Dalle murge salentine alla cordigliera cilena. Maurizio Nocera e Sergio Vuskovic Rojo (III ed ultima parte)

a cura di Paolo Vincenti

Maurizio Nocera ripercorre le tappe della sua pluriennale collaborazione con Rojo in un altro articolo dal titolo Sergio Vuskovic Rojo e l’Italia, apparso su “Anxa News”, Anno VII, N.11/12, (novembre-dicembre 2009), del quale qui mette conto riportare.
 
“Sergio Vuskovic Rojo è stato in Italia durante gli anni 1976-1983 e 1985-1989.  Complessivamente undici anni di esilio. Nel 1989, ritornò nel suo amato Cile.  Professore di Filosofia all’Università di Bologna, non si limitò a conoscere  solo la città delle due torri, ma volle vedere e conoscere anche il resto del  «bel paese». La curiosità del filosofo e del politico lo spinsero a Capri, dove  sapeva esserci stato il suo amico Pablo Neruda, anch’egli esiliato negli anni ’50. Vuskovic volle visitare poi Torino, che sapeva essere stata la città dove  si era formato e aveva lottato Antonio Gramsci, l’autore di un libro che il  filosofo cileno ama molto e che tuttora continua a studiare, i “Quaderni del  carcere”; […]. Sergio Vuskovic Rojo ebbe occasione di venire anche nell’estremo tacco della  penisola, il Salento di Puglia, dove ci conoscemmo e facemmo amicizia. Quando  giunse nella mia terra, era già abbastanza conosciuto nel resto del paese,  perché aveva partecipato a numerose iniziative promosse per il ritorno della  libertà e della democrazia in Cile. Assieme al suo amico Nicos Bletas Ducaris  (autore del poema “Canto Particolare del Cile”, Bologna 1977), il poeta greco  esiliato nel 1967 nella stessa Bologna dalla dittatura dei colonnelli greci,  aveva partecipato a diverse manifestazioni di poesia e di varia umanità, sempre  spinti dall’anelito di progresso sociale e civile per tutti i popoli della  Terra. Vuskovic ebbe modo di viaggiare con Nicos anche in Grecia, in particolare ad  Atene e Corinto, dove nel 1977 tenne, ad un pubblico attento e numeroso, il  discorso “La donna nella filosofia”, nella Camera di Commercio

Dalle murge salentine alla cordigliera cilena. Maurizio Nocera e Sergio Vuskovic Rojo (II parte)

DALLE MURGE SALENTINE ALLE ANDE CILENE: IL SODALIZIO MAURIZIO NOCERA-SERGIO VUSKOVIC ROJO NEL SEGNO DI PABLO NERUDA

 

di Paolo Vincenti

Neruda/… sono un poeta di pubblica utilità (Tricase 2001), dunque, è stato il primo libro, curato da Maurizio Nocera, pubblicato in Italia da Sergio Vuskovic Rojo.  Voglio riportare un estratto dell’intervento di Giovanni Invitto alla Presentazione del libro, tenuta  appunto a Martignano nel 2002. Scrive Invitto: «Chi è Sergio per noi, occidentali, salentini, uomini di cultura. Qual è la [sua] filosofia? […] Se io dovessi definire Sergio, direi che egli è un filosofo continentale, non nazionale: è  un filosofo di pubblica utilità, se è vero che Neruda disse di sé: sono un poeta di pubblica utilità [… La sua è] una filosofia, quindi, aperta al mondo, alle idee degli altri: “Il sangue che scorreva dalle nostre ferite era rosso, era semplicemente e uniformemente colorato di rosso. Il sangue era rosso per tutti: nessuno aveva sangue azzurro o di altro colore. Il cattolico e il comunista, il protestante e il massone, il radicale e il socialista, il socialdemocratico e il cristiano di sinistra, il discendente di un arabo o di un ebreo, tutti vedevamo – e lo soffrivamo nella nostra carne – che eravamo parte inscindibile del martirizzato e calpestato popolo del Cile” (cfr. “La via del Cile”, Martignano 1987, p. 17). Potremmo benissimo definirlo un messaggio cristiano: non quello dei colonizzatori cristiani dell’America Latina, ma quello della fraternità, di Francesco che precede le crociate, di madre Teresa, di mons. Helder Camara. Però, ogni attributo (marxista, cristiano) è riduttivo: ogni uomo è una storia a sé. Si tratta di far incontrare le storie, quante più storie è possibile: cosa a cui i cileni Pablo e Sergio hanno dedicato l’esistenza».

Ma il sodalizio Nocera-Rojo ci porta anche ad un altro nome importante nell’ambito della cultura mondiale e specificamente della bibliofilia: quello dei Tallone. Tornando al libro di Maurizio Nocera  Neruda Cento anni, infatti, in questo libro compare uno scritto: “Il nerudiano 2000 dell’editore Tallone”. Questo breve  saggio è illuminante perché svela la nascita del rapporto fra Nocera e l’editore Enrico Tallone di Alpignano (Torino), sempre nel segno del grande Pablo Neruda. Ed è molto interessante notare come il cammino di  conoscenza e di frequentazione amicale e professionale fra Nocera e Enrico Tallone rispecchi  un analogo cammino compiuto molti anni prima  dal grande scrittore cileno Neuda  con  il grande editore, maestro dell’arte tipografica, Alberto Tallone, padre di Enrico. Il pretesto che è alla base di questo rapporto è la pubblicazione in Italia nel 2004 di un inedito di Neruda, “2000”, appunto, a cura di Tallone. In occasione dei festeggiamenti in tutto il mondo per il centenario della nascita di Neruda, Nocera che si trovava in Cile a presentare il  libro, a sua cura, di Sergio Vuskovic Rojo, Neruda/ L’invenzione di Valparaiso, nella traduzione castigliana, apprese proprio dal grande filosofo cileno Rojo dell’uscita in Italia di un inedito nerudiano, dal titolo “2000”. Nella sala della dogana di Valparaiso, dove si teneva la conferenza di presentazione del libro, insieme a Nocera e alla consorte Ada Donno, erano presenti molti intellettuali cileni in vario modo collegati a Neruda, come Francisco “Pancho” Velasco, fraterno amico di Neruda, con la moglie Maria Martner, la poetessa Sara Vial,  Oskar Quiroz Mejia, Rettore dell’Università di Playa Ancha, Alberto Luis Mansilla, fraterno amico e biografo di Neruda ( e del quale nel libro di Nocera compare il saggio “ Neruda e Vuskovic e il loro legame con Valparaiso”) e, naturalmente, Sergio Vuskovic Rojo ( autore, nel suddetto libro, degli interventi “L’amico, il malacologo” , “L’ebbrezza cosmica” e “Neruda e l’invenzione di Valparaiso”, di cui si è già detto). Comunque l’attenzione di Nocera fu catturata da questo nuovo libro inedito di Neruda di cui aveva sentito parlare. E al suo ritorno in Italia egli subito si mise a cercare questo

Dalle murge salentine alla cordigliera cilena. Maurizio Nocera e Sergio Vuskovic Rojo

DALLE MURGE SALENTINE ALLE ANDE CILENE: IL SODALIZIO MAURIZIO NOCERA-SERGIO VUSKOVIC ROJO NEL SEGNO DI PABLO NERUDA

a cura di Paolo Vincenti

Voglio raccontare una storia di amicizia.  Quella fra Maurizio Nocera, intellettuale salentino di spicco, poeta, scrittore, appassionato ricercatore di storia patria, bibliofilo, impareggiabile operatore culturale, editore, docente e maestro di pensiero, e Sergio Vuskovic Rojo, politico e filosofo cileno, una delle intelligenze più vive e brillanti dell’intera  America Latina.

Sergio Vuskovic

Come per tutte le grandi storie, iniziamo da un piccolo evento ( piccolo, ben inteso, se rapportato alla storia di una amicizia che varca i confini nazionali per andare da una parte all’altra del globo, appunto, dalle murge salentine alla cordigliera cilena). Nel 1986, in occasione del 40° anniversario della Repubblica Italiana, il comune di Martignano, in provincia di Lecce, organizza una manifestazione molto importante dal punto di vista simbolico, non solo perché ricorda la riconquistata libertà del popolo italiano dal giogo della dittatura fascista ma anche perché quella manifestazione è l’occasione per il popolo martignanese e salentino di solidalizzare con il popolo cileno, oppresso, all’epoca da 13 anni, da una feroce quanto barbara dittatura militare guidata da Pinochet. Quella manifestazione è molto importante anche per Maurizio Nocera poiché è lì che avviene il primo incontro con Sergio Vuskovic Rojo, illustre ospite di Martignano. Comincia proprio in quel momento il lungo sodalizio fra Nocera e il grande filosofo cileno.

Quell’evento viene poi ricordato in un libro, pubblicato nel 1988, dall’Amministrazione comunale di Martignano,  La via del Cile, con  molte foto che  ben documentano quell’incontro. Il libro, che si apre con una fiera dichiarazione del Presidente Allende, “Dichiaro la mia volontà di resistere, anche a costo della mia vita, in modo che questo serva da lezione nella ignominiosa storia di coloro che hanno la forza ma non la ragione”, racchiude bene in sé tutta la drammaticità di un’esperienza dolorosa quale quella della dittatura sofferta dal popolo cileno e da Sergio Vuskovic Rojo. 

Rojo, che aveva patito la tortura dei campi di concentramento e poi dell’esilio, la sera del 10 agosto 1986, nella manifestazione di solidarietà col popolo cileno, che aveva visto salire sul palco di Martignano anche lo storico gruppo degli Inti Illimani, era stato omaggiato dal Sindaco del paese

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