
Sono stato una parola tra le lettere,
Sono stato un libro.
Poesia gallese del VI secolo1
È una fervida passione, inarrestabile e incontenibile, il “collezionare” (e in questa circostanza esclusivamente libri) con un ritmo particolare che ha soprattutto una perfetta corrispondenza con la propria vita. È certamente il “racconto” e il “viaggio” di una non comune sensibilità, la consacrazione di una storia che da personale diventa nello stesso tempo un bene collettivo. In tutto ciò, il collezionista è l’opposto dell’antiquario perché “non cede ma raccoglie, e non per sé ma perché resti memoria di sé… Perché non si trova ciò che si cerca, ma si cerca ciò che si trova seguendo il caso e il destino”2.
Lo scrittore Alberto Manguel (saggista, traduttore e critico), direttore per alcuni anni della Biblioteca Nazionale Argentina, ha scritto una bellissima elegia su quello che viene definito “amore per i libri” e che qui vale la pena evidenziare. “Il fatto – si legge sul retro della sopraccoperta di “Vivere con i libri” – è che i libri raccontano una storia. Non solo quella che c’è scritta dentro (che a volte non è nemmeno la più importante) ma quella che si portano dietro. Perché ogni Biblioteca è un luogo di memoria: sugli scaffali si succedono non solo i volumi ma anche il ricordo di quando leggemmo quel determinato testo, la città in cui l’abbiamo comprato, la persona che ce lo consigliò, il piccolo o grande dolore che quella lettura ha saputo lenire. Una libreria è una collezione di malinconie e di gioie, un repertorio di persone amate o dimenticate, un tributo alla speranza (o all’illusione) che quell’inerme massa di carta possa in qualche modo restituirci l’immagine degli individui che siamo”3.
Ritrovo perfettamente in queste parole le mie esperienze di vita professionale fatte a Lima, Barcellona, Venezia; perciò credo mi accomunino queste emozioni con Alfredo Calabrese, emozioni che alimentano una passione intensa e a volte avventurosa e che caratterizzano questo amore intramontabile per i libri, nella convinzione che ogni Biblioteca è appunto un archivio privilegiato di memoria e non di reliquie di vite perdute, consci che “il fine non è averle, ma salvarle, proteggerle, tenerle in un recinto i cui confini sono quelli della scoperta, del gusto, della conoscenza”4.
Conservo ancora oggi come se fosse ieri e come un ricordo indelebile, il momento in cui mi accolse nella sua straordinaria biblioteca/Museo, in un giorno di quell’anno (1988) in cui con altri amici (alcuni molto cari non ci sono più) realizzammo la pubblicazione “LI PAMPAUDDRI” e la 1° Rassegna di cose del passato novolese. La rassegna era dedicata a Enzo Maria Ramondini, “avvocato valoroso e probo” che con i suoi studi e la sua attività, con l’Associazione Amici dell’Arneo e poi con la creazione del Gruppo di Studi A. Mattei volle portare a compimento un programma di ricerche sulla Storia di Novoli e del Salento realizzando così una biblioteca, una fototeca su Novoli, sul Salento e Terra d’Otranto. Ramondini risvegliò soprattutto allora in molti giovani novolesi l’amore per la ricerca e avvertì tra l’altro l’esigenza di riscoprire le radici autentiche della cultura e della civiltà meridionale e Salentina in particolare5.
Quel giorno ebbi improvvisamente la sensazione di essere catapultato in un altro mondo senza spazi e senza tempo: libri dappertutto, un’infinità, spiccavano con i loro dorsi e con le loro pregiate rilegature, in un disordine irregolare ma curato, formatosi gradualmente secondo la logica del collezionista che con perseveranza ha accumulato nel tempo gli oggetti senza preoccuparsi di dar loro una collocazione sistematica.
Probabilmente fu anche quell’incontro a segnare la mia passione “umanistica” di questi quarant’anni dedicati alla ricerca e principalmente ai libri. Inizialmente infatti fui spinto da un piacere diciamo culturale ma poi ho provato un forte desiderio di avere e conservare i testi che incontravo (perché “d’incontro” si tratta) cercando nel contempo di focalizzare l’attenzione sull’area salentina e ovviamente anche sul mio luogo di nascita.
Era inevitabile perciò scrivere per tale occasione queste pagine e dedicare al caro amico Alfredo Calabrese il presente contributo. Esso, in sintesi, vuole essere infatti semplicemente un percorso cronologico-bibliografico fra i libri (con note essenziali di approfondimento), libri di indubbia importanza, alcuni particolarmente rari o non conosciuti e appartenenti alla mia raccolta privata (tra questi anche le opere di autori di Campi Salentina come Rapanà e Rosati), che mettono in luce aspetti per certi versi anche inediti sia sul piano tipografico che su quello contenutistico dei singoli e vari autori salentini e che possono aprire ad ulteriori indagini sulla storia della stampa leccese.
Sono libri però non “on-line”, “immateriali”, ma di solida presenza nella forma, dimensione, consistenza, nella loro rara e unica bellezza. Altre occasioni e collaborazioni nel tempo hanno mantenuto a distanza di anni questa amicizia. Tra l’altro, in quell’incontro, in un reciproco scambio – e di questo gliene sarò sempre grato – ho potuto acquisire nella mia collezione una foto che ritengo essere la più antica sulla costruzione della “focara” di Novoli. Oggi perciò sono ben felice di lasciare questa mia testimonianza fra “libri e ricordi”. Essa vuole essere sul piano simbolico un “ritrovarsi nella memoria”, un felice ritorno a quella “collettiva”, a quella memoria che ha un valore una fisionomia certamente “immortale”.

ANTONIO DE FERRARIIS DETTO IL GALATEO
ANTONII / GALATEI LICIEN/ SIS PHILOSOPHI ET MEDICI/ DOCTISSIMI QUI AETA – Te magni Pontani vixit, liber de/ SITV ELEMEN – TORUM. / Reliqua versa pagina indicat. / BASILEAE, PER PETRVM PERNAM. / M. D. LVIII. / INDEX RERVM ET/ Verborum in hoc opusculo/ contentorum/ Errata sic corrigito. / Prior numerus paginam, posterior versum/ indicat.
cm 9,5 x 15, pp. 143
Note
Il libro, formando un volume unico con la sua legatura piena in pergamena originale, è unito all’edizione contraffatta dell’opera fondamentale di Antonio de Ferrariis detto il Galateo, ovvero il “De situ Japygiae” nella sua prima edizione curata da Giov. Bernardino Bonifacio nel 1558, con altri opuscoli, a Basilea per i tipi del Perna6.
CESARE RAHO
DE/ ELOQUENTIAE/ LAVDIBVS CAESARIS/ RAHI ALEXANEN – SIS PHILOSOPHI/ ORATIO NEAPOLI/ Apud Horatium Salvianum/ M. D. LXXVII/
cm 11 x 15 – pp. 26
Note
Una particolarità di quest’opera estremamente rara, quasi sconosciuta agli studi documentari, del filosofo di Alessano, sono anche le pagine in apertura dedicate a Scipione Delli Monti, militare e poeta, “celebre guerriero” figlio di Giovanbattista marchese di Corigliano7.
SUCCESSI DELL’ARMATA TURCHESCA (1480)
SVCCESSI/ DELL’ARMATA/ TVRCHESCA/ NELLA CITTA’ D’OTRANTO/ NELL’ANNO M. CCCCLXXX. / Progressi dell’Essercito & d’Armata. Condottaui da Alfonso Duca di Calabria; scritti in Lingua Latina da/ Antonio Ferrarijs detto il Galateo, Proto – medico del Regno, & Medico del Serenissimo Ferrante, Rè di Napoli. / ET TRADOTTI IN LINGVA VOLGARE PER L’ABBATE/ Gio. Michele Martiano d’Otranto, Dottore in Iure Canonico. / All’Illustrissimo, & Eccellentissimo Signor/ MARINO CARACCIOLO DVCA DELLA TRIPALD A./ IN NAPOLI, Appresso Lazzaro Scorriggio. MDCXII. / Ad instanza di Pietro Antonio Rega Libraro. /
cm 16,5 x 23, p. 95.
Note
Seconda edizione della rarissima operetta dei “Successi dell’armata turchesca nella città d’Otranto” nell’anno MCCCCLXXX dell’Abate Giovanni Michele Martiano apparsi a stampa “nell’editio princeps” per i tipi di Giovanni Bernardino Desa a Copertino nel 1583 ovvero primo libro messo a stampa dal primo tipografo di Terra d’Otranto8.
GIOVAN BATTISTA CRISPO
VITA/ DI/ GIACOPO/ SANNAZZARO / Descritta/ DA GIO. BATTISTA CRISPO,/ da Gallipoli./ Di nuovo ristampata, & accresciuta./ IN ROMA, Presso à Luigi Zannetti. 1593,/ Et in NAPOLI, Per Lazaro Scorigio. 1633.
cm 10,5 x 16, pp. 64
Note
Nato a Gallipoli, Giovan Battista Crispo fu filosofo e letterato. Trasferendosi a Napoli per studiare si fece prete. Sotto la guida di Giovan Tommaso Giannuzzi, Francesco Mazzucci e Giovanni Antonio Pisano studiò letteratura, medicina e matematica e cosmografia. Angelo di Costanzo lo volle come precettore dei suoi nipoti. Nel frontespizio dell’opera è inciso in rame un ritratto dello stesso Sannazaro. La lettera dedicatoria del Crispo è rivolta all’Ill. S. Aldo Mannucci ed è datata Roma (dove morì) 1 Agosto 1593.

GIUSEPPE BATTISTA
LE/ GIORNATE/ ACCADEMICHE,/ PROSE/ DI GIVSEPPE/ BATTISTA, DEDICATE/ All’Illustris., e Eccell. Sig./ FRANCESCO/ MARINO/ CARACCIOLO/ PRINCIPE D’AVELLINO, &. C. VENETIA,/ Presso Combi & la Noù, M. DC. LXXIII , / Con licenza de’ Superiorj, e Privilegio.
cm 8 x 15, pp. 315
Note
Giuseppe Battista (1610-1675) nato a Grottaglie (TA) da Cesare e Macedonia Fasano, fu poeta, agiografo e letterato. Divenuto sacerdote si trasferì volontariamente a Napoli per sottrarsi al suo feudatario. L’opera è corredata da una bella antiporta incisa in rame ed è divisa in due parti. Il libro si chiude con “alcune poesie in lode dell’Autore”.

FABRIZIO PIGNATELLI
DISTINTO RAGGUAGLIO/ DEL POMPOSO RICEVIMENTO, E FESTE NELL’ARRIVO / DELL’ILLVSTRISSIMO MONSIGNOR VESCOVO/ D. FABRIZIO/ PIGNATELLI/ INDIRIZZATO ALL’ECCELLENTISS. SIGNOR CONTE/ GALASSO/ AMBASCIADORE PER S. C. C. MAESTA’/ PRESSO SVA SANTITA’ IN ROMA/ Dalla Illustrissima. E Fedelissima Città di/ LECCE/ Il di 24. Aprile MDCCXIX./ LECCE per Tommaso Mazzei Stampadore della medesima Città./ CON LICENZA DE’ SVPERIORI./
cm 14 x 19,5, pp. 17
Note
È la narrazione viva e fedele di tutti i solennissimi festeggiamenti civili e religiosi fatti in Lecce per il solenne ritorno del Vescovo Fabrizio Pignatelli il 24 Aprile del 1719, dopo 8 anni d’Interdetto, dal 1711 al 1719, lanciato contro la città e la diocesi di Lecce. L’Interdetto “non fu una semplice protesta dell’autorità spirituale ritenutasi offesa dal Governo laico cittadino, ma la manifestazione vera ed evidente di una guerra contro i mille privilegi di una classe”9.

POMPA ACCADEMICA
POMPA ACCADEMICA/ CELEBRATA NEL DI PRIMO D’OTTOBRE/ NATALE/ DELL’AUGUSTISSIMO IMPERADORE/ CARLO VI/ RE DI SPAGNA/ PER L’ANNO MDCCXXI/ NELLA SALA DEL CASTELLO DI LECCE DA/ D. MAGIN DE VILES/ PRESIDE DI QVESTA PROVINCIA/ CONSAGRATA ALL’EMINENTIS. PRINCIPE/ MICHELE FEDERICO DEL TITOLO DI S. SABRINA PRETE CARDIN./ DE’ CONTI D’ALTHANN./
Vescovo di Vaccia, Libero Barone di Goldburg, e Murflecten Consigliere/ intimo presentemente di S. M. C:, e C Comprotettore della Germania, de’/Regni, delle Provincie, e de’ Dominj Ereditarj della Casa d’Austria e Ministro Plenipotenziario alla S. Sede Appostolica./ IN LECCE dalla Nuova Stampa del Mazzei 1721./ Con licenza de’ Superiori.
cm 20,5 x 25,5, pp. 68
Note
È certamente una delle più belle edizioni uscita dai torchi di Tommaso Mazzei, in formato grande in carta raffinata, che Raccoglie “un’Accademia di letterati” e “il tributo delle loro muse” per festeggiare “lo di Natale dell’Augustissimo nostro Imperatore Carlo VI”. Vi figurano molti nobili di Lecce e Provincia e molti Accademici degli Spioni, dei Trasformati e degli Speculatori, tra i quali Errico Enriquez Principe di Squinzano, Marcello Filomarini dei Duchi della Torre, Antonio Filomarini dei Duchi di Cutrofiano, Agostino Solazzo De’ Principi di Lequile, Francesco Maria Tresca, Mauro Manieri, Gio. Battista Marescallo, Barone di S. Ligorio, Ignazio Viva Barone di Specchia Rosa ecc.

SAVERIO PANSUTI
La/ SOFONISBA/ TRAGEDIA/ DI SAVERIO PANSUTI/ CONSECRATA/ ALL’ILLUSTRISSIMA SIGNORA/ D. MARINA/ DELLA TORRE/ Marchesa di Novoli, Baronessa/ di Carignani & c./ IN NAPOLI MDCCXXVI./ Presso Domenico – Antonio, e Niccolò Parrino/ Con Licenza de’ Superiori/
cm 12 x 17, pp. 91
Note
I Carignani tennero Novoli per 92 anni e furono gli ultimi signori del luogo sino alla soppressione della feudalità applicata nel Salento nel mese di agosto del 1806. Quest’opera del letterato napoletano Saverio Pansuti è dedicata alla duchessa Marina della Torre madre di Felice e moglie di Francesco Carignani cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano. La tragedia inoltre è impreziosita da una pregevole antiporta incisa in rame10.

CELESTINO ROLLO
DE CORPORUM/ MOTU/ RECTILINEO, ET CURVILINEO/ in mediis non resistentibus/ LIBRI DUO:/ AUCTORE/ D. COELESTINO ROLLO/ CONGREGATIONIS COELESTINORUM/ ORDINIS S. BENEDICTI/ Abbate, & Bononiensis Scientiarum Academiae Socio./ VENETIIS,/ Apud PETRUM BASSALEAM./ MDCCL./ SUPERIORUM PERMISSU./
cm 13 x 19,5, pp. 236 + 3 Errata Corrige + 15 Tavole più volte ripiegate.
Note
La complessa ed erudita opera del matematico leccese (1697 – 1755) che insegnò presso l’Università di Pisa dove tenne Cattedra dal 1744 al 1758 morendo a Firenze, è illustrata da ben XV grandi tavole d’ordine matematico più volte ripiegate.

ERRICO ENRIQUEZ
POESIE/ TOSCANE, E LATINE/ PER LA PROMOZIONE ALLA Sacra PORPORA/ DELL’EMINENTISSIMO, E REVERENDISSIMO PRINCIPE/ IL SignOR CARDINALE/ ARRIGO ENRIQUEZ/ PRINCIPE DI SQUINZANO/ PROTETTORE DELLA CITTA’, E DUCATO / DI CAMERINO/ In CAMERINO 1754. Nella Stamperia del Gabrielli/ CON LICENZA DE SUPERIORI.
cm 18 x 24, pp. 218, XLIV
Note
L’opera contiene un bellissimo ritratto inciso in rame dell’Enriquez (170l-l756); Nunzio Apostolico presso la Corte di Spagna, investito della Porpora Cardinalizia, poeta figlio di Giovanni Enriquez terzo Principe di Squinzano e di Cecilia Minutolo, che “la regia augustissima origin trae, discendendo Egli da D. Alfonso Enriquez figlio di D. Federico Infante di Castiglia, Gran Maestro dell’Ordine di S. Jacopo e figlio dell’Invittissimo Re Alfonso Undicesimo” (dalla Prefazione di Sebastiano Francesco Valentini).
GIUSEPPE NAYMO
INSTITUTIONES CIVILES/ SACRATISSIMI PRINCIPI/ JUSTINIANI/ compendioso carmine comprehensae PER REV. SACERDOTEM/ D. JOSEPHUM NAYMO/ Archipresbyterum Terrae Rugiani in Capite/ Salentino/ Cum notis e jusdem: & dicatae meritis Il./ lustrissimi, ac Reverendissimi Domini/ D. MARCELLI CUSANO/ ARCHIEPISCOPI PANORMITANI, & c,/ VENETIIS, MDCCLVIII/ TYPIS MARCELLINI PIOTTI/ In vico S. Moysis sub signo S. Philippi Neri./ SUPERIORUM PERMISSU./
cm 12 x 18, pp. 80
Note
Opera rarissima del dotto Arcipresbitero di Ruggiano, frazione di Salve, nato a S. Giovanni di Gerace (Reggio Calabria) il 1° giugno del 1688 e morto a Ruggiano il 21 settembre del 1762. Del Naymo si conoscono solo i Carmina Varia pubblicati a Lecce presso l’officina tipografica di Domenico Viverito nel 1758 con il lungo poema in versi “Belli Hydruntini etc.” dedicato all’eccidio di Otranto e conservato presso la Biblioteca Provinciale di Lecce. Quest’opera, unico esemplare conosciuto, è una versione in verso latino delle Istituzioni Civili di Giustiniano11.
PADRI MINIMI Dl LECCE
S. FRANCESCO DI PAOLA./ NELLA CORTE DI FRANCIA./ COMPONIMENTO DRAMMATICO / Da cantarsi nel di Festivo di detto Anno/ Nella Chiesa de’ PP. Minimi di Lecce/ In questo Anno 1758./ Da’ Medesimi Dedicato/ A SUA ECCELLENZA/ IL SIG. D. GIAMBATTISTA/ PROTONOBILISSIMO/ PRINCIPE DI MUCO & c./ In Lecce nella Stamperia di Domenico Viverito/ Con licenza de’ Superiori/
cm 15 x 21, pp. 31
Note
L’opera fu stampata per gratitudine verso il Principe di Muro dai Padri del Collegio dei Minimi di Lecce. La poesia è del “M.R.P.P. Pascalemaria Freda lettor Giubilato dell’Ordine de’ Minimi”. La musica è del Cherico Signor Celestino Greco Maestro della “Vescovil Cappella di Lecce”. “Interlocutori”: Giovanni Golia, Angelo Buonerba, Francesco Pascolino, Domenico Tornese, Francesco Mongelli. L’azione fu rappresentata nella “Real Villa di Plessis presso Tours”.

CELESTINO COMINALE
HISTORIA/ PHYSICO-MEDICA/ EPIDEMIAE NEAPOLITANAE/ AN. M. DCC. LXIV/ OPERA AC STUDIO/ CAELESTINI COMINALE/ IN /REGIO ARCHI-GYMNASIO NEAPOLITANO/ PHILOSOPHIAE, ET MATHESEOS PROFESSORIS/ ELUCUBRATA./ NEAPOLI M. DCC. LXIV./ VULGANDI IMPETRATA VENIA/ EXCUDEBAT FRANCISCUS MORELLUS/.
cm 21 x 28, pp. XVI, 208
Note
Opera rarissima del medico nato in Uggiano (29 Ottobre 1722 ed ivi morto nel 1785) divenuto celebre perché osò sfidare lo scienziato inglese Newton criticandone fortemente le sue dottrine nell’opera Anti-Newtonianismi in quattro tomi pubblicati da Benedetto Gessari a Napoli nel 1754, nel 1756, nel 1769 e nel 1770. In questa storia fisico-medica dell’epidemia napoletana del 1764, il Cominale (professore anche di filosofia e matematica nel Regio Archiginnasio napoletano) “parte per parte espone, con metodo, veramente felice, tutto ciò che può servire alla storia del male, delle cagioni, de’ Sintomi, della cura ed altro, che richiedesi a provenir sì fatti morbi contagiosi, ed epidemici, come lo furono in Napoli in quell’anno ben degno di eterna reminiscenza” (come ebbe a scrivere Giovan Battista De Tommasi di Gallipoli nel profilo biografico per l’opera monumentale Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli, tomo IX, Gervasi 1822). Questo esemplare è in splendida rilegatura in pergamena coeva con piatti decorati finemente al centro.

BALDASSARRE PAPADIA (EGLOGHE PASTORALI)
EGLOGHE PASTORALI/ DI/ BALDASSARRE PAPADIA/ NAPOLI/ 1770/
cm 21 x 28, pp. 43 (senza indicazione del tipografo)
Note
L’esemplare di quest’opera del Papadia è in marocchino rosso cartonato con piatti decorati in oro, una bordura rettangolare di fiori e foglie stilizzate sempre in oro anche sul dorso e uno grande a secco al centro della copertina sia anteriore che posteriore. La copia, che non riporta l’indicazione del tipografo che l’ha stampata, è sicuramente quella appartenuta allo stesso Papadia. In fine infatti, fa corpo unico con le Egloghe una preziosa lettera autografa dell’Abate Pietro Metastasio “all’Autore” datata Vienna l6 Agosto 1770, in cui lo ringrazia per avergliene mandata una copia e soprattutto per averlo ricordato a conclusione come “il grande ARTINO –De’ più egregi Pastori onore, e lume…” (Artino è il nome del Metastasio tra gli Arcadì).

CARLO DE MARCO
Per la ricuperata salute/ di sua eccellenza il Signor/ Don Carlo / de marco/ segretario di stato/ per gli affari di grazia, di giustizia,/ ed ecclesiastici/ di sua maesta’/ delle due sicilie/ inno/ di F. B. M. D. L. C./ in roma MDCCLXXII./ nella stamperia di pallade/ con licenza de’ superiori./
cm 19 x 24, pp. XXVIII
Note
“Capolavoro tipografico” dedicato al giureconsulto nato a Brindisi, Carlo De Marco che tra l’altro abolì il Santo Ufficio in Sicilia con editto del 16 marzo 1782 e che fu decorato da Ferdinando IV dell’Ordine di San Gennaro. L’opera è tutta illustrata in ogni pagina da splendide incisioni a colori e si apre con un sonetto di Romualdo DE STERLICH Marchese di Cermignano “a Sua Eccellenza il Signor D. Michelle Imperiale Principe di Francavilla”.
COSIMO MOSCHETTINI
DELLA BRUSCA/ MALATTIA DEGLI ULIVI/ DI TERRA D’OTRANTO/ SUA NATURA, CAGIONI, EFFETTI & C./ DISSERTAZIONE/ DI/ COSIMO MOSCHETTINI/ PROFESSORE DI MEDICINA, E FILOSOFIA,/ ACCADEMICO & C./ Felix, qui potuit rerum cognoscere/caussas./ NAPOLI MDCCLXXVII./ Per VINCENZO MAZZOLA-VOCOLA./ Regio Impressore./ Con licenza de’ Superiori.
cm 11,5 x 17,5, pp. 94
Note
Dopo aver pubblicato a Napoli nel 1769 la sua prima opera dal titolo De Causis Morborum, il celebre medico e agronomo Cosimo Moschettini (Martano l747-1820) iniziò il suo percorso di importanti e preziosi studi di agronomia, dando alle stampe la rarissima “dissertazione” sulla Brusca che “è quella malattia de’ nostri Ulivi, per cui mezzo ammortendosi, e presso a poco seccandosi le più rigorose, e verdeggianti frondi delle volte col loro più tenero stelo, si staccano da questo, cadono, restando l’albero bruscato”. Forse premonizzando funesti “tempi futuri” scrive ancora il Moschettini nella sua prefazione: “Il fenomeno della Brusca merita l’attenzione d’ogni buon cittadino; poiché, se ben si riflette, ella è un morbo, che interesa per la miglior parte dipende la miseria d’una presso a poco intiera Provincia”. L’opera infine è dedicata A sua eccellenza/ il signor/ D. sebastiano gadaleta/ Marchese di Martano, Signore di Calimera, Barone di Binetto, Feudatario di Galpi ecc.
BALDASSARRE PAPADIA (CANZONI)
Agli egregi signori/ fratelli terres/ sopra/ il S. Natale/ canzone/ del dottor/ D. Baldassarre papadia./ Napoli 1785
cm 14 x 20, pp. 4 (senza indicazione del tipografo).
Note
Questa “canzone” e tutte le seguenti, stampate in carta azzurrina, del letterato galatinese (in corrispondenza epistolare con il Metastasio), conosciuto soprattutto per le “Vite di uomini illustri salentini” (Napoli 1806) sono singolarmente unite in due volumi contenenti altre opere varie, rilegati in splendida pergamena.

Baldassarre Papadia
Al signor abate/ pierantONIO SERASSI/ PER LA VITA DA LUI COMPOSTA/ DI/ TORQUATO TASSO/ CANZONE/ DEL DOTTOR/ BALDASSAR PAPADIA/ A ROMA/ Nella Stamperia Salomoni alla piazza di S. Ignacio/ Con Licenza de’ Superiori/ MDCCXC./
cm 14 x 20, pp. VI
BALDASSARRE PAPADIA
ALL’INCLITA/ CITTA’ DI BERGAMO/ IN MORTE/ DELL’ABATE/ PIERANTONIO SERASSI/ CANZONE/ DEL DOTTOR/ BALDASSAR PAPADIA/ A ROMA/ Nella Stamperia Salomoni alla piazza di S. Ignacio/ Con Licenza de’ Superiori/ MDCCXCI/
cm 14 x 20, pp. VIII
BALDASSARRE PAPADIA
IN LODE DEL CAVALIER SIGNOR ABATE/ GIROLAMO TIRABOSCHI/ PER LA DI LUI STORIA/ DELLA/ LETTERATURA ITALIANA./ CANZONE/ DI BALDASSAR PAPADIA/ NAPOLI 1799.
cm 14 x 20 pp. 4 (senza indicazione del tipografo)
FRANCESCO ANTONIO ASTORE
IN SOLLEMINI/ SS. APOSTOLORUM/ PETRI ET PAULLI/ FESTO DIE XXIX. JUNII MDCCLXXXV./FRANCISCI ANTONII ASTORE/ NEAPOLITANI./
cm 11 x 18, pp. 8 (senza luogo e anno di stampa, ma 1785)
Note
Il letterato Francesco Antonio Astore nacque a Casarano da Andrea e Domenica Cezza. Studiò letteratura e filosofia nel seminario di Lecce sotto la guida di Giovanni Cocchiara. Trasferitosi a Napoli fu tra i discepoli del Genovesi. Nel 1799 fu tra i patrioti che proclamarono la Repubbica Partenopea; “ma conclusasi in quei giorni, cadde insieme a tanti altri sul patibolo per l’efferatezza di Carolina d’Austria”. Quest’opera dell’Astore, inserita insieme ad altre opere di altri autori in un volume in pergamena “Opuscoli Vari”, è sconosciuta alla Bibliografia su di lui.
ANTONIO PIGNATELLI
FESTEGGIANDOSI/ LA TRASLAZIONE/ DEL SANGUE/ DEL/ GLORIOSO/ MARTIRE/ S. GENNARO/ DAL NOBILE SEDILE DI NIDO/ NEL DI 5 MAGGIO 1787/ CANTATA/ DI ANTONIO PIGNATELLI/ Marchese di Galatone/ IN NAPOLI MDCCLXXXVII./ PRESSO GENNARO MIGLIACCIO/ STAMPATORE DELL’ECCELL. CITTA’./
cm 19 x 24, pp. XIX
Note
Interlocutori: “La fede, la gloria, la religione. Coro di Virtù seguaci della fede. Coro di Genj celesti seguaci della religione. La musica è del Signor Giovanni Paesiello Maestro di Cappella Napolitano all’attuale servizio delle LL. MM. In qualità di compositore”. Alla “cantata” seguono le XIII inscrizioni/ di salvatore grimaldi/ Socio della Reale Accademia delle S. e B. L. ed “Accademico Estruco”12.
EPIFANIA DEGLI DEI
LA/ EPIFANIA DEGLI DEI/ APPO GLI ANTICHI./
Senza indicazione di luogo e anno di stampa ma Napoli Raffaele Porcelli 1788.
cm 14,5 x 21,5, pp. 96
Note
Il libro è “una dissertazione di antica Teologia intorno all’Epifania de’ numi ed agli effetti di quella”. E contiene, di Michele Arditi (1746-1838, di Presicce, giureconsulto, archeologo, letterato, marchese di Castelvetere) tutte le lettere che egli scrisse all’avvocato fiscale D. Saverio Mattei suo vecchio amico, e le sue dotte risposte in occasione della pubblicazione del I tomo dei suoi Paralipomeni per le stampe di Raffaele Porcelli e che lo stesso editore ebbe cura di raccogliere insieme e pubblicarle in un volume con questo titolo. Molto interessanti sono all’interno alcuni riferimenti dell’Arditi al Galateo nelle lettere inviate da Presicce il 28 febbraio 1788 e il 6 maggio 1788 (e che si riportano in nota). Altri riferimenti importanti sono anche quelli a Francesco Serao “già nostro Protomedico di chiara fama, dum fata, Deusque sinebant… dell’ampia sua erudizione” e al marchese Giuseppe Palmieri che “mi ha mandato in dono la ristampa delle sue Riflessioni sulla pubblica felicità relativamente al Regno di Napoli”13.
PASQUALE CAFARO
ELOGIO/ DI/ PASQUALE CAFARO/ MAESTRO DI CAPPELLA/ NAPOLETANO/ AEQUA lege necessitas/ sortitur Insignes & imos./ Horat. Lib. III. Od. I/ MDCCLXXXVIII
cm 11 x 17,5, p. 22
Note
L’elogio di Pasquale Cafaro (1706-1787), musicista galatinese, allievo del celebre maestro Leonardo Leo suo paesano, è scritto dal Canonico Giovanni De Silva De’ Marchesi della Banditella ed è dedicato “All’Egregio Patrizio D. ANTONIO DI GENNARO Duca di Belforte, Principe di Cantalupo Marchese di S. Massimo ecc. ecc.” L’elogio è sconosciuto alla bibliografia su di lui.

NICOLA FAVALE
LE NOTTI PARTENOPEE/ SAGGIO/ SU’ I MATRIMONJ,/ E/ SULLA EDUCAZIONE DE’ FIGLI/ DEL DOTTOR/ NICOLA FAVALE/ ACCADEMICO DEL GIGLIO D’ ORO/ OSSIA DEGLI SPECULATORI,/ IN LECCE./ NAPOLI MDCCXCII./ Presso ONOFRIO ZAMBRAJA./ Con licenza de’ Superiori./
cm 12,5 x 19,5, pp. 126.
Note
Questa rarissima e interessante operetta sui matrimoni e sull’educazione dei figli del letterato originario di Taviano (della sua produzione si conosce solo questa citata dal Dizionario Biografico degli Uomini Illustri di Terra d’Otranto) è dedicata a S. E. Il Signor Marchese D. Saverio Gimonetti, Segretario di Stato per il dipartimento di Grazia e Giustizia per sua maestà Ferdinando IV. Re delle due Sicilie. Come si legge nell’Avviso al lettore “L’autore ha intitolato questa operetta Notti Partenopee ad imitazione di Gellio, e di Young, i quali perché anche scrissero in Varie Notti le lor’ Opere, le intitolarono il primo Notti Attiche dal tempo, e dal luogo, ove scrisse, il secondo Notti dal tempo, e dal nome dello stesso Autore”.
ORONZO RAPANA’
ORONTII RAPANA’/ CL. REG. SCHOL. PIARUM/ PHILOSOPHIAE ET MATHESEOS PROFESSORIS/ INSTITUTIONES/ PHILOSOPHIAE RATIONALIS, ET/ METAPHYSICAE/ MATHEMATICA METHODO EXORNATAE./ TOMUS I, II, III./ NEAPOLI MDCCXCIV./ SUPERIORUM FACULTATE/
cm 11 x 18, pp. 134; cm 11 x 18, pp. 148; cm 11 x 18, pp.184
Note
Oronzo Rapanà (1760-1842), nato a Campi Salentina da Fedele e Bonaventura Petrucci, fu filosofo e matematico. Insegnò teologia a Benevento e fu scelto da Francesco Banditi, cardinale e arcivescovo di quella città, quale “Esaminatore Sinodale”.

TEODORO MONTICELLI
DEL TRATTAMENTO/ DELLE API/ IN FAVIGNANA/ SAGGIO/ DI TEODORO MONTICELLI/ PROFESSORE PUBLICO, E SOCIO DELLA R./ SOCIETA’ DI NAPOLI, E DI ALTRE/ ACCADEMIE D’ITALIA./ NAPOLI 1807/ PRESSO VINCENZO ORSINO/ Con pubblica Facoltà./
cm 13,5 x 22,5, pp. 147 (e una tavola).
Note
È una delle opere più rare del mineralogista nato a Brindisi (1759-1845), scritta in solitudine allorquando fu relegato nell’isola di Favignana dopo essere stato coinvolto nel “turbine politico” del 1799 che trascinò sul patibolo tutta la scienza e l’intelligenza del napoletano14.
SAN PANTALEONE
COMPENDIO/ DELLA VITA DEL POTENTISSIMO MARTIRE/ DI/ GESU’ CRISTO/ S. PANTALEONE/ PROTETTORE DELLA TERRA DI MARTIGNANO/ PROVINCIA DI OTRANTO,/ ESTRATTO DALLE MEMORIE DE’ BOLLANDISTI/ E DATO ALLE STAMPE PER DIVOZIONE /DE’/ FEDELI DIVOTI./ NAPOLI/ DALLA TIPOGRAFIA CHIANESE./ 1815/
cm 17 x 22, pp. 39.
Note
“Senonchè tra gli innumerabili luoghi del mondo cattolico, risputar non si dee men fortunata l’avventurosa terra di Martignano, ove, secondo la tradizione, per mano di un divoto Greco soldato, pervenuta l’immagine miracolosa del Gran Martire S. Pantaleone, qui volle far pompa de’ suoi prodigi nel tempio a lui consagrato” (pag. 33). Molto interessanti, da questo passo, tutte le pagine successive con la descrizione della devozione popolare e dei miracoli, in particolare quello accaduto nel 1757.
LUCA ROSATI
INTERESSE MORALE E POLITICO/ DELL’UMANITA’/ PER LA CAUSA DEL CRISTIANESIMO/ OSSIA/ FELICITA’ DERIVATA ALLE NAZIONI/ DALLA RELIGIONE DI CRISTO./ Del Canonico Luca Rosati./ Tomo I, II, III/ NAPOLI 1832/ DALLA STAMPERIA MOSINO
cm 15 x 22,5, pp. 347, 328, 276.
Note
Luca Rosati (1781-1859) nato a Campi S. da Giuseppe Antonio ed Irene Piccoli, compì gli studi sotto la guida dei PP. Delle scuole Pie. Consacrato sacerdote, si dedicò alla predicazione e con predilezione all’insegnamento della filosofia e della teologia.
ACCADEMIA DI BELLE LETTERE E D’ARTI
GLI UOMINI ILLUSTRI/ IN LETTERE ED ARMI/ DELLA CITTA’ DI LECCE/ ACCADEMIA/ DI BELLE LETTERE E D’ARTI/ CHE IL REAL COLLEGIO SALENTINO/ DIRETTO DAI PP. DELLA COMPAGNIA DI GESU’/ OFFRE AL PUBBLICO/ IL GIORNO 29 di Settembre 1842/ dedicata/ A. S. E. IL SIGNOR D. ALESSIO SANTOSTEFANO/ MARCHESE DELLA CERDA/ Intendente della Japigia./ in BARI presso i Fratelli Cannone 1842/
cm 13 x 20, pp. 36
Note
Il volumetto stampato per iniziativa dei Padri Gesuiti del Collegio Salentino è diviso in due parti. La prima parte è dedicata ai “letterati”. Sono compresi, con brevi profili biografici Roberto Caracciolo, Scipione Ammirato, Giuseppe Palmieri, Iacopo Antonio Ferrari, Ascanio Grandi. La seconda parte ai “Guerrieri”. Vi figurano: Ruggiero Guarino, Carlo Palladino, Mariotto Bozzicorsi, Giordano Personè, Orlando Maramonte, Leonardo Prato, Alessio Santostefano marchese della Cerda e intendente della Iapigia. Una terza parte è dedicata alle “Belle ARTI” (Calligrafia, Disegno, Pitture ad olio, ad Acquerello colorato, musica con la partecipazione, tra i tanti, di Filippo Bacile, Luigi Maggiulli, Vincenzo Romano ecc.).


ORONZO GABRIELE COSTA
ILLUSTRAZIONE / DEL FONTE DI MANDURIA/ NEL SALENTINO / DEL PR. O-G. COSTA/ LETTA NELLA TORNATA DE’ 18 Dicembre 1842/ Dell’Accademia Pontaniana./ NAPOLI/ Da’ Torchi del Tramater/ 1844/
cm 22,5 x 26, pp. 12 (2 Tavole).
Note
Questa importantissima relazione del Costa, descrive in maniera dettagliata il Fonte Pliniano di Manduria ed è in particolare illustrata da due grandi tavole incise in rame: 1. Pianta del Fonte di Manduria e suo Antro; 2. Spaccato del Fonte di Manduria e suo Antro.

EUGENIO VETROMILE
INDIAN/ GOOD BOOK,/ MADE BY/ EUGENE VETROMILE, S. J.,/ INDIAN PATRIARCH/ FOR THE BENEFIT OF THE PENOBSCOT, PASSAMAQUODDY,/ ST. JOHN’S, MICMAC,/ AND OTHER TRIBES OF/ THE ABNAKI INDIANS./ THIS YEAR/ ONE THOUSAND EIGHT HUNDRED AND FIFTY-EIGHT./ OLD-TOWN INDIAN VILLAGE, AND BANGOR/ THIRD EDITION./ NEW YORK: / EDWARD DUNIGAN & BROTHER,/ (JAMES B. KIRKER,)/ 371 BROADWAY./ 1858
cm 12 x 16, pp. 586.
Note
Padre Eugenio Vetromile (Gallipoli 22 gennaio 1819-23 Agosto 1881), gesuita gallipolino “patriarca degli indiani” fu fervente missionario tra gli indiani Abnaki del Maine nel nord-est degli Stati Uniti. Vetromile fu un erudito linguista, archeologo, etmologo, intrepido viaggiatore e membro di alcune delle più auguste istituzioni accademiche americane e autore di numerosi volumi tra cui: The Abnakis and their History or Historical Notices on the Aborigenes of Acadia (1866), tradotta da Aldo Magagnino, stampata con le edizioni Congedo nel 2015, Travel in Europe, Egypt, Arabia Petre, Palestine and Syria (1871), sande awikhigan (1876), A tour in Both Hemispheres; or aound the word (1880). L’edizione che qui si presenta è la terza dopo le prime due del 1856 e 1857. Una nuova edizione fu fatta nel 1860 con il titolo Noble Bible such as appened Gret-Truths15. Il libro che qui si riporta è ricchissimo di illustrazioni litografiche a colori, con superba legatura coeva di colore rosso, con titoli in oro sul dorso, tagli dorati, piatti decorati da bordure sempre in oro con al centro degli stessi impresse sempre in oro grandi immagini religiose (la Vergine, la Croce, il Risorto).
In “Rassegna Storica del Mezzogiorno”, n. 4 – 2020, Studi in onore di Alfredo Calabrese, Organo della “Società Storica di Terra d’Otranto, pp. 489-514, CYMK, Alezio 2020.
Note
1 In A. Manguel, Vivere con i libri. Un’elegia e dieci disgressioni, traduzione di Duccio Sacchi, Torino, Einaudi, p. 66.
2 V. Sgarbi, Vivere per collezionare e collezionare per vivere, in “Il Giornale”, XLVII, 2020, 26, 2 febbraio 2020, p. 32.
3 A. Manguel, Vivere con i libri, cit., retro della sovraccoperta.
4 V. Sgarbi, Vivere per collezionare, cit., p. 32.
5 Aa. Vv., Li “PAMPAUDDRl”. 1° Rassegna di cose del passato novolese, Novoli, Il Parametro editore, 1988, in particolare pp. 7-8, 15-20, un volumetto che raccoglie una rassegna di cultura popolare a lui dedicata, con contributi di Corrado Lorenzo (Prefazione), Enzo Potì, Alfredo Calabrese, Gilberto Spagnolo, Antonio Catamo e Fernando Sebaste. Del “Gruppo A. Mattei” facevano parte Fernando Sebaste, Ugo De Luca, Mario Rossi, Tiziana Mele, Fernando Petrachi, Maurizio Toraldo, Gino Mele e chi scrive Ogni componente del gruppo disponeva di una tessera personale illustrata dallo stemma della famiglia Mattei (ricavato da S. Mazzella, Descrizione del Regno di Napoli), disegnata sul frontespizio da Tiziana Mele, corredata all’interno da alcune notizie su Alessandro II Mattei, l’umanista e mecenate, ricordato da Girolamo Marciano nella sua Descrizione di Terra d’Otranto. Nel dicembre del 1977 il gruppo di studi coordinato dal Ramondini pubblicava Novoli di Lecce. Fatti e misfatti dalle origini sino ad oggi (Tip. Rizzo), primo lavoro storico preparatorio su Novoli. Sul Ramondini (che in precedenza era stato anche il Direttore del primo giornale umoristico novolese “La Focara” pubblicato nel 1947). Cfr., anche, G. Spagnolo, Un inedito di Enzo Maria Ramondini sulla storia di Novoli. Le cappelle suburbane, in “Lu Lampiune”, IV, 2, Lecce, agosto 1988, pp. 75-82 e D.M. Toraldo, Enzo Maria Ramondini leader intellettuale salentino, in “Lu Puzzu te la Matonna”, IX, 21 luglio 2002, pp. 38-39.
6 Per la bibliografia su queste edizioni del “De situ Japygiae”, cfr. N. Vacca, Noterelle galateane, Lecce, R. Tipografia Editrice Salentina 1943, pp. 41-44; R. Jurlaro, Galateo contraffatto. Nota sulle edizioni del “De situ Japygiae” di A. De Ferrariis, estratto dagli “Studi di storia pugliese in onore di Nicola Vacca”, Galatina, Mario Congedo Editore, 1971, pp. 273-285.
7 Cfr. F. Casotti-S. Castromediano-L. De Simone-L. Maggiulli, Dizionario Biografico degli Uomini Illustri di Terra d’Otranto, Prefazioni di G. Donno, D. Valli, E. Bonea, A. Laporta, a cura di Gianni Donno, Alessandro Antonucci, Loredana Pellè, Manduria Piero Lacaita Editore, 1999, p. 153. Da questo Dizionario e daIla Biografia Degli Uomini Illustri Salentini (Lecce, Ed. del Grifo 1990, con presentazione di Alessandro Laporta) ovvero dalla ristampa dei 70 profili biografati e contenuti nell’opera Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli (Napoli, Gervasi, 1814-1822) sono tratti anche, degli autori citati tutti i riferimenti biografici successivi.
8 Cfr. A. Laporta, Due libri importanti della biblioteca di Enzo Carlino. Martiano e Marciano, in Libri parole biblioteche. Studi in onore di Lorenzo Carlino, a cura di Rosario Jurlaro e Alessandro Laporta, presentazione di Mario Spedicato, Lecce, Ed. Grifo, 2016, pp. 256-272.
9 Cfr. G. Guerrieri, Un Interdetto contro la città e la diocesi di Lecce (1711-1719), Lecce, Tipografia Cooperativa, 1898, pp. 5-19.
10 G. Spagnolo, I Carignani, signori di Novoli, fra mecenatismo artistico e mecenatismo letterario, in “Lu Puzzu te la Matonna”, VI, 18 luglio 1999, pp. 19-21.
11 Id., Una sconosciuta opera del reverendo Don Giuseppe Naymo, le istituzioni civili di Giustiniano, in “Annu Novu Salvevecchiu”, XVI, Dicembre 2006, pp. 110-119.
12 Il marchese Antonio Pignatelli sposò nel 1721 Anna Francesca Pinelli. Nel 1733 “fece coniare in Vienna uno zecchino d’oro che sul recto aveva lo scudo di famiglia – tre pignate nere su fondo d’oro e, sul verso, la sua effigie”. Generale a 30 anni, Antonio Pignatelli ch’era nato nel 1703 compromise la sua fulgida carriera nella Battaglia di Bitonto del 1734 dove l’esercito imperiale da lui guidato fu sbaragliato dagli spagnoli del Conte di Montemar cfr. V. Zacchino, Galatone Antica Medievale Moderna. Origine e sviluppo di una comunità Meridionale, Galatina Congedo Ed., 1990, pp. 227-228).
13 Scrive testualmente Michele Arditi: “Ed ecco che mi vengo in necessità di deporre di mano la penna, e di trasferirmi in Lecce rapidamente, ove mi chiamano ordini autorevoli del Re signor nostro. A lui si era da me rappresentato sulla fine del passato Gennajo, né senza giusta indignazione di animo, come i PP. Domenicani di S. Giovanni, nel restaurar che fecero questi anni addietro la loro chiesa, avevano rimossa dall’antico sito e gettata in luogo oscuro ed ignobile l’iscrizion sepolcrale di Antonio Galateo. Immediate ha degnato S. M di significarmi con carta del dì, del mese stante il suo regal gradimento per la premura, che si era da me mostrata, di vendicar dall’obblivione la memoria del piu illustre uomo per avventura, il quale, dopo rinate in Italia le lettere, sia uscito dalla regione de’ Salentini. Quinci è venuto anche ad ingiungermi, che dovessi prontamente associarmi col Preside (è questi il Commendator Marulli, alla cui vigilanza la provincia dee pace e tranquillità, ed alla cui cortesia e soavità di costumi io debbo in particolan e dovrò sempre animo grato) affinchè di concerto con essolui proccurassi, che la inscrizione suddetta fosse di nuovo collocata in chiesa, e in nobile luogo e decente” (lettera del 28 Febbrajo 1788). E ancora: “… si punissero gli ignoranti. Qual’è mai questa pena? Udiamola da Antonio Galateo già singolare ornamento della mia region Salentina, la raccolta delle cui opere manoscritte da me intrapresa (è già qualche tempo) anche qui ho potuto condurre innanzi; in guisa che mi trovo esser oggi possessore di presso a quaranta pezzi non piu stampati, i quali ho tutta la fìducia di pubblicare in breve una colle memorie della sua vita. Il Galateo dunque in lettera, ch’è appresso di me, scrivendo a’ fratelli Giovanni ed Alfonso Castrioti, così lor dice: Interrogatus Socrates, quam puenum luere vellet, si vinceretur; eam, inquit, quae ignorantibus debetur; ut discam, quae nescio” (lettcra del 6 Maggio 1788).
14 Sulla figura del Monticelli consultare G. C. Grimaldi, Elogio del Commendatore Teodoro Monticelli, Segretario Perpetuo della Reale Accademia delle Scienze, Napoli, Dalla Stamperia Reale, 1845, pp. 1-2 4. L’elogio fu letto dal Grimaldi, presidente dell’Accademia medesima nella tornata straordinaria del 16 novembre 1845, dopo la sua morte.
15 E. Pindinelli, Eugenio Vetromile Patriarca degli Indiani, in Id., Gallipoli. Fatti personaggi e monumenti della nostra storia, Edizioni Centro Attività Turistico-Culturali, Gallipoli, 1984, pp. 79-120.
