Teatro. La bisbetica domata

La bisbetica domata [photo Domenico Summa]
photo Domenico Summa
di Tore Scuro

Nell’abisso della violenza psicologica tra le mura domestiche. Per la stagione del Teatro Verdi di Brindisi, in via Santi 1, mercoledì 13 gennaio, alle ore 20.30, va in scena “La bisbetica domata” di William Shakespeare, traduzione e adattamento Francesco Niccolini, regia Tonio De Nitto, con Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Franco Ferrante, Antonio Guadalupi, Filippo Paolasini, Luca Pastore, Fabio Tinella, musiche originali Paolo Coletta, scene e realizzazione pittorica Roberta Dori Puddu, scenotecnica costruttiva Luigi Conte, costumi Lapi Lou, luci Davide Arsenio, produzione Factory Compagnia Transadriatica.

Durata: 105 minuti.

Biglietto da 15 a 10 euro (ridotto studenti fino a 25 anni, 6 euro).

Info: 0831.229230 – 562554.

Lo spettacolo sarà in replica mercoledì 27 gennaio, alle ore 21 al Teatro comunale di Nardò, in corso Vittorio Emanuele 22, per la locale stagione di prosa, organizzata con il Tpp.

Biglietto intero da 15 a 13 euro, ridotto da 13 a 11 euro. Info: 0833.571871.

Il titolo è noto quanto la trama. La vicenda ha per protagonisti personaggi che si muovono dentro un intreccio di equivoci e travestimenti. Ben nota per il suo carattere intrattabile, Caterina (Angela De Gaetano) fatica a trovare pretendenti e quindi marito, a differenza della sorella minore Bianca (Antonio Guadalupi), apparentemente dolce e mansueta, corteggiata da Gremio (Dario Cadei) e Ortensio (Filippo Paolasini). Il padre delle ragazze, il nobile e avido Battista (Franco Ferrante), decide dunque che nessun uomo avrà la più giovane finché la primogenita non si sarà accasata. Così gli spasimanti fanno combutta e convincono Petruccio (Ippolito Chiarello), signorotto veronese, a chiedere in moglie Caterina incoraggiandolo con la prospettiva della dote.

Confrontarsi con un classico pone sempre la questione sulla sua contemporaneità. In questo caso la sfida in più è stata la visione fortemente legata a un’ottica maschile in cui la donna si realizza solo nella devozione all’autorità del marito. Quando Shakespeare scrisse la commedia, nel 1590, la condizione femminile era soggiogata dalla forza dell’uomo, e l’autore mostra con la sua scrittura una personale sensibilità critica nei confronti del ruolo della donna del tempo.

«La bisbetica domata» è una delle opere più illuminanti e moderne del Bardo e deve gran parte della sua fortuna a un tema antico quanto la cultura occidentale: l’addomesticamento della donna puntigliosa e ribelle. Caterina l’inadeguata, spigolosa ma pura e vera, nasconde un mondo di mercimoni, di padri calcolatori, di figlie in vendita, di burattinai e burattini destinati a negoziare l’amore. Caterina si oppone a questo gioco e come in una fiaba aspetta, pur non mostrando di volerlo, un liberatore, un nuovo inizio che suo malgrado potrà costarle molto più di quanto immagini. «Non ho più un corpo, un cervello, un desiderio», dice l’ex bisbetica. Il destino di sposa sottomessa appare di una modernità sorprendente, un tema dei nostri giorni proiettato dall’età elisabettiana.

Il teatro di Nardò Nostra

di Marcello Gaballo

Sono molto restìo a parlare di me stesso, ma l’occasione odierna, con l’ennesima rappresentazione della fortunata commedia Don Galeazzo da Lucugnano, questa sera replicata al Paisiello di Lecce, mi porta a elencare quanto scrissi di teatro negli anni 80.

Con un gruppo affiatatissimo e numeroso di amiche ed amici, nella gloriosa sede di Nardò Nostra, opportunamente ispirato e musicalmente supportato dall’amico e maestro Toni Saina, scrissi alcuni lavori, quasi tutti portati in scena, che elenco:

Pi lla catena ti lu sicchiu

1984. 2 atti in vernacolo neritino. Musiche originali di Toni Saina.

 

Lu munaceddhu

1986. 2 atti in vernacolo neritino. Musiche originali di Toni Saina.

 

Don Galeazzo da Lucugnano

1989. 2 atti in vernacolo neritino. Musiche originali di Toni Saina.

Primo classificato miglior testo teatrale, migliori musiche, miglior attore non protagonista rassegna Teatro nel Salento. Debutto 30 aprile 1990 presso il teatro Politeama di Lecce.

Numerosissime repliche nel Salento, oltre che a Roma, presso il Teatro Trianon (1 giugno 1991).

 

Miseria e Nobiltà

1991. Libero adattamento in 3 atti della commedia di E. Scarpetta.

Debutto 4 maggio 1991 presso il teatro Comunale di Nardò, con repliche fino al 12 maggio.  Il 18 maggio replica al Politeama di Lecce nell’ambito di Rassegnazero 91, Premio Politeama Greco per il teatro nel Salento, dove si qualifica primo classificato miglior testo teatrale, migliori musiche di scena, miglior attore non protagonista.

Numerosissime altre repliche nel Salento, tra cuila IXedizione “Aradeo e i Teatri”, oltre che a Roma, presso il Teatro Opera Brancaccio (15 marzo 1992). Premio Leuca per il Teatro quale miglior gruppo teatrale, con la seguente motivazione: “con notevole maestria ha saputo tradurre nel linguaggio e nella cultura salentina un testo classico del teatro comico napoletano. La giuria all’unanimità, ha apprezzato particolarmente la scioltezza del testo e della sceneggiatura che, al di là di una semplice e pedissequa trasposizione del materiale linguistico originale, e pur rimando fedele al tracciato scarpettiano, hanno saputo offrire una perfetta ambientazione salentina. A dare risalto all’intera rappresentazione è stata poi la recitazione vivace, ricca di comicità, esperta, di un insieme di attori, ben compaginato e armonico pur nella diversità delle parti e delle caratterizzazioni, si da evidenziare in alcuni di loro inconfondibili tratti di professionalità”. Il debutto a Leuca il 25 luglio.

 

Caterina (la pazza)

1994. 2 atti in vernacolo neritino. Inedita.

 

L’ Ospite

1995. 2 atti in vernacolo neritino. Debutto il 22 giugno 1995 presso il Teatro Antoniano di Nardò.

 

Il castello di Otranto

1996. Inedita.

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