
Nel quadro delle celebrazioni religiose e culturali promosse nel 2025 dalla Confraternita di Santa Maria della Purità di Gallipoli, con la collaborazione della Diocesi di Nardò-Gallipoli, della Parrocchia Cattedrale di Gallipoli e del Comitato Festa di Santa Cristina, è stato dato alle stampe un volumetto dedicato a una delle figure più care alla pietà popolare gallipolina: Santa Cristina di Bolsena. Il titolo dell’opera, Santa Cristina di Bolsena. “Angelo tutelare di Gallipoli”, con l’introduzione di Mons. Piero De Santis, richiama l’appellativo con cui la santa è tradizionalmente invocata in città, soprattutto dai fedeli legati al mondo del mare.
L’autore, Gino Schirosi, ricostruisce in 54 pagine — interamente a colori e corredate da un ricco apparato fotografico — le vicende storiche e religiose legate al culto locale della santa, inserendole nel più ampio contesto della devozione cristiniana che ha origine a Bolsena e si irradia in altre regioni d’Italia.
Il volumetto si articola in sette sezioni tematiche ben definite, che consentono una lettura ordinata e accessibile. Dopo un’introduzione generale sulla figura di Santa Cristina e sulla sua progressiva assunzione a copatrona della città, si analizza l’affermazione del culto a Gallipoli nella seconda metà dell’Ottocento, con particolare attenzione al ruolo della chiesa della Purità e della confraternita omonima, che accolsero nel 1867 la bellissima statua in cartapesta realizzata dallo scultore leccese Achille De Lucrezi, esposta in questi giorni alla venerazione dei fedeli.
Un capitolo centrale è dedicato al miracolo del 1867, durante l’epidemia di colera, ritenuto prodigioso e decisivo per l’istituzione del culto pubblico a Gallipoli. L’anno successivo, il 23 luglio 1868, si tenne la prima processione solenne: da allora, la ricorrenza è rimasta quella della festa cittadina, che unisce momenti religiosi e popolari, un tempo culminanti anche nella suggestiva processione via mare.
L’autore illustra inoltre la tradizione del cane simbolico, legata a un episodio miracoloso che ha contribuito a fissare l’iconografia locale della santa. Ampio spazio è riservato alle trasformazioni della festa paesana, con i suoi elementi devozionali, musicali e folklorici: tra questi, si ricordano l’uso delle luminarie, i fuochi d’artificio, i cibi tipici e l’antico divieto di fare il bagno il 24 luglio, giorno noto come “della steddha”.
Una parte significativa del volume è dedicata alle testimonianze artistiche che raffigurano la santa in ambito gallipolino: oltre alla statua di De Lucrezi, vi sono dipinti conservati in diverse chiese cittadine, tra cui il Santuario del Canneto e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, con opere attribuite a pittori come Nicola Malinconico e Giuseppe Forcignanò. Sono documentati anche i segni della devozione confraternale, dalle insegne processionali alle iscrizioni liturgiche.
L’ultima sezione raccoglie memorie della presenza della santa nella vita quotidiana: un vicolo che porta il suo nome, icone conservate nelle abitazioni, la diffusione del nome “Cristina” tra le bambine, e gli inni musicali a lei dedicati. Tra questi, viene trascritto per intero quello composto da Vincenzo Alemanno nel 1868, mentre si accenna a un secondo inno scritto nel 1909 da Raffaele De Somma.
La pubblicazione si segnala anche per l’apparato iconografico ampio e curato, che non si limita alle testimonianze gallipoline, ma documenta la diffusione della devozione cristiniana attraverso una serie di raffigurazioni presenti in altri centri d’Italia, offrendo così un confronto visivo di grande interesse. Particolarmente suggestive sono le immagini provenienti da Carpignano Salentino, dove la Cripta di Santa Cristina conserva uno straordinario ciclo di affreschi che attestano una devozione radicata sin dall’XI secolo: tra queste, spiccano la raffigurazione della santa accanto a Teodoro Tirone e Nicola (prima metà dell’XI secolo), il dipinto firmato dal pittore Costantino con le Sante Elena e Cristina (1054-1055), e due affreschi del XV secolo che mostrano Santa Cristina, con veste regale e corona, come protettrice e martire (le immagini sono state gentilmente concesse dall’Associazione “Nea Carpiniana” e riprodotte su autorizzazione dell’Arcidiocesi di Otranto).
Sono inoltre presenti riproduzioni provenienti da Bolsena, città del martirio della santa, con immagini tratte dalla parrocchia dei Ss. Giorgio e Cristina, e da Borgomanero, dove la santa è venerata come patrona. L’ampiezza geografica delle testimonianze artistiche consente di cogliere la varietà iconografica legata al culto, dalle forme più solenni alle espressioni popolari, arricchendo la lettura e offrendo un itinerario visivo nella devozione cristiniana.
Per la realizzazione di questo repertorio iconografico la Confraternita ringrazia anche, per la cortese collaborazione e per la concessione delle previste autorizzazioni:
l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Novara, nelle persone del direttore arch. Paolo Mira e del funzionario dott. Lorenzo Morganti;
l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della Diocesi di Orvieto-Todi, nelle persone di don Francesco Valentini e della dott.ssa Giovanna Bandinu;
l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Nardò-Gallipoli;
Padre Miloslav, della parrocchia dei Ss. Giorgio e Cristina in Bolsena;
la parrocchia di Santa Cristina di Borgomanero, nella persona di padre Marco Canali;
il priore della Confraternita di Santa Maria degli Angeli di Gallipoli;
il rettore del santuario della Madonna del Canneto di Gallipoli.
Per la realizzazione dell’apparato iconografico si ringraziano, oltre alle istituzioni ecclesiastiche appena citate, anche i fotografi e i fornitori di immagini che hanno contribuito con la loro generosa disponibilità e professionalità alla documentazione visiva del volume:
- Mauro Bello;
- Roberto Sigismondi, per le fotografie realizzate presso la Basilica di Santa Cristina a Bolsena, che illustrano affreschi e opere scultoree di Giovanfrancesco d’Avanzarano, Benedetto Buglioni, Domenico di Giovanni De Ferraris da Mondovì, Andrea Casali e Sano di Pietro;
- Lino Rosponi, autore degli scatti relativi alle opere e agli arredi sacri presenti nell’Oratorio di Santa Maria della Purità, nella chiesa di Santa Cristina a Gallipoli e presso il santuario della Madonna del Canneto;
- Agostino Temporelli, per le immagini relative alla chiesa parrocchiale di Santa Cristina a Borgomanero, in particolare il busto reliquiario e la statua lignea secentesca della santa;
- Alessandro Ciricugno, per la fotografia del dipinto di Giuseppe Forcignanò custodito presso l’oratorio di Santa Maria degli Angeli a Gallipoli;
- La Biblioteca Casanatense e l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, per le incisioni d’epoca tratte dai rispettivi fondi;
- Gianluca Lo Cicero e Ennio Belotti, per la gentile concessione di stampe devozionali, canivets e incisioni antiche.
Il testo si presenta come un contributo divulgativo ben strutturato, pensato per i confratelli, i devoti e gli studiosi delle tradizioni religiose locali. Pur senza intenti accademici, l’autore fornisce una sintesi puntuale e chiara, in cui si intrecciano fonti storiche, memoria collettiva e cultura materiale.
In un’epoca in cui molte espressioni del sacro rischiano di essere dimenticate o banalizzate, la decisione della Confraternita di Santa Maria della Purità di curarne l’edizione rappresenta un gesto concreto di valorizzazione della pietà popolare e di salvaguardia della memoria religiosa della comunità gallipolina.
L’edizione, non commerciale e a tiratura limitata, è disponibile in questi giorni presso la chiesa di S. Maria della Purità, a partire dal 18 luglio 2025, quando l’Autore terrà una conversazione sul culto della Santa a Gallipoli, subito dopo la Messa delle 19.30.
