La pirateria nel Salento

IL PIRATA BARBANERA. Edward Teach, conosciuto come Barbanera fu un pirata britannico che agì nel Mar dei Caraibi tra il 1716 ed il 1718. Egli nacque nel 1680, forse a Bristol o forse a Port Royal. Fu un uomo feroce e tutt’oggi rappresenta lo stereotipo del pirata cattivo. Scultore: Gianni La Rocca Copyright © 2009. Per gentile concessione di Romeo Models S.n.c., Via M.Lessona, 14 Catania (autorizzazione del 17/10/2009)

di Alessio Palumbo 

Premessa. In questo articolo verranno utilizzati, in maniera spesso indistinta, termini come “pirati”, “corsari”, “bucanieri”: si tratta di una necessaria semplificazione, dovuta alla brevità dello scritto.

 

Passeggiando lungo le nostre coste, le antiche torri di guardia che le punteggiano possono far sorgere, soprattutto nelle belle giornate di mare calmo, immagini lontane. Sono scene di piccole battaglie, scorrerie, assalti più o meno cruenti: in una parola, pirateria.

Se già in seguito alla crisi dell’impero romano d’occidente e nel corso di tutto il medioevo, le nostre coste erano state oggetto di assalti, spoliazioni e rapine da parte di  genti provenienti dal mare, la caduta di Costantinopoli e l’espansionismo turco nel Mediterraneo cronicizzarono il pericolo.

In particolar modo, dall’inizio del ‘500 fino al 1571, anno della sconfitta ottomana a Lepanto, non si contano gli attacchi dei pirati nel Salento. Nel 1537 Castro, difesa da Mercurio Gattinara, dovette arrendersi ai turchi del pirata Barbarossa e, nonostante le assicurazioni ricevute, subì saccheggi, rapimenti e violenze. In quegli stessi giorni, piccole squadre di pirati attaccarono villaggi e casali sulla costa jonica, penetrando sino ad Ugento, Gallipoli e Salve. Solo nell’agosto di quel terribile anno la nostra terra fu abbandonata dagli ottomani, che confluirono in altre zone del Mediterraneo per combattere veneziani e spagnoli.

Dopo le imprese del  pirata Barbarossa,  furono  bucanieri come Torghud e Dragut Bassà a tormentare le nostre coste con continui attacchi. Gli assalti si concentrarono spesso intorno a Leuca, al suo santuario e nei paesi vicini (Ugento, Salve, Gagliano,. etc.). Dal 1571, la sconfitta dei turchi a Lepanto, non indebolì l’azione dei pirati che, sentendosi ancora più liberi dai vincoli che li legavano ad Istanbul, ripresero le loro scorrerie, saccheggiando nuovamente Castro.

L’innalzamento di torri, la ricostruzione dei castelli di Lecce, Otranto, Gallipoli, il rafforzamento delle mura cittadine (ad esempio ad Acaya), l’organizzazione di truppe armate, furono delle buone soluzioni per contenere l’assalto dei pirati, che tuttavia continuarono a pungolare le nostre coste ancora per un paio di secoli.

Dalla fine del ‘500 la pirateria smise quasi del tutto di essere un arma a servizio della politica della Sublime Porta. Organizzati in bande spesso

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