Premio internazionale Vittorio Bodini – 2^ edizione 2015

di Rocco Boccadamo

 

Sabato 5 settembre, bella e, in certo qual modo anche toccante, serata di cultura e spettacolo, fra versi e musica, al Teatro Romano di Lecce, con la seconda edizione del “Premio internazionale Vittorio Bodini”, a ricordo e in omaggio dell’insigne poeta, letterato e traduttore pugliese – salentino.

Tema dell’evento programmato nella capitale del Barocco, il conferimento di un premio per la poesia, mentre una seconda serata – domenica 6 settembre – al Fortino di Bari verterà sull’attribuzione di un riconoscimento a favore di un personaggio eccellente nell’attività di traduzione letteraria.

Insieme con un rappresentante dell’amministrazione comunale leccese, è intervenuta Valentina Bodini figlia del poeta; a condurre la serata il giornalista – corrispondente RAI e scrittore salentino Antonio Caprarica.

Quale vincitore del premio “Bodini” per la poesia, l’apposito comitato scientifico ha designato all’unanimità Fabio Pusterla, nato nel 1957 a Mendrisio, Canton Ticino, docente di materie letterarie in un Liceo e presso l’Università di Lugano, affermato poeta dal forte impegno civile, già aggiudicatario di altri numerosi e prestigiosi premi letterari.

Nel corso della manifestazione, è stata anche attribuita una targa alla memoria a Lino Paolo Suppressa, nato a Lecce nel 1915 e scomparso nel 2003, amico e sodale di Vittorio Bodini, nel clima di grande fermento culturale che animava il capoluogo salentino negli anni cinquanta e sessanta.

Lino Paolo Suppressa
Lino Paolo Suppressa

Infine, un apprezzamento è andato all’artista Francesco Ferreri, autore di murales, il quale, fra le sue opere, ha realizzato una gigantografia di Vittorio Bodini, campeggiante sulla facciata di un edificio cittadino.

Non c’è che dire, una parentesi serale – notturna, in questa lunga e calda estate, davvero degna di ricordo e che, soprattutto, Bodini e la sua luna (dei Borboni), da lassù, v’è da ritenere abbiano goduto, gradito e apprezzato.

Sud come Europa – Parte prima

Porto Cesareo (da porto cesareo.net)

di Pino de Luca

Si può fare. È vero, le forze in campo sono dispari, l’impresa sembra impossibile più che improbabile, le fragilità sono tante e anche la paura. Ogni volta si rischia tutto, ogni colpo è totale, tolleranza all’errore nulla. E ogni volta la stessa unica potente convinzione: ma se fosse facile lo avrebbero già fatto!!!

E ci si immerge di nuovo nelle mille e una difficoltà, nelle imprese disperate dove piccoli manipoli di piccole donne e piccoli uomini provenienti da sentieri diversissimi convergono a tentare imprese che non dovrebbero avere nemmeno il coraggio di pensare.

E accade quello che la razionalità rifiuta: il tutto si conclude nel migliore dei modi.

Sud come Europa è il titolo di un libro curato da Fabio Moliterno, carteggio fra Vittorio Bodini e Leonardo Sciascia. Straordinariamente interessante ma, di certo, non è esattamente ciò che, nel tempo del litigio tra Emma e Belen per accaparrarsi “er mejo fuco dell’alveare”, appassiona le umane genti.

Ma noi no, noi ci proviamo. Porto Cesareo, Isola Lo Scoglio, 30 di aprile, lunedi.

Presentazione di un libro di lettere fini sulla storia del Sud e del Salento raccontato da due autori spesso misconosciuti e fuori dalle correnti che entrano nei salotti televisivi.

Ospiti eccezionali sono professori Universitari di gran nome per quelle poche dozzine di persone che frequentano musei e biblioteche, un consesso di simpaticissime e singolarissime persone che hanno costituito un Cenacolo dal nome roboante, campioni d’autoironia per l’ossimoro dichiarato, alcune istituzioni illuminate.

T’attendi quattro gatti spelacchiati, capelli grigi, volti severi e qualche elegante signora dall’animo gentile. E invece una sala si colma, persone d’ogni età e ceto sociale. Eleganti senza sfarzo e alcune ragazze e ragazzi dai sorrisi splendenti e dall’indiscutibile valore estetico, talvolta estatico …

Spero tanto che Carlo, altra grande scoperta, abbia usato la sua arte fotografica per catturare le espressioni di queste persone, attente e preparate che hanno seguito il convegno con acume e puntualità. Interventi brevi, precisi, puntuali, senza retorica e senza stucchevoli “slinguazzate” e un semplice mazzo di semplici e splendidi fiori a Valentina Bodini, figlia di Vittorio, che ha voluto esser presente.

E poi tutti in giardino a godere degli splendidi profumi e dello stupendo tramonto che ogni giorno regala uno straordinario spettacolo a questo angolo di paradiso.

Una pausa prima della cena che vi racconto dopo …

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