Nardò, il Pio Monte di San Biase e le tasse

di Armando Polito

Ogni tanto si leva una voce piuttosto isolata che pone il problema della necessità di sottoporre i beni immobili ecclesiastici posti al di fuori della Città del Vaticano alla variegata tassazione che angustia qualsiasi cittadino onesto contribuente, sia che possegga una stamberga, sia una villa hollywoodiana o possa disporre di un attico di 250 m2
I detrattori di papa Bergoglio lo accusano di dire solo banalità, contrapponendo la sua figura a quella del suo predecessore, quasi fosse un miserabile populista succeduto ad uno splendido leader. Quel che dice Bergoglio sarà pure un coacervo di cose banali, ma in questo mondo improntato alla superficialità ed all’abitudine vale forse la pena ribadire concetti ovvii riguardanti gli autentici valori persi di vista piuttosto che perdere tempo avventurandosi in sottili distinguo teologici che non coinvolgono certo il comune fedele (figurarsi chi tale non è …) e che ben pochi, comunque, capiscono o sono disposti a capire. Se poi alle parole seguissero i fatti, non è che io diventerei di colpo meno anticlericale di quanto non sia da tempo o altrettanto repentinamente rivedrei la mia posizione nei confronti delle religioni, tutte, nessuna esclusa: forse ingenue e pure solo nel momento della loro nascita, poi progressivamente strumento formidabile di potere che sfrutta la paura della morte, promettendo mirabilie paradisiache in una vita futura (forse non ci rimettono solo i gatti …) e facendo ben poco per lenire almeno una porzione di quella sofferenza infernale che coinvolge la maggior parte dell’umanità per colpa di una squallida minoranza di cui, con maggiore o minore responsabilità, faccio parte pure io.

E allora, se papa Francesco decidesse di fondere o di porre all’asta il Tesoro del Vaticano e di mettere il ricavato a disposizione dei Poveri della Terra, se con iniziativa propria si dichiarasse disponibile a trattare sull’esenzione fiscale di cui godono i beni ecclesiastici posti al di fuori dei confini della Città del Vaticano, mandando al diavolo, sia pur in parte, il Concordato a suo tempo stipulato con un tirannello, ma soprattutto la Convenzione finanziaria rimasta pressoché immutata nella revisione del 1984, se …
Indietro non si va (nonostante il fare un passo indietro sia diventato, sempre verbalmente, di moda) ma qualche volta sarebbe opportuno andare ancora più indietro. Per esempio: in esecuzione del Concordato del 1741 tra la S. Sede e la Corte di Napoli fu istituito il Tribunale misto, con componenti nominati da entrambe le corti, il quale aveva l’ufficio di ispezione su tutti i luoghi pii, laicali e misti. Aveva potere consultivo relativamente alle questioni che gli venivano sottoposte e potere amministrativo nella tutela degli interessi dei luoghi nominati. Le sue attribuzioni furono trasfuse dopo la sua abolizione nel Consiglio generale degli Ospizii. Durò fino al 1806.

Nel 1788 vennero pubblicati degli opuscoletti ognuno dei quali conteneva per ogni territorio un indice dei luoghi, cui seguiva una nota dettagliata del tributo dovuto da ciascuna istituzione ivi esistente. Di seguito il frontespizio dell’opuscolo che ci interessa da vicino (scaricabile integralmente da https://books.google.it/books?id=SVrYWJAfogYC&pg=PP1&lpg=PP1&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&source=bl&ots=BLKisPxh1O&sig=WylhpBoQTjipjMe88nVlGiW6meA&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjw9Iu9z5_OAhUBFxQKHQ7EAHQQ6AEIMjAF#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false).1

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È interessante notare anzitutto la dicitura Provincia di Lecce in un opuscolo che include anche i centri della provincia di Brindisi e di quella di Taranto, per cui, a tutti gli effetti, qui (si tratta di un documento ufficiale) Provincia di Lecce sostituisce la vecchia dicitura Provincia di Terra d’Otranto. Manca in ciascun opuscolo della serie il nome dell’editore e quello del luogo di edizione e il fregio visibile in basso allude alla volontà del re ma non ci dà la certezza che gli opuscoli uscirono dalla Stamperia Reale di Napoli. Avrebbe richiesto troppo spazio riprodurre i dati relativi ad ogni luogo (sono 181), per cui riporterò solo quelli strettamente necessari.

Il tributo totale ammonta a 1216 ducati ed è così ripartito:provincia di Lecce ducati 811,50; provincia di Brindisi ducati 139,50; provincia di Taranto ducati 267.

Come si vede, la contribuzione dei centri della provincia di Lecce surclassa quella delle altre due (ed è certamente un sintomo di maggiore vivacità economica)  e nel suo ambito spiccano, dopo il capoluogo che deve versare 27 ducati, Nardò che ne deve versare 25. Ma, come in un gioco di scatole cinesi, qual è l’istituzione neretina che compare come il maggior contribuente? Vale la pena questa volta sfruttare più spazio e riporto, perciò, la scheda completa.

Su un totale di 25 ducati da corrispondere da parte di 8 istituzioni ben 15 sono a carico del Monte di San Biase. Quanto ad Opere di Misture credo che siano quelle che rientrano tanto nell’ambito laico quanto in quello religioso. Il lettore che lo vorrà troverà una breve ma documentata ed esauriente trattazione dell’amara storia connessa con questa istituzione in http://www.fondazioneterradotranto.it/2012/07/20/la-nobilissima-famiglia-sambiasi-e-lingente-lascito-perpetuo-a-favore-dei-cittadini-di-nardo/.
Comunque siano andate le cose, vi pare azzardato da parte di qualcuno che volesse scriverne una versione più romanzata di quanto non sia stata la rocambolesca realtà, adottare il titolo La triste fine di un istituto benefattore nonché contribuente?
Un’ultima nota: tutti i monti di pietà citati nell’opuscolo sono sottoposti ad un tributo di ducati 1,50, fatta eccezione per questo di Nardò e del Monte sotto il titolo della Pietà dei poveri di Taranto, assoggettato al pagamento di ducati 57.
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1 Per chi, salentino o no, fosse interessato agli altri territori:

Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Matera … (https://books.google.it/books?id=rm0y6dmU8UQC&pg=PP1&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiAm8W94p_OAhVFaxQKHX2aDrMQ6AEIHjAA#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)

Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Capitanata … (https://books.google.it/books?id=oWKx7lSubDQC&pg=PP1&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiP6Piv3J_OAhWBPxQKHWzJCskQ6AEIJTAB#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)
Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Principato citra …
(https://books.google.it/books?id=E-l-zyyrjJsC&pg=PA44&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiP6Piv3J_OAhWBPxQKHWzJCskQ6AEIQTAH#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)

Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Principato ultra … (https://books.google.it/books?id=wPjG9o_0yD0C&pg=PP1&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiP6Piv3J_OAhWBPxQKHWzJCskQ6AEIKjAC#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)

Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia dell’Aquila … (https://books.google.it/books?id=Dk58umAR3a4C&pg=PP1&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiP6Piv3J_OAhWBPxQKHWzJCskQ6AEINDAE#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)
Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Chieti … (https://books.google.it/books?id=4QNsMynqt0sC&pg=PA11&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiP6Piv3J_OAhWBPxQKHWzJCskQ6AEIODAF#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)

Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Napoli …
(https://books.google.it/books?id=ONK9K9Cqc-AC&pg=PA2&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiP6Piv3J_OAhWBPxQKHWzJCskQ6AEIPTAG#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)

Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Teramo… (https://books.google.it/books?id=UqnosfqChfwC&pg=PA7&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiP6Piv3J_OAhWBPxQKHWzJCskQ6AEIRjAI#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)

Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Cosenza …
(https://books.google.it/books?id=QSB_Vqw8ELEC&pg=PA16&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiP6Piv3J_OAhWBPxQKHWzJCskQ6AEITDAJ#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)

Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Contado di Molise … (https://books.google.it/books?id=KytEfkRmQZ4C&pg=PA2&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiusqmi5Z_OAhWE8RQKHe4PAtg4ChDoAQgbMAA#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)
Nota de’ luoghi pii laicali, e misti della provincia di Terra di lavoro …
(https://books.google.it/books?id=INbuAQlD2CkC&pg=PA9&dq=Nota+de%27+luoghi+pii+laicali&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiusqmi5Z_OAhWE8RQKHe4PAtg4ChDoAQggMAE#v=onepage&q=Nota%20de’%20luoghi%20pii%20laicali&f=false)

La nobilissima famiglia Sambiasi e l’ingente lascito perpetuo a favore dei cittadini di Nardò

 

di Marcello Gaballo 

La stirpe dei Sambiasi, attestata come Sancto Blasio sin dal sec. XIII, fu tra le più antiche, nobili e benemerite di Nardò. Eccelse per la costruzione di chiese, la fondazione di benefici ecclesiastici, opere pie e caritative, tra cui spicca quella di Pippa Sambiasi, che il 4 ottobre 1433 donò alla chiesa di Nardò i grandi feudi di Fango e Paduli.

Gli ultimi rappresentanti vissero in città fino alla metà del secolo XVIII, per poi estinguersi, sopravvivendo il ramo leccese.

Utile, ai fini di questa occasione che vorrebbe la soppressione dell’ospedale neritino, soffermarsi sulle volontà testamentarie di due fratelli, Fabrizio e Giuseppe Oronzo, dei quali il primo coniugato con la nobile Glorizia de Prezzo ed il secondo chierico.

Il 6 maggio 1741, dopo mature considerazioni, i tre benemeriti testarono di fronte al notaio Nicola Bona di Nardò, lasciando precise disposizioni da rendersi pubbliche dopo la morte  del primo di essi. Nel 1742 e nel 1743 morirono Fabrizio e sua moglie, restando Giuseppe Oronzo, che pur avendo soddisfatto le parti essenziali del testamento, il 12 maggio 1744 lo fece aprire dal notaio Felice Massa. Vi si nominava erede universale il vescovo pro tempore di Nardò che, fatto redigere da un notaio l’inventario di tutti i

Nardò. Il tesoro scomparso della nobile famiglia Sambiasi

 

di Giuseppe Tarantino

Il tesoro scomparso della nobile famiglia Sambiasi: un patrimonio di milioni di euro che potrebbe aver giocato un ruolo determinante nelle decisioni assunte riguardo il futuro dell’ospedale di Nardò.

Nella conferenza pubblica “La morte annunciata dell’ospedale di Nardò”, organizzata dal Comitato civico “Spes Civium” in difesa del “San Giuseppe – Sambiasi” , che si è tenuta nei giorni scorsi nel Chiostro di Sant’Antonio, si tirano fuori carte e documenti notarili e nasce il “giallo”: che fine ha fatto il “tesoro” che avrebbe salvato l’ospedale di Nardò?

Antiche carte conservate nell’archivio storico del Comune e dell’Ospedale civico, vengono alla luce grazie all’analisi storica condotta da Marcello Gaballo, medico e storico locale, il quale nel corso del convegno rivela l’esistenza di un vero e proprio “mistero” sulle sorti dell’ingente “lascito perpetuo” che la nobile famiglia neritina dei Sambiasi donò, nel 1741, ad un “Pio Monte” con il preciso scopo di finanziare lo sviluppo dell’Ospedale di Nardò.

Un patrimonio ingentissimo che, tra l’altro, comprendeva la masseria “Ingegna”, la chiusura in contrada “Fabrizio” (1680 alberi di ulivo), le masserie “Taverna”, “Cravascio”, “Bella Nova” e “Corsari”, un palazzo su via Lata, un giardino al “Ponte”, sei case nel “vicinio” della “Misericordia”, una bottega nei pressi di San Domenico, alcuni magazzini in Gallipoli, capitali dati in enfiteusi a varie persone, canoni e censi gravanti su case e terreni. “Le regole del Pio Monte furono confermate con Regio Assenso di Ferdinando IV l’8 agosto 1783, -scrive Marcello Gaballo- fu amministrato dalla Commissione Comunale di beneficenza, poi dalla Congregazione di Carità. Il patrimonio dell’istituzione nel 1927 ammontava a Lire 638.888,60”.

Le volontà testamentarie dei donatori furono rispettate sino agli anni ‘70 dello scorso secolo, quando la riorganizzazione sanitaria italiana rivide tutto

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