31 marzo 2016. Renata Fonte ha vinto

portoselvaggio (ph Marcello Gaballo)

di Pino de Luca
E’ quasi l’una di notte, il jet leg dell’ora legale mi ha scombussolato. Metto insieme i pezzi del prossimo articolo del venerdi. Sono contento, molto contento di come alcuni pezzi di Salento, in particolare uno che non disvelo, stiano crescendo in manera prorompente, quasi sia stato levato un tappo che li comprimeva. O forse è stato levato per davvero. Non è compito mio giudicare. E guardando le carte e le storie sono incappato nelle date, in vecchie foto e vecchi articoli. Vecchi si, come a volte mi capita di essere giudicato. Forse a buona ragione. In quelle vecchie foto, con tanti chili in meno e tanta rabbia in più ne ho trovate alcune di un 31 marzo fatto al Belvedere di Porto Selvaggio. Molti anni fa. Che tempi ho avuto l’onore di vivere, che persone ho avuto il piacere di conoscere, molte personalmente e molte per contatto pubblico. Era il 1984 alla prima esperienza di Consigliere Comunale da meno di un anno, cominciavo a comprendere cosa significava muoversi in un comune difficile, avere sulle spalle le speranze degli sconfitti da sempre e di fronte la forza e l’arroganza di chi aveva sempre vinto. C’era tanta fiducia, entusiasmo, ingenua lealtà e incrollabile fede nell’utopia dell’eguaglianza e del comun sentire. Era il 31 di marzo e giunse a notizia orrenda: Renata Fonte, assessore al comune di Nardò, era stata uccisa a colpi di pistola mentre tornava a casa. Sapevamo bene cosa fosse già la quarta mafia e sapevamo bene che cresceva grazie alla miopia e alla sottovalutazione, quando non alla complicità delle istituzioni.
Ricordo i giornali del tempo e le veline che, come sempre, cercavano di instillare nell’opinione pubblica idee balzane e, trattandosi di una donna, la pista passionale era la preferita. Fino ad indicare persino il marito come possibile coinvolto. Che vergogna. Molti anni dopo si capirà che dietro c’era una mano criminale ma mai si è giunti al terzo livello … ci si è fermati al secondo. Eppure le sentenze di quell’ulteriore livello ne parlano ma restò inaccessibile. E comunque Renata ha vinto. Il Salento ha ancora Porto Selvaggio strappato alla speculazione grazie proprio al suo impegno. A Sabrina e Viviana il mio caro saluto.
Ci sono state Persone come Renata che hanno dato la vita per la loro terra e ci sono persone che ne fanno strame vendendone brandelli ai passanti. Il Salento esiste, ma i salentini continuano ad esistere ancora?
A noi la scelta!!!

4^ PEDALATA PER LA PACE E LA LEGALITA’ “in memoria di Renata Fonte”,

renata

4^ PEDALATA PER LA PACE E LA LEGALITA’ “in memoria di Renata Fonte”, Domenica 19/10/2014 a Porto Selvaggio.

Vi informiamo che domenica 19/10/2014 si svolgerà la 4^ pedalata per la pace e la legalità a Porto Selvaggio, luogo simbolo della lotta alla criminalità, vero gioiello della natura. Una ciclo-passeggiata che ci aiuterà a “rigenerare memoria”, a ricordare Renata Fonte, donna, madre, amministratrice del Comune di Nardò, uccisa il 31 marzo 1984. Alla piccola carovana dei promotori potranno unirsi altri gruppi ciclistici e cittadini con auto proprie. Nel parco a lei dedicato incontreremo sua figlia, Sabrina Matrangola e continueremo una riflessione-azione affinchè il sacrificio di Renata Fonte a favore dell’ambiente, della sua terra, della cultura della legalità possa continuare ad essere un monito per tutti. Con i più cordiali saluti. Rino Spedicato  Presidente Associazione Retinopera Salento Onlus

L’iniziativa è promossa da: Retinopera Salento Onlus, ACLI, Bici in Opera, ASD Oria Messapica, Friends’ Bike Brindisi, Gruppo Ciclistico Salice Salentino, Gruppo Ciclo-Amatori Torre Santa Susanna, Amici di don Tonino Bello, con il patrocinio di “LIBERA” e dei CSV “Poiesis” e “Salento” (Centri Servizi al Volontariato per le province di Brindisi e Lecce)

portoselvaggio (ph Marcello Gaballo)

Per info:  associazione@retinoperasalento.it; bicinopera@gmail.com; aclisanpancraziosalentino@gmail.com; 393/7666828

Programma:  ore 8.00 raduno c/o il piazzale della stazione di servizio “Total” via x Torre Lapillo a San Pancrazio Salentino;  ore 8.15 partenza;  ore 9.45 arrivo a Porto Selvaggio;  ore 10.00 incontro con Sabrina Matrangolo, figlia di Renata Fonte;  ore 10.30 esibizione del balletto del Centro Danza “Movimento” sul brano musicale del cantautore Angelo Presta dal titolo: “Renata, mia madre”;  ore 10.45 visita al parco “Renata Fonte”;  ore 11.45 “panino in compagnia”;  ore 12.15 ritorno in bici.  Vi aspettiamo.

In sella per la pace, la legalità, la promozione della cultura del volontariato, la tutela dell’ambiente

Renata Fonte eroina del nostro Meridione

 
 
DOVE SI DEVASTA IL PAESAGGIO Lì C’è MAFIA!

di Oreste Caroppo

Renata Fonte è un’eroina del nostro Meridione ed il suo sacrificio oggi assume un valore nuovo ed importante, vivo, che non stiamo cogliendo come dovremmo! Il Salento muore oggi sotto la stessa avidità speculativa per cui oggi Renata non è più tra noi a difenderci nei consigli comunali dai mafiosi e dalla mafia pugliese fatta anche e soprattutto di quegli uomini politici che, come traditori che dall’interno delle città, vendutisi, aprivano le porte delle loro città assediate ai nemici, stanno svendendo, per un piatto di lenticchie o per laute tangenti, il nostro territorio sul patibolo del business dei mega impianti eolici e fotovoltaici industriali, ubicati nelle nostre zone agricole e naturali; una follia che calpesta ogni principio di pianificazione urbanistica ed energetica ed ogni buon principio di prevenzione e precauzione!
E’ quanto sta avvenendo con la mafia della Green Economy, degli imprenditori e delle multinazionali delle cosiddette energie pulite, mega eolico e mega fotovoltaico! Non credo sia stato un caso che il moto popolare, divampato nel Salento, di opposizione a questo scempio inaudito e di proporzioni bibliche sia partito proprio da Nardò, dalla difesa di quella stessa costa, dell’orizzonte di Porto Selvaggio, dove ogni passo si carica del ringraziamento a Renata e del dispiacere che scaturisce dalla consapevolezza che per godere del bello oggi, un tale sacrificio sia stato pagato da una donna e dalla sua famiglia!
Nardò, baia di Uluzzo
Renata fu assassinata dalla mafia per essersi opposta ad una speculazione edilizia lungo la bellissima costa neretina di Porto Selvaggio, nella prima metà degli anni ’80. Oggi, proprio lungo quella stessa costa, è in progetto un enorme paradossale impianto eolico con decine di torri di 150 m circa d’altezza. Dalle proteste divampate dall’animo dei neretini a difesa di quella stessa costa, tutti abbiamo presto scoperto quanto le dimensioni dello scempio eolico fossero spropositate: migliaia di torri eoliche d’acciaio in ogni dove nella campagna salentina, una selva d’acciaio di pali e pale eternamente rotanti, un carcere pronto a privarci della nostra libertà, una campagna cancellata, con la sua natura e la sua potenzialità economica silvo-agro pastorale; cancellata la memoria e la cultura di un popolo intero che ha nel suo paesaggio il suo libro aperto al cielo, sotto distese desertificate e sconfinate di pannelli fotovoltaici! Rubato il cielo, il diritto all’orizzonte!
fonte
L’inganno degli inganni, tutto ciò fatto in nome dell’effetto serra per evitare il surriscaldamento globale, la desertificazione naturale la morte delle specie, si diceva, e nel Salento nella Puglia, la terra viene invece desertificata artificialmente e la biodiversità cancellata, con la morte anche degli uccelli tra le fauci d’acciaio delle torri, proprio in nome di questo impegno “ecologista”; ecologia strumentalizzata al fine di intascare i lauti incentivi statali, nostri, per le fonti rinnovabili!
Menzogna su menzogna, produzioni d’energia in surplus, in una Puglia che già produce ben oltre il suo fabbisogno, tanto da esportare in gran parte energia altrove, disperdendone così gran parte nel trasporto, inevitabilmente! Altro che efficienza energetica! Con la menzogna che le produzioni industriali d’energia rinnovabile abbasseranno la produzione d’energia da fonti fossili, carbone, petrolio, gas: nulla di più falso, sarà invece l’opposto, poiché acquistando dei certificati, cosiddetti strumentalmente ‘verdi’, che lo Stato concede a chi produce energia rinnovabile, lo Stato consente alle ditte di continuare a bruciare indisturbate combustibili fossili, che così possono anche eventualmente incrementare le immissioni di gas serra in atmosfera; ambiente distrutto dai grandi impianti d’energia falsamente pulita, e gas serra immessi indisturbati in atmosfera! Si dovrebbe fermare questo business speculativo a favore solo degli impiantini fotovoltaici di nullo impatto ambientale ubicati sui tanti tetti e tettoie di edifici recenti, ma nulla, il business privato e speculativo è la vera molla di tutto un sistema incostituzionale legislativo regionale messo in piedi ad hoc per questa frode che è semplicemente “la più grande speculazione della storia d’Italia, la più devastante!”. Tutto perché lobby politico-imprenditoriali, ditte straniere, depredino il nostro territorio ed il nostro futuro, e con esso i nostri fondi pubblici, lasciando miseria e nessuna ricaduta occupazionale al Salento, cancellando la sua potenzialità economica turistica fonte di ricchezza diffusa tra le famiglie, a favore invece di accentramenti di denaro nelle mani dei signori delle rinnovabili, e dei politici e funzionari corrotti.
Nardò, Portoselvaggio
Oggi la conferma da tante procure: si ricicla il denaro sporco in questi impianti, vi son collusioni politico-mafiose, affarismo che sta corrompendo tutti i nostri comuni ed enti territoriali, violato da cotanto stupro del paesaggio l’art. 9 della Costituzione Italiana con cui i padri costituenti si preoccuparono di sancire la priorità inviolabile della tutela del paesaggio della nazione, violato il diritto alla salute a causa dell’uso massiccio di diserbanti sotto i pannelli, che avvelenano terra ed acque potabili sotterranee, e a causa dell’aggravarsi dell’inquinamento acustico e da elettrosmog ovunque, (elettrosmog che scaturisce da qualsiasi produzione e trasporto d’energia elettrica), ed un messaggio allora si impone e ci spinge ad agire nel ricordo mai troppo presente di Renata Fonte: “DOVE SI DEVASTA IL PAESAGGIO Lì C’è MAFIA!”; il paesaggio la scenografia della nostra esistenza, il presupposto della nostra felicità; e solo dove ci impegneremo davvero, senza paura per migliorare il nostro paesaggio, rispettarlo e renderlo più sano e bello, esaltandone l’intrinseca essenziale “naturalità”, lì, al di là delle targhe che il tempo corrompe, lì il nome di Renata Fonte sarà sussurrato come ricompensa alle nostre orecchie dal vento che soffia tra i rami dei pini e delle querce!

Grazie Renata

Oreste

P.S.:
Segnalo questi tre importanti articoli:

“Corriere della Sera” di Carlo Vulpio
Meglio l’eolico del narcotraffico, si guadagna molto di più e si rischia molto meno. Anzi, se si incrociano i politici “giusti” è come vincere al Superenalotto. E in nome della “economia verde”, l’energia costa il triplo. Ma c’è un giudice a Berlino?

http://carlovulpio.files.wordpress.com/2010/09/sulle-rotte-dei-grifoni-minacciati-dal-parco-eolico.pdf

Puglia-Salento: PANNELLI SOLARI E PALE TRA GLI ULIVI E LA STORIA MUORE
di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (autori del famoso libro-inchiesta “La Casta”) due paginoni e riferimento in prima pagina sul “Corriere della Sera”

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=49722688

Da “Nuovo Quotidiano di Puglia”
La richiesta dai mille comitati salentini alla Regione Puglia e a Nichi Vendola della urgente moratoria di tutti gli impianti. Tergiversare oltre sarebbe solo sinonimo di collusione con quanto sta avvenendo:

http://forumambientesalute.splinder.com/post/23230433/appello-a-vendola-e-nicastro-stop-allo-scempio-del-fotovoltaico-ed-eolico-selvaggio-in-puglia-e-nel-salento

http://forumambientesalute.splinder.com/post/23222901/salviamo-il-salento-lappello-dei-sud-sound-system-in-mondo-visione-alla-notte-della-taranta

Nardò. Quel faraonico piano Càfari

di Gianni Ferraris

Cerchiamo di comprendere qualcosa in più sul faraonico piano Cafari. Si tratta della costruzione di un mega villaggio turistico in località “Cafari” ed adiacente al villaggio turistico “Torre Inserraglio”.

A chiederne autorizzazione sono due società con sede in Napoli.

Dei complessivi 608.719 metri quadri della lottizzazione dei comparti 78 e 79 (come definiti dal PRG di Nardò nella località denominata Cafari) le due società possiedono rispettivamente il 33.9% e il 23.9% che, come si evince, corrispondono al 57,8% del totale, il rimanente 42.2% è parcellizzato fra una miriade di piccoli proprietari. Cosa prevede il piano di cementificazione di un’area salentina adiacente a Porto Selvaggio che riporta alla mente Renata Fonte?

Renata Fonte eroina del nostro Meridione

 
 
DOVE SI DEVASTA IL PAESAGGIO Lì C’è MAFIA!

di Oreste Caroppo

Renata Fonte è un’eroina del nostro Meridione ed il suo sacrificio oggi assume un valore nuovo ed importante, vivo, che non stiamo cogliendo come dovremmo! Il Salento muore oggi sotto la stessa avidità speculativa per cui oggi Renata non è più tra noi a difenderci nei consigli comunali dai mafiosi e dalla mafia pugliese fatta anche e soprattutto di quegli uomini politici che, come traditori che dall’interno delle città, vendutisi, aprivano le porte delle loro città assediate ai nemici, stanno svendendo, per un piatto di lenticchie o per laute tangenti, il nostro territorio sul patibolo del business dei mega impianti eolici e fotovoltaici industriali, ubicati nelle nostre zone agricole e naturali; una follia che calpesta ogni principio di pianificazione urbanistica ed energetica ed ogni buon principio di prevenzione e precauzione!
E’ quanto sta avvenendo con la mafia della Green Economy, degli imprenditori e delle multinazionali delle cosiddette energie pulite, mega eolico e mega fotovoltaico! Non credo sia stato un caso che il moto popolare, divampato nel Salento, di opposizione a questo scempio inaudito e di proporzioni bibliche sia partito proprio da Nardò, dalla difesa di quella stessa costa, dell’orizzonte di Porto Selvaggio, dove ogni passo si carica del ringraziamento a Renata e del dispiacere che scaturisce dalla

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