La Terra d’Otranto ieri e oggi (2/14: ALESSANO)

di Armando Polito

Il toponimo

La terminazione in -ano rende molto probabile che si tratti di un nome prediale e che quindi il toponimo sia collegato con la centuriazione romana e con l’attribuzione del territorio ad un Alexus; un Iunius Alexus è attestato in parecchie iscrizioni provenienti da ogni parte dell’Impero: AE 1966, 00609d e 00614a; AE 1998, 01228f; CAG-11-01; CCCA-05, 00044; CIL 02, 04970,247; CIL 08, 10478,18; CIL 08, 10478,18b-e,; CIL 08, 22644,159; CIL 08, 22644,159a-z; CIL 10, 08053,102°; CIL 10, 08053,102a-z; CIL 11, 06699,111; CIL 13, 10001,171e;  CIL 15, 06501,1; CIL 15, 06501,7; EE-08-01, 00243,5;  un Caius Iunius Alexus è attestato in CIL 15, 06501,6.

Mi pare quanto meno discutibile l’ipotesi che vorrebbe la città fondata dall’imperatore bizantino Alessio I Comneno non tanto per l’assenza di documenti che la suffraghino ma perché supporrebbe un eponimo greco con una desinenza tipicamente latina. All’obiezione che anche Alexus nasce dalla radice di ἀλέξω (leggi alexo=proteggere) ribatto che rispetto al Comneno (1056-1118) è uno dei tanti nomi latini di origine greca sui quali si è innestato il suffisso tipicamente latino di cui ho detto, a parte il fatto che Ἀλέξιος (leggi Alèxios) avrebbe dovuto dare Alexianum, che, infatti, è attestato come aggettivo riferito ad Alessio ma mai come toponimo. E poi, sembra plausibile che la cittadina abbia una fondazione così “recente?”.

Non manca pure la proposta di qualche buontempone (a meno che non vada applicato il rasoio di Hanlon, discendente, filosoficamente parlando, dell’altro … barbiere, cioè Occam; però, se diamo retta ai due barbieri, in quale sgabuzzino della loro bottega  andrebbe gettato e chiuso A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre si indovina portato poi a maggior fortuna, tant’è che quasi tutti sono convinti che ne sia il padre,  da Giulio Andreotti?) pullulante in rete grazie al copia-incolla e “ratificata” da wikipedia (la nota 6 avverte che questa che sto per riportare e le altre sarebbero strate tratte dal sito del Comune, dove, però, manca proprio quella che ora sto incriminando): La leggenda vuole che Dedalo, atterrato nella zona dopo il suo famoso volo, abbia esclamato “Alae Sanae!” in riferimento alle sue ali artificiali ancora intatte, e da questa locuzione deriverebbe il nome del paese. Nemmeno Nino Frassica sarebbe stato (lui, comunque, consapevolmente) capace di tanto!

 

Pacichelli (A), pagg. 163-164:

Pacichelli (C, anni 1686 e 1687):

Resta alla punta la città picciola di Alessano, di 239 fuochi, già Vescovado di Monsignor Agostino Barbosa, Ducato oggi di Don Gioseppe di Aragona, Principe di Cassano, che ha stato grande e sposò la nipote del fu Cardinal Trivulzio.

Contan sei miglia per Alessano (città e Ducato della nobilissima Casa Aierbi del regal sangue di Aragona, ricco di casali e forte di torri), che io misuro almen a dieci, e divennero assai moleste dal replicato nostro fallar delle vie, tralasciando presso i Minimi una ricca libreria.

E dopo aver venerata a mille passi e sotterra un’imagine di Nostra Signora, assai corrosa dal tempo, stentai fra vie larghe e assai comode fabriche di pietra, nella piazza abondante, per colpa del sindico, a trovar pane, che da quattro giorni non si vendea in Alessano, dove unito alle mura vidi, senza nulla di curioso, il Vescovado. E, fuori veduta, per amene vie passeggiar quella Principessa ch’è di rare maniere, della Casa Trivulsia di Milano, con la sua prole ben instituita dal savio genitore, e in carrozza il gentilissimo Vescovo Monsignore Don Andrea Tontoli, che s’intitola ancor Vescovo dell’unita e descritta chiesa del Capo di Leuca.

Ne’ Conventuali, già fondati dal loro Santo Padre, presi comodo alloggio, regalato dal Padre Lorenzo di erbe e di vino, supplendo io la mattina, e vincendo le sue scuse con la limosina, nel far celebrare da lui e ricever la Sagrosanta Eucaristia, al caso del giorno antecedente, il che imitò ancor con pietà il mio cameriero.

Pacichelli (A)

 

immagine tratta e adattata da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Alessano_Panorama.jpg
immagine tratta e adattata da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Alessano_Panorama.jpg

Ora sulla mappa originale evidenzio i dettagli citati nella didascalia che preliminarmente trascrivo. Tale operazione sarà ripetuta ogni volta per le mappe degli altri centri di Terra d’Otranto che corredano il volume del Pacichelli.

A   Vescovato/Chiesa madre del SS. Salvatore e palazzo vescovile rispettivamente abbellita e ricostruito dal vescovo  Andrea Tontoli, vescovo di Alessano dal 1667 fino alla morte avvenuta nel 1695; il tutto poi ricostruito nel 1755 (mappa/immagine tratta e adattata da Google Maps)-

B Palazzo del Prencipe/Palazzo ducale (mappa/http://rete.comuni-italiani.it/wiki/Alessano)

Duca di Alessano ai tempi del Pacichelli doveva essere Giuseppe di Aragona, stando a quanto scrive, partendo da molto lontano, Luigi Tasselli (1622-1694) in Antichità di Leuca, Eredi di Pietro Micheli, Lecce, 1693, pagg. 560-5611.

Mi soffermo brevemente su un’iscrizione posteriore di quasi un secolo presente all’interno: Haec domus odit, amat, punit, conservat, honorat/nequitiam, pacem, crimina, iura, probos. A. D. 1794. Si tratta di un distico elegiaco in cui, però, i versi non sono normali ma, come  tecnicamente vengono definiti,  rapportati o correlativi, perché ogni verbo del primo nell’ordine, regge, sempre nell’ordine, il complemento oggetto del secondo, sicché la traduzione è obbligata a seguire questi accoppiamenti e, anziché (quale sarebbe quella lineare) Questa casa odia, ama, punisce, conserva, onora l’ingiustizia, la pace, i crimini, il diritto, gli onesti, sarà: Questa casa odia l’ingiustizia, ama la pace, punisce i crimini, conserva il diritto, onora gli onesti. Nell’anno del Signore 1794. Quest’iscrizione è particolarmente  ricorrente in tutta Europa in molte fabbriche del XVII, generalmente prigioni, come a Glasgow in Scozia, a  Delft in Olanda, a Praga nella Repubblica ceca.

D Torre antica della famiglia de San Giovanni/Palazzo Sangiovanni (mappa/http://www.bebsalentopittoresco.com/luoghi.asp?vacanze=Alessano)

I   Cappuccini/Chiesa e convento dei Cappuccini (mappa/http://it.wikipedia.org/wiki/File:Chiesa_dei_Francescani_Alessano.jpg)

K  Conventuali/Chiesa di S. Antonio (mappa/http://it.wikipedia.org/wiki/File:Chiesa_di_Sant%27Antonio_Alessano.jpg)

Chiudo con lo stemma che rispetto all’attuale presenta solo due festoni laterali invece dei rami di alloro.

(mappa/http://it.wikipedia.org/wiki/File:Alessano-Stemma.png)

 

Abbiamo visto come pochissimi dettagli sono ancora, pur con difficoltà e dubbi, riconoscibili nello stato attuale dei luoghi. Ciò è dovuto non solo alle trasformazioni sovente radicali succedutesi nel tempo ma anche al fatto, comune a tutte le mappe antiche, che non sempre la fedeltà del dettaglio è rispettata. Il Pacichelli, poi, era uno storico, per cui non è da escludersi, come vedremo per Brindisi, che le sue mappe nascano dalla rielaborazione di precedenti di epoca medioevale e che, quindi, non rappresentino i luoghi quali erano agli inizi del XVIII secolo). Tra le fabbriche perdute per sempre le porte (la mappa mostra solo Porta Nova, l’ho evidenziata nella prima delle due immagini che seguono; mi pare inverosimile, però, che la città avesse una sola porta, tanto più che il nome fa intuire che essa fu l’ultima costruita e probabilmente l’ultima ad essere demolita; infatti, oltre a Porta Nova, ce n’erano altre tre: Porta La Terra, Porta Castello e Porta Lo Chiuso e nella mappa ne è visibile una (Porta La Terra?) nella parte anteriore della cortina muraria, ievidenziata nella seconda immagine), le torri (nella mappa ne sono visibili dieci, ma, supponendo un intervallo regolare fra l’una e l’altra, non dovrebbero essere state teoricamente meno di diciotto)  e il resto delle mura, il tutto abbattuto (secondo quanto si legge in http://www.borghiautenticiditalia.it/assobai/i-borghi/puglia/consintercomcapo-sm-di-leuca-le/874-alessano-le.html) nel 1867.

(CONTINUA)

Prima parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2013/12/19/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-114-presentazione/

Terza parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/05/la-terra-dotranto-ieri-e-oggi-314-brindisi/

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1 Qui mi torna pure in acconcio a mostrarvi la divotione, che hanno professato à Maria gli altri figli, che hebbe Giacomo I Rè di Aragona da D. Teresa Viduaura [si tratta della terza moglie; il nome esatto era Teresa Gil di Vidaure], e tutti i loro Posteri, poiche [sic] essendo questi due Pietro, e Giaxomo, Gicomo lo volle il Rè Conte di Zerica in Valenza, e Pietro lo instituì, e dichiarò Signore, e Conte del Contado di Ayerbo nel Regno di Aragona. Lasciando da parte la Posterità di Giacomo, e parlando de’ soli Posteri di Pietro: trovo, che à Pietro successe Giacomo il figlio, à Giacomo successe Michele, à Michele Garzia, à Garzia Sancio primo suo figlio, à questo sancio II, ed altri figli. Sancio II, divotissimo della Beata Vergine fù [sic] quello, che venne in Regno con Alfonso il Savio I Rè di Napoli, e militando à suo favore, ne ottenne dal figlio Rè Ferrante I l’esser Conte di Simari in Calabria, ed altre preminenze. In Simari poi sancio guidato dalla Beata Vergine, fondò ub Monastero de’ Padri Domenicani sotto il titolo di S. Caterina Vergine, e Martire, dove elesse per sè [sic], e suoi figli la Sepoltura; à Sancio II successe Alfonso, ad Alfonso successe Michele II suo figlio, celebre, e celebrato Cavaliere, che per la Moglie venne ad essere nipote di Alessandro VI e Callisto III ed arrivò ad altre preeminenze in premio della divotione, che haveva della Beata Vergine; à  questo successe Alfonso II ed altri suoi figli, il quale Alfonso II ottenne da Filippo II l’essere Marchese della Grotte … [resto della parola illegibile]; all’accennato Alfonso successe Pietro III ed à Pietro III Gasparo, che per la Moglie Donna Girolama De Curtis, divenne Prencipe di Cassano, di cui essendo figlio Don Filiberto divoto di Santa Maria di Leuca, e questi havendo avuto in Moglie D. Laura Guarini Duchessa di Alessano, coll’essere Prencipe di Cassano divenne anco Duca di Alessano, da’ quali nato Don Giuseppe, hoggi vivente, Prencipe di Cassano, e Duca di Alessano, imitando i suoi Antenati, frequenta ogni Sabbato a riverire Santa Maria di Leuca, dalla quale ne ha avuto in premio per adesso l’essere felice Padre di numerosa prole, con certa speranza, che se peerseverarà nella vera divotione della Beata Vergine, sarà da questa riconosciuto con prosperità, e contentezza in questa vita, e col premio della futura gloria nell’altra, perche [sic] essa è quella gran Signora del Mondo, che … 

 

 

Araldica civile e religiosa a Nardò

Marcello Gaballo
Araldica civile e religiosa a Nardò
Nardò 1996 – pp. 133, con illustrazioni b-n nel testo
s.i.p.

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