San Giorgio: il cavaliere che uccide il drago per salvare la bella principessa

di Stefano Tanisi

Melpignano, parrocchiale, facciata con altorilievo del Santo protettore (ph M. Gaballo)

 

San Giorgio fu un militare originario della Cappadocia (odierna Turchia) e nacque verso l’anno 280. Fu educato alla religione cristiana dalla madre all’insaputa del padre e divenne tribuno dell’armata militare dell’imperatore di Persia. Dopo aver donato tutti i suoi beni ai poveri confessò la sua fede davanti all’imperatore, che lo condannò ad atroci torture. Rinchiuso in carcere ebbe una visione del Signore che gli predisse che avrebbe subito sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre volte la resurrezione. Morì verso il 303 in Palestina.

Matino, centro storico, edicola con S. Giorgio (ph M. Gaballo)

 

Nota è la Leggenda Aurea, la quale narra che vicino alla città di Silene, in Libia, vi era un grande lago dove si nascondeva un drago che quando si avvicinava alla città uccideva col fiato tutti gli uomini che incontrava. I cittadini per placare l’ira della bestia gli offrivano ogni giorno due pecore, ma quando incominciarono a scarseggiare, una pecora e un giovane estratto a sorte. Fu così che toccò alla giovane principessa. Il re cercò di riscattarla ma non riuscì a evitagli il sacrificio. Allora la giovane si diresse piangente al lago. Ma ecco che si trovava a passare il cavaliere Giorgio e saputa la triste vicenda le disse: “Figlia mia, non temere perché io ti verrò in aiuto nel nome di Cristo”. Allora uscì il drago, ma il cavaliere non si spaventò: saltato a cavallo, vibrò con forza la lancia e ferì la bestia che cadde a terra. “Non avere più paura” gli disse Giorgio “e avvolgi la tua cintura al collo del drago!”. La fanciulla legò dunque l’animale e lo portò a guinzaglio fino in città. Gli abitanti si spaventarono, ma Giorgio gli rassicurò dicendogli “Non abbiate timore perché Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago. Abbracciate la fede in Cristo, ricevete il battesimo e ucciderò il mostro”. Allora il re e la popolazione si convertirono chiedendo al cavaliere di mantenere la promessa.

Proprio questo leggendario episodio del drago ha ispirato numerosi artisti nella rappresentazione del santo.

San Giorgio è patrono dei cavalieri, arcieri, soldati, degli scout e delle guide. Il suo nome è invocato contro la peste, la lebbra, i serpenti velenosi e la sifilide. La festa liturgica è il 23 aprile.

Melpignano, affresco di S. Giorgio (ph S. Tanisi)

 

San Giorgio si festeggia in diversi paesi del Salento: Melpignano, Matino, Bagnolo del Salento, Corigliano d’Otranto, Ortelle, Serrano, Sternatia, ecc.

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