La città di Nardò si arricchisce di due nuove pubblicazioni agili e di grande utilità per turisti, visitatori e concittadini desiderosi di approfondire la conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico. La Fondazione Terra d’Otranto ha infatti dato alle stampe due opuscoli di formato maneggevole (cm 24, pp. 46), impreziositi dalle fotografie di Lino Rosponi e dedicati a due dei più importanti edifici religiosi del centro storico.
Il primo, intitolato Visita breve alla Cattedrale di Nardò, porta i testi di Marcello Gaballo e di mons. Giuliano Santantonio. In apertura reca i loghi e i nomi della Città di Nardò, della Diocesi di Nardò-Gallipoli e del Comitato feste patronali “San Gregorio Armeno”, con la presentazione del Consigliere delegato ai rapporti con gli Enti Ecclesiastici Daniela Bove.
Il secondo opuscolo, La chiesa di Santa Teresa a Nardò, dal chiostro alla confraternita, è curato nei testi da Marcello Gaballo e, in frontespizio, è promosso da Diocesi di Nardò-Gallipoli, Città di Nardò e Confraternita del SS. Sacramento di Nardò, con le presentazioni di mons. Giuliano Santantonio e della consigliera Daniela Bove.

La Cattedrale di Nardò
La Cattedrale, Ecclesia Mater della diocesi di Nardò-Gallipoli, è tra le chiese più antiche e suggestive della Puglia. Sorta su preesistenze paleocristiane, l’edificio ha attraversato secoli di trasformazioni, accogliendo e stratificando diversi linguaggi architettonici. Questo ne fa un autentico palinsesto, capace di raccontare la storia della fede e dell’arte nel Salento.
All’interno si conservano tesori di inestimabile valore: affreschi medievali che testimoniano l’intensità della pittura sacra del tempo, altari in pietra leccese e marmi policromi, tele di scuola locale e napoletana, sculture lignee che conferiscono solennità e devozione. Ogni elemento contribuisce a rendere la Cattedrale non solo luogo di culto, ma vero simbolo identitario della comunità neretina.
La chiesa di Santa Teresa
Diversa, ma non meno affascinante, è la vicenda della chiesa di Santa Teresa, cuore spirituale dell’antico monastero delle Carmelitane, poi affidata alla custodia confraternale. Dopo il terremoto del 1743 fu ricostruita nella seconda metà del Settecento, grazie all’opera dei fratelli Saverio, Gregorio e Cosimo De Angelis, maestri muratori di Corigliano d’Otranto. La loro mano diede forma a una facciata articolata ed elegante, a una raffinata struttura voltata e alla scenografica scala balaustrata d’ingresso.
L’interno custodisce opere di pregio: l’altare maggiore in pietra leccese, un crocifisso ligneo, un dipinto dell’Estasi di Santa Teresa, le tele di Vincenzo Fato e di ambito napoletano, un organo settecentesco con cantoria, un pulpito intagliato e una ricca collezione di statue, tra cui il Redentore e la Madonna del Buon Consiglio. La volta, ornata da stucchi attribuiti ai Centolanze, completa l’armonia dell’insieme.
Non meno importante è la dimensione spirituale: dal carisma carmelitano alle devozioni popolari per Santa Teresa, San Biagio e la Madonna del Buon Consiglio, la chiesa si offre oggi come luogo vivo, memoria condivisa di una comunità che nei secoli ha saputo rinnovare le forme del culto senza smarrirne l’anima.
Con questi due opuscoli, di taglio divulgativo ma scientificamente fondati, la Fondazione Terra d’Otranto, insieme agli enti promotori, offre un prezioso strumento di conoscenza e di valorizzazione. Si tratta di lavori che non solo agevolano i visitatori, ma invitano i cittadini stessi a riscoprire la bellezza dei luoghi sacri che segnano da sempre la storia e l’identità di Nardò.
Entrambe le pubblicazioni sono reperibili presso il bookshop del Museo Diocesano di Nardò.

