Trivellazioni. L'audizione al Senato di Maria Rita D'Orsogna

stefano crety
ph Stefano Crety

di Maria Rita D’Orsogna

Sono tornata a casa, e non ho fatto a tempo a partire e ad arrivare che già’ si parlava di liberalizzazioni delle trivelle, di ritiro annunciato – ma forse che c’e’ il barbatrucco – oltre che della manifestazione di Sabato 21 Gennaio a Monopoli, di altri scoppi di petrolio ENI, del petrolio al largo della Costa Concordia, dell’oleodotto Keystone per ora bocciato da Obama, e del diniego del pozzo della Audax al largo di Pantelleria.

Avrei tante cose da raccontare, tante impressioni, incontri: dibattere con un nuovo ENI-man a Muro Leccese – sweet revenge – incontrare le mamme di Viggiano, ricevere i premi a Pescara e a Palermo, ma non c’e’ tempo per tutto. Occorrerebbe un post per ciascuna di queste cose.

 

L’audizione al Senato: e’ andata bene.

Inizia tutto puntuale alle 2 del pomeriggio – ero un po’ preoccupata ed avevo speso moltissimo tempo prima per condensare tutto nei pochi minuti che avevo, perche’ volevo essere rispettosa del tempo altrui. Ma poi, una volta iniziato, la paura e’ passata ed e’ andata come sempre.

Con me c’era il mio amico Hermes Pittelli, giornalista e scrittore di Roma, che sono sicura sapra’ fare un resoconto piu’ obiettivo e distaccato.

Ai senatori in aula gli ho fatto vedere le mappe di tutte le regioni in dettaglio – Venezia, l’Abruzzo, la Sicilia, le isole Tremiti, il Salento, la Basilicata – ed ho evitato di parlare di royalties per non passare il messaggio che aumentando un po gli spiccioli che ci danno, si puo’ fare tutto.

Il mio discorso e’ durato circa 25 minuti ed e’ stato piu’ o meno una versione ridotta di quello che dico sempre. Alla fine ho detto loro che secondo me – ma anche secondo il buonsenso! – sarebbe opportuno sveltire l’istituzione dell’area marina protetta a Pantelleria e del Parco della Costa Teatina per l’Abruzzo, per dare cuscinetti in piu’, ma che meglio sarebbe interdire tutti i mari nazionali alle trivelle.

E poi gli ho detto che siccome l’Italia è il paese più ricco e più avanzato di quelli che si affacciano sull’Adriatico sarebbe opportuno che fosse il nostro paese a farsi promotore di una azione congiunta per chiudere Adriatico, e per

Il Comune di Patù dice NO a qualsiasi operazione di ricerca e di estrazione di idrocarburi nel mare Adriatico e lungo le coste salentine e pugliesi

 

baia di San Gregorio (foto Marco Cavalera)

 

Comune di Patù (Lecce)

Ordine del Giorno – SALVAGUARDIA DELL’ADRIATICO E DELLE COSTE SALENTINE E PUGLIESI DALL’ESTRAZIONE IN MARE DI IDROCARBURI

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO

–          CHE è di pubblico dominio la proposta avanzata dalla ditta petrolifera ”Northern Petroleum Plc” per l’esplorazione della costa salentina pugliese fra Brindisi e Lecce, alla ricerca di idrocarburi, in particolare secondo i progetti d71 FR-NP e d72 FR-NP;

–          CHE la sede legale della Northern Petroleum Plc e’ nel Regno Unito, in Martin House, 5 Martin Lane, London EC4R 0DP. In Italia la sua sede operativa è a Roma, in Viale di Trastevere 249 e sul suo sito ufficiale www.northpet.com afferma di avere come missione quella di acquisire siti esplorativi e produttivi a basso costo d’ingresso, allo scopo di aumentarne il valore per i propri azionisti, non per favorire la bilancia energetica italiana;

–          CHE la Northern Petroleum Plc stessa menziona chiaramente nel suo Studio di Impatto Ambientale che gli studi condotti danno una visione solo parziale delle loro intenzioni e che le due istanze fanno in realtà parte di un ”ampio progetto unitario” che investe una ”vasta area dell’Adriatico Meridionale”, senza però mai discutere le conseguenze dei suoi nove progetti in maniera globale;

–          CHE le zone in cui la Northern Petroleum Plc intende cercare idrocarburi secondo i progetti d71 FR-NP e d72 FR-NP – e gli altri sette su menzionati – sono nelle strette vicinanze di diverse aree protette dedite alla pesca o al ripopolamento ittico, di grotte carsiche marine, di parchi costieri e di ben nove siti di interesse comunitario (SIC), una riserva naturale statale (RNS), una zona di protezione speciale (ZPS), e una area marina protetta (AMP),

Lettera aperta riguardo le trivellazioni nei mari del Salento

ph Maria Aurora Trentadue

IN DIFESA DEL MARE DELLA PUGLIA E DELLE COSTE DEL SALENTO

Alla c. a. del Dott. Marcello Gaballo
“Spigolature Salentine”
https://spigolaturesalentine.wordpress.com/

Gentilissimo Dott. Marcello Gaballo,

mi è giunta una preoccupante comunicazione scritta (riportata di seguito
integralmente) da parte della Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna,
professore associato di Matematica Applicata a Los Angeles, che mi
scrive in merito a nuovi pozzi di petrolio che dovrebbero sorgere lungo
le coste del Salento.

Da diversi anni la Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna cerca di sensibilizzare
le comunità e i cittadini sui pericoli delle trivellazioni selvagge nei
mari italiani.

Come cittadini italiano, pugliese e salentino, mi sento in
dovere di trasmettere anche a Lei ed a tutti gli “Spigolatori Salentini
le comunicazioni pervenutemi da parte dell’insigne ricercatrice italiana
che sollecita attenzione ed interventi immediati da parte delle
istituzioni, dei cittadini e degli organi d’informazione del Salento.

Aderisco civilmente e moralmente al fianco degli abitanti delle Isole
Tremiti e del Gargano contro le trivellazioni in mare per l’estrazione
del petrolio, ed oggi ritengo che la tutela dell’ambiente del nostro
Salento contro i gravi rischi dell’estrazione petrolifera sia una
priorità irrinunciabile per tutti noi.

Confido che Lei e gli “Spigolatori Salentini” saprete offrire la giusta
attenzione alle allarmate e allarmanti comunicazioni della Prof.ssa
Maria Rita D’Orsogna, perché la sua non resti una “vox clamans in
deserto”.

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