Il miele del Salento

da www.apicolturamargarito.it

di Massimo Vaglio

Se si domandasse ad un bambino salentino cos’è il miele, nella stragrande maggioranza dei casi si sentirebbe rispondere: è una sostanza dolce che si consuma a Natale con i dolci tradizionali e poi si tiene nella dispensa in caso di raffreddore, dolore di gola… Questo è purtroppo il marginale ruolo a cui, nonostante una leggera, recente inversione di tendenza, questo mobilissimo prodotto è ormai relegato nella maggior parte delle famiglie salentine. Eppure, questa è terra di grande tradizione apistica  come testimoniato già dalla toponomastica di paesi come Melendugno (dono miele) e Melissano con l’ape inequivocabilmente immortala sull’arma civica. Inoltre, nonostante la maggior parte sia stata smantellata o distrutta dalla balorda furia vandalica di questi ultimi decenni, percorrendo la campagna salentina è ancora frequente imbattersi in degli alveari di pietra. Proprio così, gli alveari di pietra, come le torri columbarie e gli ancora meno noti puddhrari

Il timo, pianta dalle funzioni sacrali, mediche, gastronomiche

Il timo

 

di Armando Polito

Nome dialettale: tumu

nome italiano: timo

nome scientifico: Thymus capitatus Hofmgg. et L. K.

famiglia: Labiatae

Cominciando dalla fine, Labiatae è voce del latino tardo e significa provviste di labbra, dal classico làbium=labbro; La seconda parte del nome scientifico (capitatus) in latino significa capocchiuto (con riferimento ai fiori a capolino). Il nome dialettale, quello italiano e il primo componente dello scientifico sono tutti dal latino thymus o thymum, a loro volta volta dal greco thumos o thumon. La radice originaria è stata molto prolifica, se, come vogliono alcuni filologi, essa è stata la madre, in greco, di molte altre voci connesse tra di loro da una fitta rete di passaggi concettuali: thuo1=sacrificare, thuon=tuia, offerta sacrificale, incenso, thuos=offerta sacrificale fumante, sacrificio, suffumigio, thuìa=cedro, tuia, mortaio, thusìa=sacrificio, vittima, thumiào=bruciare, fare un sacrificio, thuo2 e thuìo=infuriare, smaniare, thuno=infuriare, thumòo=infuriare, thumòs=forza vitale, coraggio, ira; da quest’ultima voce, poi, il latino fumus=fumo. La variante greca thùmos oltre che significare, come il precedente thumos, la pianta, è sinonimo anche di escrescenza e, in particolare, designa anche il timo (organo); quest’ultimo significato sarà derivato più probabilmente come specializzazione di quello generico di escrescenza, nonostante sia innegabile la somiglianza dell’organo con l’omonima pianta1. Tutto ciò rende probabile che anche i latini tumère=esser gonfio e tumor=gonfiore (da cui l’italiano tumore) siano figli,

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